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Non ci sono dubbi sulla volontà di salvaguardare l’esistenza e il futuro del Cupa di Agrigento, per questo il Commissario straordinario del Libero Consorzio di Comuni di Agrigento Roberto Barberi ha chiesto al Presidente del Cupa di convocare un’assemblea straordinaria dei Soci per il prossimo 13 Maggio, nel corso della quale verranno elaborate le modifiche statutarie
“La riunione sarà propedeutica– dice Roberto Barberi- all’assemblea ordinaria che si terrà nella stessa giornata, finalizzata alla ricostituzione della nuova governance, che avrà il compito di valutare ed approfondire l’offerta formativa 2016/2017.
Il Cda- spiega Roberto Barberi – attualmente in regime di prorogatio fino al 12 maggio prossimo, in quanto con poteri limitati, non puo’ decidere sull’offerta formativa. Il compito -chiarisce- va demandato alla nuova governance. La prima cosa da fare, pertanto, a salvguardia del futuro del consorzio universitario – continua Roberto Barberi – è di dotarlo della nuova Governance ed è ciò di cui ci si sta occupando in questi giorni.
Per questo – Afferma Barberi- lo scorso 29 aprile ho chiesto ufficialmente al Rettore dell’ Università di Palermo di valutare la possibilità di rinviare, al di là dei termini perentoriamente fissati, il vaglio dell’offerta formativa relativa al Cupa Di Agrigento.
Tra l’altro e a supporto della necessità di stabilire la nuova governance, nella stessa missiva, ho sottolineato – conclude il Commissario come la nuova legge di stabilità regionale preveda tra le altre cose, la rideterminazione dei criteri di riparto delle risorse finanziarie da assegnare ai consorzi universitari , la rivisitazione dei rapporti finanziari tra Università e Consorzi Universitari e la fissazione degli obiettivi dell’offerta formativa.”

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Ad Agrigento, sabato prossimo, 7 maggio, nella caserma della Polizia “Anghelone”, in via Crispi 101, alle ore 10, su iniziativa della sezione agrigentina dell’ Anps, l’ Associazione nazionale Polizia di Stato, si svolgerà la cerimonia di inaugurazione del monumento in onore del maresciallo capo della Polizia di Stato, Domenico Anghelone, e di tutti i Caduti della Polizia di Stato. E sarà presentato anche un libro sul maresciallo Anghelone a cura dello storico Salvatore Fucà. Il monumento sarà benedetto dal cardinale Francesco Montenegro. Interverranno le autorità civili, militari e religiose agrigentine, e il coro della sezione Anps di Catania.


“Chiediamo ufficialmente una Conferenza dei servizi avente per oggetto il ripristino del manto stradale di Contrada Consolida che ricordiamo all’amministrazione, con in testa il primo cittadino Firetto, essere un’arteria importante e delicata non solo per la nostra città ma anche per l’intera provincia avendo ubicato nella zona l’ospedale San Giovanni Di Dio”.
E’ questa la nota stampa del Capogruppo del PDR (Sicilia Futura) Nuccia Palermo che interviene sull’annoso problema della manutenzione stradale che attanaglia il nostro comune con l’aggravante di rendere difficoltoso il transito di mezzi di primo soccorso quali le autoambulanze.
“Abbiamo tanto sentito proclamare una Agrigento che cambia, che rinasce e che si sveglia – sostiene Nuccia Palermo – con tanto di buongiorno annesso su magliette e cartelloni. Ad oggi, però, di quel tanto auspicato risveglio poco o nulla sembra essersi visto”.
“Entrando nello specifico – continua il Capogruppo del PDR, Palermo – una conferenza era stata già chiesta nel lontano 2009 che sembrerebbe non esserci mai stata. In gioco durante questi anni, sull’arteria che ospita sia il San Giovanni Di Dio che la zona industriale, che si auspica al più presto diventi territorio di Agrigento, sembrerebbero entrare 3 enti: i tre comuni (Agrigento, Favara e Aragona) ai quali fino ad oggi spettano le ripartite competenze sull’arteria.”
“Tanta confusione negli anni ma nulla di fatto – sostiene Nuccia Palermo – se non qualche sporadico intervento di bitumazione senza concretamente risolvere il nocciolo della situazione.”
“Ribadiamo, dunque, la richiesta di una conferenza dei servizi alla presenza di tutti gli attori principali aventi titolo a risolvere la grave situazione – conclude il Capogruppo Palermo – ricordando che l’incolumità dei propri cittadini è un onere che ricade direttamente sul primo cittadino ai quali è indirizzata la nostra richiesta al fine di risolvere una volta e per tutte il problema”


Il Consigliere comunale Ncd Gerlando Gibilaro,  a seguito di diverse istanze da parte dei cittadini residenti in via Pietro Nenni, ha inviato una nota stampa che di seguito si trasmette:
“Durante il sopralluogo che ho effettuato questa mattina- scrive Gibilaro – ho costatato che, così come lamentavano i cittadini residenti, il marciapiede che insiste in via Pietro Nenni, in molti tratti risulta essere divelto e quindi pericoloso per i pedoni.
I cittadini mi hanno chiesto inoltre – spiega ancora il Consigliere Gibilaro – che nella zona venga effettuato con urgenza un servizio di decespugliamento e disinfestazione, in quanto ci sarebbero  stati diversi casi di bambini punti da zecche.
Per tali motivi – conclude Gibilaro – chiedo all’Amministrazione comunale di volersi occupare con la massima urgenza della problematica segnalata, al fine di salvaguardare l’incolumità e la salute dei cittadini”.

Nell’ ambito dell’ operazione della Procura e della Polizia di Catania contro le scommesse illegali on line cosiddetta “Master Bet”, tra gli arrestati vi è anche un agrigentino. Si tratta di Francesco Airò, 37 anni, di Favara, al momento non reperibile, con precedenti specifici, di recente tratto in arresto per associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo di attività scommesse insieme ad esponenti di consorterie mafiose camorristiche del salernitano, ed imprenditore titolare di società a Malta.

l giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo, Alessia Geraci, ha rinviato a giudizio per estorsione aggravata dal metodo mafioso l’imprenditore Antonino Gagliano, 48 anni, di Siculiana. Gagliano avrebbe imposto la fornitura di proprio calcestruzzo a un imprenditore impegnato in lavori edili a Porto Empedocle, pretendendo da lui anche il pizzo sotto minaccia di danneggiamenti. Gagliano si è sempre dichiarato innocente sostenendo che l’ imprenditore lo ha denunciato per non pagargli quanto dovuto per le forniture.


Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione del giudizio abbreviato, il Tribunale ha condannato a 2 mesi di arresto e oltre 10mila euro di ammenda il sindaco di Aragona, Salvatore Parello, e il suo predecessore, Alfonso Tedesco, imputati di sversamento di reflui fognari non depurati nel vallone del fiume Platani. Il depuratore di Aragona non sarebbe stato adeguato alla normativa ambientale in materia, e avrebbe scaricato direttamente nel vallone. Parello e Tedesco sono stati assolti dalle imputazioni di danneggiamento e omissione di atti d’ ufficio.

I sindaci avvolti nelle indagini che hanno avvolto il direttore di Telejato, Pino Maniaci, sono Salvatore Lo Biundo a Partinico, e Gioacchino De Luca, a Borgetto. I due non hanno mai denunciato ricatti o prepotenze da parte di Maniaci, se non quando sono stati invitati in caserma, dopo essere stati intercettati dai Carabinieri. E il sindaco De Luca, tra l’altro, ha confessato : “Avevo paura che Maniaci come paladino dell’antimafia ci infangasse come amministrazione comunale e per questo gli davo dei soldi”. E così anche il sindaco Lo Biundo : “Dopo avere assunto per circa tre mesi una donna a lui vicina si è posto il problema della scadenza del contratto. Maniaci ha insistito, mi ha detto che dovevamo farla lavorare a tutti i costi. L’unico modo in cui potevamo era quello di autotassarci e farle svolgere il servizio di pulizia che faceva in precedenza”. E il sindaco di Borgetto ha aggiunto : “Maniaci è frequentemente accompagnato da soggetti delle istituzioni come magistrati, segnatamente il dottore Ingroia, o prefetti, e pertanto appare come un intoccabile, tanto è vero che gira con la scorta”. E poi De Luca ammette : “Ho ceduto alle sue richieste di denaro per prevenire eventuali servizi contro la mia amministrazione infangandola”. Al contrario dei sindaci Lo Biundo e De Luca, l’ assessore di De Luca a Borgetto, Giuseppe Davì, quando è stato interrogato sarebbe stato reticente. Invece, intercettato, l’ assessore Davì così si rivolge al sindaco De Luca : “Maniaci ha voluto le magliettine gratis da me…ha voluto duemila euro di magliettine gratis ed ha voluto tre mesi di casa in affitto che l’ho pagata io di tasca mia. Questa è estorsione, questa è pura estorsione. Lui è mafioso, lui ha fatto estorsione nei miei confronti, io lo denuncio prendo dieci avvocati prendo…appena fa il mio nome…io te lo sto dicendo e vi tiro a tutti in ballo….io ve lo sto dicendo, non mi disturbate”. Poi, gli interventi a margine dell’ inchiesta, e il Procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, afferma : “Il direttore di Telejato ha più volte manifestato totale disprezzo per le autorità costituite, le forze dell’ordine e la magistratura. Ha utilizzato diversi epiteti, definendo ‘nucleo aperitivo’ la squadra dei Carabinieri e offendendo anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi che poco prima lo aveva chiamato per esprimergli solidarietà. Di fatto, utilizzando il ruolo di direttore di una televisione, ha sottoposto ad estorsione i sindaci di Borgetto e Partinico. Non solo per ottenere denaro ma anche l’assunzione di una persona a lui vicina”. E il procuratore aggiunto, Vittorio Teresi, ribadisce : “E’ un’antimafia, quella di Maniaci, che non serve di certo a chi l’antimafia la fa ogni giorno. Non ci serve l’antimafia del signor Pino Maniaci. Noi facciamo antimafia ogni giorno. A noi piace l’antimafia pulita, sociale, che si occupa di contrasto a Cosa nostra senza interessi personali”. E il difensore di Pino Maniaci, che è l’ex magistrato Antonio Ingroia, commenta : “Registro diverse anomalie e qualche caduta di stile da parte dei miei ex colleghi della Procura di Palermo sul caso Maniaci. E mi dispiace dirlo… Quando io ero procuratore aggiunto diverse cose non si sarebbero fatte. Nel senso che noi abbiamo depositato appena lunedì scorso una richiesta di interrogatorio per Maniaci. Il ‘bon ton’ vuole che se un indagato ti chiede di essere sentito tu lo senti, e non gli mandi 48 ore dopo i Carabinieri, e pure nottetempo, a casa per notificare semplicemente un divieto di dimora. Quando io ero aggiunto della Procura di Palermo certe forme si rispettavano… Sulla base di ciò che leggo la parte penalmente rilevante riguarda l’accusa di estorsione, secondo cui Maniaci avrebbe chiesto denaro in cambio di un ammorbidimento della sua linea editoriale. Le prove sono a disposizione di tutti, Maniaci non ha mai ammorbidito le sue denunce in questi anni. So che ci sono elementi derivanti da intercettazioni telefoniche, ma prima di dare un giudizio bisogna tener conto anche delle modalità espressive di Maniaci nel quotidiano. Il suo è un linguaggio molto ‘ruvido’, ed è presumibile che siano state male interpretate le sue espressioni”.