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L’allenatore dell’Akragas, Raffaele Di Napoli presenta così la partita contro l’Unicusano Fondi in programma domani, sabato 28 gennaio, alle ore 14.30, allo stadio Esseneto di Agrigento:
“La crisi societaria può sicuramente riflettersi sulla squadra, ma noi dobbiamo cercare di andare avanti e lavorare sodo per onorare al meglio la maglia che indossiamo. I problemi della società tengono banco più che mai in queste ultime ore, ma noi siamo chiamati domani a compiere una vera impresa contro il Fondi. I giocatori che sono rimasti lotteranno per questi colori.
Forse sarò un folle, ma sono convinto che i problemi societari si risolveranno presto perché a capo della società vi sono persone responsabili che cercheranno, mi auguro, di salvare questa squadra.
Di una cosa sono sicuro: daremo battaglia al Fondi. E’ una partita che cercheremo di onorarla al massimo e cercheremo di fare risultato perché vogliamo regalarci e regalare una grande gioia ai tifosi, ed in particolare, a quelli della curva sud che come noi stanno soffrendo in questo periodo. Voglio fare un plauso ai ragazzi della curva che fanno tanti sacrifici per seguirci anche in trasferta e ci mettono tanta passione: questa è la parte bella del calcio. La mia soddisfazione è che i club che puntano alla vittoria del torneo ci richiedono i giocatori e, quindi, qualcosa di buono l’abbiamo fatta e la stiamo facendo, nonostante le tante critiche che ci piovono addosso.
Contro il Fondi punteremo sulla determinazione, sull’aggressività e sulla cattiveria agonistica. Vogliamo fare nostra la partita”.

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Al termine della rifinitura tecnica di questa mattina, mister Di Napoli ha reso noto l’elenco dei giocatori convocati per la partita contro il Fondi di domani pomeriggio, alle ore 14.30, allo stadio “Esseneto” di Agrigento.
Ecco la lista suddivisa per reparto e con i relativi numeri di maglia dei calciatori convocati:
Portieri: 22 Pane 1 Addario
Difensori: 33 Petrucci, 34 Mazza,16 Thiago, 3 Russo, 27 Caternicchia, 14 Riggio, 25 Cappello
Centrocampisti: 20 Coppola, 5 Pezzella, 30 Privitera, 15 Palmiero, 26 Rotulo, 28 Ortugno, 21 Giarrusso
Attaccanti: 29 Cochis, 9 Gomez, 17 Longo, 24 Leveque, 36 Sicurella.
Indisponibili: 7 Salvemini, 8 Carrotta, 10 Cocuzza,
19 Sepe, 2 Zanini.

In merito alle ultime notizie che ci pervengono dagli organi di stampa,vogliamo sottolineare,in primis il nostro plauso alla ditta appaltatrice( la Nuoto Academy Csen),per l’impegno e gli sforzi economici che sta mettendo in atto,al fine di restituire un importantissima struttura quale è sempre stata la Piscina di via parco del mediterraneo,un lavoro importantissimo ed al contempo coraggioso,visto il degrado in cui versava la nostra struttura.In secundis vogliamo ricordare anche, che la prima commissione consiliare permanente allo sviluppo economico e servizi comunali di cui sono componente e Presidente,a lavorato fin dal suo insediamento,affinché questo importante obiettivo di affidamento e riapertura della struttura,fosse trattato con urgenza.Ci siamo confrontati con dirigenti e funzionari e ci abbiamo lavorato sin da subito,alfine di velocizzare le lungaggini amministrative comunali.La nostra certamente non vuole essere una polemica con la ditta che ha in affidamento la struttura,a cui rinnovo il mio personale plauso ed a cui auguro buon lavoro!Il nostro precedente intervento è stato sollecitato dagli utenti che hanno trovato la Piscina non fruibile al pubblico,nonostante l’inaugurazione svolta con taglio di nastro dal primo cittadino Firetto e dall’amministrazione, giorno 14 Gennaio.Il nostro intervento era volto a ricordare al Sindaco che quando si inaugura una struttura,subito dopo, codesta struttura deve essere fruibile al pubblico.Il Sindaco e l’amministrazione potevano benissimo aspettare che l’iter burocratico fosse ultimato,inaugurandola qualche settimana dopo e magari ricevere il plauso anche dalle opposizioni, che tra l’altro hanno saputo per tramite della stampa e non dall’amministrazione attiva di questa inaugurazione “prematura”,ed oggi non ci sarebbe stata polemica alcuna,se così la si vuole definire.Concludo augurando un ottimo lavoro alla Ditta affidataria della struttura ed al Prof.Spataro ,che certamente sta facendo un grandissimo ed importantissimo lavoro,ridando dignità a questa struttura che si candida ad essere fiore all’occhiello per la Città. Ribadiamo al Sindaco che potevamo benissimo aspettare qualche altra settimana o mese,attendere che l’iter burocratico sarebbe stato ultimato e poi inaugurare la struttura.Crediamo fermamente che funzioni così,noi ed i cittadini agrigentini.Lo dichiara il Consigliere Comunale di Sicilia Futura e Presidente della Prima Commissione Consiliare Permanente allo Sviluppo economico e Servizi Comunali,Salvatore Borsellino.
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Con la testimonianza del prof. Carlo Sortino, docente, storico, scrittore e giornalista del periodico “Peso specifico”, l’istituto comprensivo “Gangiamila” di Palma di Montechiaro ha celebrato oggi la “Giornata della memoria”, concludendo un’intera settima dedicata alla Shoah e che ha coinvolto tutte le classi di terza di scuola secondaria di primo grado. Il prof. Sortino ha raccontato la Palma durante la seconda guerra mondiale, la miseria, i giovani partiti per il fronte, i partigiani protagonisti della resistenza. Commovente il ricordo di alcuni episodi legati ai campi di concentramento, ma soprattutto toccante il messaggio lanciato ai giovani sull’importanza della libertà. Concetto espresso anche dal dirigente scolastico Eugenio D’Orsi che ha esaltato il valore della libertà di pensiero, del rispetto dell’uomo come persona, delle minoranze, della democrazia. Una condanna contro i crimini di massa e contro l’Olocausto che il “Cangiamila” ha ribadito attraverso una toccante manifestazione organizzata dalla redazione del giornale dell’istituto diretto da Giuseppe Piscopo, che ha coordinato la manifestazione. Letture di brani, poesie, testimonianze e tanta musica di qualità eseguita dall’orchestra della scuola, coordinata dalle docenti Maricla Cacciatore e Domenica Mastronardo. L’omaggio agli ebrei con “Cam Cam”, la colonna sonora della “Vita è bella”, la canzone di “Guccini “auschwitz”, ed altri brani hanno emozionato il numeroso pubblico presente all’iniziativa.

Elezioni Regionali e lavori in corso. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha ribadito al Partito Democratico che si ricandiderà, e le sue parole, perentorie, sono : “Non mi faccio mettere la museruola da nessuno e non permetterò che le decisioni sulla Sicilia siano prese altrove. Credo che sia allucinante che i sindaci e il presidente della Regione siano decisi a Roma. In ogni caso sappiano che mi ricandido”. E in casa centro destra è stato deciso di ricorrere alle Primarie per scegliere il candidato presidente della Regione. La data scelta per il voto è il 2 aprile. Nello Musumeci, già candidato nel 2012, e leader di Diventerà Bellissima, ha confermato che parteciperà alle Primarie del 2 aprile, e annuncia : “Il 4 febbraio apriremo la campagna elettorale per le primarie del centrodestra, accettiamo le regole del gioco e chi vince sarà il candidato di tutti. Io sarò candidato per il Movimento Diventerà Bellissima. Me lo hanno chiesto con insistenza, avverto il peso di una grande responsabilità. Sono felice ma prudente”. Insieme a Musumeci, al momento, gareggeranno per le Primarie Angelo Attaguile (Lega-Salvini) e Gaetano Armao (Movimenti Sicilianisti). Forza Italia avrebbe chiesto all’eurodeputato Salvo Pogliese di candidarsi, e l’interessato si è riservato di rispondere. Ed anche l’ex rettore all’ Università di Palermo, Roberto Lagalla, ha confermato un suo interesse a partecipare alla competizione.

Spazio alle segnalazioni dei cittadini. Ad Agrigento i residenti della Via Minerva lanciano l’allarme sicurezza. Ieri è stato rubato un Vespone Piaggio 150 beige (nella foto)  posteggiato dentro il cortile di un’abitazione privata. Si tratta dell’ ennesimo furto commesso nella zona, tra automezzi e appartamenti. Gli abitanti della via Minerva e dintorni invitano il Comune e le Forze dell’Ordine a intensificare la sorveglianza a fronte di una condizione di insicurezza non più sostenibile.

“RICCARDO DI BENEDETTO ELETTO PRESIDENTE REGIONALE F.I.G.I.S.C.”

Ieri 26 Gennaio c.m., Il Consiglio Regionale della Figisc – Federazione Italia Gestori Impianti Stradali Carburanti – di Confcommercio, riunitosi a Catania, ha eletto all’unanimità Riccardo Di Benedetto, Presidente Regionale della Figisc-Confcommercio Sicilia.
Riccardo di Benedetto, che opera nel comune di Canicattì, titolare di diversi impianti, ed attualmente Presidente Provinciale di Figisc-Confcommercio Agrigento, per i prossimi 5 anni guiderà i Gestori aderenti a Confcommercio di tutta la Sicilia e si dovrà occupare di tantissime spinose questioni relative al settore della distribuzione carburanti che sta attraversando momenti particolari e  difficili, sia per quanto riguarda la continua diminuzione dei consumi e quindi delle difficoltà dei gestori nel portare avanti le proprie aziende sia i rapporti con le compagnie petrolifere, sempre più aggressive nei confronti dei gestori.
Di Benedetto da tantissimi anni impegnato nel sindacato dei Gestori, succede a Maurizio Squillaci della Figisc di Catania.
Il mio impegno – ha dichiarato il neo presidente regionale – sarà costante e in difesa e tutela della categoria. Durante il suo mandato sarà affiancato dai due vicepresidenti Sebastiano Fontana di Siracusa e Giuseppe Polara di Ragusa. Segretario Regionale Figisc è stato confermato Eduardo Brancato.


Il Comune di Agrigento, anzi i cittadini di Agrigento, pagheranno 700 mila euro al capo dell’ Ufficio tecnico comunale, Giuseppe Principato, che ha vinto un ricorso contro l’ inquadramento tardivo della sua posizione lavorativa. Il Tribunale ha condannato il Comune di Agrigento a pagare al funzionario pubblico 409.806 euro a titolo di risarcimento danni, più circa 130 mila euro di contributi per interessi maturati fino all’aprile del 2014. E poi, ancora, poco più di 13 mila euro di spese legali ed oltre 146 mila euro per integrazioni dei contributi previdenziali ed assistenziali Irap per un totale di 701.892 euro. Il Consiglio comunale ha riconosciuto il debito il 29 dicembre scorso e, con una delibera, ha approvato lo schema di accordo per la rateizzazione del credito e la determinazione degli interessi. La somma sarà pagata in tre rate da versare al dirigente nell’arco di un anno.

Si è tenuta stamani presso il Tribunale di Castrovillari (Cs) davanti al Gip Letizia Benigno, l’udienza di opposizione all’archiviazione chiesta per i tre carabinieri indagati per l’omicidio colposo per la morte del  29enne Vincenzo Sapia, avvenuta il 24 maggio del 2014 a Mirto Crosia, un piccolo paese del litorale ionico cosentino.

In aula la famiglia Sapia al completo, i genitori di Vincenzo, le sue sorelle ed il fratello, perché questo è senza dubbio un momento importante e delicato della vicenda che ha visto il loro caro morire in circostanza ancora non del tutto chiare.

In aula l’avvocato Fabio Anselmo ed insieme a lui l’avvocato Alessandra Pisa, che durante l’udienza hanno esposto in maniera esaustiva e con incisività le motivazione dell’opposizione all’archiviazione e della necessità di andare invece in sede dibattimentale.

Diversi i passaggi salienti dell’avvocato Fabio Anselmo mirati a far luce sui temi medico-legale, sull’uguaglianza di tutti davanti alla legge penale, sui diritti dell’uomo, sull’importanza della prova oltre ogni ragionevole dubbio, sulle contraddizioni del medico legale, sul fatto che Vincenzo Sapia non avesse commesso nessun reato che richiedesse il fermo o l’arresto, sul fatto che contro il giovane era stata usata una forma di violenza.

La vittima era conosciuta come un ragazzo pacifico, con nessun precedente né atto di violenza pregressa. Aveva solo un problema psichico Vincenzo, ma – come ha detto l’avvocato Anselmo, durante l’udienza –  “pazzo e diverso, non deve significare pericoloso“.

I consulenti medico-legali hanno espresso opinioni contrastanti circa la morte di Vincenzo Sapia. Non sarebbe avvenuta per motivi cardiaci, ma per motivi di ipossia, ossia di mancanza di ossigeno.

Il cuore di Vincenzo si è fermato ma non per infarto, poiché non vi erano segni o lesioni di quella causa, sul suo cuore.
Sarebbe dunque da capire se i comportamenti dei tre militari possano essere anche “concausalmente correlati alla morte del Sapia“.

Non si può basarsi solo su quanto dicono i testimoni, non si può chiedere a loro come è morto Vincenzo Sapia” – dice l’avvocato Anselmo.

Vincenzo non era drogato, non era ubriaco, non aveva nessuna responsabilità circa il suo comportamento del momento, non aveva commesso nessun crimine, aveva solo forzato un portoncino di un condominio in cerca del suo cagnolino.

Secondo l’avvocato Anselmo dunque, anche solo le relazioni di servizio dei Carabinieri con i fatti in esse raccontati, sarebbero sufficienti a radicare un processo.

E’stata l’avvocato Alessandra Pisa a sottolineare come il Sapia sarebbe stato afferrato per il collo, trattenuto per i capelli, gli sarebbe stato appoggiato un piede sulla schiena, e dunque ci sarebbe stata una violazione della regola di condotta da parte dei militari.

Sarebbe importante, secondo l’avvocato Pisa, anche l’acquisizione e l’ascolto delle registrazioni delle telefonate fatte al 112 e al 118, per sentire tutto quello che accadeva intorno al Sapia, in quei minuti che hanno poi portato alla sua morte.

La controparte, in udienza ha invece sostenuto che la causa della morte della vittima è di natura cardiaca, così come si evincerebbe da alcune delle perizie effettuate e che il comportamento dei militari intervenuti quel 24 maggio sarebbero stati consoni rispetto ad “un’azione inconsulta del Sapia“.

Il giudice Benigno si è riservato di decidere in merito alla richiesta di opposizione all’archiviazione, e pertanto ad oggi non resta che attendere la decisione del Gip. Attenderanno la decisione con la dignità e la compostezza che li contraddistingue, i familiari di Vincenzo Sapia, che possono vantare un avvocato che al primo posto mette il diritto dell’essere umano, di essere difeso da coloro che forse, non hanno saputo farlo.

Perché come Fabio Anselmo ha detto con enfasi e fermezza “se i carabinieri non fossero intervenuti, se si fosse approcciato al ragazzo che tutti conoscevano come sempre si era fatto, forse lui sarebbe ancora vivo, e noi non saremmo qui”.

Simona Stammelluti


Si è tenuta stamani presso il Tribunale di Castrovillari (Cs) davanti al Gip Letizia Benigno, l’udienza di opposizione all’archiviazione chiesta per i tre carabinieri indagati per l’omicidio colposo per la morte del  29enne Vincenzo Sapia, avvenuta il 24 maggio del 2014 a Mirto Crosia, un piccolo paese del litorale ionico cosentino.
In aula la famiglia Sapia al completo, i genitori di Vincenzo, le sue sorelle ed il fratello, perché questo è senza dubbio un momento importante e delicato della vicenda che ha visto il loro caro morire in circostanza ancora non del tutto chiare.

In aula l’avvocato Fabio Anselmo ed insieme a lui l’avvocato Alessandra Pisa, che durante l’udienza hanno esposto in maniera esaustiva e con incisività le motivazione dell’opposizione all’archiviazione e della necessità di andare invece in sede dibattimentale.
Diversi i passaggi salienti dell’avvocato Fabio Anselmo mirati a far luce sui temi medico-legale, sull’uguaglianza di tutti davanti alla legge penale, sui diritti dell’uomo, sull’importanza della prova oltre ogni ragionevole dubbio, sulle contraddizioni del medico legale, sul fatto che Vincenzo Sapia non avesse commesso nessun reato che richiedesse il fermo o l’arresto, sul fatto che contro il giovane era stata usata una forma di violenza.
La vittima era conosciuta come un ragazzo pacifico, con nessun precedente né atto di violenza pregressa. Aveva solo un problema psichico Vincenzo, ma – come ha detto l’avvocato Anselmo, durante l’udienza –  “pazzo e diverso, non deve significare pericoloso“.
I consulenti medico-legali hanno espresso opinioni contrastanti circa la morte di Vincenzo Sapia. Non sarebbe avvenuta per motivi cardiaci, ma per motivi di ipossia, ossia di mancanza di ossigeno.

Il cuore di Vincenzo si è fermato ma non per infarto, poiché non vi erano segni o lesioni di quella causa, sul suo cuore.
Sarebbe dunque da capire se i comportamenti dei tre militari possano essere anche “concausalmente correlati alla morte del Sapia“.
Non si può basarsi solo su quanto dicono i testimoni, non si può chiedere a loro come è morto Vincenzo Sapia” – dice l’avvocato Anselmo.
Vincenzo non era drogato, non era ubriaco, non aveva nessuna responsabilità circa il suo comportamento del momento, non aveva commesso nessun crimine, aveva solo forzato un portoncino di un condominio in cerca del suo cagnolino.
Secondo l’avvocato Anselmo dunque, anche solo le relazioni di servizio dei Carabinieri con i fatti in esse raccontati, sarebbero sufficienti a radicare un processo.
E’stata l’avvocato Alessandra Pisa a sottolineare come il Sapia sarebbe stato afferrato per il collo, trattenuto per i capelli, gli sarebbe stato appoggiato un piede sulla schiena, e dunque ci sarebbe stata una violazione della regola di condotta da parte dei militari.
Sarebbe importante, secondo l’avvocato Pisa, anche l’acquisizione e l’ascolto delle registrazioni delle telefonate fatte al 112 e al 118, per sentire tutto quello che accadeva intorno al Sapia, in quei minuti che hanno poi portato alla sua morte.
La controparte, in udienza ha invece sostenuto che la causa della morte della vittima è di natura cardiaca, così come si evincerebbe da alcune delle perizie effettuate e che il comportamento dei militari intervenuti quel 24 maggio sarebbero stati consoni rispetto ad “un’azione inconsulta del Sapia“.
Il giudice Benigno si è riservato di decidere in merito alla richiesta di opposizione all’archiviazione, e pertanto ad oggi non resta che attendere la decisione del Gip. Attenderanno la decisione con la dignità e la compostezza che li contraddistingue, i familiari di Vincenzo Sapia, che possono vantare un avvocato che al primo posto mette il diritto dell’essere umano, di essere difeso da coloro che forse, non hanno saputo farlo.
Perché come Fabio Anselmo ha detto con enfasi e fermezza “se i carabinieri non fossero intervenuti, se si fosse approcciato al ragazzo che tutti conoscevano come sempre si era fatto, forse lui sarebbe ancora vivo, e noi non saremmo qui”.
Simona Stammelluti