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Il Consigliere comunale Marcella Carlisi ha inviato una nota stampa che si trasmette di seguito:
“ L’Amministrazione comunale di Agrigento – scrive Carlisi – ha sottoposto all’approvazione del Consiglio comunale la riduzione delle tariffe Tari; il Consiglio ha naturalmente approvato.
Ha colto il suggerimento, non solo mio, di razionalizzare il personale comunale che si occupa della gestione del servizio di nettezza urbana non gravando ulteriormente sulle tasche dei cittadini e di risolvere la questione legata a GESA, in liquidazione da un’eternità e che c’è costata ai cittadini circa due milioni l’anno. L’Amministrazione ha garantito che tuttavia non ci saranno licenziamenti.
Ho chiesto nuovamente – spiega Carlisi che, per ridurre ulteriormente la tariffa, si appronti presto un ufficio per la bollettazione, un front office che consenta un servizio efficace. Tali input dovrebbero essere inseriti tra gli obiettivi da attuare entro fine anno dai dirigenti preposti.
L’Amministrazione comunale dovrebbe inoltre verificare le azioni intraprese dagli uffici comunali per scovare chi non paga e gli “immobili fantasma”, in modo che non siano sempre gli stessi virtuosi cittadini a pagare per tutti. Ho raccomandato, infine, – ha concluso – una rateizzazione delle bollette più esose per non scoraggiare chi vuole pagare ma si trova in difficoltà”.

Al più presto proseguiranno le demolizioni ad Agrigento dei manufatti abusivi con sentenza definitiva in giudicato. I proprietari di un immobile in via Cavaleri Magazzeni, eccependo l’incompetenza del Comune, hanno presentato ricorso al Tar e hanno ottenuto la sospensiva dell’ ordine di demolizione. Poi il Tar, nel merito, ha confermato la validità del provvedimento comunale. Dunque, non appena l’ impresa “Capobianco” di Palma di Montechiaro, aggiudicataria dell’ appalto delle demolizioni, sarà pronta, si procederà a concludere l’elenco di 13 manufatti da abbattere. Già 4, a Cugno Vela, Maddalusa e via Cavaleri Magazzeni, sono stati abbattuti autonomamente dai proprietari.

I Carabinieri della Compagnia di Canicattì hanno arrestato Alessandro Milazzo, 37 anni, di Canicattì, che sconterà 4 anni e 7 mesi di reclusione a seguito di sentenze definitive per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, reato commesso a Canicattì nell’ottobre 2010, e poi per rapina aggravata in concorso, e detenzione illegale di arma, a Camastra, commessa il 30 magio 2014 a danno della gioielleria Spina in via Augello. A carico di Milazzo sono in corso altri processi per droga e furto aggravato.

Il Tribunale di Agrigento, a conclusione del giudizio abbreviato, e a fronte della richiesta di condanna a 2 anni e 8 mesi, ha condannato a 2 anni e 2 mesi di reclusione l’agrigentino Ignazio Natalello, 60 anni, perché avrebbe tentato di estorcere denaro ad alcuni commercianti del Villaggio Mosè millantando di essere un esattore del boss detenuto, Gerlandino Messina. il boss empedoclino attualmente in carcere. Natalello avrebbe inserito della colla nelle serrature di 4 esercizi commerciali, e avrebbe anche telefonato ai commercianti per estorcere denaro. L’uomo è stato sorpreso ad intascare una busta con 300 euro. Accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Daniele Re, è caduta l’aggravante dell’ articolo 7, ossia l’aver agito con metodo mafioso.

Oggi è stato il giorno dell’ operazione della Polizia cosiddetta “Spiagge libere”, tra Cefalù, Palermo e Collesano. Su ordine della Procura di Termini Imerese sono stati arrestati ai domiciliari il dirigente dell’assessorato regionale Territorio e Ambiente, già responsabile del settore Demanio Marittimo di Palermo e provincia, l’architetto Antonino Di Franco, e un imprenditore di Cefalù nel settore turistico alberghiero, Giovanni Cimino. Il divieto di dimora nella provincia di Palermo è stato imposto al funzionario dello stesso assessorato, Salvatore Labruzzo, ed al presidente dell’ Associazione Operatori Balneari di Cefalù, Bartolomeo Vitale. I 4 rispondono di corruzione propria aggravata perché, tramite un sistema corruttivo, avrebbero assicurato all’ imprenditore Giovanni Cimino il controllo e la gestione, in regime quasi di monopolio, di uno dei tratti più suggestivi della costa palermitana. Il “Poseidon” a Cefalù, storico lido balneare della famiglia Cimino, è sotto sequestro dal 7 aprile 2015 per presunti abusi.

Ho appreso dagli organi di stampa, delle farneticanti dichiarazioni rese dall’ex Sindaco Paolo Ferrara in merito a presunte tangenti legate al Rigassificatore di Porto Empedocle che avrebbero interessato diversi soggetti compreso me. Le dichiarazioni dell’ex Sindaco sono, non solo farneticanti e false ma, anche infondate per ciò che mi riguarda poiché ricordo a me stesso che ho finito il mio mandato da Sindaco di Porto Empedocle nell’agosto del 2001 quando ancora nulla si sapeva circa l’intenzione di Nuove Energie di realizzare il suddetto impianto.
Vorrei anche ricordargli che dopo di me si sono succeduti, a ricoprire la carica di Sindaco di Porto Empedocle, lo stesso Paolo Ferrara, un Commissario Straordinario e successivamente Calogero Firetto.
Non vi è chi non sappia che io sono stato oppositore di entrambi i Sindaci e che non ho ricoperto nessun ruolo politico, a Porto Empedocle, durante le loro sindacature ragion per cui le dichiarazioni, false, del sig. Paolo Ferrara mi lasciano del tutto indifferente e sereno.
Resta il fatto che con tali dichiarazioni, l’ex sindaco Ferrara, intende intorbidire la campagna elettorale per la elezione del Sindaco di Porto Empedocle infangando il sottoscritto e gli altri competitori ed è per questo che ho già dato incarico all’avv. Giuseppe Aiello di intraprendere ogni e qualsiasi iniziativa giudiziaria diretta a tutelare la mia onorabilità e la mia immagine presentando una denuncia querela nei confronti del Ferrara per i reati di Calunnia e diffamazione.
Da un po’ di tempo registro atteggiamenti scorretti e diffamatori nei miei confronti, da parte di avversari politici e detrattori. Stanno cercano in tutti i modi di infangare la mia onorabilità! Cercano di ammorbare il clima politico, inventandosi storie velenose e squallide. Pertanto, proprio per prevenire e porre rimedio a comportamenti velenosi e diffamatori, ho dato un ulteriore mandato al mio legale di fiducia, Avv. Giuseppe Aiello, di produrre un esposto cautelativo presso la Procura della Repubblica.
Orazio Guarraci

“Una battaglia politicamente vinta”. Il gruppo “Uniti per la Città” al Comune di Agrigento, di cui fanno parte i consiglieri Giuseppe Picone, Angelo Vaccarello, Marco Vullo e Pasquale Spataro, esprime soddisfazione per l’atteggiamento deciso e responsabile espresso dall’Aula grazie al quale è stato evitato che  per l’anno 2016 la Tari subisse un aumento.  “La nostra azione, determinata dal buon senso, è stata premiata – osservano i 4 consiglieri comunali –  trovando il pieno sostegno di quasi tutti i colleghi rispetto alla proposta originaria, avanzata dagli Uffici competenti con il bene placet dell’Amministrazione attiva, che prevedeva un ritocco al rialzo del costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Che tradotto in soldoni, avrebbe prodotto un inevitabile incremento della tariffa. Abbiamo eretto un muro solido ed inamovibile. Come dire, da qui non si passa. E in effetti il piano economico e finanziario è tornato indietro e nel giro di 48 ore, nonostante le resistenze iniziali della macchina burocratica,  è riapprodato in Aula rivisto e corretto. C’è stata la riduzione invocata attraverso dei tagli segnatamente individuati dall’Amministrazione comunale. E così alla fine, non solo la Tari per l’anno in corso non è lievita, ma addirittura, seppur lievemente,  è stata ridotta – sottolineano Picone, Vaccarello, Vullo e Spataro –  tutto a beneficio dei contribuenti. Un piccolo segnale, certamente, ma doveroso ed opportuno in un momento di crisi e di sofferenza economica per le famiglie. Per di più, come accade sempre, non solo operiamo con margini di manovra vicini allo zero, ma siamo costretti ad esaminare le proposte quando i termini stanno per scadere. Una prassi, purtroppo, ormai consolidata al Comune di Agrigento che va sonoramente e categoricamente smontata. Il Consiglio non può essere sistematicamente mortificato nelle sue funzioni e nel suo ruolo.  E adesso, per contenere ulteriormente i costi della Tari – concludono i consiglieri del gruppo “Uniti per la Città” –  bisogna muoversi concretamente e seriamente sul terreno della lotta all’evasione e all’elusione e ad avviare nell’intero territorio comunale la raccolta differenziata per non incorrere nella pesante penalizzazione dell’ecotassa”.

In provincia di Palermo, la Guardia di Finanza di Petralia Soprana ha scoperto, a ridosso del centro abitato di Polizzi Generosa, un’area di circa 15.000 metri quadrati utilizzata da tempo come luogo di smaltimento e discarica di rifiuti non autorizzata Sono stati scoperti nell’area circa 700 pneumatici, alcuni dei quali all’interno di un canale di scolo delle acque piovane ed altri in parte sotterrati. Per evitare ulteriori pericoli per l’ambiente e per la salute pubblica, anche perché la zona confina con terreni utilizzati per il pascolo e per l’agricoltura, le Fiamme Gialle hanno sequestrato lo spazio adibito a deposito di rifiuti, ricadente all’interno di uno dei paesi del Parco delle Madonie e soggetto a particolari vincoli e tutele ambientali. Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese.

Ad Agrigento i consiglieri comunali del gruppo “Uniti per la città”, Giuseppe Picone, Angelo Vaccarello, Marco Vullo e Pasquale Spataro, intervengono a seguito della riduzione della Tari, la Tassa sui rifiuti, e afermano : “La nostra azione è stata premiata. Abbiamo scongiurato l’ aumento della Tari. Abbiamo opposto un muro solido ed inamovibile. C’è stata la riduzione invocata attraverso dei tagli segnatamente individuati dall’Amministrazione comunale. E così alla fine, non solo la Tari per l’anno in corso non è lievitata, ma addirittura, seppur lievemente, è stata ridotta, e tutto a beneficio dei contribuenti. Un piccolo segnale, certamente, ma doveroso ed opportuno in un momento di crisi e di sofferenza economica per le famiglie. E adesso, per contenere ulteriormente i costi della Tari, bisogna muoversi concretamente e seriamente sul terreno della lotta all’evasione e all’elusione, e avviare nell’intero territorio comunale la raccolta differenziata per non incorrere nella pesante penalizzazione dell’ecotassa”.

Sono riprese questa mattina, fra contrada La Rocca ed il rione balneare di Torre di Gaffe a Licata (Ag), le demolizioni di alcune ville abusive. Gli operai della ditta Patriarca di Comiso (Rg), che si era aggiudicata la gara d’appalto, sono tornati all’opera dopo che nei giorni scorsi il titolare aveva manifestato l’intenzione di abbandonare i lavori. L’impresa, a fine mese, ha infatti ricevuto una lettera intimidatoria, per la quale ha formalizzato denuncia alla Procura di Ragusa. L’avvio delle demolizioni, ordinate dalla Procura di AGRIGENTO al Comune, aveva provocato nei giorni scorsi la protesta degli abusivi che avevano occupato anche l’aula consiliare. Oggi, le ruspe hanno prima demolito una villa su piu’ elevazioni in contrada La Rocca dove, fra l’altro, era stato messo in bella mostra un cartello con la scritta “Affittasi”, ed ora si sono spostate per radere al suolo un magazzino a Torre di Gaffe.