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L’ex candidato a sindaco di Milano Stefano Parisi, e il suo “one man show”

 

Due giorni per “contare i suoi” e per tentare di divenire un leader, più che per discutere il futuro del centrodestra

Sconfitto alle scorse amministrative nel tentativo di divenire nuovo sindaco di Milano, Stefano Parisi, imprenditore, ex manager pubblico, ha indetto una convention per raccontare – con fare carismatico – quella che è la sua nuova idea di centrodestra, nel quale riportare – così come lui sostiene – le personalità della società civile che negli ultimi anni si erano allontanate.

photo La Press

Per più di qualcuno, però, quel suo “one man whow”, è stato mirato a dimostrare le sue capacità attrattive sulle masse, rafforzando così la sua posizione in vista di un futuro confronto che deciderà chi sarà il nuovo leader del centrodestra italiano.

I numeri hanno deluso un po’ considerato che le persone che avevano prenotato un posto alla convention di Parisi al MegaWatt di Milano, erano più di 4000, ed i presenti poco più di 1000.

“Energia per l’Italia”, il titolo dell’incontro, che sembra essere uno slogan che porta un nuovo respiro, e senza dubbio l’uomo scelto da Berlusconi per rinnovare le sorti del partito, di carisma ne ha da vendere, anche se gli stessi uomini della “bandiera azzurra” non solo non erano presenti, ma non hanno certo gradito quell’appoggio del “grande capo”.

Certo è che le assenze non meravigliano, considerato che Stefano Parisi aveva già concepito una sorta di “atto unico”, nel quale l’attenzione fosse tutta su di lui, ma le sue parole dette, sembrano non dare l’emozione che la politica “deve dare” e deve “essere”.

Parisi vuole “costruire una nuova speranza per l’Italia, facendo i conti con il futuro dei prossimi trent’anni”. E quel verbo “costruire” lo usa più volte. Afferma: “Siamo profondamente alternativi alla sinistra, e tutto il centrodestra deve essere una alternativa credibile e vera”. Il suo intento è rigenerare, con una sorta di “energia alternativa”, ed invoca anche una sorta di unione e coesione con gli altri partiti del centrodestra, che dati alla mano, non sembra però possibile.

E sul referendum dice “no” e come spiegazione da’ quella che “si possa fare una riforma migliore”, ma non sembra specificare come. La polemica poi sulla data del voto. Ha poi indurito i toni verso il governo sull’argomento Europa. Parisi ha poi provato ad imbastire un filo tra passato e presente e come un paladino “nuovo di zecca” ha detto ai presenti che “vuole costruire le fondamenta del liberalismo popolare”, rimarcando il credo del ’94, eppure nessun omaggio alla storia di Forza Italia.

Intanto Angelino Alfano si relaziona ancora a Berlusconi e non a Parisi, e forse perché ha compreso che questa operazione potrebbe produrre un “nulla di fatto”, considerato che Parisi si muove probabilmente un po’ troppo autonomamente.

Il punto è che se Parisi riesce a “rianimare” il partito, riportandolo almeno al 20 per cento, bene, altrimenti ognuno per la propria strada, le spine si staccano.

Fantasie, sogni, e solo un metro per misurare i tentativi di Parisi.

Simona Stammelluti

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