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AGRIGENTO 14 maggio 2016 – I rappresentanti sindacali del Conapo mercoledi 18 maggio chiederanno di essere ricevuti dal Prefetto di Agrigento al quale chiederanno di farsi portavoce verso il governo del malessere dei Vigili del Fuoco dovuto al trattamento che ricevono dallo Stato. Una iniziativa simultanea in tutte le provincie d’Italia, fanno sapere dal sindacato.
Rischiamo la vita dal giorno dell’assunzione sino al giorno della pensione, un servizio usurante che non ha eguali nello Stato, eppure – spiega Antonio DI MALTA ( nella foto) segretario provinciale del Conapo – siamo il Corpo meno retribuito e non abbiamo le tutele previdenziali degli altri corpi, siamo veramente amareggiati dal disinteresse della Politica nei nostri confronti.
I Vigili del Fuoco Agrigentini, come quelli di tutta Italia, sono stanchi di come vengono trattati e non chiedono privilegi ma pari dignità lavorativa con gli altri corpi. Vengano i Politici a rischiare la vita al posto nostro puntualizzano dal conapo.

Sabato 14 maggio 2016 alle ore 18,00, presso la sede del comitato elettorale sita nelle suggestive sale del Palazzo Fanara di Piazza Cavour, si aprirà la campagna elettorale del candidato sindaco Angelo Messinese.
Nel corso dell’evento saranno presentati alla città i candidati al Consiglio Comunale della lista PDR-Sicilia Futura, gli assessori designati e verranno resi pubblici i punti salienti del programma elettorale.
Parteciperanno all’evento il Presidente di Sicilia Futura, Salvatore Cardinale, e i deputati all’ARS Michele Cimino e Salvatore Cascio.
#insiemeperFavara
Angelo Messinese Sindaco
L’occasione è propizia per augurare un buon lavoro a tutte le redazioni giornalistiche e ringraziare anticipatamente per la disponibilità, la collaborazione e l’attenzione che riserverete alle iniziative della lista PDR-Sicilia Futura e del candidato Sindaco Angelo Messinese.
Il Comitato Elettorale “Angelo Messinese Sindaco – Insieme per Favara”

Ad Agrigento e provincia il Partito Democratico ha costituito il Comitato per il sì al referendum costituzionale in calendario ad ottobre. In proposito interviene la deputata nazionale del Partito Democratico, Maria Iacono, che afferma : “L’ obiettivo del comitato è quello di cogliere appieno lo spirito referendario e lanciare , anche in provincia di Agrigento, una grande campagna informativa e di comunicazione sul referendum costituzionale e sulle ragioni delle riforme fortemente volute dal Governo Renzi. In un momento difficile e complesso per il nostro Paese, in cui la crisi della politica è palese, le riforme , anche se avvenute in un clima non sempre particolarmente sereno, hanno come obbiettivo la semplificazione del sistema politico Italiano ed il miglioramento dei rapporti tra la politica e la società. L’effetto più importante della riforma è rappresentato dal fatto che l’approvazione delle leggi sarà quasi sempre prerogativa della Camera, con il risultato che l’iter sarà molto più rapido. Occorre lavorare sin da subito, con il Comitato, per coinvolgere più gente possibile e costruire momenti di confronto e dibattito utili alla costruzione di un fronte del sì in grado di dare forza nella società alle ragioni di una democrazia più snella, efficiente e moderna”.

La Corte d’Assise di Caltanissetta, presieduta da Mario Amato, ha condannato all’ergastolo l’imprenditore di Riesi, Stefano Di Francesco, 66 anni, presunto responsabile dell’omicidio del figlio Piero, ucciso il 9 gennaio 2012. Tra le prove di cui si è avvalsa la Procura nissena vi sono anche intercettazioni ambientali con microspie nascoste sulla tomba della vittima. E innanzi alla toma del figlio, il padre, Stefano Di Francesco, è stato protagonista di uno sfogo – confessione. Di Francesco avrebbe colpito l’imputato colpì il figlio alla testa, nel corso di una lite, con un oggetto contundente e credendolo morto caricò il corpo su una vecchia auto aziendale alla quale diede fuoco e poi simulò un tentativo di soccorso gettando della terra sull’auto in fiamme con un escavatore; il movente dell’omicidio sarebbe da ricercare nei contrasti tra padre e figlio per la gestione dell’azienda di famiglia.



“Non possiamo che essere soddisfatti del premio ricevuto dal Comune di Favara e da quello di Siculiana, classificatisi fra i migliori della Sicilia per aver ottenuto straordinari risultati nel settore della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani iniziata da poco tempo.
E’ il commento di Giancarlo Alongi, amministratore delegato dell’Iseda, l’azienda che si occupa proprio della differenziata a Favara e Siculiana, a margine dell’assegnazione dei titoli “Comune Riciclone – Start up 2016”, consegnati giovedì scorso da Legambiente Sicilia nel corso di una cerimonia svoltasi nella sala convegni della Presidenza della Regione Siciliana e dove è stato contestualmente presentato il dossier “La gestione dei rifiuti urbani in Sicilia”.
“Il riconoscimento ottenuto da Favara e Siculiana – continua Alongi – ci riempie di soddisfazione perché dimostra, che con una buona organizzazione logistica, una buona comunicazione con i cittadini e la buona volontà di tutti, si può arrivare a risultati importanti che si concretizzano con un risparmio in bolletta ma anche con un maggiore rispetto per l’ambiente”.

Lo scorso 3 maggio l’ Assemblea dei Soci all’ Università di Agrigento è stata quasi deserta. Si è presentato il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, in rappresentanza del Comune, e la rappresentante dell’ Ordine provinciale degli Architetti di Agrigento, Maria Giglia. L’ Assemblea è stata convocata per deliberare sull’ offerta formativa per l’ anno accademico 2016 – 2017, attesa dall’ Università di Palermo il 4 maggio. E appena il 2 maggio precedente si è svolto nei locali di via Quartararo l’ Open Day, presentando agli aspiranti studenti una offerta formativa che, al momento, è solo virtuale. Gli assenti il 3 maggio sono stati i soci ex Provincia di Agrigento, che è il socio di maggioranza, e poi la Camera di Commercio. La successiva Assemblea dei soci, come richiesto e poi annunciato dall’ avvocato Barberi, commissario della ex Provincia, si è svolta il 13 maggio. E nonostante le ottime intenzioni più o meno manifestate, è stata ancora una volta fumata nera. Infatti, Roberto Barberi non ha revocato la delibera di fuoriuscita dal Consorzio universitario, riservandosi la possibilità di revocarla, ma non sciogliendo ancora la riserva. Pertanto, no all’ offerta formativa, e no alla elezione del Consiglio d’ amministrazione. La prossima Assemblea dei soci in calendario è venerdì prossimo 20 maggio. Nelle more di ciò è emersa la volontà, non dichiarata ufficialmente ma trapelata, da parte della Provincia di Agrigento di cedere al Consorzio universitario l’ immobile in via Quartararo, che, un tempo Comunale, adesso è di proprietà della Provincia. Il valore d’ affitto annuale dell’ immobile sarebbe stato valutato circa 450 mila euro all’anno. Ovviamente si tratterebbe di una valutazione con approssimazione molto all’ eccesso. E però, la Provincia, cedendo l’ immobile, sostituirebbe il proprio contributo annuale, che in verità è stato di 800 mila euro all’ anno, con la cessione dell’ immobile sede del Polo universitario. Ancora nelle more di tutto ciò, il Consiglio di Amministrazione dell’ Università di Palermo, anche in ragione di un debito di oltre 3 milioni di euro di cui è debitore il Consorzio di Agrigento, ha annunciato il taglio dei corsi di laurea di Giurisprudenza, Architettura e Beni culturali ad Agrigento, mantenendo solo Servizi sociali, che è un triennale, e il magistrale di Archeologia. Riassumendo in conclusione : “mentri u medicu studìa, u malatu si fa la via”.


L’archiviazione dell’indagine nei confronti del ministro dell’Interno
Angelino Alfano era alquanto scontata. “Chi lo conosce, come uomo
ancora prima che come politico, non aveva alcun dubbio sul suo
corretto modus operandi” lo dichiara il Deputato Regionale Vincenzo
Fontana – che continua- ” quando iniziò questo caso, i massi media
diedero grande risalto alla notizia, abbiamo assistito alla
speculazione degli sciacalli della politica che avevano già emesso
sentenza.
Ora che vi è stata l’archiviazione del caso,non ho visto – continua
l’On. Fontana- la stessa attenzione dei giornalisti a dare risalto
alla notizia.

Il Tribunale dei Ministri ha archiviato l’inchiesta a carico del ministro dell’Interno Angelino Alfano, indagato per abuso d’ufficio a seguito del trasferimento del prefetto Fernando Guidi da Enna a Isernia. Il Tribunale dei Ministri scrive : “La totale carenza di indizi a carico del ministro Alfano impone l’archiviazione del procedimento. E’ evidente la mancanza di tutti i presupposti oggettivi e soggettivi del reato ipotizzato”. Da intercettazioni sarebbero emersi i tentativi dell’ ex parlamentare di Enna, Vladimiro Crisafulli, anche lui indagato, di ottenere il trasferimento del prefetto di Enna che ha avviato il procedimento per il commissariamento della fondazione Kore di Enna.

I Carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale e la Procura di Termini Imerese hanno sgominato un presunto gruppo criminale, impegnato nel traffico illecito, anche verso l’estero, di beni archeologici, frutto di scavi clandestini in vari siti siciliani. Sono state eseguite 3 misure cautelari e sono 22 gli indagati a piede libero. Tra i siti dove hanno imperversato i tombaroli vi sono Termini Imerese, Corleone, Petralia Sottana, Augusta, Mussomeli e poi Cattolica Eraclea in provincia di Agrigento .