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Fiesole, 20 agosto 1923. Aveva 92 anni, Giorgio Albertazzi, che dice addio al mondo, dopo una vita dedicata al teatro

Giorgio Albertazzi - foto Ansa -


E’ morto questa mattina, nella sua tenuta in maremma, Giorgio Albertazzi, che da tempo soffriva di cuore. E’ stato uno dei più grandi attori italiani, e l’ultima sua apparizione sul palcoscenico fu con lo spettacolo “Il mercante di Venezia”.
Insieme ad Albertazzi, fino all’ultimo istante di vita, sua moglie Pia, di 36 anni più giovane di lui, sposata nel 2007, davanti a Valter Vertroni, nella chiesetta sconsacrata di Caracalla, quando lui aveva già 84 anni.
E’ stato un grande maestro del teatro, non solo straordinario attore. Giorgio Albertazzi è stato anche regista, sceneggiatore, traduttore, riduttore di romanzi, per la tv, oltre ad essere autore teatrale.
Dal 1989, portava in scena “memorie di Adriano”, che è stato il suo “lavoro simbolo”, ma sognava un “Romeo e Giulietta”, recitato da vecchi attori, come Valeria Valeri.
Quando parlava di “Memorie di Adriano”, raccontava che “durante alcune battute, si emozionava sempre moltissimo, perché gli ricordavano che stava invecchiando mentre riportava alla memoria la giovinezza che tanto aveva amato”.
Note nostalgiche e malinconiche che però ben si coniugavano con la sua vitalità che sembrava inesauribile, anche quando era stanco e stava male, ma saliva lo stesso sul palcoscenico, perché lì – diceva – si sentiva sempre vivo.
La sua carriera iniziò nel dopoguerra, ma il salto avvenne nel 1956, quando incominciò a recitare con Anna Proclemer, che fu anche sua compagna di vita per un ventennio. Spaziava dai classici, come D’Annunzio a Pirandello, sino agli autori contemporanei, come Camus, Fabbri, Moravia.
Considerato da molti, un attore inquieto, rispondeva sempre a tono, anche alle domande scomode, tanto che quando gli domandarono se fosse o meno credente, lui rispose che “detestava pensare che qualcuno potesse consolare o punire”.
“Le mie consolazioni sono i ricordi” – diceva.
“L’arte è nuda – raccontava – è capace solo di far domande, cui non risponde mai”.
Alla notizia della sua morte, anche il mondo politico ha avuto un pensiero per lui.
Il Presidente Mattarella lo ha ricordato come “un attore versatile ed innovativo che durante la sua carriera, ha saputo unire tradizione e modernità”.
Per il premier Renzi, Albertazzi è stato “un artista contemporaneamente classico e controcorrente”.
E poi è stato Gigi Proietti, che all’Ansa ha raccontato come è stato lavorare con lui: “Dirigerlo è stato come suonare uno Stradivari. Consigli non gliene si dovevano dare, ma se anche glielo si fosse dato, lo accettava e lo seguiva”.
Simona Stammelluti

Ad Agrigento sabato e domenica il Coordinamento per la Democrazia costituzionale di Agrigento, coordinato dall’ avvocato Ausilia Eccelso, ha organizzato due giorni di raccolta firme contro la legge elettorale Italicum e nell’ ambito della campagna per il no al referendum costituzionale di ottobre. I banchetti sono allestiti sabato dalle ore 16 alle ore 21 a Porta di Ponte, e domenica dalle ore 10 alle ore 13 in Piazza Cavour

Con bando di gara ritualmente pubblicato il Comune di Cianciana indiceva una procedura aperta per l’affidamento dei lavori relativi ad interventi di manutenzione straordinaria presso l’istituto comprensivo scuola dell’Infanzia, primaria e secondaria di primo grado “Alessandro Manzoni” per un importo complessivo di £611.793. La gara veniva celebrata e veniva aggiudicata all’Impresa L.C. Costruzioni che aveva offerto un ribasso dell’11,55 %. Con preavviso di ricorso del primo marzo 2016 l’Impresa Itaca scarl con sede in Casteltermini, Via Onorevole Bonfiglio, in persona del legale rappresentante Signora Antonella Gucciardo, chiedeva la revoca dell’aggiudicazione disposta in favore della L.C. Costruzioni e l’aggiudicazione della gara in proprio favore. Il Comune di Cianciana, con provvedimento del R.U.P. Architetto Paolo Sanzeri rigettava il suddetto preavviso di reclamo e, con successiva determina dirigenziale approvava i verbali di gara e disponeva l’aggiudicazione definitiva in favore della L.C. Costruzioni. A questo punto la Società Itaca scarl proponeva un ricorso davanti al TAR Sicilia chiedendo l’annullamento, previa sospensione, degli atti di gara e l’aggiudicazione dell’appalto in proprio favore, assumendo che quattro concorrenti avrebbero dovuto essere esclusi dalla gara per carenze documentali. Si sono costituiti in giudizio sia il Comune di Cianciana, in persona del sindaco pro tempore Santo Alfano, rappresentato e difeso dall’avvocato Girolamo Rubino (nella foto), sia l’impresa aggiudicataria L.C. Costruzioni, rappresentata e difesa dall’Avvocato Emilio Amoroso, per chiedere il rigetto del ricorso, previa reiezione della richiesta cautelare di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati. In particolare gli avvocati Rubino e Amoroso hanno eccepito il principio della invarianza della media, secondo cui ogni variazione che intervenga, anche in conseguenza di una pronunzia giurisdizionale, successivamente alla fase di ammissione, regolarizzazione o esclusione delle offerte non rileva ai fini del calcolo di media nella procedura, nè per l’individuazione della soglia di anomalia delle offerte, citando numerosi precedenti giurisprudenziali del Tar Puglia e del Consiglio di giustizia amministrativa per la regione siciliana. Il TAR Sicilia Palermo, Sezione Terza, Presidente la Dr.ssa Solveig Cogliani, relatore la Dr.ssa Aurora Lento, condividendo le eccezioni formulate dagli avvocati Rubino e Amoroso circa l’applicabilità del principio dell’invarianza della media, ha respinto l’istanza di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati, condannando l’impresa ricorrente anche al pagamento delle spese giudiziali relative alla fase cautelare, liquidate in euro mille ,oltre accessori. Pertanto, per effetto della pronunzia cautelare resa dal TAR Sicilia avranno presto inizio i lavori relativi agli interventi di manutenzione straordinaria presso l’istituto Comprensivo Scuola dell’Infanzia , Primaria e Secondaria di Primo grado “Alessandro Manzoni”, sede di Cianciana.

La consigliere comunale di Forza Italia di Agrigento, Giorgia Iacolino, interviene nel merito delle previsione climatiche estive roventi, già manifeste, e ritiene opportuno che il Comune intervenga a difesa, in particolare, di anziani e non autosufficienti. Giorgia Iacolino afferma : “Occorre un piano di interventi opportunamente programmato nel territorio per non aggravare le condizioni di salute delle persone fragili e senza protezione socio-assistenziale. Comune di Agrigento ed Azienda sanitaria provinciale insieme devono approntare un piano ordinato di interventi, anche di natura domiciliare, per venire incontro all’esigenza primaria delle categorie più esposte della nostra comunità, utilizzando anche le risorse ex Legge 328 e così potenziare la rete di assistenza sul territorio in favore di anziani, non autosufficienti e di coloro che esigono interventi di concreta solidarietà”.  (28.05.2016)

Domenica 29 Maggio alle 12:00  presso Palazzo Fanara l’assessore regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro On. Gianluca Miccichè  interverrà per parlare dei temi inerenti: la famiglia, il lavoro, i servizi socio-assistenziali, socio-sanitari e l’inclusione sociale. Il candidato sindaco Angelo Messinese  invita tutte le organizzazioni no profit, le ONLUS, le organizzazioni di volontariato, i centri accoglienza immigrati,le cooperative, le imprese sociali e le associazioni di vario genere a partecipare all’iniziativa.

Domenica 29 Maggio alle 12:00  presso Palazzo Fanara l’assessore regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro On. Gianluca Miccichè  interverrà per parlare dei temi inerenti: la famiglia, il lavoro, i servizi socio-assistenziali, socio-sanitari e l’inclusione sociale. Il candidato sindaco Angelo Messinese  invita tutte le organizzazioni no profit, le ONLUS, le organizzazioni di volontariato, i centri accoglienza immigrati,le cooperative, le imprese sociali e le associazioni di vario genere a partecipare all’iniziativa.

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A Favara, lunedì prossimo, 30 maggio, al Castello Chiaramonte, dalle ore 15.30 in poi, la ConfCommercio incontra i candidati a sindaco di Favara, Anna Alba, Gaetano Airò, Gabriella Bruccoleri, Angelo Messinese, Gerlando Nobile, Antonio Palumbo e Antonio Valenti. Interverranno il presidente di ConfCommercio Agrigento, Francesco Picarella, il presidente di ConfCommercio Sicilia, Pietro Agen, il vice presidente di ConfCommercio Agrigento, Alfonso Valenza, e il presidente della delegazione ConfCommercio Favara, Gero Niesi.

A Catania, in Corte d’Appello, al processo di secondo grado a carico dell’ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo, imputato di concorso alla mafia, è stato ascoltato, come testimone della difesa, anche l’architetto agrigentino, Calogero Baldo, che così, tra l’altro, è intervenuto contro il collaboratore, ex genero, e suo accusatore, Giuseppe Tuzzolino : “Tuzzolino è stato assunto con un contratto Co.co.co solo perché era il fidanzato di mia figlia, in quanto incapace di svolgere bene il suo mestiere oltre che non portato, svogliato e inconcludente. Quando mia figlia Valentina si innamorò di Tuzzolino, lui, senza arte né parte, entro a far parte della famiglia Baldo. Inevitabili i vantaggi: un lavoro e casa comune con i Baldo, e molto altro. Professionalmente Tuzzolino non valeva nulla. Ma… c’era di mezzo Valentina. La situazione precipitò quando nel 2010 Tuzzolino, in occasione di un matrimonio a Bergamo al quale partecipò con tutta la famiglia Baldo, rivelò di essere un cocainomane e frequentatore di ambienti di spacciatori, oltre che di prostituzione. Per la famiglia Baldo fu un trauma e abbiamo fatto pressioni affinchè Valentina lasciasse Tuzzolino. Ma non andò così. Mia figlia preferì abbandonare casa per andare a vivere con Tuzzolino, in un albergo di San Leone. Ma la convivenza esterna durò poco. Una notte Valentina ci chiamò affinchè la venissimo a prendere. E quando la trovammo la scena fu terribile: la ragazza era stata picchiata selvaggiamente. Da quel momento, anche Valentina decise di troncare di netto la relazione. E fu la fine sentimentale e professionale di Tuzzolino. Così mi spiego l’acredine e il livore manifestato dall’ex parente”.

A Catania, in Corte d’Appello, al processo di secondo grado a carico dell’ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo, imputato di concorso alla mafia, è stato ascoltato, come testimone della difesa, anche l’architetto agrigentino, Calogero Baldo, che così, tra l’altro, è intervenuto contro il collaboratore, ex genero, e suo accusatore, Giuseppe Tuzzolino : “Tuzzolino è stato assunto con un contratto Co.co.co solo perché era il fidanzato di mia figlia, in quanto incapace di svolgere bene il suo mestiere oltre che non portato, svogliato e inconcludente. Quando mia figlia Valentina si innamorò di Tuzzolino, lui, senza arte né parte, entro a far parte della famiglia Baldo. Inevitabili i vantaggi: un lavoro e casa comune con i Baldo, e molto altro. Professionalmente Tuzzolino non valeva nulla. Ma… c’era di mezzo Valentina. La situazione precipitò quando nel 2010 Tuzzolino, in occasione di un matrimonio a Bergamo al quale partecipò con tutta la famiglia Baldo, rivelò di essere un cocainomane e frequentatore di ambienti di spacciatori, oltre che di prostituzione. Per la famiglia Baldo fu un trauma e abbiamo fatto pressioni affinchè Valentina lasciasse Tuzzolino. Ma non andò così. Mia figlia preferì abbandonare casa per andare a vivere con Tuzzolino, in un albergo di San Leone. Ma la convivenza esterna durò poco. Una notte Valentina ci chiamò affinchè la venissimo a prendere. E quando la trovammo la scena fu terribile: la ragazza era stata picchiata selvaggiamente. Da quel momento, anche Valentina decise di troncare di netto la relazione. E fu la fine sentimentale e professionale di Tuzzolino. Così mi spiego l’acredine e il livore manifestato dall’ex parente”. (28.05.2016)

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In Canada Rocco Sollecito (nella foto), influente boss della mafia italo – americana a Montreal, è stato ucciso, crivellato di colpi, in una strada di Laval, nel Quebec. Sollecito, 67 anni, successore dell’ agrigentino di Cattolica, Vito Rizzuto, a capo dell’ omonimo clan siciliano, è stato sorpreso in automobile, è stato affiancato da un’altra automobile, da dove sono stati esplosi gli spari. La vittima designata è stata trasportata in ospedale, ed è morto poco dopo il ricovero. Il commissario della Polizia di Laval, Franco Di Genova, conferma : “E’ un regolamento di conti mafioso”. Il figlio di Rocco Sollecito, Stefano, è ritenuto il capo della mafia di Montreal, insieme al figlio di Vito Rizzuto, Leonardo.

A Sciacca, in via Figuli, due malviventi, apparentemente non armati, sono entrati dentro la filiale della Banca Nuova, uno travisato e l’altro a volto scoperto. I due hanno costretto in una stanza clienti e impiegati, e poi hanno rapinato circa 30mila euro. Indagano i Carabinieri della Compagnia di Sciacca. Sotto esame le immagini registrate dalle telecamere di video – sorveglianza.


Il Procuratore di Agrigento Renato Di Natale ha avviato un fascicolo di indagine, quindi una inchiesta, ipotizzando il reato di minaccia grave ad un magistrato, a carico dell’avvocato agrigentino Giuseppe Arnone. Il fascicolo è stato trasmesso per competenza alla Procura di Caltanissetta. A provocare l’ l’indagine è stata una lettera inviata via tramite email dall’avvocato Arnone – che da mesi critica pubblicamente e ripetutamente l’ operato della Procura di Agrigento, soprattutto con l’affissione di alcuni striscioni che sono stati più volte sequestrati, alla sostituto della stessa Procura Silvia Baldi, sposata con un altro magistrato, Andrea Maggioni. E’ stata proprio Silvia Baldi a firmare l’ultimo sequestro dello striscione di Arnone ritenuto dai magistrati “offensivo” nei loro confronti.
“Gentile dottoressa Baldi – si legge nella lettera di Arnone finita alla Procura di Caltanissetta – da bravo padre di famiglia, con la testa sulle spalle, le do un consiglio innanzitutto nell’interesse dei suoi bimbi”. Un passaggio, quest’ultimo, ritenuto dal Procuratore di Agrigento, Renato Di Natale “minaccioso” nei confronti della pm e del marito, Andrea Maggioni. “Suo marito – scrive Arnone, che difende gli abusivi di Licata e di recente ha inscenato anche una protesta contro le forze dell’ordine e la magistratura che ha firmato le demolizioni – è ormai prossimo a doversi cercare un altro lavoro, per quante ne ha combinate ai miei danni e dovrà anche risarcire notevoli ristori, in merito alla responsabilità civile per o reati commessi”.
“Non mi pare il caso che anche lei rischi il posto, francamente la sua interpretazione dell’articolo 290 del Codice, secondo la quale uno come Fonzo (il Procuratore aggiunto di Agrigento ndr) sarebbe una istituzione dello Stato italiano, tutelata dal reato di vilipendio, mette fortemente in dubbio che la Signoria vostra dotata di adeguata preparazione per svolgere le sue funzioni nell’istituzione all’interno della quale è contrattualizzata”, scrive Arnone nella mail.
“Non mi dilungo su altri errori professionali , pacifici, ma tutto sommato scusabili, al contrario del presente ove l’errore professionale demolisce letteralmente – visto che siamo in periodo di demolizioni – il muro del ridicolo”. E annuncia: “Tra oggi e domani scriverò anche qualcosa di più penetrante ed approfondito che invierò ai Procuratori generali di Appello e di Cassazione, per la semplice ragione che non è possibile violare i diritti costituzionali a colpi di mi..te, quale appunto Fonzo trasformato in una istituzione dello Stato, per cui la diffusione di una notizia vera nei suoi confronti diviene vilipendio”. Arnone prosegue: “E’ anche possibile che la SV sia consapevole della insensatezza di quanto ha scritto nel sequestro e ha operato solo per spirito di casta e per compiacere i suoi vertici. Ma anche in questa ipotesi siamo dalla padella alla brace e, nella Germania che io tanto apprezzo, lei sarebbe già da stamani in cerca di una nuova occupazione”.
Giuseppe Arnone, nella mail, annuncia ancora di stare “predisponendo in citazione civile la dottoressa Brunella Sardoni, per spiegare alla signora che le leggi in materia di libertà di pensiero si rispettano e un manifesto o uno striscione non può essere sequestrato nel medesimo esemplare nove volte”. Quindi, chiede il dissequestro dello striscione. E scrive: “Il reato di vilipendio si può applicare a Fonzo esattamente come si può applicare al bidello della scuola di sua figlia se qualcuno ritenesse di metterne in discussione le capacità bidellesche”.
Poi scrive anche che il Procuratore Renato Di Natale “andrà in pensione e quindi non subirà procedimenti disciplinari, ma anche i magistrati pensionati risarciscono i danni e subiscono i procedimenti penali”. E chiude citando il compianto Giuseppe Gennaro, ex Procuratore aggiunto di Catania, morto di recente: “Peccato che sia morto perché altrimenti poteva darvi qualche buona spiegazione, proprio partendo dai nostri rapporti”. Una lettera ritenuta dai magistrati di Agrigento particolarmente minacciosa e grave. Da qui la decisione di aprire un fascicolo per “minaccia grave” e inviarlo, per competenza, a Caltanissetta che adesso se ne occuperà.