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Si sono portati un bottino da 50 mila euro gli ignoti che sono entrati dentro una villetta di Via Pascal, al Villaggio Mosè, quartiere commerciale di Agrigento, e che, approfittando dell’assenza della famiglia, che era andata a mangiare una pizza, hanno sradicato una cassaforte e rubato tutti gli oggetti in oro e i preziosi presenti in essa. A scoprire il furto gli stessi proprietari che hanno denunciato il fatto alla Polizia, giunta sul posto per un sopralluogo. Avviate le indagini per cercare di identificare i ladri.

E’ stata interrotta la rotta balcanica. E l’ Europa ha così riattivato e incoraggiato la rotta mediterranea, il Canale di Sicilia. Non si è ancora concluso maggio, all’ orizzonte si profilano 4 mesi, fino a settembre, infuocati, e sono già oltre 700 i morti in 3 naufragi nel tratto di mare tra la Sicilia e la Libia, attraversato nel frattempo da circa 13mila persone. Il conteggio, possibile grazie alle testimonianze dei sopravvissuti, è stato ad opera dei ragionieri dell’ Agenzia dei rifugiati dell’ Onu, incapace, conteggi a parte, a ricercare una soluzione internazionale alternativa che non sia alimentare vertiginosamente i guadagni delle organizzazioni che gestiscono i traffici dei migranti. Il Procuratore di Agrigento, Renato Di Natale, annunciando l’arresto dei due scafisti del primo naufragio dei 3, mercoledì scorso 25 maggio, ha affermato che il viaggio ha fruttato oltre 750mila euro. Uomini, donne e bambini sono annegati inesorabilmente in fondo al Mediterraneo. E tra i migranti sbarcati a Palermo, a bordo della nave “Bourbon Argos” di Medici senza frontiere, vi è anche una minorenne stuprata e incinta di conseguenza, come conferma il medico che l’ ha visitata. E vi sono altre 15 donne in stato di gravidanza, e 2 di loro con minacce di aborto. E non solo Palermo, Porto Empedocle o Pozzallo : 382 viaggiatori sono approdati a Messina e altre centinaia di aspiranti rifugiati hanno navigato fino a Reggio Calabria, dove la nave militare “Vega” ha trasportato 629 migranti e 45 corpi recuperati in mare, e si tratta di 36 donne, 6 uomini e 3 minori con età da 6 mesi a 2 anni. Al porto di Reggio è stato installato un container frigorifero per accogliere le salme. Varie sono le nazionalità di provenienza, tra Pakistan, Libia, Senegal, Eritrea, Nigeria, Siria, Marocco e Somalia. Il ministero dell’ Interno ribadisce : “I dati del 2016 sono allineati ai dati dello stesso periodo del 2015. Vi è più intensità nelle partenze. Infatti, da Sabratha, Zuwara e dalle spiagge vicino Tripoli sono partiti, a distanza di poche ore l’uno dall’altro, almeno una settantina di gommoni e una decina di barconi stracolmi”. E nonostante tutto ciò, la Commissione Europea, che ha finanziato con miliardi di euro il turco Erdogan per sostenere le sue attività di contenimento dei flussi di migranti, si permette di rimproverare l’ Italia, che invece salva giustamente le vite umane in mare spendendo i soldi dei suoi cittadini contribuenti. Infatti, al mattino di oggi tale signor Matthias Ruete, che è il direttore della Commissione europea per l’ immigrazione, ha scritto in una lettera così : “Le misure che l’Italia ha adottato per la gestione dei flussi di migranti nel Mediterraneo sono ancora insufficienti. I centri di identificazione delle persone che arrivano dal mare sono ancora troppo pochi. E nei Cie, che sono i centri dove dovrebbero essere ospitati i migranti che non hanno diritto all’asilo e devono essere rispediti nei loro paesi d’origine, vi sono troppi pochi posti, e dunque tanti si avventurano verso il Nord Europa”. Al signor Matthias Ruete ha risposto il ministro dell’ Interno, Angelino Alfano, così : “L’Europa deve prendere atto che se non si risolve un negoziato serio con l’Africa per evitare le partenze, e se non si fa un negoziato serio con la Libia per dare una mano d’aiuto a noi, questo flusso di migranti non si può ridurre da un giorno all’altro. Noi maneggiamo le conseguenze, senza avere potere sulle cause”.

Un uomo di 40 anni, di Agrigento, noto alle forze dell’ordine, ha creato momenti di tensione e caos nei pressi di un locale di Piazzetta S. Calogero ad Agrigento. L’uomo in evidente stato di ebbrezza reclamava di poter continuare a bere e al diniego ricevuto ha iniziato ad infastidire i presenti. Sul posto sono giunti gli agenti della sezione Volanti della Questura che hanno riportato la calma e deferito l’uomo per ubriachezza molesta.

Guai per un giovane di Porto Empedocle, fermato, ieri notte dai Carabinieri, per guida in stato di ebbrezza. Il giovane, dopo aver bevuto troppo, si è messo alla guida dalla sua autovettura e si è schiantato, dopo aver perso il controllo del mezzo contro un cancello di una villetta della zona, in Viale dei Pini, a San Leone. L’empedoclino ha cercato di riprendere la marcia, nonostante i danni provocati, ha fatto alcuni metri ed ha rischiato di finire in uno scavo presente sul manto stradale, scavo relativo a lavori presenti in zona. A quel punto sul posto sono giunti i carabinieri che hanno fermato il ragazzo, che aveva conseguito la patente da pochi mesi, sequestrato il mezzo, ritirata la patente stessa e, dopo un controllo sul tasso alcolemico, denunciato il giovane alle autorità.

Si terrà domani, lunedì 30 maggio, anche a Lampedusa e Linosa, lo sciopero degli operatori ecologici giunti ormai allo stremo. I lavoratori che si occupano della raccolta rifiuti sulle due isole percepiscono lo stipendio con un ritardo che va dai 3 ai 6 mesi, in modo sistematico, ormai da otto lunghi anni. Come se non bastasse, sono continue le pressioni sugli stessi per condizionarne le scelte; l’ultimo episodio proprio in queste ore, in vista della visita del Presidente della Repubblica Mattarella, agli operatori era stato chiesto di revocare lo sciopero indetto per domani.
Il Movimento 5 Stelle in Sicilia sostiene i lavoratori e ne chiede regolari pagamenti. “Dal 2010, – afferma il deputato Cinquestelle dell’Agrigentino Matteo Mangiacavallo – l’ I.S.E.D.A. riceve una proroga per la gestione dei rifiuti sulle Pelagie da parte dell’ATO GE.S.A. AG 2. Da allora ad oggi, il servizio è andato in deroga sempre alle stesse aziende che, oltre a non garantire lo stipendio e altri diritti ai propri lavoratori, non hanno nemmeno assicurato il servizio di raccolta differenziata. Inoltre, non viene effettuata la pesatura della spazzatura a Lampedusa”.
Nel frattempo, l’amministrazione comunale di Lampedusa, continua a dire ai lavoratori di non avere soldi. “Ricordiamo alla stessa – conclude Mangiacavallo – che, oltre ai 20 milioni di euro stanziati da Letta, la Regione Siciliana, nel 2013, ha stanziato ben 2milioni e 600mila euro euro proprio per la questione rifiuti, che si andavano ad aggiungere ai 26milioni di euro già stanziati dal governo Berlusconi nel 2011”.

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L’epistolario fra Leonardo Sciascia e Vito La Terza
diventerà ”L’invenzione di Regalpetra”
Le lettere in mostra anche a Roma e a Bari
Le lettere che hanno portato alla firma del contratto, nell’aprile del 1955. La corrispondenza per la scelta del titolo: dagli ipotizzati “Il sale sulla piaga” e “Un paese in Sicilia” fra il settembre e l’ottobre dello stesso anno fino ad arrivare a “Le parrocchie di Regalpetra” del gennaio 1956. Ma anche la missiva di Leonardo Sciascia, quella del 15 aprile del 1956, che racchiude gioia e dispiacere: “Le parrocchie” erano il libro del mese, alcune recensioni parlavano di “snobismo letterario” e “distacco”. Tutto l’epistolario fra lo scrittore di Racalmuto, Leonardo Sciascia, e l’editore Vito Laterza comporrà un libro dal titolo: “L’invenzione di Regalpetra”, che verrà pubblicato ad ottobre, con un prezioso contributo di Tullio De Mauro. Ad annunciarlo, durante il convegno “Caro Vito, caro Leonardo …” che si è svolto sabato sera alla Fondazione Sciascia di Racalmuto, è stato Giuseppe Laterza, figlio di Vito.
Le 36 lettere originali, tutte dattiloscritte ad eccezione di alcune manoscritte, – che sono conservate alla Fondazione Sciascia – e le 62 missive in riproduzione anastatica – fornite dalla casa editrice Laterza – saranno inoltre esposte a Roma e a Bari. Si creerà così, concretamente, un parallelo fra la capitale, Bari e Racalmuto.
“Questo luogo (riferendosi a Racalmuto ndr.) mi ha ispirato curiosità – ha detto Giuseppe Laterza – . L’intelligenza nasce in ogni luogo, anche in luogo difficile come questo! Racalmuto raccoglie una eredità: è luogo di memoria e porta con se un messaggio universale”.
“L’idea di realizzare il libro – ha spiegato Gaetano Savatteri – è nata la scorsa estate quando Giuseppe Laterza è venuto a Racalmuto ed ha visto le lettere di suo padre custodite dalla Fondazione”.
“Vito Laterza ha dato una sferzata fondamentale all’opera di Sciascia – ha spiegato Salvatore Silvano Nigro – . “Le parrocchie di Regalpetra” sono nate da una collaborazione sistematica fra i due, un affiancamento che è durato per tutta la vita di Sciascia che ha considerato Vito Laterza coautore del libro”.
“Il rilancio della Fondazione è il rilancio dell’intero territorio. Abbiamo delle grandi risorse da sfruttare – ha detto Felice Cavallaro, componente del Cda della Fondazione Sciascia – e mi riferisco alle miniere di sale che, sul modello portato avanti da Cracovia, potrebbero diventare un punto di riferimento turistico”.
Al convegno è intervenuta anche Monica Morgante dell’Italkali. Proprio il contributo finanziario dell’Italkali è stato determinate per organizzare la “Festa della cultura”, in occasione del sessantesimo anniversario de “Le parrocchie di Regalpetra”, a Racalmuto. “Rientra fra i dovere di una impresa – ha detto – dare sostegno culturale ai Comuni. In Sicilia si parla però poco, si collabora poco, ci si muove poco”. Fra gli sponsor anche il Trame festival di cui è direttore artistico Gaetano Savatteri.
Il sottosegretario di Stato del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Davide Faraone, ha garantito “l’attenzione da parte del governo nazionale per Racalmuto e per l’esperienza di memoria che deve diventare prospettiva. Chi ha avuto la fortuna e la possibilità di visitare la scuola dove insegnò Sciascia, questa Fondazione e questo Comune debba essere una fortuna estesa il più possibile. Questa fortuna va sfruttata anche per costruire un percorso economico attorno alla figura internazionale di Sciascia. Io sono a disposizione per costruire un protocollo fra il Ministero, il Comune e la Fondazione per far venire tutte le scuole d’Italia a visitare Racalmuto”.
Racalmuto, oggi, si è, inoltre, trasformato in un grande teatro a cielo aperto.
Per “Racalmuto legge Regalpetra”, con la direzione artistica di Mario Incudine, cento lettori hanno ridato voce, nei luoghi di Sciascia, allo scrittore. Un’iniziativa per resuscitare l’abitudine alla lettura. Hanno partecipato anche la banda “Verdi”, diretta dal maestro Francesco Carrara”, il coro filarmonico “Terzo Millennio” diretto dal maestro Domenico Mannella, Lello Analfino, David Coco, Francesca Incudine, Moni Ovadia e Kaballà.
“Questi tre giorni sono la rinascita della Fondazione Sciascia. Tornano, dopo anni, i grandi convegni su Sciascia e sulla sua opera, sull’editore nazionale che ha pubblicato “Le parrocchie di Regalpetra”, che gli ha dato il titolo – ha detto il sindaco di Racalmuto, Emilio Messana -. La Fondazione torna, dunque a riprendersi la scena che gli è propria, quella di istituzione culturale in grado di parlare alla Sicilia e all’Italia”.
“Mancava un festival legato alla lettura. Seguendo l’insegnamento di Gesualdo Bufalino che diceva che: “La mafia sarà vinta da un esercito di maestre elementari”, a Racalmuto ecco il primo festival di lettura – ha detto l’assessore alla Cultura, Salvatore Picone – che diventerà un appuntamento annuale. Sarebbe entusiasmante, ogni anno, a Racalmuto, rileggere un libro di Sciascia e poi, magari, associarvi anche una fiera di libri. Ma è comunque dalla lettura che dobbiamo ripartire”.

di Filippo Sciara
Nel 1997, nella nostra guida storica e artistica su Favara, alle pp. 84-86, abbiamo scritto: «attraverso la via Palermo, ci rechiamo in via D’Angelo dove è presente il palazzo della famiglia D’Angelo. La via nel 1797 veniva detta strada di Francesco D’Angelo, costruttore nel 1792 del predetto palazzo. Nel lato ovest dell’edificio esistono tracce di un intonaco, tipico del ‘700, e una piccola cornice con la data di costruzione. Ricordiamo che il citato Francesco (1760-1826), detto barone, oltre che proprietario terriero (possedette circa 200 salme siciliane di terreno nell’ex feudo Grancifone e circa 13 salme siciliane in quello di Burraiti), fu anche imprenditore di zolfi. Del palazzo si può ammirare il monumentale portale d’ingresso in stile neoclassico, che introduce nella corte interna, in uno stato di notevolissimo degrado, al punto di rischiare il crollo (la parete est dell’edificio, nella quale si trova il portale, è in parte crollata). Si sta così perdendo, nell’indifferenza di tutta la collettività, una preziosissima testimonianza architettonica, una delle prime manifestazioni di neoclassico a Favara».
Nonostante questo nostro accorato appello, nei primi giorni del maggio 1998, il comune di Favara, senza prendere in considerazione la possibilità di intervenire con una riparazione del muro crollato, da noi caldamente proposta, sotto la guida dell’ufficio tecnico, procedeva ad abbattere a colpi di ruspa la porzione est del palazzo D’Angelo, per scongiurare pericoli di crollo con danno per i passanti. Tutto questo avveniva nell’indifferenza delle autorità preposte alla tutela, che, interpellati dal comune, intervenivano con un sopralluogo che era tutta una farsa.
In seguito alle nostre insistenze, l’allora sindaco Prof. Carmelo Vetro, si impegnava a fare recuperare il pregevole portale e dopo averne fatto numerare tutti i conci che lo componevano, lo faceva portare presso il deposito comunale, all’interno dell’ex carcere, in piazza della Vittoria, in attesa di poterlo rimontare in futuro. Dopo circa due anni, veniva abbattuto il resto del palazzo e con esso le case limitrofe che presentavano dei pregevoli cantoni in pietra scolpita, tipici dei secoli XVIII e XIX. Nello stesso periodo, il responsabile del deposito comunale dell’ex carcere, il vigile urbano Francesco Pullara, per mancanza di spazio, faceva trasferire i resti del portale D’Angelo all’interno del cimitero di Piano Traversa, dove era presente un grande spazio aperto, ancora non edificato, in prossimità dei nuovi uffici cimiteriali.
I resti del portale sono rimasti ammucchiati e indisturbati all’interno del cimitero per tutti questi anni e noi ne abbiamo molto spesso verificato la presenza. Sembrava che nessuno si curasse di loro, ma una settimana fa, portandoci al cimitero, ci accorgiamo che, col procedere delle costruzioni delle nuove sezioni cimiteriali, i resti del portale D’Angelo sono spariti. È per noi un grande dolore constatare tale sparizione! Ci auguriamo che i resti del portale non siano stati distrutti o interrati sotto la base in cemento delle due sezioni che si stanno iniziando a costruire, oppure trafugati. Speriamo che, anche questa volta, un altro ben pensante del comune di Favara, li abbia trasferiti in altra sede più sicura. Facciamo appello agli amministratori e funzionari comunali e a tutta la cittadinanza perché possa essere ritrovato e recuperato il portale D’Angelo, una preziosissima testimonianza architettonica del Settecento a Favara.


E’ vero. Ogni campagna elettorale ha le sue peculiarità e molteplici sfaccettature che alla fine, essendo molto spesso particolari, hanno la capacità di rimanere indelebili anche per un lungo tempo.
In campagna elettorale tutto è ammissibile, ovviamente nei limiti della compostezza; l’uno che accusa l’altro, comizi infuocati, dita puntate verso gli avversari (perché tali sono e non competitori) e così via dicendo.
Guai, però, se in campagna elettorale viene a mancare quella che comunemente viene chiamata onestà intellettuale.
L’elettore, prima di ogni cosa, tra programmi ed iniziative, vuol conoscere profondamente non il politico che dovrà amministrare ma l’uomo, il suo io, la sua anima, appunto la sua onestà intellettuale.
Sembra che a Porto Empedocle c’è una sorta di scricchiolio che in questi giorni vede vacillare enormemente l’onestà intellettuale della candidata del Movimento 5stelle, la stimata professoressa Ida Carmina, persona che ho conosciuto e della quale ho apprezzato molto alcuni dei suoi pensieri.
Evidentemente, nel temporalmente ridotto incontro che ho avuto con lei (cosa che ho fatto con tutti gli altri candidati) qualcosa mi sarà sfuggito, oppure la candidata a sindaco tutto ha fatto tranne che farmi notare questo aspetto che io considero assolutamente delicato e di primaria importanza: l’onestà intellettuale.
In un recente comizio, accompagnata da alcuni deputati regionali del Movimento, la candidata Carmina si è lasciata andare abbondantemente con alcune dichiarazioni che non corrispondono affatto al vero. Si è dichiarata come il “nuovo” accusando i suoi avversari di rappresentare il vecchio del vecchio.
Partendo dal presupposto che per chi in passato è stato in politica, “il fatto non costituisce reato”, ma una bugia raccontata sopra un palco dinnanzi a tante persone è e rimane sempre un fatto antipatico e molto poco leale.
Forse la candidata del Movimento avrà perso la cognizione del tempo. Per lei, probabilmente, 10 anni sono come dieci secondi, o giù di li. Durante il comizio avrà sicuramente dimenticato di dire, prima ai suoi deputati e poi all’elettorato, che il suo nome già nel 2006 compariva fra gli iscritti dell’allora “Margherita”, come si può evincere dal tabulato nazionale che in alto pubblichiamo.
Ribadiamo ancora una volta che tale circostanza, dimenticata dalla Carmina, non costituisce reato ma rappresenta, però, un brutto gesto verso quella gente, la quale,  posizionata sotto il palco, più che sentire castronerie vorrebbe capire qualcosa relativamente al futuro della propria città, già abbastanza malandata e maltrattata.
La candidata Carmina, nel corso dello stesso comizio, oltre che a spacciarsi falsamente per il nuovo che avanza, colta probabilmente da violentissimi vuoti di memoria, ha anche dimenticato di dire ai suoi parlamentari ed all’elettorato che il marito (persona perbene) in passato è stato candidato nelle liste dell’Udc e il fratello (persona perbene) è stato assessore della Giunta Firetto, quota Cimino. Quota Cimino, professoressa Ida, quota Cimino. Di Cimino la candidata a sindaco ha riferito solo qualcosa ai suoi parlamentari, guardandosi bene, però, di aggiungere che suo fratello è stato per tanto tempo legatissimo all’onorevole empedoclino.
Noi continuiamo a dire che di tali circostanze non ci scandalizziamo affatto; semmai, rimaniamo basiti quando la sentiamo urlare e gridare allo scandalo mentre punta il dito contro gli altri. Uno scandalo inesistente, tanto falso quanto inopportuno, che rischia di trasformarsi per lei in un vero e proprio boomerang.
Il vuoto assoluto di memoria ha continuato quando la candidata ha omesso di ricordare ai suoi parlamentari e all’elettorato che un anno fa brindava e glorificava alla elezione di Lillo Firetto quale sindaco di Agrigento, considerandolo uno che tanto bene aveva fatto nei confronti della città empedoclina.
Insomma una famiglia infarcita fino all’osso dentro la politica, militante e anche attiva dal punto di vista amministrativo.
Perché raccontare una balla spaziale ad un elettorato che, però, conosce di Porto Emepedocle uomini, donne e cose. Proprio mezzu a marina doveva raccontare queste barzellette? Avesse detto questa cose a Pontremoli, forse qualcuno ci avrebbe creduto.
Mancano pochi giorni al termine di una campagna elettorale che, forse, si sta avvelenando più per le cazzate raccontate al popolo empedoclino che per altri ben più nobili motivi.
Nei prossimi comizi e, quindi nei prossimi giorni, consigliamo alla candidata Carmina,  fraternamente e vivamente, di pranzare e cenare con abbondanti porzioni di pesce, soprattutto orate, sgombri e alici che tanto bene fanno alla memoria. E se con queste prelibatezze marine facesse anche colazione non sarebbe assolutamente male.
Non fosse altro perché tornerebbe in lei quel pizzico di onestà intellettuale che certamente merita ma che in questi giorni ha messo maldestramente da parte.
In bocca al lupo, profe!

Continua la campagna elettorale a Favara per la candidata Sindaco Gabriella Bruccoleri con il progetto “Favara nell’anima”,dopo il bagno di folla di ieri sera a Piazza Olimpia che ha visto tantissima gente ascoltare attentamente le parole del dirigente scolastico con entusiasmo e partecipazione.
Oggi incontri incessanti.
Ore 10.45 Messa al Convento San Francesco;
Ore 19.00 Corpus Domini;
Ore 20.30 apertura comitato Failla alle officine Mac;
Ore 21.00 comitato del candidato al consiglio Maria Priolo in via Agrigento;
Ore 21,30 happening al billionaire con tutti i candidati al consiglio comunale.
La candidata Sindaco Gabriella Bruccoleri dichiara:
“Ieri sera se qualcuno aveva un minimo dubbio sulla partecipazione popolare e sull’interesse amministrativo dei favaresi che nutrono sul mio progetto di governo e sulle liste che mi sostengono, ha avuto una risposta inequivocabile,il contatto tra me e la gente è di piena sintonia come dimostrano le immagini del comizio in Piazza Olimpia affollato e passionale.Tutto ciò non può che darmi ancora più stimoli e grinta,la politica non è altro che lo specchio delle proprie azioni quotidiane e dell’esperienze che ognuno di noi ha maturato nella nostra vita.Sono certa che ci sarà un forte scossone alla vita politica locale, io sarò, se eletta, il Sindaco di una fase propositiva, di una nuova pagina,dove l’individuo e il popolo tutto avranno un rapporto orizzontale con il primo cittadino.Favara va stimolata continuamente e l’amministrazione ascolterà tutti, in un momento di emergenza tutti dovranno dare un contributo dove la legalità, la trasparenza e le pari opportunità saranno il mio primo modello di governo per includere e seguire un percorso che i favaresi hanno nell’anima e che con me tireranno fuori nella propria interezza”.

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Video: https://www.facebook.com/eloisamamy/videos/10209656932011052/
L’Hotel Costazzurra Museum & Spa di Agrigento sarà presente a Tokyo in veste di sponsor de “Italia, amore mio!” l’evento ufficiale organizzato dalla Camera di Commercio Italiana in Giappone per il 150º Anniversario delle Relazioni Diplomatiche tra Italia e Giappone.
Pensato per promuovere il Bel Paese e le sue eccellenze, “Italia, amore mio!” si può considerare il primo festival dell’Italia in Giappone.
Questo grandioso evento si terrà il weekend del 28 – 29 Maggio con la collaborazione di istituti italiani e società operanti in Giappone (JET, ITA-ICE, ENIT, IIC) e sotto il patrocinio dell’Ambasciata Italiana a Tokyo. Già dallo scorso gennaio è iniziata una campagna di diffusione tramite i maggiori media locali.
Interazione, informazione e spettacolo sono le parole chiave che caratterizzeranno questo ambizioso progetto che mira a raggiungere operatori commerciali, consumatori e media, per un totale di oltre 40.000 visitatori previsti.
L’evento avrà luogo a Roppongi Hills che, con i suoi 15.000 visitatori al giorno, rappresenta uno dei centri del business più importanti di Tokyo. Ospita ad esempio il Mori Art Museum, il Grand Hyatt Hotel, gli uffici della TV Asahi, una stazione radio, 50 piani di uffici, 200 tra negozi e ristoranti ed un cinema multisala di ultima generazione.
La “Vetrina Made in Italy” sarà il lussuoso spazio espositivo dei brand italiani allestito presso O-yane Plaza, uno dei punti di passaggio più frequentati di Roppongi Hills. Cassina Spa, Bulgari Spa, Automobili Lamborghini Spa e Ferrari Spa sono solo alcuni dei brand che hanno già deciso di prendere parte a “Italia, amore mio!”.
“Piazza Italia”, collocata nella suggestiva Arena e nell’adiacente giardino, ospiterà spettacoli, concerti, social games e varie presentazioni. Il tutto incorniciato da stand nei quali i visitatori potranno apprezzare e acquistare cibo, oggetti artistici e di design rigorosamente Made in Italy.
“Siamo veramente molto orgogliosi di potere portare la nostra proposta di eccellenza in un contesto così importante – dichiara l’albergatore Fabrizio La Gaipa -. Ovviamente, insieme al nostro hotel-museum promuoveremo tutto il territorio di Agrigento e le sue attrattive”.
Soprattutto per i Tour operator, infatti, una particolare merita il progetto sui siti italiani UNESCO per la promozione del turismo, realizzato in collaborazione con Mirabilia – European Network of Unesco Sites. I visitatori potranno riconoscere i capolavori ma anche scoprire le bellezze nascoste dell’Italia grazie alle riproduzioni dei siti UNESCO e a pannelli informativi. Allo stesso tempo uno staff dedicato fornirà ulteriori dettagli ai visitatori impegnati in questa piacevole esplorazione virtuale dell’Italia.
“Questa iniziativa – conclude La Gaipa – ci pare un piccolo ma significativo passo verso il processo di internazionalizzazione a cui la promozione turistica della città nella propria interezza dovrebbe tendere”.
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