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A Palermo si è riunita la segreteria regionale del Partito democratico, in presenza del segretario regionale Fausto Raciti. Tra l’ altro si è discusso dei cosiddetti “Appunti di viaggio”. Si tratta di una serie di appuntamenti promossi dal Pd siciliano, che si svolgeranno in diverse città siciliane su temi di attualità. La prima tappa sarà a Palermo sabato 14 maggio, sul tema : “La nuova Italia”, e parteciperà la ministro Maria Elena Boschi. Sarà anche presentato il “Comitato per il Sì” al referendum costituzionale di ottobre. Lo stesso Fausto Raciti afferma : “L’iniziativa politica del Partito democratico entra nel vivo di una nuova stagione che deve coinvolgere strutture e territori. Questi diversi appuntamenti serviranno non solo ad informare, ma soprattutto a raccogliere idee e contributi”. Dopo Boschi, è atteso in Sicilia Luciano Violante . (04.05.2016)

Ad Agrigento, all’ Istituto scolastico Nicolò Gallo, nell’ auditorium, lo Juventus Club Valle dei Templi, presieduto da Salvatore Capraro, ha proiettato il docu – film “Per non dimenticare Heysel”, su quanto accaduto alla finale di Coppa Campioni nel 1985 tra Juventus e Liverpool. Tra gli ospiti Massimo Tadolini realizzatore del docu film e fondatore del Nucleo 1985 storico gruppo di tifosi Juve e Alessandro Birindelli ex calciatore Bianconero. Al termine della visione del docu film consegnate le targhe alla dirigente del Nicolò Gallo Girolama Casà , Tadolini e Birindelli da parte dello Juve Club e una ammonizione da parte di Tadolini e Birindelli ai giovani presenti per ricordare che andare allo stadio è sinonimo di convivenza e gioia per tutti e non violenza o quant’altro.

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Evento letterario. La Rizzoli, domani giovedì 5 maggio, pubblica la nuova edizione in brossura di un grande, longevo, classico d’autore. Si tratta di “Sicilia sconosciuta – Itinerari insoliti e curiosi” di Matteo Collura, scrittore agrigentino ed editorialista del “Corriere della Sera” e de “Il Messaggero”, già autore di numerosi libri, la maggior parte dei quali dedicati alla Sicilia. Il libro “Sicilia sconosciuta”, da oltre 30 anni, svela l’anima più intima e segreta della Sicilia : è un invito alla deviazione dai percorsi consueti, arricchito da itinerari inediti per assaporare ancora di più il viaggio nella terra di Pirandello, Tomasi di Lampedusa e Sciascia. Il volume propone 109 itinerari diversi per il viaggiatore che intende esplorare siti reconditi, chiese sperdute, musei e monumenti poco conosciuti, perché c’è ancora una Sicilia da scoprire. Ci si potrà così addentrare nelle diverse realtà, incontrare la varietà di uomini, di culture e di paesaggi che fanno della Sicilia una terra solo in parte esplorata. Peraltro, si tratta di 109 itinerari diversi dove Matteo Collura si è recato personalmente, non lasciando nulla all’ improvvisazione o al resoconto di altri. I testi sono accompagnati da 80 splendide fotografie di Melo Minnella. La longevità della guida, che torna nelle librerie dopo 32 anni rinnovata e scrupolosamente aggiornata, all’agevole prezzo di 25 euro, ne fa un caso editoriale non soltanto per le tante copie vendute nel tempo, ma per il consenso ottenuto dai lettori e dalla critica.

Non parla del suo futuro Pino Rigoli, fresco del conferimento prestigioso del premio di migliore allenatore della Lega Pro. Riconoscimento che il tecnico biancoazzurro dedica al padre:” Il mio pensiero va a lui, perché me è stato un grande educatore, ha inculcato in me i valori di lealtà ed onestà, mi ha insegnato tante cose che cerco, giorno per giorno, di mettere in pratica. Se sono quello che sono lo debbo a lui.” Dicevamo che di ciò che sarà, Rigoli preferisce non sbilanciarsi:” Siobio legato all’Akragas fino al 30 giugno. Qualora mi dovesse arrivare una proposta che potrei giudicare allettante ed importante per il mio futuro professionale, la sociètà agrigentina sarà la prima a saperlo, perché ritengo che sia giusto così, per il rapporto di reciproca stima che ci accomuna. E’ presto per fare delle previsioni e delle valutazioni. Ad oggi sono felice perché abbiamo raggiunto un traguardo che ad un certo punto sembrava molto difficile e per questo ringrazio i miei giocatori, lo staff tecnico ed i collaboratori, la dirigenza che ci è stata vicino momento per momento. Ognuno ha fatto la sua parte e la salvezza costituisce una medaglia da mettere sul petto di ciascuna componente , visto che tutti hanno dato il proprio contributo”. Se potrei suggerire alla società il mercato da fare per il prossimo campionato? “ E’ un quesito a cui, per adesso non posso rispondere. Godiamoci questa salvezza conquistata con forza e volontà e poi vedremo”. Nessuno ci ha regalato nulla? “ è giusto così. Lo sport va onorato sempre e proprio perché non abbiamo avuto concessioni che la meta della permanenza in Lega pro assume un sapore più dolce e più prelibato.” Le Grottaglie lo ha chiamato? “ L’ho chiamato io- spiega Rigoli- ed è corretto così, per invitarlo alla partita di chiusura con il Benevento. Bisogna ringraziare anche lui per avere lavorato su un gruppo che, alla lunga, ha dato i risultati sperati”. E sul Benevento, squadra regina del torneo, Rigoli parla di “ successo meritato per costanza e compattezza di squadra. Alla fine il valore più alto espresso dal campionato è motivato e meritato. Farò i complimenti ad Auteri ed ai giocatori campani, anche se per me rimane il Foggia l’undici qualitativamente più forte, ma il percorso di una stagione è fatto di tappe: il Benevento ha avuto quella continuità che è venuta a mancare, in alcuni tratti, ai pugliesi”. Infine Rigoli ha un pensiero per i tifosi: “ A nome della squadra, ringrazio tutti i tifosi che non hanno mai smesso di credere in noi e ci hanno incitati ed incoraggiati in ogni istante. Mi auguro che sabato prossimo vi sia tanto pubblico all’Esseneto perché ritengo che sia doveroso tributare i dovuti onori ai giocatori per l’impegno e la fede che hanno avuto nei confronti della maglia che indossano”.
Salvatore Curaba

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Gli studenti, del Liceo Scientifico, Linguistico e Scientifico con opzione scienze applicate statale “Leonardo” di Agrigento saranno impegnati, nei prossimi giorni, nell’attività di alternanza scuola-lavoro, attività che costituisce una modalità di realizzazione dei corsi nel secondo ciclo del sistema d’istruzione e formazione, per assicurare ai giovani l’acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro.
Gli obiettivi previsti nel progetto elaborato dalla scuola e dal soggetto ospitante: “Dal libro – alla lettura – all’esposizione” si svolgeranno alternando momenti teorici ad attività operative. I ragazzi saranno affiancati e assistiti nel percorso formativo personalizzato.

Il percorso che si svolgerà in tre anni terminerà con una esposizione tematica dove gli studenti, cureranno un progetto espositivo e faranno delle visite guidate all’interno della Biblioteca-Museo.

Ad Agrigento, domani, giovedì 5 maggio, in Prefettura, alle ore 10.30, si svolgerà una conferenza stampa di presentazione del progetto “La scuola adotta il Fec”, che è il Fondo Edifici di Culto del ministero degli Interni, e la gestione è affidata alla Prefettura. Il patrimonio degli edifici di culto nella provincia agrigentina è costituito da 36 Chiese. Ebbene, il progetto consiste in visite guidate delle scuole, giorno 7 maggio, nelle stesse Chiese, tra Agrigento, Burgio, Canicattì, Licata, Naro e Sciacca, con tante iniziative collaterali, tra mostre, esibizioni musicali, recitazioni teatrali e proiezioni. All’ iniziativa della Prefettura collaborano l’ Ufficio scolastico provinciale, la Soprintendenza ai beni culturali, la Curia arcivescovile e i Comuni interessati.

Come si ricorderà, alcune settimane addietro, nell’ atto di citazione contro il Comune di Agrigento per danni, una donna ha avanzato la richiesta di 70mila euro per le ferite subite a seguito della caduta in via Atenea, tra i marciapiedi sampietrini. Adesso un’ altra donna è caduta in piazza Vittorio Emanuele a causa del marciapiede sconnesso, e ha chiesto un risarcimento di 50 mila euro al Comune di Agrigento. Il sindaco Firetto ha autorizzato l’ente a costituirsi in giudizio. L’incidente risale al 26 giugno 2015. La donna agrigentina, a seguito della caduta, ha riportato un danno biologico del 14 per cento.

A Mantova, Mantova ha vinto la seconda gara play off promozione in serie A 1 contro la Fortitudo Moncada basket Agrigento. 63 a 62. E’ stata la seconda partita giocata a Mantova, e la prima, domenica scorsa, l’ ha vinta la Fortitudo. Dunque, parità, 1 a 1. La prossima partita, la terza, si gioca venerdì prossimo 6 maggio, al PalaMoncada, a Porto Empedocle, alle ore 20.30. E poi la quarta partita domenica 8 maggio, ancora a PalaMoncada. Dopo la sconfitta a Mantova, l’ allenatore Franco Ciani commenta : “Ci portiamo a casa il risultato di 1-1 ma c’è da dire che abbiamo sprecato due volte un vantaggio importante, merito questo dei nostri avversari ma anche di qualche errore commesso da parte nostra. Chiaramente quando si giocano 40 minuti ad alta intensità, la lucidità viene un po’ meno. È forse un po’ particolare il fatto che pur avendo perso abbiamo tirato da 2 e da 3 meglio di loro, abbiamo avuto una valutazione più alta di loro, ma perdiamo di 1 punto questa gara. Considerando complessivamente l’andamento delle due gare, è però chiaro come in questa serie siamo riusciti ad avere un impatto importante, mostrandoci fortemente competitivi. Bisogna ovviamente limare qualcosa e recuperare le energie, perché sono state due gare estremamente dispendiose, ma dobbiamo avere la capacità di rimanere concentrati anche nonostante la stanchezza, ed è chiaro che sarà anche il PalaMoncada ad aiutarci a bruciare le tossine per permetterci di continuare a giocare con questa intensità”.

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Premessa: A parte le decine e decine di volte che ho scritto articoli a favore dell’unico fiore all’occhiello rimasto in questa città, cioè il Consorzio Universitario della Provincia di Agrigento, mi rivolgo a qualche (purtroppo) imbecille che possa strumentalizzare le mie parole per altri fini. Del dramma Cupa ne stanno parlando tutti gli organi di stampa, in città ed in provincia. Credo, pertanto, di essere anche io in diritto di poterne parlare senza che qualche cretino possa dire qualsiasi cosa.
Il problema relativo alla chiusura del Cupa diventa di giorno in giorno sempre più pregnante e preoccupante, non fosse altro perché chi deve intervenire per cercare di salvarlo, se ne frega altamente.
Cosa stiano facendo in queste ore il presidente della Regione Crocetta, il vice presidente Lo Bello e tutta la deputazione regionale non ci è dato sapere.
Di certo, per salvare il Cupa, si conosce molto bene cosa stanno facendo sia il presidente della Camera di Commercio Vittorio Messina sia il commissario all’ex provincia regionale di Agrigento Roberto Barberi.
Entrambi sembrano degli zombie, incapaci di mettere una parola su una delle questioni più delicate che riguarda tutta la provincia di Agrigento.
Sul tavolo del commissario Barberi e del presidente Messina la questione Cupa; inadatti per una Sicilia che deve riprendere quota, che deve rifiorire, che deve eliminare gli orrori del passato.
La nostra regione, oggi, ha bisogno di gente valida, che guardi al futuro, che proietti il proprio sguardo verso orizzonti più rosei rispetto a quelli che vive.
E così succede che nella importantissima assemblea dei soci convocata appena ieri per discutere sul futuro del Consorzio, Messina e Barberi, soci di maggioranza nella qualità di Camera di Commercio ed ex Provincia regionale di Agrigento, saranno andati al mare anziché presiedere una delle riunioni più importanti sul futuro dell’università agrigentina.
L’unico ad essere presente, l’eroico (è il caso di dirlo) sindaco di Agrigento Lillo Firetto il quale nel corso della riunione ha dovuto costatare l’assenza degli altri soci di maggioranza. Tale circostanza, ovviamente, ha suscitato le ire del primo cittadino che adesso chiede ai grandi “assenti” se la finiscono di cazzeggiare su una questione delicatissima che giorno dopo giorno assume contorni sempre più drammatici.
A questo punto ci chiediamo e chiediamo al mondo interno cosa rappresenta e quale funzione svolge, se non quella di scaldare la sedia, il commissario all’ex Provincia regionale di Agrigento. Non presentarsi ad una riunione che riguarda l’intera provincia agrigentina, (oltre ad un caso divenuto ormai nazionale), che interessa a migliaia e migliaia di giovani che in questo momento vivono con trepidazione la lenta morte del Cupa, a chi giova?
Che ruolo ha il dott. Barberi Roberto, se non quello di passacarte, in seno al libero Consorzio? Cosa sta facendo questo signore, lautamente pagato dalla Regione Siciliana per cercare di dare manforte al dramma dell’Università di Agrigento, essendo l’ex Provincia uno dei soci fondatori?
Pensate che la nostra terra abbia bisogno di gente del genere? La nostra terra ha bisogno di crescere, di guardare al futuro, di poter far guardare con un certo ottimismo i nostri meravigliosi giovani. Barberi Roberto, non solo umilia la dignità del diritto allo studio, ma umilia anche la dignità di migliaia e migliaia di giovani speranzosi che vogliono andare avanti nel corso della propria vita.
Di mummie, che non muovono un dito e che non si presentano a riunioni importanti come quella di ieri per cercare di salvare il Cupa, la nostra terra non ne ha proprio di bisogno. Se Barberi è stanco vada in pensione, lasci il posto ad altri che hanno tanta voglia di fare, di guardare avanti, che hanno l’ambizione di dare una svolta a questa terra, a cominciare anche dalle piccole cose. La nostra ex provincia non ha bisogno di gente come Barberi, desueto, immobile e pronto da un bel pezzo per la pensione. Dice che vuole leggere prima le carte. Ma quanti mesi devono passare per leggere queste carte? Quanto tempo impegna del suo “lavoro” per risolvere un dramma che vive una intera comunità, tutta agrigentina? Sta leggendo forse la Divina Commedia?
Abbia Barberi il coraggio di mettersi da parte e tornare a casa, a fare possibilmente il nonno. Il nostro territorio, la nostra realtà, e il nostro momento necessitano di figure ben più importanti e pregnanti rispetto a quella di Roberto Barberi, il quale, dinnanzi ad un problema così grave, si gira dall’altra parte. Vada a casa, vada a riposare, vada ad accudire i propri nipoti. La nostra terra ha bisogno di gente laboriosa, di ben altro.
Il presidente della Camera di Commercio Vittorio Messina fa tanti proclami. Solo proclami. Della serie “scrusciu di carta e cubaita nenti”. Anche per lui, socio di maggioranza del Cupa, il problema non si pone. Firetto, giustamente, lo cazzìa di brutto e gli dice, fra le righe, che il tempo di cugliuniari è finito; adesso occorrono i fatti.
Cosa dobbiamo fare per non farci più cazzeggiare da Vittorio Messina? Chiediamo aiuto all’onorevole Riccardo Gallo affinchè prenda a cuore la questione Cupa. Basta prendere il telefono a chiamare il presidente della Camera di Commercio. Basta solo dirgli che il tempo di cazzeggiare è finito e che adesso occorrono interventi decisivi a favore del Consorzio Universitario della provincia di Agrigento. State certi, Messina lo ascolterà.
Altrimenti non riusciamo a comprendere il ruolo e la presenza di Vittorio Messina ancora a capo della Camera di Commercio di Agrigento se scappa, anzi non si presenta, ad una delle riunioni importanti della sua carriera da presidente.
On. Gallo, la vuol fare questa telefonata, si o no? Sia chiaro e lo dica agli agrigentini tutti.
Intanto il sindaco Firetto, unico presente alla riunione, insieme ad un delegato dell’Ordine degli Architetti, si goda i nostri complimenti per quello che sta cercando di fare per salvare una realtà che rende ancora onore (non si sa per quanto tempo…) ad Agrigento.
Messina e Barberi vadano al parcheggio e riposino. Saranno molto stanchi. Questo, da parte loro, sarebbe un gesto assai nobile. Il tempo di cazzeggiare è davvero finito.
Il Circolo Operaio “Feace” ha bisogno di nuovi presidenti.

L’Assemblea dei soci del CUPA, convocata il 3 maggio c. m per deliberare sull’offerta formativa 2016/2017, come espressamente richiesto con nota dell’Ateneo di Palermo, dove si legge “entro e non oltre il 4 maggio”, non si è tenuta per l’assenza, ancora una volta, dei rappresentanti della Camera di commercio e dell’ex provincia regionale di Agrigento. E ciò nonostante le reiterate affermazioni pubbliche da parte dei due soci fondatori di voler mantenere il decentramento universitario ad Agrigento. Era presente soltanto il sindaco di Agrigento, on. Firetto, e la rappresentante, dott.ssa Arch. Maria Giglia, dell’ordine degli architetti di Agrigento.
Della notevole importanza del punto all’o.d. dell’Assemblea i soci erano ben consapevoli essendo stato allegata alla convocazione la richiesta dell’Ateneo, con la relativa imprescindibile tempistica. Così come gli stessi erano e sono pienamente consapevoli del fatto che l’attuale CDA, in regime di prorogatio, (e non più legittimato, pertanto, ad assumere decisioni così delicate), non avrebbe potuto deliberare sull’offerta formativa, come invece aveva responsabilmente fatto in passato, in mancanza di una precisa assunzione di responsabilità da parte dei soci.
Il CDA del Cupa all’unanimità stigmatizza tale comportamento che privilegia interessi particolari ed egoistici a scapito dell’interesse generale degli studenti, delle loro famiglie, del territorio.
Il Consiglio non ha infatti potuto comunicare, per la prima volta, all’Ateneo di Palermo alcuna decisione circa la possibilità di avviare i Corsi di Studio per il prossimo anno accademico 2016/2017.
Questa decisione, tanto attesa dagli studenti e dalle loro famiglie, quasi sicuramente non arriverà agli organi di governo dell’Università di Palermo entro i tempi utili più volte e con tutte le forze sottolineati dal CdA del CUPA. Così, con grande probabilità non si attiveranno per l’anno accademico 2016/2017 i Corsi del Polo agrigentino e tra questi anche quelli che per molti anni hanno dato lustro e rilevanza all’Offerta Formativa, quali Architettura e Giurisprudenza, dando modo a molti studenti di diventare bravissimi e affermati professionisti.