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E’ appena stata pubblicata ieri la notizia che a Canicattì il sindaco Vincenzo Corbo e i vertici di Girgenti Acque, il presidente Marco Campione e il legale rappresentante, Giuseppe Giuffrida, sono stati multati a 6 mila euro ciascuno perché il depuratore della “Città dell’ Uva Italia” non funziona correttamente, a dispetto delle norme in materia ambientale. Adesso, nemmeno 24 ore dopo, incombe un altro intervento a Realmonte, dove il Nucleo di Polizia giudiziaria della Capitaneria ha sequestrato il depuratore. Si tratta di un impianto risalente a oltre 20 anni addietro, perché, con le centinaia di milioni di euro che l’Europa ha lanciato sul piatto dell’ adeguamento strutturale dei depuratori, ancora in Sicilia, e nella provincia agrigentina, non è stato speso nulla, e, ecco il paradosso, adesso i Comuni pagheranno le infrazioni europee, gravando sulle tasche dei cittadini contribuenti. A Realmonte è stato stappato lo champagne del nono depuratore sequestrato nell’agrigentino in pochi mesi. Dopo Favara, Ribera, Palma di Montechiaro, Cattolica Eraclea, il Villaggio Mosè ad Agrigento, poi Montallegro e sono 6, e poi, lo scorso 18 aprile, i due depuratori a Siculiana compresa la condotta sottomarina di 2 chilometri. Il sequestro del depuratore a Realmonte è una “cronaca di una morte annunciata”. Infatti, al mattino di lunedì 11 aprile scorso i Carabinieri del Noe, il Nucleo operativo ecologico, insieme al personale di Arpa protezione ambiente e Azienda sanitaria provinciale, hanno prelevato l’acqua trattata dal depuratore gestito da Girgenti Acque. Recentemente le condizioni di salute del depuratore a Realmonte non sono state confortanti. Nell’ autunno del 2015 i primi gravi sintomi di malattia si sono riscontrati perché i tanti frantoi a lavoro nella zona hanno scaricato selvaggiamente ingenti quantità di acque di vegetazione. Poi, nei mesi successivi, la Regione ha imposto il divieto di balneazione permanente nel vallone Acquedolci, dove sfociano i reflui del depuratore che adesso è stato sequestrato non perché sono contestati scarichi fuori norma, ma perché non sono state rispettate le prescrizioni della Regione che ha disposto di pompare a mare con un pennello i reflui depurati. Invece, Girgenti Acque ha utilizzato uno scarico alternativo scaricando i reflui nel vallone. E Girgenti Acque si difende sostenendo che non avrebbe potuto scaricare altrimenti, perché il pennello, già costruito anni addietro dal Comune, non è stato mai collaudato e quindi non è stato consegnato al gestore privato affinchè lo utilizzasse. E in base a ciò sarebbe pronto il ricorso contro il sequestro.

Il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, anche quest’anno, organizza in collaborazione con gli Istituti comprensivi “Garibaldi” di Realmonte, presieduto dal dirigente scolastico, Graziella Fazzi, ed “Esseneto” di Agrigento, presieduto dal dirigente scolastico, Maria Giovanna Cassaro, la manifestazione “Euterpe, Mediterraneo in Musica”, rassegna concorso nazionale, giunta alla 12esima edizione, è riservata alle scuole medie ad indirizzo musicale che nelle varie edizioni ha coinvolto più di 20.000 presenze. La manifestazione, tra le più apprezzate a livello nazionale, si svolgerà ad Agrigento, nell’area archeologica, ai piedi del tempio di Giunone, dal 3 al 7 maggio e coinvolgerà 18 istituti scolastici in viaggio, non solo dalla Sicilia, ma anche dall’Abruzzo, Marche e Toscana. Previste numerose attività collaterali e tra queste il concerto, fuori concorso, dei partecipanti alla rassegna che si terrà, nella piazza principale di Realmonte, il 5 maggio, alle ore 19. Subito dopo la libera esibizione delle varie orchestre spazio alla discoteca e alle degustazioni gastronomiche. Altro piatto forte di Euterpe 2016 è il concerto di Patrizia Capizzi Quartet con l’orchestra giovanile Blue Jeans, in calendario venerdì 6 maggio, alle ore 21, nella Valle dei Templi. La rassegna “Euterpe, Mediterraneo in Musica” si concluderà con il concerto di premiazione di sabato 7 maggio, alle ore 17 sempre sul palco allestito dinanzi il tempio di Giunone. Si esibiranno le formazioni musicali premiate dalla giuria e saranno assegnati numerosi riconoscimenti. La manifestazione è stata curata dai docenti di strumento musicale e componenti del comitato tecnico, Stefano Tesè e Anna Maria Van der Poel.

UIL Agrigento:
“La chiusura dell’Ufficio Postale a Casteltermini crea un dramma per la comunità montana”
In una nota congiunta i vertici provinciali della UIL di Agrigento, il segretario Generale Territoriale Confederale Gero Acquisto ed il segretario generale territoriale della Uilposte Carmelo Di Bennardo prendono posizione dopo la chiusura dell’unica sede delle Poste di Casteltermini, disposta dai vertici dell’azienda perché la struttura è a rischio amianto.
Denunciamo non da ora, dicono i sindacalisti, questa problematica che va risolta immediatamente per il grave disagio che comporta per il personale della sede e per l’utenza .
Questa struttura prefabbricata, costruita da Italposte oltre trent’anni fa, con l’usura del tempo non è più a norma e deve essere adeguata agli standard di sicurezza e alle norme vigenti, va bonificata per garantire l’incolumità di dipendenti e utenza, per questo sollecitiamo Poste Italiane a un celere intervento per rimettere la struttura in piena funzionalità e sicurezza.
I preposti alla sicurezza (art.81/08), anche dopo numerose denunce fatte dal nostro sindacato, non hanno fatto i controlli e i monitoraggi previsti dalla legge 257/92 e non possono ancora far finta di nulla, in tempi rapidi bisogna mettere a norma la struttura.
Al problema salute e sicurezza si innesca contestualmente il disagio per dipendenti (impiegati, portalettere e dirigenti) che sono già stati distaccati in altra sede, e per l’utenza: dai pensionati, ai correntisti e a tutti coloro che usufruiscono dei servizi integrati di Poste Italiane.
La soluzione provvisoria della postazione mobile con un solo sportello al pubblico, non allevia per nulla il disagio, anche perchè le sedi più vicine distano 25 km.
Per questo chiediamo a gran voce che Poste Italiane S.P.A. si adoperi per mettere in sicurezza l’ufficio al fine di garantire il servizio, nel rispetto delle leggi e nella massima sicurezza ai lavoratori e ai circa 9 mila  utenti che non possono fare a meno di questo ufficio e dei servizi che eroga.
Uil C.S.T. Agrigento
Ufficio di Segreteria

UIL Agrigento:“La chiusura dell’Ufficio Postale a Casteltermini crea un dramma per la comunità montana”
In una nota congiunta i vertici provinciali della UIL di Agrigento, il segretario Generale Territoriale Confederale Gero Acquisto ed il segretario generale territoriale della Uilposte Carmelo Di Bennardo prendono posizione dopo la chiusura dell’unica sede delle Poste di Casteltermini, disposta dai vertici dell’azienda perché la struttura è a rischio amianto.Denunciamo non da ora, dicono i sindacalisti, questa problematica che va risolta immediatamente per il grave disagio che comporta per il personale della sede e per l’utenza .Questa struttura prefabbricata, costruita da Italposte oltre trent’anni fa, con l’usura del tempo non è più a norma e deve essere adeguata agli standard di sicurezza e alle norme vigenti, va bonificata per garantire l’incolumità di dipendenti e utenza, per questo sollecitiamo Poste Italiane a un celere intervento per rimettere la struttura in piena funzionalità e sicurezza.I preposti alla sicurezza (art.81/08), anche dopo numerose denunce fatte dal nostro sindacato, non hanno fatto i controlli e i monitoraggi previsti dalla legge 257/92 e non possono ancora far finta di nulla, in tempi rapidi bisogna mettere a norma la struttura.Al problema salute e sicurezza si innesca contestualmente il disagio per dipendenti (impiegati, portalettere e dirigenti) che sono già stati distaccati in altra sede, e per l’utenza: dai pensionati, ai correntisti e a tutti coloro che usufruiscono dei servizi integrati di Poste Italiane. La soluzione provvisoria della postazione mobile con un solo sportello al pubblico, non allevia per nulla il disagio, anche perchè le sedi più vicine distano 25 km. Per questo chiediamo a gran voce che Poste Italiane S.P.A. si adoperi per mettere in sicurezza l’ufficio al fine di garantire il servizio, nel rispetto delle leggi e nella massima sicurezza ai lavoratori e ai circa 9 mila  utenti che non possono fare a meno di questo ufficio e dei servizi che eroga.
Uil C.S.T. AgrigentoUfficio di Segreteria

Anche quest’anno il sociologo e giornalista Francesco Pira ha strappato gli applausi e incassato i complimenti del folto pubblico di Goal a Grappoli, evento che si svolge a Cormons (Gorizia) al confine con la Slovenia. Pira ha moderato insieme alla giornalista di Sky Sport Marina Presello, la seconda serata della manifestazione con due colossi della televisione: Pierluigi Pardo, mitico conduttore di Tiki Taka su Mediaset e Daniele Adani ex calciatore dell’Inter e oggi uno dei commentatori più amati di Sky Sport. A conclusione del dibattito è salito sul palco anche il telecronista della Rai Marco Civoli telecronista della Rai della finale Mondiale del 2006.
Francesco Pira fin dal varo della manifestazione, sette anni fa, con Matteo Femia , Massimo Falato, Paolo Vecchiet, Marco Bisiach, Gigi Bigot e l’eminenza grigia, il grande telecronista Bruno Pizzul, è stato protagonista della manifestazione che ogni anno riscuote ampi consensi dal pubblico e dalla stampa.
Lo scorso anno era riuscito a far raccontare, con la complicità di Pizzul, il famoso silenzio stampa del 92 a Dino Zoff. Quest’anno ha incalzato Pardo e Adani (che hanno ritirato il Premio Goal a Grappoli 2016)  sul calcio di ieri e di oggi, sui valori dello sport, il giornalismo televisivo, il rapporto tra atleti, conduttori televisivi, pubblico e social.
Una conversazione sul calcio totale dell’Olanda anni Settanta, il contributo allo sviluppo del gioco dato dal Milan degli Invincibili e dal Barcellona degli anni Duemila e l’empatia tecnico-tattica del Loco Bielsa (lodatissimo da Adani), la chiacchierata ha coinvolto l’ex difensore dell’Inter e Pardo anche sul loro rapporto coi social fino al calcio spezzatino: “Lo sostengo fermamente – ha detto Pardo – perché sostengo che sia un vantaggio per tutti poter godere il sabato sera di una grande sfida scudetto, la domenica pomeriggio di un derby e poi magari alla sera osservare il miracolo-Leicester: se fosse tutto in contemporanea come era il calcio sicuramente suggestivo di un tempo, non potremmo goderci ogni singolo momento”. “E i gruppi whatsapp creati dalle mogli stufe per il calcio in tv sette giorni su sette?” lo ha incalzato Pira. “Ah, io faccio parte dell’altra metà del cielo: quella dei mariti patiti di pallone” ha risposto con il sorriso sulle labbra il conduttore di Tiki Taka, che a fine serata ha scritto sulla propria pagina facebook: “Felice di ricevere assieme a Lele ‪‎Adani il premio ‪GoalAGrappoli a ‪Cormons. A 100 metri dalla casa del maestro Pizzul. Molto pallone. Ribolla, anche di più“. Chapeau.

A Caltanissetta, al processo d’appello del processo bis sulla strage di Capaci, Totò Riina, collegato in video conferenza, ha risposto alle domande dei difensori di Cosimo D’Amato, Giuseppe Barranca e Cristofaro “Fifetto” Cannella nel merito di quanto ha dichiarato il pentito Giovanni Brusca, secondo il quale sarebbe stato Riina stesso a rivelargli che parte dell’esplosivo usato a Capaci è stato procurato dai fratelli Graviano, boss palermitani di Brancaccio. Riina ha risposto : “Giovanni Brusca dice tutto lui, sa tutto lui, ma nessuno di noi sa niente. Questo è un inventore, si inventa le cose, è uno che ha ucciso molte persone. Io lo conosco perché sono di Corleone, lui di San Giuseppe Jato, e avevamo dei terreni confinanti. Di altro non so. Di tutte queste cose io non so niente”.

A Palermo si è presentato con il suo avvocato in Procura l’automobilista che ha investito e ucciso Alessandro Bellante, 23 anni, a bordo di una moto, il 25 aprile scorso, in via dei Fiori a Palermo, e poi è fuggito. I Vigili urbani dell’Infortunistica sono stati già sulle sue tracce da giorni. Le immagini registrate da alcune telecamere hanno immortalato l’automobile del pirata, una Ford Focus, che ha investito in pieno la moto e poi è scappata senza prestare soccorso.

A Porto Empedocle anche per il 2016, così come già l’ anno scorso per la prima volta, è stata confermata la disponibilità della spiaggia dove è consentito condurre i propri cani. Si tratta, in particolare, della prima spiaggia libera della Sicilia con accesso consentito ai cani. Il comandante della Capitaneria, Massimo De Marco, ha firmato una nuova ordinanza per disciplinare le modalità di fruizione per la stagione balneare 2016, e spiega : “La spiaggia è sempre la stessa: 80 metri dei 250 complessivi in località “Spiaggetta”, tra il molo di Ponente e la centrale termoelettrica. A carico di proprietari e conduttori dei cani è fatto obbligo di munirsi di paletta e sacchetto, di guinzaglio o museruola, e di certificati sanitari in corso di validità e libretto di vaccinazioni”.

Si informa che il 26 aprile u.s. il Direttore dell’Ufficio delle Dogane di Porto Empedocle, Dott. Roberto D’Arminio, e il Comandante della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Porto Empedocle, Capitano di Fregata (CP) Massimo Di Marco, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per lo svolgimento di controlli congiunti finalizzati a verificare la percentuale di zolfo nei carburanti utilizzati a bordo delle navi.
L’intesa disciplina criteri e modalità operative di svolgimento delle attività di analisi sui campioni di combustibile marittimo che saranno prelevati, a cura di personale della Guardia Costiera e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dalle cisterne delle navi passeggeri, da crociera e mercantili in arrivo nel porto e nella rada di Porto Empedocle, per le successive verifiche a cura del laboratorio chimico delle Dogane. Tali procedure traggono origine dalle vigenti norme nazionali e comunitarie in tema di tutela dell’ambiente e del territorio, al fine di prevenire e contrastare eventuali fenomeni di inquinamento atmosferico dovuti a gas di scarico delle navi in caso di carburanti contenenti percentuali di zolfo al di sopra dei limiti consentiti.
La violazione della normativa in tema di contenuto di zolfo comporta, a carico di armatori, comandanti di navi e fornitori di carburanti, pesanti sanzioni pecuniarie che vanno da 15.000 € a 150.000 € e, in caso di recidiva o maggiore gravità, la sospensione fino a due anni del titolo professionale marittimo del comandante dell’unità, oltre al divieto di accesso ai porti nazionali per le navi dell’armatore che ha commesso l’infrazione.
Viva soddisfazione è stata espressa dal Direttore dell’Ufficio delle Dogane e dal Comandante della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera per la firma del protocollo che, grazie alla consueta sinergia tra le due amministrazioni, consentirà senza oneri aggiuntivi di accrescere la sicurezza e la salvaguardia ambientale dello scalo marittimo empedoclino e di offrire un servizio integrato di monitoraggio e controllo altamente qualificato, a vantaggio non solo di utenti ed operatori marittimi ma dell’intero territorio e dei suoi abitanti.

SVILUPPO LOCALE E PROGRAMMAZIONE 2014-2020, UN AVVISO PUBBLICO DI ANCISICILIA PER FAVORIRE LA CREAZIONE DI PARTENARIATI E PER FACILITARE  L’ACCESSO AI FONDI  COMUNITARI. ADESIONI ENTRO IL 16 MAGGIO

“L’Associazione, nella prospettiva di un sistema di  rappresentanza unitario degli enti locali,  intende svolgere
un ruolo di coordinamento operativo per incentivare i processi di aggregazione e integrazione”

Un avviso pubblico finalizzato a facilitare l’utilizzo dei fondi comunitari, nazionali e regionali per il periodo di programmazione 2014-2020 attraverso la creazione di un elenco di enti privati che possano supportare, con il coordinamento dell’AnciSicilia, la costituzione di partenariati con i comuni siciliani.
Questa l’iniziativa, lanciata dall’Associazione dei Comuni siciliani, mira a incrementare la partecipazione degli enti locali  ai programmi comunitari a gestione diretta della Commissione Europea, ai Programmi Operativi Nazionali (PON) e ai Programmi Operativi Regionali (POR) per il periodo  2014-2020 e a rafforzare  il loro ruolo d’impulso per lo sviluppo del territorio regionale.
In questo contesto, l’Associazione intende assumere un ruolo operativo e di coordinamento nell’assistenza ai comuni anche attraverso il contributo delle associazioni, società e fondazioni, che   entro il 16 maggio aderiranno all’avviso.
L’AnciSicilia sottolinea che la pubblicazione di questo avviso, in un contesto finanziario drammatico per i comuni dell’Isola,  vuole offrire uno strumento di supporto agli amministratori in tutto l’iter amministrativo e gestionale, che va dalla progettazione alla rendicontazione. L’obiettivo è quello di impiegare maggiori risorse in progetti che abbiano un forte impatto sul territorio e consentano di evitare, così come accaduto nel 2015, il disimpegno di risorse comunitarie.
A tale ultimo proposito,  anche una recentissima ricerca del  CGIA  di Mestre ha bocciato l’Isola sull’uso dei finanziamenti europei. Secondo tale rapporto, aggiornato al 31 dicembre, infatti, la certificazione della spesa del Fondo europeo per lo sviluppo regionale e del Fondo sociale europeo è  ben al di sotto della media nazionale.
Si tratta, quindi, di una iniziativa che vuole sostenere i comuni di piccola e media dimensione demografica, che incontrano enormi difficoltà nella partecipazione e nell’accesso ai bandi a causa dell’assenza di progetti  e della mancanza di personale qualificato capace di seguire le diverse fasi procedurali, ma che al contempo tende a favorire l’attuazione dei nuovi strumenti su cui si fonda la programmazione 2014-2020, come lo sviluppo territoriale di tipo partecipativo (CLLD) e gli investimenti territoriali integrati (ITI).
L’avviso sarà utile a selezionare soggetti privati, tra cui società, associazioni, fondazioni, che abbino le competenze tecniche indispensabili per dare continuità nell’iter di impegno delle risorse europee, nazionali o regionali e che abbiano maturato un’esperienza ragguardevole nella presentazione di nuovi progetti.
“Obiettivo dell’iniziativa sarà attivare una procedura finalizzata a garantire la massimizzazione delle ricadute economiche sul territorio siciliano – hanno dichiarato Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale  di Anci Sicilia –   prendendo in considerazione le potenzialità e le esigenze locali  e considerando priorità tematiche quali la salvaguardia delle risorse ambientali, la  tutela del paesaggio, la promozione dell’occupazione e dello sviluppo urbano e territoriale integrato sostenibile  passando per la valorizzazione dei nostri beni culturali e naturalistici e per lo sviluppo tecnologico e turistico”.
“Sarà  uno strumento finalizzato a promuovere lo sviluppo locale e territoriale attraverso un’azione di tipo partecipativo – ha dichiarato Palo Amenta, vice presidente di Anci Sicilia con delega alle politiche sociali e di sviluppo- in quanto intendiamo  coinvolgere le comunità locali anche attraverso i  Gruppi di Azione Locale (GAL), costituiti da rappresentanti degli interessi socioeconomici locali pubblici e privati,  affinché contribuiscano al conseguimento degli  obiettivi della Strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e  inclusiva”.
“L’Anci Sicilia vuole così favorire da un conto, economie di scala e dall’altro uno standard progettuale qualitativamente elevato  – concludono Orlando e Alvano  –  vogliamo raccogliere ogni proposta di partenariato che venga dai comuni siciliani o da qualunque altro ente pubblico a partire da quelli con cui, nel corso di questi ultimi anni, la nostra Associazione ha siglato protocolli d’intesa. Ci rivolgiamo, innanzitutto, alle Università siciliane e a tutti gli altri enti di innovazione e di ricerca ma anche agli ordini professionali. In questo percorso l’Anci Sicilia ha intenzione di affermare il proprio ruolo di rappresentanza dell’intero sistema degli enti locali coinvolgendo così sin dal loro avvio liberi consorzi e città metropolitane e in  tale contesto l’ente di area vasta,  anche per la presenza al suo interno di personale qualificato, può svolgere con l’AnciSicilia un ruolo decisivo per progettualità e accesso ai fondi”.   L’avviso e gli allegati sono disponibili su sito di Anci Sicilia: www.anci.sicilia.it .