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Addio ad Anna Marchesini: 62 anni di ironia e di coraggio

 

Era così ironica, che scherzava anche sulla morte: “è una cosa che prima o poi accade a tutti”. Ad annunciare la sua morte suo fratello Giovanni, dalle pagine del social: “lo faccio io, prima che lo faccia il tritacarne dell’informazione”. I funerali lunedì nella sua Orvieto

La sua fama è arrivata in Trio, con Tullio Solenghi e Massimo Lopez, ma le tante facce di una grande attrice di teatro, oggi rieccheggiano nei ricordi di tutti coloro che l’hanno apprezzata nelle sue tante ed ironiche parodie: Le signorine del TG, la Lucia manzoniana, la sessuologa, la Sora Flora. Eppure la Marchesini è nata come attrice di prosa.

Era malata da tempo, Anna Marchesini. Era malata di artrite reumatoide – una malattia infiammatoria che l’aveva ridotta come uno scricciolo  – ma viveva con così tanta sensibilità la vita, con pienezza e consapevolezza, che anche l’esperienza della malattia, meritava la sua sottile ironia. “E’ una cosa che accade – diceva – e va vissuta”. Queste le parole di una donna che amava tremendamente la vita.

Tanti gli amici che la ricordano e che oggi la piangono. Tra questi Fabio Fazio, che della Marchesini ne ammirava la sensibilità, l’intelligenza e la bravura oltre che l’ironia, una delle più alte forme che la stessa possedeva per esprimersi. Di lei dice: “Mi mancherà tantissimo l’amica che mi faceva ridere; in fondo è il grande privilegio dei comici, quello di lasciare una risata nel ricordo”.

Era riuscita a vedere sua figlia Virginia, laurearsi. Era quello uno dei suoi ultimi desideri. Intanto il suo ex marito, padre di sua figlia, ha usato il social per esprimere il suo dispiacere nell’aver appreso della morte della ex moglie, della quale non sapeva che le condizioni erano andate peggiorando.

Era riuscita a recitare in teatro fino allo scorso marzo, e le era anche capitato di cadere dal palco del teatro Rossini di Pesaro al termine dello psettacolo, mentre stava salutando il suo pubblico, che le aveva tributato una standin ovation, proprio come quello che oggi, idealmente, stiamo facendo tutti, ringraziandola per quei sorrisi che ci ha regalato nel tempo.

Simona Stammelluti

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