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Mogol a Montalto Uffugo, il sindaco decide di devolvere l’intero incasso a favore dei terremotati del Lazio

Una serata semplice, nel suo intento, “di cuore” nella sua destinazione. Una serata in una piazzetta suggestiva di Montalto Uffugo, piccola cittadina in provincia di Cosenza, dove lo storico autore, Mogol, ha raccontato la sua carriera, tra anedotti e citazioni

Mogol - Foto Sicilia24h - riproduzione riservata

Montalto Uffugo (Cs) – “Io, te e altre 450 persone”…una serata di spettacolo come se fosse un piacevole convivio tra amici di vecchia data. Perché insieme a Mogol, ieri sera sul palco, vi erano Andrea Mingardi, la vocalist Valentina Cortesi, ed il maestro Maurizio Tirelli, che ha accompagnato gli estemporanei accenni a tutti quei pezzi scritti da colui che ha passato una intera carriera tra “musica e parole”.

Una serata “senza scaletta”, nella quale il senso logico si reggeva sulle esperienze di vita di Mogol, che ha raccontato molto, di come si è ritrovato a scrivere testi per i più quotati artisti italiani, da Battisti a Mina, da Celentano a Cocciante. La bellezza delle serata – in un momento di grande tristezza dopo gli accadimenti post terremoto nel Lazio – è stata senza dubbio la scelta del Sindaco, Avv. Pietro Caracciolo e dell’Amministrazione Comunale di devolvere l’intero incasso alle popolazioni vittime del terremoto. Con questo spirito, la serata è sembrata avere per davvero “un senso”, considerato che in tutta Italia sono stati annullati moltissimi eventi, per rispetto a coloro che hanno subìto gli eventi drammatici post sisma.

Mogol ha risposto alle domande – modello talk show – poste da Andrea Mingardi, che abbandonata la sua anima prettamente blues, ha saputo mettere al centro della serata l’intera carriera dell’autore, ponendogli quelle domande che forse molti, tra il pubblico, avrebbero voluto porgli. E così Mogol ha raccontato ad oltre 450 persone presenti nella piazzetta Pietro Rizzo, come si vive, sentendo i propri testi, divenire “intercalare quotidiano” di grandi e piccini. Mogol ha sottolineato l’importanza dell’affetto che la gente nel corso degli anni ha saluto regalargli e si è definito, per questo, un vero privilegiato.

Tu sei un benzinaio, che ha dato carburante a centinaia di cantanti. Di solito si fa fatica a ricordare i testi delle canzoni, ma nel tuo caso tutti conoscono le canzoni che hai scritto da autore” – gli dice Mingardi, proprio in apertura di spettacolo.

Mogol Mingardi - Foto Sicilia24h - riproduzione riservata

Scrivere canzoni che vengono ricordate, è solo frutto di un destino favorevole” – risponde Mogol, che poi ci tiene a sottolineare che tutti si possiede una sorta di talento, che andrebbe sempre coltivato, ma che solo pochissimi coltivano per come si dovrebbe. Spiega anche la differenza tra talento e genialità e spiega come il genio è colui che possiede un dono raro, che si rivela sin da bambini. Per lui un genio è stato Gianni Bella, che scrisse un’opera senza avere preparazione operistica. Ha raccontato che lo stesso a soli 5 anni, si recava sulla scalinata della chiesa per scoprire come mettessero le mani sulla chitarra i musicisti. Era un bambino che si interessava alla musica anche solo “spiandola”.

E quando Mingardi gli ha chiesto cosa lui facesse, a 5 anni, Mogol ha risposto che era particolarmente preoccupato di come recuperare le distanze tre se e gli altri. Nel tempo si è dato molto da fare per raggiungere il suo sogno, che era semplicemente “sopravvivere” e per farlo ha messo in campo tutto quello che aveva.

Il momento musicale arriva dopo la citazione di quella che fu la prima canzone scritta da Mogol per la sua amica Mina, che è “Briciole di baci”, intonata da Valentina Cortesi.

Tanti i pezzi raccontati, scritti da Mogol che hanno vinto Sanremo, tanti gli anedotti su come sono nati i pezzi, come “Se stiamo insieme” di Cocciante, fatto ascoltare allo stesso cantante a Parigi, che pianse, dopo aver letto il testo. Fu così che lui, Mogol e Mario Lavezzi decisero di portare la canzone al Festival, dove poi vinse.

Simpatico il  momento nel quale Mogol racconta di essersi sposato “solo” due volte, ma di aver avuto 3 o 4 donne!

Suggestivo il momento musicale, quando viene intonato “la voce del silenzio”, interpretata da Valentina Cortesi, intonatissima.

Valentina Cortesi - Foto Sicilia24h - riproduzione riservata

Ma anche Mingardi, canta. In fondo è anche quello il suo ruolo in una serata che scivola via tra un ricordo ed una manciata di note.
“Senza luce” è il pezzo che sceglie di cantare, prima che in scena arrivi Lucio Battisti, con tutto quello che ha rappresentato per la canzone italiana.

“Mogol-Battisti” – questo il pezzo cantato subito a seguire, mentre sullo schermo passano le immagini del video girato da Mingardi e Mina.
Mogol poi sbaglia le parole, recitando il testo di “balla Linda” e fa tenerezza vedere un signore di 80 anni, raccontare una carriera, con la semplicità che appartiene a chi nella vita ha fatto quel che voleva e che “sapeva”.

Ho scritto Una Lacrima sul Viso, durante il tragitto verso la sala di incisione – racconta – prima proprio non mi era venuto nulla in mente“.
Ma il pubblico si lascia particolarmente coinvolgere quando Mingardi intona un piccolo medley dei pezzi più famosi di Battisti, che sono – senza dubbio – un piccolo mondo eterno, scavato nella roccia che contiene oltre 200 perle scritte dal grande paroliere.

Una serata riuscita nel suo intento di raccontare una carriera, più che fare musica, perché in fondo, ascoltare come sono nati alcuni successi che sono destinati a restare eterni, è più importante di una serata che si potrebbe ascoltare in qualunque pianobar.

Simona Stammelluti

Maurizio Tirelli

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