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Le elezioni Politiche l’ 11 giugno, forse. Le Regionali in autunno, sì ma se le Politiche saranno nella primavera 2018 non è escluso un accorpamento. Le Primarie del centro destra per la scelta del candidato presidente della Regione il 4 aprile, almeno così trapela ma senza troppa convinzione. E i candidati, al momento, sono Nello Musumeci (Diventerà Bellissima), Angelo Attaguile (Lega-Salvini), Gaetano Armao (Movimenti Sicilianisti), e, forse, Salvo Pogliese (Forza Italia). E poi le Amministrative in 140 Comuni siciliani, compresa Palermo, e 11 Comuni agrigentini, Aragona, Bivona, Campobello di Licata, Casteltermini, Cattolica Eraclea, Comitini, Lampedusa e Linosa, Montallegro, Santa Margherita Belice, Sciacca e Villafranca Sicula. Ed è a Palermo che si infiamma la questione ormai sempre più ricorrente nelle campagne elettorali per l’elezione del sindaco : i candidati a rappresentare i cittadini disdegnano i simboli dei partiti perché avvertono che i cittadini disdegnano i partiti. E’ il “Dagli all’ untore” dei Promessi Sposi. Leoluca Orlando ha ribadito picche al simbolo del Partito Democratico e ha sollevato paletta rossa anche a liste civiche con il Nuovo centrodestra citando espressamente due nomi da lista nera, Francesco Cascio e Simona Vicari. E allo stesso modo Fabrizio Ferrandelli si è comportato verso l’ innamoramento di Forza Italia, e Gianfranco Miccichè gli ha replicato che Forza Italia è orgogliosa dei propri simboli e identità, e non vi rinuncerà. Invece, il segretario regionale del Partito Democratico, Fausto Raciti, a fronte della rigidità di Orlando, ha prenotato un volo Palermo – Roma. E investirà il partito nazionale del problema palermitano la cui soluzione, qualunque essa sia, sarà funzionale anche alla campagna elettorale per le Regionali. Già la segreteria provinciale del Pd di Palermo ha incontrato a Roma il numero 2 dopo Renzi, Lorenzo Guerini, rientrando però in Sicilia più o meno a mani vuote. Adesso è Raciti che si intesta la marcia su Roma, sponsorizzato dal Sottosegretario alla Sanità, Davide Faraone, che non intende rinunciare all’ accordo con Orlando. Qualora ciò non fosse possibile, il Partito Democratico sarebbe in difficoltà oggettiva ad indicare un proprio candidato in alternativa. Ed ecco perché la trattativa con il sindaco prosegue, nonostante i margini per accordarsi si siano ridotti al minimo.
fonte teelacras


1°maggio 1940, oggi il tempo si ferma, e la memoria torna a ricordare coloro che furono vittime a causa della loro religione, della loro malattia, del loro
orientamento sessuale; il tutto soltanto per il pensiero contorto dell’uomo.
Una sola persona ebbe il coraggio, con una freddezza innata di uccidere milioni e
milioni di donne, uomini, bambini ebrei.
“IL LAVORO RENDE LIBERI” era il motto scritto sulla porta dell’inferno,
dove durante il viaggio di andata, spesso era senza ritorno.
Auschwitz fu uno dei tanti campi di concentramento dove tutti si
ritrovarono rinchiusi nella mano di un nazista, dove morivano per un si
o per un no, dove a causa delle guardie comandate venivano maltrattati,
sfruttati, privati della dignità, vituperati. Tutti con lo stesso pigiama bianco a righe blu che non li proteggeva assolutamente dal freddo polare, con la testa privata dei propri capelli, coperta da un berretto. Il terreno veniva marcato da milioni di piedi nudi, dove le razioni di cibo non erano mai abbastanza,
dove i cuori si spezzavano ulteriormente quando i forni crematori
fumavano, segnale che altre vite erano state carbonizzate.
Un posto dove i grandi si rassegnavano e i bimbi speravano, dove non
c’era di scampo se non l’incontro con la morte.
Pochi sono sopravvissuti, pochi c’è l’hanno fatta dopo la liberazione.
“voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate
tornando a sera il cibo caldo e i visi amici: considerate se questo è un
uomo, che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per mezzo
pane, che muore per un si o un no…”
Tali parole furono scritte da Primo Levi, uno scrittore, un uomo che
venne deportato ad Auschwitz in quanto ebreo. Egli riuscì a
sopravvivere, venne poi trovato morto nel 1987.
Il 27 gennaio del 1945 i sovietici liberarono da Auschwitz i pochi
sopravvissuti.
Fu la fine di un incubo…
Gloria Sciortino, studentessa

Attaguile, Arghillà? E’ impensabile che un carcere venga gestito così
Presenterò una interrogazione al ministro della Giustizia per chiedere una ispezione immediata per affrontare in maniera seria i gravi problemi strutturali e gestionali
(27 gen.) – Quando il carcere ‘Arghillà’ di Reggio Calabria fu inaugurato nel luglio 2013, dopo lavori interminabili ed ancora oggi in alcune sue parti da completare, fu indicato come la possibile Casa Circondariale modello della Calabria per il recupero dei detenuti definiti di ‘media sicurezza’ per come era stato ideato e pensato. Ma a soli 3 anni e mezzo dall’apertura le problematiche, le carenze e i disservizi causati dalla inadeguatezza strutturale e dal numero esiguo del personale penitenziario nonché dall’aumento progressivo delle presenze dei detenuti – oggi ve ne sono 324 dai 160 iniziali, di cui quasi un terzo definiti di ‘alta sicurezza’, cioè ‘pericolosi’, che sono ospiti al terzo piano della struttura – sono venuti tutti a galla. Sarà stata forse la fretta a voler avviare una struttura che rischiava di diventare l’ennesima cattedrale nel deserto assieme forse anche alla sottovalutazione dei rischi e dei problemi che questa area geografica purtroppo offre sotto l’aspetto della delinquenza organizzata e di quella comune. Non sono serviti a nulla, durante questi anni, le numerose segnalazioni sia da parte del mondo sindacale che anche da chi ricopre un ruolo di responsabilità nel gestire ‘Arghillà’ a sensibilizzare chi decide ai cosiddetti ‘piani alti’ del ministero della Giustizia di poter pianificare nel modo migliore la funzionalità di questo carcere. Non rendendosi conto che tutto ciò mette in pericolo anche la stessa salvaguardia e sicurezza degli agenti di polizia penitenziaria che operano in queste condizioni, oltre a tutti i rischi esterni ed interni che possono verificarsi.

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Sottoscritto un protocollo d’intesa tra il Libero Consorzio Comunale di Agrigento e il comune di Canicattì che consente al Comune di accedere e utilizzare il Registro Provinciale degli Enti autorizzati per lo svolgimento di servizi a favore degli alunni disabili gravi, gia iscritti all’albo Regionale.
Alla firma erano presenti il Commissario del Libero Consorzio Roberto Barberi e il Sindaco di Canicattì Ettore Di Ventura accompagnato dall’Assessore alla Solidarietà Sociale Davide Lalicata.
Con questo protocollo d’intesa il Comune di Canicattì, che non dispone di un proprio registro, potrà utilizzare le Associazioni iscritte presso il Registro del Libero Consorzio Comunale di Agrigento.  Le prestazioni riguardano gli alunni della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado che si trovano in condizioni di disabilita grave e che hanno bisogno dell’assistenza all’autonomia e alla comunicazione. Queste prestazioni di competenza comunale, saranno liquidate direttamente dal comune di Canicattì. Il Comune, di conseguenza, potrà gestire in autonomia i rapporti con gli Enti iscritti nel Registro per realizzare l’assistenza per i giovani alunni con disabilità grave.

Nell’ agrigentino sono sempre più numerose le automobili che circolano senza assicurazione. I poliziotti della Stradale, capitanati dal vice questore, Andrea Morreale, nel 2015 hanno multato 997 mezzi senza assicurazione. E nel 2016 sono stati 620, in ampia parte tra Licata, Porto Empedocle e Palma di Montechiaro. La multa ai senza assicurazione ammonta a 849 euro, e se è pagata entro 5 giorni è scontata del 30 per cento, e così è anche se l’assicurazione è rinnovata dal 16esimo al 30esimo giorno successivo. Il mezzo è comunque sequestrato, e affidato allo stesso proprietario se ha un luogo idoneo a custodirlo, oppure è affidato ad un custode abilitato, iscritto in un elenco prefettizio. Per dissequestrare il mezzo si pagherà il conto di custodia

L’amministrazione comunale di S. Stefano Quisquina nell’ambito delle iniziative da svolgere nel corrente anno  per la promozione del territorio e dell’offerta produttiva e turistica locale,  ha programmato la partecipazione a delle importanti fiere di settore che si svolgeranno nella Regione Lombardia ed in particolare:
–       AGRI TRAVEL AND SLOW TRAVEL EXPO 2017.
La manifestazione  si svolgerà a Bergamo dal 17 al 19 febbraio 2017, ed è di fatto è il primo salone internazionale dedicato alla promozione del turismo rurale e slow, agricoltura biologica, cultura, turismo e sostenibilità,  ed è l’evento che apre per l’Italia il 2017  l’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile per lo sviluppo decretato dall’ONU.
Lo scambio di conoscenze ed esperienze e la ricerca di soluzioni reciprocamente vantaggiose per favorire strategie per la promozione del turismo rurale sono lo scopo del Salone, con un’attenzione particolare all’agroalimentare come leva di marketing turistico e alla green economy come scommessa per il rilancio dell’economia turistica.
Contesto ideale, quindi,  per rendere visibile e promuovere ciò che il ns. territorio offre in termini di turismo accessibile, cammini, percorsi  gastronomici, viaggi a cavallo e in bicicletta alla scoperta del paesaggio, ospitalità diffusa, agriturismi, fattorie didattiche, etc..
–       FA’ LA COSTA GIUSTA
Viene definita come la più grande fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili e si svolgerà a Milano (Fieramilanocity) dal 10 al 12 marzo 2017.
La fiera ha la finalità di far conoscere e diffondere sul territorio nazionale le “buone pratiche” di consumo e produzione e di valorizzare le specificità e le eccellenze, in rete e in sinergia con il tessuto istituzionale, associativo e imprenditoriale locale.
Di fatto è una grande mostra mercato di prodotti e servizi, con tre giorni di eventi, laboratori, incontri, presentazioni, degustazioni e spettacoli.
Inoltre, in questa edizione 2017 la Regione Sicilia sarà presente con uno spazio espositivo per la promozione, tra gli altri, dell’Itinerarium Rosalie, all’interno del quale il territorio del ns. Comune svolge un ruolo di primo piano con la presenza dell’Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina come punto di partenza o di arrivo del percorso turistico-religioso, per cui è quanto mai opportuno  agganciarsi a questa importante iniziativa di carattere pubblicitaria.
Per il Sindaco Francesco Cacciatore e l’Assessore alle Attivita’ produttive Pietro Reina “queste iniziative vanno programmate organicamente al fine di intervenire concretamente allo sviluppo del territorio veicolando in queste vetrine nazionali, le eccellenze dei prodotti agroalimentari del territorio stefanese e del comprensorio dei Monti Sicani, per questo esprimiamo grande soddisfazione e auspichiamo sempre piu’, il continuo dialogo tra pubblico e privato, al fine di arrivare ad uno sviluppo organico del nostro territorio che ha dimostrato e continua ad esprimere grandi potenzialità” .

Negli ultimi tempi a Ribera mi vengono segnalati problemi legati all’illuminazione pubblica. Non si tratta soltanto dei tanti pali della luce che smettono di funzionare e che lentamente vengono ripristinati, o addirittura dimenticati, ma di interi quartieri lasciati al buio per settimane. Di certo non si possono utilizzare come giustificazioni il periodo invernale e le recenti abbondanti precipitazioni: in inverno piove, non è una novità. Si assiste, inoltre, ad una serie di curiosi episodi: interi quartieri lasciati volontariamente e definitivamente al buio da un giorno all’altro senza apparenti motivazioni nonostante le relative strade siano aperte al transito veicolare e, quindi, da chiunque fruibili.

Alla luce di quanto sopra esposto, il sottoscritto Consigliere Comunale Benedetto Vassallo
INTERROGA
il Sindaco
– affinché faccia effettuare meticolosi sopralluoghi mettendo per iscritto il numero, la tipologia di problema e le spese necessarie per il ripristino dei pali non funzionanti sul territorio comunale come, ad esempio, quello collocato in via brodolini 14;
– le motivazioni che hanno spinto ad interrompere arbitrariamente l’illuminazione pubblica in via circonvallazione, al civico 16, nonostante le strade comprese nel quartiere siano liberamente transitabili e usufruibili dai cittadini.


Il capolavoro del maestro del brivido italiano sul grande schermo in oltre 100 sale italiane, distribuito da QMI Stardust in collaborazione con Videa

Le streghe son tornate!
“Suspiria” di Dario Argento per festeggiare i 40 anni dall’uscita
sarà nei cinema restaurato con la spettacolarità del 4k
In Sicilia il film sarà in programmazione da lunedì 30 a mercoledì 1 febbraio nelle sale di Catania, Messina e Palermo
A quarant’anni dal debutto al cinema – era il 1° febbraio del 1977 – torna nelle sale di tutta Italia Suspiria, uno degli indiscussi capolavori di Dario Argento.  L’inquietante horror del maestro del terrore potrà essere rivisto o visto per la prima volta sul grande schermo, da lunedì 30 gennaio a mercoledì 1 febbraio, in una spettacolare versione restaurata in 4k (Info e elenco cinema sul sito www.suspiriaalcinema.it).


In Sicilia l’evento è in programmazione per le tre giornate al Multicinema Hollywood di Gela (Ct), al The Space Cinema Etnapolis di Belpasso (Ct) e al Cityplex Metropolitan di Palermo. Solo per le giornate del 30 e del 31 al Multisala Macherione di Fiumefreddo di Sicilia (Ct); solo il 30 e l’1 all’Uci Cinemas di Messina e solo mercoledì 1 all’Uci Cinemas Catania di Misterbianco (Ct), al cinema Alfieri Multisala di Catania e all’Uci Cinemas di Palermo.
Un restauro accurato delle quasi 1.300 inquadrature che compongo il film, nessuna delle quali uguale all’altra, scelta registica rivendicata più volte dal maestro che a questo proposito ricorda “uno dei traguardi che mie ero posto  – oltre a quello di voler fare un film di sole donne o meglio di sole ragazze – era quello di realizzare un film dove non ci fossero due inquadrature uguali o simili. Quando feci la shooting list tenni conto proprio di questo. Volevo che ogni inquadratura fosse bizzarra, strana e che rispecchiasse lo spirito del film. Un film bizzarro, strano, nervoso, anche molto scatenato, che ben rappresentava quel particolare momento della mia vita”.
Suspiria è uno dei titoli di pregio della library Videa che, per festeggiare il quarantennale dalla prima uscita cinema, ha deciso di restaurarlo in 4K partendo dal negativo, operazione che ha permesso di preservarne la qualità originale.
“Grazie a questa nuova versione restaurata in 4k, l’emozione sarà fortissima. Non vedo l’ora di vederlo in sala col pubblico – dichiara Dario Argento – con tutti i giovani che lo guarderanno per la prima volta… Oggi c’è ancora bisogno di aver paura al cinema, la paura è catartica, io lo so. Risveglia l’anima dello spettatore e colpisce il suo inconscio. La pratica del restauro nel cinema è molto importante per le nuove generazioni”.
Il restauro è stato operato dal laboratorio tedesco TLEFilms Film Restoration & Preservation Services, partendo dalla pellicola originale. I 35 mm, danneggiati in varie parti da lacerazioni, graffi e macchie, sono stati attentamente corretti in maniera digitale. Il film è stato girato con negativi EastmanColor ed è stata l’ultima grande produzione di questo genere ad aver usato il processo “Technicolor Dye Transfer”.
Per l’evento sono stati creati anche dei nuovi materiali di comunicazione: l’artwork Suspiria da Studio Grafite e il trailer da SARALARDANI.
In allegato le 20 curiosità su Suspiria, tra cui la creazione del font Suspiria da parte della società LVR Digital di Roma, che ha curato il rifacimento dei titoli per l’edizione in 4K. Dopo aver acquisito i fotogrammi originali dei titoli di testa del film è stato ricostruito, attraverso una tecnica di maschere grafiche, un alfabeto parziale. Successivamente, i titoli sono stati riscritti sul master restaurato andando a recuperare quelle posizioni originali volute dal regista.

Sinossi
Suspiria è un film del 1977, diretto da Dario Argento, ispirato al romanzo “Suspiria De Profundis” di Thomas de Quincey, e interpretato da Jessica Harper e Stefania Casini. Il film è il primo capitolo della cosiddetta “trilogia delle tre madri” e ha avuto due sequel: Inferno (1980) e La terza madre (2007). Suzy Banner, una ragazza americana, arriva in Germania per iscriversi alla famosa Accademia di danza di Friburgo ma la sera del suo arrivo, sotto una pioggia implacabile, accade qualcosa di strano…
Notizie tecniche del restauro
TLEFilms Film Restoration & Preservation Services, in Germania, ha operato il restauro del film (audio e video). Il film è stato girato con negativi EastmanColor ed è stata l’ultima grande produzione di questo genere ad aver usato il processo “Technicolor Dye Transfer”. Per il 40° anniversario dalla prima uscita cinema, SUSPIRIA è stato restaurato in 4K partendo dal negativo, preservando la sua qualità originale. I 35 mm, danneggiati in varie parti da lacerazioni, graffi e macchie, sono stati attentamente corretti in maniera digitale.
La società LVR Digital di Roma si è occupata dei titoli. Il reparto grafico, in assenza di un font, dopo aver acquisito i fotogrammi originali dei titoli di testa del film ha ricostruito un alfabeto parziale attraverso una tecnica di maschere grafiche. La parte più complessa è stata quella di completare l’alfabeto creando numeri e lettere, in modo che seguissero lo stile dei caratteri già presenti, così da poter creare il FONT SUSPIRIA. Successivamente, i titoli sono stati riscritti sul master restaurato andando a recuperare quelle posizioni originali volute dal regista.
Se Suspiria è riuscito a raggiungere lo status di cult, e dopo 40 anni riesce a mantenere attualità e potenza, è merito della cura e dell’impegno che ci abbiamo messo nel realizzarloDario Argento
Trailer
YT: https://youtu.be/38Eu4WJPeZ0


“Tifosi Akragantini, a seguito delle vostre numerose richieste di un mio nuovo reingresso come socio all’Akragas, desidero dirvi che a tutto oggi io sono ancora socio al 54% sulla carta, ma la mia decisione di non finanziare più l’Akragas, anche per gli altri soci come lo scorso campionato, è irrevocabile . Vi ricordo inoltre che dal Novembre 2016, data nella quale  ho comunicato la mia uscita da finanziatore dell’Akragas, in quanto il progetto della serie B che vi avevo  comunicato, per motivi di forza maggiore, non è più realizzabile, mio malgrado, per le condizioni che si sono venute a creare in  casa Akragas. Sono consapevole delle mie promesse, ma subito dopo le mie promesse della serie “B” sono stato lasciato solo con innumerevoli problemi, ad iniziare dallo stadio che era inagibile e senza impianto di video sorveglianza, e che io ho dovuto finanziare. Mi era stato promesso che l’impianto luci dell’Esseneto lo avrebbero realizzato altri e non l’Akragas, ma a settembre 2015 scopro e mi viene detto che le luci allo stadio li doveva fare l’Akragas. Il grosso problema è che sono stato lasciato da solo a mettere i soldi. Soltanto il presidente del Cda Silvio Alessi mi è stato sempre vicino. Da allora il mio entusiasmo è venuto meno per molteplici fattori. A chi mi chiede del perché della mia uscita a campionato iniziato rispondo che la goccia che fa’ traboccare il bicchiere può accadere in qualsiasi momento e a me è successo a Novembre. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il problema che si è venuto a creare con la pubblicità nelle mura esterne delle stadio. Per quanto riguarda la figura di Peppino Tirri , persona che stimo per la sua professionalità, è doveroso dire che da Novembre abbiamo intrapreso strade diverse. Io ho deciso di cedere le mie quote e di uscire dall’Akragas come socio e di non mettere più soldi di tasca mia, mentre lui ha deciso di sua spontanea volontà di continuare nel suo ruolo di amministratore delegato dell’Akragas al fine di aiutare  a trovare altri finanziatori e, insieme al Presidente Alessi, a salvare il Club. Per chiarezza di tutti è bene sapere che nessuno mi rappresenta ad Agrigento e in Akragas, e vi invito a non identificare l’operato e la persona di Tirri con la mia persona. Se Tirri dovesse rimanere nell’akragas non significa che Giavarini è nell’Akragas, perché  io ormai sono fuori da mesi. Tirri non dispone più del mio aiuto economico come prima, ma anzi insieme ad Alessi fanno il possibile per autofinanziare l’Akragas.  Ho lasciato la società a Novembre senza punti di penalizzazioni da parte della Lega Pro e con gli  stipendi pagati fino a Novembre 2016. Ho lasciato la squadra in zona salvezza come punti raccolti in campionato, e non ho lasciato una nave che sta’ affondando in alto mare, ma bensì una nave ben ancorata al porto e con benzina a sufficienza per alcuni mesi, al fine di permettere ad un altro nuovo imprenditore agrigentino, romano o di qualsiasi nazionalità di salire al comando. Ma questo nuovo imprenditore, purtroppo, non si riesce a trovare.  Ieri ho appreso, attraverso il comunicato stampa di Alessi, che nessuno si è fatto avanti per investire sull’Akragas come socio di maggioranza  o socio di minoranza, per cui io non sono e non sarò responsabile del futuro e di cosa possa capitare all’Akragas nei prossimi mesi, questo sia ben chiaro. Io  ho regalato alla città di Agrigento un campionato in “Lega Pro” finanziato da me per la maggior parte con 1.300.000 euro di soldi miei , e le cose andavano bene fino a Novembre. Adesso che dal mese di Novembre io non finanzio più e gli altri sei soci non hanno mai finanziato, voi tutti potete vedere come vanno le cose. Desidero ringraziare quella parte di tifosi che mi sono stati vicini e posso immaginare la loro delusione per la mia uscita dall’Akragas e per le mie promesse non mantenute, ma spero capiscano la mia amarezza. Però voglio togliermi una soddisfazione e  accontentare tutti quei tifosi che fin dal primo giorno non hanno fatto altro che dire e scrivere “ licatese vai via”: bene adesso che sono andato via voglio vedere cosa sapete fare senza di me, metteteci i soldi voi e mantenetevi la squadra. Noto che senza di me l’Akragas sta smantellando la squadra e potrebbe fallire. Nel giugno del 2015 l’Akragas era sull’orlo del fallimento ed io l’ho salvata. Adesso senza di me rischiate di nuovo il fallimento. Vedete nel calcio si vive anche di riconoscenza e allora volentieri un presidente o i soci  mettono i soldi per il bene della squadra, ma io dopo tutti gli insulti che ho ricevuto prima, per la rivalità con Licata, e anche in questi giorni sulla mia pagina facebook, presa letteralmente d’assalto con insulti vergognosi, per tutto questo non posso fare altro che allontanarmi sempre di più dallAkragas. Andate avanti senza di me. A chi mi chiede della cordata Romana, posso rispondere che io non ci ho mai creduto, tutta la mole dei documenti che hanno voluto mi sembra quasi un alibi, perché non servono tutti questi documenti per decidere se entrare o no nell’Akragas.  Io ci sono passato in prima persona, quando a maggio del 2015 mi hanno proposto l’Akragas, ho visionato con i miei contabili i documenti e in venti giorni ho deciso. Sono venuto ad Agrigento, ho pagato i vecchi debiti della precedente amministrazione e dei vecchi soci, e sono entrato in società. Quando c’è la volontà, queste cose si fanno in venti giorni e non in due mesi. Apprezzo la buona fede dell’assessore Giovanni Amico, ma evidentemente non c’è la volontà dei Romani di investire in Akragas però si continua ancora a tirarli in ballo per dare fumo negli occhi e dire che io non ho intenzione di cedere le quote. Confermo che io le le mie quote le regalo a chiunque ne faccia richiesta. A questo punto tra me e i tifosi è rottura totale per cui è giusto che io mi metta da parte, rimango a guardare e tifare Akragas la domenica. L’Akragas a questo punto dovrebbe imparare ad autogestirsi con le entrate che le arrivano dalla Lega, sponsor e biglietti, visto che nessuno dei soci in essere  non può più finanziarla e dato che non si trovano finanziatori nuovi. Mi sembra che nessuno vuole l’Akragas e chiedetevi come mai? Avevate trovato me un investitore che vive all’estero e finanziato l’Akragas, e l’avete fatto stufare. Forse sono io che non sono adatto al calcio ad Agrigento? Le opinioni probabilmente sono divergenti e siccome sono io che ci metto i soldi, sono io che decido se restare o no in Akragas. A chi mi chiede cosa servirebbe per un mio rientro economico in Akragas, rispondo che prima di tutto bisogna rispettare le mie origini licatesi, visto che sono i soldi di un originario di Licata ad avere mantenuto l’Akragas in Lega pro: Licata è la mia città natale di cui ne vado fiero. Non si può sputare sul piatto dove si mangia.  Mi piacerebbe vedere uno striscione con la scritta “ benvenuti ai licatesi “ allo stadio e non le solite offese.  Bisogna essere masochisti  “pagare per essere insultati” ed io non lo sono. Rimango a guardare cosa sanno fare senza di me. Intanto io sono fuori e tifo Akragas, questo nessuno può vietarmelo. Augurando un campionato di salvezza  all’Akragas, porgo i miei saluti”.
Sofia. 27.01.2016
Marcello Giavarini

“Occorre vigilare affinché non abbiano a ripetersi nuovi olocausti!”. Così il sindaco Lillo Firetto è intervenuto questa mattina presso l’Istituto Comprensivo “Anna Frank” alla “Giornata della memoria” per non dimenticare le vittime della Shoah. L’iniziativa, una ricorrenza celebrata il 27 gennaio di ogni anno a livello internazionale in commemorazione delle vittime dell’Olocausto, ha visto la partecipazione delle delegazioni di numerosi Istituti della provincia, presente il prefetto, il provveditore agli studi e vari dirigenti scolastici. Dopo aver ascoltato una serie di testimonianze, sul palco dell’istituto si sono alternati gli alunni di varie scuole con citazioni e letture tratte dal “Diario” di Anna Frank, la ragazzina ebrea che morì nel campo di concentramento di Bergen-Belsen in Germania e da alcuni testi di Primo Levi. Il sindaco Firetto nel suo intervento, dopo avere ricordato altri stermini avvenuti purtroppo anche in epoca recente, a pochi chilometri dall’Italia, come il genocidio nei Balcani, ha affermato che la memoria è determinante per evitare che tutto cada nell’oblio, che l’errore immane s’impossessi dell’uomo.