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A Naro i fiori hanno celebrato l’avvento della primavera, all’insegna del rispetto dell’ambiente. Si è svolta la prima edizione della “Rinfiorata”. Lungo le scalinate del centro storico barocco, i colori dei fiori sono emersi in evidenza a fianco di ben 36mila bottiglie di plastica riciclata, in varie composizioni. Poi degustazioni, concerti e convegni sulla raccolta differenziata.In tre giorni, dal 6 all’8 di maggio, migliaia di persone hanno partecipato all’evento organizzato dall’associazione “Agorà delle donne” presieduta da Maria Grazia Brandara, che afferma : “La Rinfiorata ha voluto riproporre l’antica festa dell’Infiorata, con nuovi contenuti legati alla promozione di valori ambientali. Si è voluto stimolare l’intero settore terziario, valorizzando il patrimonio produttivo e artigianale, nonché quello culturale ed eno – gastronomico”.

Ad Agrigento domani martedì 10 maggio all’ Istituto tecnico commerciale e turistico Sciascia, presieduto da Patrizia Marino, alle ore 11.30, si svolgerà la prima edizione della giornata francofona, intitolata : “Il francese, un passaporto per andare lontano”. Gli studenti presenteranno riflessioni, poesie, e piste di ricerca in francese con l’obiettivo di promuovere non solo la lingua straniera ma i valori quali tolleranza, pace e democrazia insiti nella cultura francese. Ospiti sono alcuni rappresentanti di istituti francofoni siciliani.

Il Comune informa che sono state depositate le prime Sentenze di secondo grado, emesse in  materia di avvisi di accertamento ICI per le aree divenute edificabili con l’approvazione, del P.R.G. nel 2004, con le quali la Commissione Tributaria Regionale di Palermo, conferma le ragioni del Comune di Agrigento.
Nello specifico, la Sentenza n. 797/25/15 e la più recente n. 737/29/16, statuiscono la legittimità da parte dell’Ente, a poter imporre, quale proprio dovere di accertamento tributario, avvisi ICI per le aree divenute fiscalmente edificabili, a decorrere dall’adozione del suddetto strumento urbanistico, indipendentemente dall’approvazione dello stesso da parte della Regione e dalla disponibilità degli strumenti attuativi, che ne possano consentire l’effettiva edificabilità. Inoltre con tali Sentenze, viene confermata la legittimità e la regolarità del procedimento utilizzato dall’Ente, per individuare il valore venale in comune commercio, da utilizzare per il calcolo dei suddetti avvisi.
Tale conferma da parte del Giudice Tributario Superiore, mette fine a quei dubbi generati tra i numerosi  Contribuenti, a causa dall’alternanza di giudizi di senso opposto, resi di recente dalla Commissione Tributaria Provinciale di Agrigento in tale materia.
Attraverso le citate  Sentenze di secondo grado, favorevoli al Comune di Agrigento, il Giudice Tributario Superiore, ha condannato  il contribuente ricorrente a rifondere in favore dell’Ente le spese di giudizio, quantificate in euro 1.000,00 nel primo caso e in euro 500,00 nel secondo.
Tale orientamento della Commissione Tributaria Regionale di Palermo, conferma ancora una volta, quei principi, divenuti ormai definitivamente consolidati e diffusi nell’orientamento giurisprudenziale tributario e che sono stati seguiti dal Comune  per l’emissione degli avvisi di accertamento per omesso pagamento ICI per le aree edificabili.
In pendenza di giudizio davanti al suddetto Giudice Tributario Superiore di Palermo,  ci sono ancora circa 180 procedimenti di appello, proposti dal Comune di Agrigento, contro Sentenze di primo grado sfavorevoli all’Ente  e, considerata  l’omogeneità delle questioni trattate, si prevede che i pronunciamenti  possano riconoscere anche per tali casi le ragioni del Comune.

VIDEO
La lista civica Città Nuova presenta il suo candidato alla carica di Sindaco di Porto Empedocle, per le prossime elezioni amministrative del 5 giugno 2016.
E’ Andrea Sallì, un giovane di 26 anni, cresciuto a Porto Empedocle. La sua dichiarazione: “La difficile situazione sociale ed economica nella quale versa oggi la nostra comunità, mi ha spinto ad accettare l’invito di tanti amici alla guida della lista civica Città Nuova. La mia candidatura a Sindaco, unitamente al programma elaborato insieme al gruppo, vuole rappresentare una valida alternativa per la corsa alla carica di primo cittadino di Porto Empedocle.
La mia formazione cattolica, il ruolo di coordinatore della pastorale giovanile, la lunga esperienza nell’associazionismo e il mio quotidiano impegno nel sociale mi rendono particolarmente sensibile alle problematiche dei miei concittadini e alle speranze di tanti giovani verso un futuro più sereno.
Oggi più che mai Porto Empedocle necessita di una guida che incentri il suo operato in un’azione di risanamento economico, unitamente ad una spinta propositiva nella valorizzazione delle enormi potenzialità che offre il nostro territorio. In tal senso il programma di Città Nuova avanza proposte operative su grandi temi quali: Italcementi, italkali, Moncada e molto altro ancora, senza però tralasciare alcune delle emergenze che oggi ci coinvolgono tutti in prima persona, non per ultima la questione dei rifiuti.
Metto quindi la mia persona a servizio di un progetto, proponendomi per rappresentare Porto Empedocle, la generazione di giovani come me che ha ancora voglia di fare e di credere in un futuro migliore, i cittadini tutti, quelli che con i piedi per terra, con buona volontà e con onestà vogliono dare una speranza al nostro domani”.
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Il Capogruppo di Sicilia Futura al consiglio comunale di Agrigento, Nuccia Palermo, fa una breve analisi in vista delle prossime amministrative che vedranno protagonisti i comuni di Canicattì, Favara, Porto Empedocle e Montevago in provincia di Agrigento ed altri 25 comuni in tutta la regione.
Dopo la nascita nell’ottobre 2015, oggi, Sicilia Futura stende il primo passo deciso presentandosi in tutti i comuni che nelle ormai prossime ed imminenti amministrative porteranno i cittadini alle urne.”
“Si intende tracciare una linea chiara e forte – sottolinea Nuccia Palermo – che vuole dimostrare che pur essendo un movimento regionalista non permette a nessuno di fagocitare la propria identità a difesa di quegli obiettivi volti al rilancio reale dell’economia locale guardando molto ai comuni ed agli enti locali”.
Nei comuni di Canicattì e Favara avremo un nostro candidato a sindaco, rispettivamente l’Ing. Gaetano Rizzo per Canicattì ed Angelo Messinese per Favara – continua il Capogruppo di Agrigento –  a dimostrazione che non intendiamo nasconderci dietro liste civiche o soluzioni di comodo .”
“Di grande importanza anche i comuni di Porto Empedocle e Montevago – incalza Nuccia Palermo – il primo noto a tutti per la grave situazione economica che sta vivendo. Gli empedoclini, infatti, ad oggi vivono un clima amaro e difficile  che non è altro che il frutto dell’ultima e lunga amministrazione. In entrambi i comuni cercheremo di portare un’aria di cambiamento data dalla presenza numerosa di volti e linfe nuove che dovranno far sentire la propria voce in consiglio azzerando il ricordo di quell’ inerzia improduttiva avuta in questi anni”.
Sicilia Futura volge, dunque, lo sguardo al domani dando grande spazio ai giovani che in sinergia con i pilastri dello stesso partito, in primis il Presidente onorario Salvatore Cardinale, intendono uscire fuori da vecchi schemi abbracciando e creando nuove classi politiche.”
E’ fondamentale – conclude il Capogruppo Palermo – lasciare quella libertà di azione senza imbrigliamenti per una crescita generale del territorio e ad oggi Sicilia Futura intende fare ciò difendendo lo statuto siciliano”.

La Procura di Sciacca ha chiesto 14 rinvii a giudizio nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “The Wall” per rapine in banca nel territorio del Belice, tra il 2012 e il 2013, a Sambuca di Sicilia, Santa Margherita Belice e Menfi. Richiesta di processo per i sambucesi Michele Gandolfo, 61 anni, impiegato di banca ed ex direttore di filiale, E Massimo Tarantino, 44 anni, e poi Pietro Curti, 78 anni, e Rocco D’Aloisio, 46 anni, di Santa Margherita Belice. Poi i palermitani Vito Leale 53 anni, Francesco Conigliaro 45 anni, Pietro La Placa 37 anni, Pietro Madonia 44 anni, Michele Cirrincione 48 anni, Carlo e Paolo Valpa di 47 e 48 anni, e Ignazio La Manna di 38 anni. E poi Francesco Napoli, 32 anni, di Montevago, risponde di ricettazione di un’automobile, e Salvatore Palazzolo, 30 anni, di Palermo, di favoreggiamento per avere dichiarato di non conoscere uno degli indagati al quale avrebbe invece prestato l’automobile.

Nell’aria c’è molto scetticismo circa il significato di questo giorno, nella cui data ricorre l’anniversario della famosa dichiarazione di Schuman, nel maggio del 1950

Era il 9 maggio del 1950 quando Robert Schuman, allora ministro degli esteri francese proponeva la creazione di una comunità europea, i cui membri avrebbero messo “in comune” la produzione del carbone e dell’acciaio. Quella che all’epoca fu la CECA di cui facevano parte  Francia, Germania occidentale, Italia, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo, è stata la prima di una serie di istituzioni europee sovranazionali che avrebbero condotto poi a quella che oggi prende il nome di “Unione europea”.

Il senso in origine era mettere in comune gli interessi economici, così da innalzare i livelli di vita, facendo il primo passo verso un’Europa più unita.

E così nel 9 maggio di ogni anno, da allora, le istituzioni dell’Unione Europea, celebrano la festa dell’Europa, aprendo al grande pubblico le porte delle sedi di Bruxelles e di Strasburgo.

Gli uffici locali dell’UE in Europa e nel resto del mondo organizzano una serie di attività ed eventi per un pubblico di tutte le età.

Ogni anno migliaia di persone partecipano a visite, dibattiti, concerti e altri eventi organizzati per l’occasione e per avvicinare i cittadini all’UE.

La giornata dell’Europa diviene così l’occasione giusta per organizzare eventi mirati ad avvicinare i cittadini all’idea di Europa unita, per educare gli studenti ai temi della cittadinanza europea e a ciò che questo oggi significa, in termini di opportunità e di diritti riconosciuti. E poi ancora per sottolineare la necessità di una convivenza europea priva di ogni forma di violenza, di guerra, di atti di terrorismo.

In questo giorno vengono promossi ed incentivati i servizi di volontariato, nonché progetti di sviluppo locale in posti diversi da quelli nei quali si vive. Le proposte sono tutte nobili, affinché questa festa dell’Europa, sia un contributo al dialogo con le istituzioni europee sulle politiche dell’Unione, in particolare in ambiti come la famiglia, lo sviluppo sostenibile, l’economia, il ruolo dell’UE nel mondo ed anche l’accoglienza di immigrati e rifugiati.

Eppure, malgrado questi  nobili principi c’è aria di scetticismo, considerato che un italiano su due, non si sente europeo. Il 50 % di cittadini che si sono sottoposti al sondaggio si sono così espressi e questo dato fa riflettere, considerato che la risposta si dipana su due differenti motivazioni. Una parte degli intervistati dichiara di non sentirti “attaccato” all’Unione Europea, gli altri sostengono di non sapere neanche come funzioni, l’UE. Sembra dunque che l’idea di Europa comune si stia affievolendo sia nelle menti che nei cuori degli italiani, mentre sale la preoccupazione per la sempre maggiore immigrazione, tant’è che rispetto alla media europea – che si attesta intorno al 65% – solo il 42% degli italiani dichiara di essere favorevole a che si fornisca assistenza ai rifugiati, mentre il restante 48% è assolutamente contrario.

Forse un vero lavoro di aggregazione e di integrazione sociale, contro un tentativo di disfattismo e di antieuropeismo, andrebbe irrobustito e promosso nelle scuole, che restano il primo e concreto ambiente di integrazione sociale, dove la pratica della differenza, va gestita partendo dai valori e dagli intrecci sia culturali che linguistici.

Socializzazione tuttavia significa non solo apertura, ma anche ricerca di somiglianze, di conferme, di similitudini di gusto, di sensibilità, di storia personale.

Le persone cercano nel contatto non solo la novità e lo stimolo, ma anche un certo grado di continuità affettiva, di fiducia reciproca, un’assicurazione che i rapporti siano ragionevolmente prevedibili e quindi amichevoli e fruttuosi.

Gli scettici contro l’europeismo sono in crescita. Sono quelli che criticano con forza la mancata coesione, il disimpegno su problematiche come l’immigrazione o il potere della moneta, o l’utilizzo dei fondi europei per i progetti delle regioni italiane. Una sorta di malumore mediterraneo.

Eppure nel processo di secolarizzazione che ha investito le società occidentali, la vita sociale è andata incontro a un doppio processo di diminuzione e al tempo stesso d’intensificazione del senso di appartenenza. Accanto allo stile di vita individualistico e secolarizzato è cresciuto anche il grado di coinvolgimento in forme di associazione neo-identitarie. Alla realizzazione di sé nel lavoro e all’evasione edonistica si è unito il bisogno di perseguire obiettivi nei quali l’individuo si possa sentire risolto in identità più collettive e comunitarie, sia pure nei limiti di una mentalità individualistica.

La speranza è dunque che vi sia un rinnovato bisogno di appartenenza a qualcosa di “grande” e “comune”, generando un equilibrio tra libertà e conservatorismo comunitario. E se l’Europa saprà rielaborare una nuova sintesi, potrà sopravvivere ad eventi e scetticismo.

Simona Stammelluti

Nell’aria c’è molto scetticismo circa il significato di questo giorno, nella cui data ricorre l’anniversario della famosa dichiarazione di Schuman, nel maggio del 1950

Era il 9 maggio del 1950 quando Robert Schuman, allora ministro degli esteri francese proponeva la creazione di una comunità europea, i cui membri avrebbero messo “in comune” la produzione del carbone e dell’acciaio. Quella che all’epoca fu la CECA di cui facevano parte  Francia, Germania occidentale, Italia, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo, è stata la prima di una serie di istituzioni europee sovranazionali che avrebbero condotto poi a quella che oggi prende il nome di “Unione europea”.
Il senso in origine era mettere in comune gli interessi economici, così da innalzare i livelli di vita, facendo il primo passo verso un’Europa più unita.
E così nel 9 maggio di ogni anno, da allora, le istituzioni dell’Unione Europea, celebrano la festa dell’Europa, aprendo al grande pubblico le porte delle sedi di Bruxelles e di Strasburgo.
Gli uffici locali dell’UE in Europa e nel resto del mondo organizzano una serie di attività ed eventi per un pubblico di tutte le età.
Ogni anno migliaia di persone partecipano a visite, dibattiti, concerti e altri eventi organizzati per l’occasione e per avvicinare i cittadini all’UE.
La giornata dell’Europa diviene così l’occasione giusta per organizzare eventi mirati ad avvicinare i cittadini all’idea di Europa unita, per educare gli studenti ai temi della cittadinanza europea e a ciò che questo oggi significa, in termini di opportunità e di diritti riconosciuti. E poi ancora per sottolineare la necessità di una convivenza europea priva di ogni forma di violenza, di guerra, di atti di terrorismo.
In questo giorno vengono promossi ed incentivati i servizi di volontariato, nonché progetti di sviluppo locale in posti diversi da quelli nei quali si vive. Le proposte sono tutte nobili, affinché questa festa dell’Europa, sia un contributo al dialogo con le istituzioni europee sulle politiche dell’Unione, in particolare in ambiti come la famiglia, lo sviluppo sostenibile, l’economia, il ruolo dell’UE nel mondo ed anche l’accoglienza di immigrati e rifugiati.
Eppure, malgrado questi  nobili principi c’è aria di scetticismo, considerato che un italiano su due, non si sente europeo. Il 50 % di cittadini che si sono sottoposti al sondaggio si sono così espressi e questo dato fa riflettere, considerato che la risposta si dipana su due differenti motivazioni. Una parte degli intervistati dichiara di non sentirti “attaccato” all’Unione Europea, gli altri sostengono di non sapere neanche come funzioni, l’UE. Sembra dunque che l’idea di Europa comune si stia affievolendo sia nelle menti che nei cuori degli italiani, mentre sale la preoccupazione per la sempre maggiore immigrazione, tant’è che rispetto alla media europea – che si attesta intorno al 65% – solo il 42% degli italiani dichiara di essere favorevole a che si fornisca assistenza ai rifugiati, mentre il restante 48% è assolutamente contrario.
Forse un vero lavoro di aggregazione e di integrazione sociale, contro un tentativo di disfattismo e di antieuropeismo, andrebbe irrobustito e promosso nelle scuole, che restano il primo e concreto ambiente di integrazione sociale, dove la pratica della differenza, va gestita partendo dai valori e dagli intrecci sia culturali che linguistici.
Socializzazione tuttavia significa non solo apertura, ma anche ricerca di somiglianze, di conferme, di similitudini di gusto, di sensibilità, di storia personale.
Le persone cercano nel contatto non solo la novità e lo stimolo, ma anche un certo grado di continuità affettiva, di fiducia reciproca, un’assicurazione che i rapporti siano ragionevolmente prevedibili e quindi amichevoli e fruttuosi.
Gli scettici contro l’europeismo sono in crescita. Sono quelli che criticano con forza la mancata coesione, il disimpegno su problematiche come l’immigrazione o il potere della moneta, o l’utilizzo dei fondi europei per i progetti delle regioni italiane. Una sorta di malumore mediterraneo.
Eppure nel processo di secolarizzazione che ha investito le società occidentali, la vita sociale è andata incontro a un doppio processo di diminuzione e al tempo stesso d’intensificazione del senso di appartenenza. Accanto allo stile di vita individualistico e secolarizzato è cresciuto anche il grado di coinvolgimento in forme di associazione neo-identitarie. Alla realizzazione di sé nel lavoro e all’evasione edonistica si è unito il bisogno di perseguire obiettivi nei quali l’individuo si possa sentire risolto in identità più collettive e comunitarie, sia pure nei limiti di una mentalità individualistica.
La speranza è dunque che vi sia un rinnovato bisogno di appartenenza a qualcosa di “grande” e “comune”, generando un equilibrio tra libertà e conservatorismo comunitario. E se l’Europa saprà rielaborare una nuova sintesi, potrà sopravvivere ad eventi e scetticismo.
Simona Stammelluti

A Porto Empedocle ignoti ladri hanno rubato all’ interno di due appartamenti in contrada Inficherna. Si tratta di future abitazione di coppie di sposini. Il bottino ammonta, infatti, ai regali di nozze. Indagini in corso. E un altro furto in abitazione è stato compiuto ad Agrigento, al Villaggio Mosè, in via Fiume Simeto, dove ignoti hanno rubato diversi oggetti in oro nell’ appartamento di una famiglia. Indagano i Carabinieri