Home / 2016 / Maggio (Pagina 45)


Il Settore Promozione Turistica ha classificato, con determinazioni dirigenziali, alcune nuove strutture ricettive nei Comuni di Agrigento e Porto Empedocle. Si conferma, dunque, in lenta ma costante crescita il trend dell’offerta turistica in provincia, in particolare per le piccole strutture e Bed and Breakfast a gestione familiare. .
Le nuove strutture ricettive sono:
–        B&B  “La Mansardina”, ad Agrigento in via Vicolo San Pietro n.18 (Tre Stelle);
–        B&B  “Bosco Sea Apartment”, ad Agrigento in via Rita Gibilaro 6/D (1 stella);
–        B&B  “Mare d’amuri”, a Porto Empedocle in via del mediterraneo n. 29 (Tre stelle);
Il Settore Promozione Turistica, ai sensi della Legge Regionale n. 27/1996, ha inoltre  provveduto alla riclassificazione del B&B “Il Casello della Scala dei Turchi” a Realmonte in Contrada Scavuzzo n. 200, al quale, dopo alcune verifiche tecniche, è stata assegnata la categoria “Due Stelle”.
Tutte le relative determinazioni dirigenziali sono state trasmesse ai Comuni nei quali ricadono le nuove strutture e ai Servizi Turistici Regionali.
Sempre nel quadro delle competenze assegnate dalla L.R. 27/1996 alle ex Province Regionali, è stato approvato il piano delle ispezioni da effettuare nel II° trimestre 2016, finalizzato al  controllo a campione di alcune strutture ricettive classificate in tempi non recenti durante la gestione AAPIT.

Ho appreso in queste ore la notizia che
inchioderebbe gli abitanti di Favara ovest ad Agrigento tradendo quanto
precedentemente preventivato, ovvero la possibilità che Favara ovest
resti a Favara. Il parere sfavorevole alla delibera della revisione dei
confini della IV^ commissione, ha dell’incredibile”.
A dirlo tramite una nota stampa diffusa alle redazioni è il deputato
nazionale del Partito democratico Tonino Moscatt, favarese doc e da
sempre attento a questa annosa questione.
“In barba agli impegni presi dal sindaco e dalla sua amministrazione, in

20160516-175102.jpg

I DIRITTI DEI DISABILI NEL SERVIZIO SANITARIO INTEGRATO AL CENTRO DI DUE IMPORTANTI SESSIONI FORMATIVE CHE SI APRIRANNO IL 25 E IL 26 MAGGIO A CATANIA E PALERMO A CURA DI ANCI SICILIA E ANFFAS

“I diritti del disabile nel servizio socio sanitario integrato”, questo il titolo di due sessioni formative organizzate da Anci Sicilia e Anffas Onlus, con il patrocinio dell’Ordine Professionale degli Assistenti sociali della Regione Sicilia, e articolate su due giornate, in programma per   il 25 maggio e l’8 giugno a Catania, presso l’Auditorium “Libero Grassi , Palazzo dei Chierici, piazza Duomo e per il 26 maggio e il 7 giugno, a Palermo, presso la Sala delle Carrozze, di Villa Niscemi, in piazza dei Quartieri, 2. Destinatari dell’iniziativa saranno gli operatori del settore socio-sanitario pubblico (Asl/Comuni),  degli enti accreditati e  del privato sociale e i rappresentanti del vastissimo  mondo del volontariato.
“Al centro dei nostri incontri formativi – hanno dichiarato Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale di Anci Sicilia – ci sarà   il cittadino disabile e la sua famiglia,  l’analisi dei bisogni individuali e sociali, delle peculiarità territoriali adeguandole  alle differenti realtà, con il fine di pianificare un sistema di interventi e servizi sociali  che razionalizzi l’accesso ai fondi pubblici e la loro gestione e consenta un approccio individualizzato e inclusivo per il cittadino disabile”.
“Obiettivo ambizioso – continuano Orlando e Alvano- sarà quello di  costituire un nuovo modello gestionale per la realizzazione delle attività sociosanitarie, capace di promuovere e innescare percorsi di riabilitazione delle persone che perseguono l’obiettivo della salute, e non esclusivamente quello di cura”.
Gli eventi realizzati con il patrocinio dell’Ordine Professionale degli Assistenti Sociali della Regione Sicilia   daranno diritto al riconoscimento di crediti formativi. Per iscriversi è necessario utilizzare il seguente link: www.anci.sicilia.it/iscrizioni/

POST TAGS:

Cos’è l’indifferenza ?
E’ quel comportamento, messo in atto dai Saccensi nei confronti delle loro Terme , tale che, all’atto di prendere una decisione tra due alternative, non riesce a scegliere né l’una né l’altra in quanto considerate ininfluenti e incapaci di produrre cambiamenti rispetto alla  misera e degradata condizione esistente ?
E si lega con un altro sentimento, che è la “rassegnazione” , produce un mix micidiale di immobilismo becero e dannoso ?
Si, purtroppo, è questa la risposta !!!
Sabato scorso è andata in onda l’ennesimo tentativo, mancato, di smuovere le nostre coscienze, scardinare il nostro disinteresse, distruggere la nostra apatia, annullare il menefreghismo collettivo.
Lo hanno fatto quelli del LIONS CLUB Sciacca Terme, guidate dal Presidente del locale Lions Club  Dott. Vito Favetta.
I Soci del Club hanno trovato una data consona, una location di prestigio e adatta, l’ex Convento San Francesco della Terme di Sciacca, gli sponsor e  relatori di grande prestigio.
Il Convegno è stato sufficientemente  pubblicizzato su TV e social network e chi di dovere  è stato avvisato anche personalmente……………………
Poi, ed è purtroppo una cosa che si ripete, vi è la realtà delle presenze, della partecipazione, del far sentire ancora le Terme di Sciacca come nostre.
Mancavano i “politici”, si proprio quelli che non dormono la notte per risolvere questa ormai cronica  e inspiegabile  chiusura delle Terme.
Mancavano gli “addetti ai lavori”, quelli che un giorno si e l’altro pure gridano, sbraitano, pretendono risposte, e poi ritornano nel loro spazio tranquillo di rassegnazione e di “fiducia” nella stessa politica che li ha affossati.
Poi ci sono quelli che dovrebbero essere interessati per ragioni d’indotto, di ritorno economico, di offerta turistica, di economia. Assenti, completamente assenti !!
Non mi soffermo sui medici, sui fisioterapisti, agli stagionali, a chi avrebbe avuto il dovere di esserci e che, invece, ha preferito fare altro.
Ed ecco che la bella iniziativa del LIONS Sciacca Terme , del suo attivissimo Presidente Vito Favetta, diventa inevitabilmente e inesorabilmente l’ennesimo tentativo non riuscito.
Ma di chi sono le colpe ?
L’AltraSciacca lo dice da tempo. Lo diceva quando le nostre terme erano ancora funzionanti e vedeva “manovre” non chiare su assetti societari impregnati di politica e politicanti dimostratesi soltanto delle iene, utili soltanto per spolpare  quanto era ancora in piedi delle Terme di Sciacca.
Noi continuiamo a crederci, con il LIONS, con tutti quelli che non ci stanno a questo inarrestabile degrado, con chi pensa, nonostante tutto, che le TERME DI SCIACCA siano una risorsa e che valga la pensa di battersi per essa.
Un legge sulla “Privatizzazione delle Aziende di Sciacca e Acireale” fatta da Politici, imbecilli e  incompetenti e da burocrati regionali consenzienti, che sapevano benissimo che formare S.p.A. Senza risorse finanziarie e con debiti non avrebbe portato altro risultato che la chiusura.
Forse era proprio questo quello che si voleva ?
Vergogna per chi ha creato questo mostro giuridico che, oggi e per loro stessa ammissione, non  sanno trovare una soluzione.
Ma Saccensi, Sciacchitani, non perdiamo d’animo, vedrete che gli stessi politici che hanno prodotto tutto questo sfascio ci verranno a trovare, a promettere, a magnificare le bellezze di questa città e delle sue magnifiche Terme che , purtroppo e per colpa di altri, sono ridotte in questo stato.
Verranno e Noi da gente ospitale e  disponibile li accoglieremo, li tratteremo con pacche sulle spalle, con sorrisi a 64 denti, con schiacciatine d’occhio e, perché no, con qualche  “souvenir” da Roma o da Palermo.
Ecco il nostro grande difetto: LA CREDULITA’ !!! Ovvero, credere a tutto ciò che viene detto da ciarlatani che campano sulla ingenuità del prossimo, e Noi in fatto di ingenuità siamo maestri.
L’errore è quando sbagli una volta.
Due volte, è stupidità.
Oppure, amore. Troppo amore!


A distanza di dieci anni, Calogero Martello riprova la corsa a Sindaco di Porto Empedocle. Perchè questa scelta?
“Porto Empedocle oggi vive uno dei suoi momenti economici e finanziari peggiori; le casse del Comune sono vuote e siamo in procinto di essere dichiarati dissestati. Difronte a queste difficoltà, poiché sono nato e cresciuto e lavoro a Porto Empedocle, che amo tantissimo, ho ritenuto giusto impegnarmi in prima persona e contribuire a risollevare le sorti della mia amata città”.
Come intende contribuire nel concreto?
“In primo luogo, occorre in maniera responsabile effettuare una ricognizione certa della situazione contabile del Comune e quindi procedere con un risanamento delle finanze pubbliche. Ciò passa attraverso anche una rinegoziazione del nostro debito, una maggiore attenzione al prelievo fiscale di competenza comunale, senza vessare i cittadini e ad un maggiore rigore nella spesa pubblica, garantendo alla città i servizi essenziali quali il trasporto pubblico, i servizi scolastici, l’assistenza sociale ai bisognosi ed alle fasce deboli. Direi più sociale e meno feste”.
Questo è sufficiente?
“A questa politica di risanamento dei conti pubblici, occorre poi affiancare una politica di programmazione a medio e lungo termine, che tenga conto delle potenzialità produttive del nostro paese. Ci chiamiamo Porto Empedocle proprio perchè abbiamo un porto di livello, che può fungere da volano sia per il sostegno alle industrie che per il sostegno alle attività turistiche. Senza contare che deve essere incentivata e tutelata la nostra secolare attività peschereccia”.
Può essere più specifico?
“Negli ultimi dieci anni, il dibattitto politico empedoclino si è concentrato sul tema rigassificatore si, rigassificatore no. Oggi bisogna capire se ed in che termini questo impianto di rigassificazione sarà realizzato ed, in caso contrario, come utilizzare al meglio questa aerea. Fermo restando che mi pare di capire vi è anche un interesse dell’Italkali per un impianto di verticalizzazione dei sali potassici. Il che dimostra, ulteriormente, che quell’area può essere destinata solo ed esclusivamente ad attività di tipo industriale o a supporto del porto”.
In che senso?
“Nel senso che il nostro porto occupa una posizione di assoluto rilievo e centralità nel Mediterraneo, crocevia dei traffici commerciali da e verso l’Oriente, attraverso il Canale di Suez. Fornire logistica a questo flusso di navi significa creare posti di lavoro, centinaia di posti lavoro”.
Quindi lo sviluppo di Porto Empedocle passa attraverso una nuova fase industriale?
“Più che di fase industriale, io parlerei di una nuova fase produttiva, che si snoda lungo tre dorsali: l’area a riempimento, il porto ed il litorale verso Realmonte. L’area a riempimento può essere destinata solo ed esclusivamente ad insediamenti di tipo industriale o di logistica, visto che è attaccata al porto; il porto ha sia una vocazione ittica, che deve essere salvaguardata e valorizzata, che una vocazione turistica, poiché può ospitare navi da crociera. Il turismo crocieristico, stante anche la vicinanza a due siti culturali di livello mondiale quale la Casa natale di Pirandello e la Valle dei Templi, deve essere assolutamente incoraggiato, attraverso una serie di iniziative imprenditoriali a supporto che possono creare posti lavoro. E’ chiaro che dobbiamo offrire poi una offerta turistica tale da non essere solo transito per questi siti: in questo senso, credo che debba essere programmato un intervento di recupero del nostro centro storico, al fine di creare le condizioni perchè possano essere create nuove piccole strutture ricettive, ristorantini, pub. Il nostro è un centro storico molto bello ma decadente: serve rivalutarlo, ed investire in esso risorse, affinchè diventi un tutt’uno con il porto e con il nascente porticciolo turistico”.
E le risorse economiche per farlo?
“Uno dei maggiori gap delle pubbliche amministrazioni è quello di conoscere poco il mondo dei finanziamenti europei. L’Unione Europea destina ingenti quantità di denaro per queste iniziative: occorre conoscere i bandi e sapere fare progetti innovativi e ammissibili. Nessun ente pubblico può esimersi dall’avere un Ufficio Europa, perchè i trasferimenti statali e regionali diminuiscono ed è quindi necessario attingere a nuove forme di finanziamento, anche e soprattutto con il coinvolgimento dei privati”.
Crede che sia possibile evitare il dissesto finanziario?
“Credo che sia necessario provare ad evitarlo.Per farlo, abbiamo necessità di essere aiutati sia dal Governo Regionale sia dal Governo Nazionale. In entrambi i casi, sia per i miei rapporti personali che per il sostegno della coalizione, siamo in grado di essere interlocutori seri sia del Presidente Crocetta sia del Presidente Renzi, atteso che in entrambi i governi due partiti della coalizione che mi sostiene sono autorevolmente presenti”.
Pensa di potere vincere?
“La mia candidatura è la migliore tra i miei competitors. Io non ho mai fatto il sindaco di Porto Empedocle e quindi non ho mai avuto alcuna responsabilità diretta su quanto accaduto negli ultimi anni. Soprattutto, non sono mai stato sfiduciato come Sindaco. E questo la dice lunga sulla mia credibilità a potere essere il migliore sindaco della città”.
In bocca al lupo!

Video:
https://youtu.be/hL3p7pj22fo
Bagno di folla a Porto Empedocle, all’ Hotel dei Pini, in occasione della presentazione della lista “Città Nuova” al Consiglio comunale in occasione delle prossime elezioni amministrative del 5 giugno. “Tanti amici – si legge in un documento diffuso alla stampa – stretti attorno al candidato sindaco espresso dalla lista “Città Nuova”, il giovanissimo Andrea Sallì, sono intervenuti all’ Hotel dei Pini per manifestare la volontà di impegno a favore di una lista di candidati ad amministrare le sorti del Comune empedoclino con slancio, vitalità, entusiasmo e determinazione, in sintonia con il candidato sindaco Andrea Sallì. Le tante persone presenti all’ Hotel dei Pini si sono riconosciute accomunate dall’ amore senza riserve verso la propria città, e dalla volontà di porre e consolidare le basi per il recupero e il rilancio di Porto Empedocle, cogliendo l’occasione delle prossime amministrative. Tutti verso lo stesso traguardo : una “Città Nuova”.
20160516-121344.jpg
20160516-121252.jpg
20160516-121331.jpg
20160516-121318.jpg
20160516-121325.jpg
20160516-121312.jpg
20160516-121306.jpg
20160516-121259.jpg
20160516-121338.jpg

20160516-204311.jpg
Dalla vicenda stasi Cupa,se si vuole si può venirne fuori.
La vicenda del consorzio Universitario che vive un momento di stasi a causa dei tagli della Regione siciliana, con le gravi conseguenze per gli studenti, le famiglie e l’indotto, deve portare a far riflettere sulla ormai non più rinviabile necessità di cambiare modo di intendere il decentramento universitario ad Agrigento. Il Libero consorzio comunale di Agrigento sta facendo perdere soltanto tempo perché, per legge, ormai è fuori dal Consorzio Universitario già a partire dalla data di entrata in vigore della legge istitutiva degli stessi Liberi consorzi che ha imposto alle ex Province di dismettere quote di partecipazione da tutte le società, tranne per quelle aeroportuali. Il continuo entrare e poi uscire della ex Provincia dalla compagine consortile e le promesse di finanziamento da parte della regione non mantenute, sono un’offesa non più sopportabile per la collettività dell’intera Provincia di Agrigento.. Se il finanziamento delle funzioni dei nuovi Liberi consorzi comunali non consente di potere sostenere i costi per partecipare a società , visto che si paventa anche la mobilità del personale , figuriamoci se la ex Provincia potrà mai sostenere più il Consorzio universitario. Oggi vi è un atto di recesso del Libero Consorzio comunale dal Cupa che non è stato revocato e di cui l’Assemblea dei soci non può omettere di prenderne atto . Ai sensi dello Statuto del Cupa la ex Provincia per avere la qualificazione di socio di maggioranza deve sottoscrivere quote fino alla concorrenza della somma di 774.000 euro che non ha, e dunque non può proporre modifiche statutarie per di più inaccettabili come quella del conferimento dell’immobile della sede universitaria a posto dei soldi perché non serve. A quel punto non può esercitare più il diritto di qualificarsi come socio di maggioranza ma bensì come socio che ha manifestato con atti amministrativi la propria determinazione di non potere versare le quote sociali . Con questo atteggiamento dilatorio vi è solo il rischio che vengano assunte obbligazioni da parte della ex Provincia cui non potrà mai assolvere con gravi danni erariali . Il Comune, sulla vicenda dell’immobile sede dell’università, un tempo di proprietà comunale accerti l’iter procedurale di trasferimento dello stesso immobile che peraltro non si è ancora concluso e verifichi l’eventuale nullità di atti. Ovviamente, questo clima di incertezza nel frattempo impone la chiusura di due facoltà e non da nessuna garanzia, ad altre università disponibili ad aprire nuovi corsi di laurea .Si ponga fine allora al teatrino politico che probabilmente ha come fine l’occupazione di una poltrona e il comune al di la degli altri titubanti soci, rifondi il Consorzio universitario insieme ai comuni del territorio ,aprendo ai privati e prevedendo il coinvolgimento di altre università che vogliono investire sul nostro territorio.Questa, a mio avviso è l’unica soluzione.
Il Consigliere Comunale
Gerlando Gibilaro

Superare l’attuale momento di crisi economica e soprattutto occupazionale si può, Favara ha la possibilità di puntare decisamente sul commercio e sugli investimenti imprenditoriali, coinvolgendo al massimo gli imprenditori del settore e programmare una efficace promozione del territorio.
I commercianti, le imprese, il turismo, le professioni, gli artigiani ecc. vogliono una sana gestione della macchina amministrativa che per lanciarsi nella Favara del 2021, dovrà essere accompagnata da un programma valido.
Tutto questo però non potrà che realizzarsi mediante una sinergica attività di confronto-raffronto con le associazioni, i professionisti, la società civile ed i cittadini tutti.
Un comune avviato a rinnovare le cariche amministrative dovrà immaginare il futuro con il coinvolgimento totale di chiunque voglia spendersi per Favara.
Ci accingiamo ad affrontare elezioni amministrative che porteranno sicuramente un rinnovato entusiasmo nella classe dirigente 2016/2021 e contestualmente sollecitiamo manifestazione di attenzione massima ai comparti produttivi affinché non rimangano soltanto parole ma che si trasformino in fatti “La classe dirigente del futuro di Favara deve comprendere che gli imprenditori sono alleati da ascoltare perché vogliono realmente il cambiamento”.
Mancano pochi giorni alle elezioni amministrative e la Confcommercio Sezione di Favara, con i suoi rappresentanti Arch. Gero Niesi (Presidente Provinciale Giovani Imprenditori) ed il Prof. Alfonso Valenza (Vice Presidente Provinciale Confcommercio), promuovono un incontro pubblico con i candidati sindaco di Favara per conoscere e sentire quali saranno i punti cardine del loro programma che intendono sottoscrivere con le parti. Incontro che sarà aperto a tutti gli operatori del commercio e delle imprese, i quali potranno esporre i problemi inerenti i comparti e proporre eventuali soluzioni. L’incontro si svolgerà presso il Castello Chiaramonte giorno 21 maggio con inizio alle ore 15.

SVILUPPO LOCALE E PROGRAMMAZIONE 2014-2020, PROROGATI AL 20 MAGGIO
I TERMINI PER ADERIRE ALL’AVVISO PUBBLICO DI ANCISICILIA FINALIZZATO
A FAVORIRE LA CREAZIONE DI PARTENARIATI E FACILITARE L’ACCESSO AI FONDI UE

Prorogato al 20 maggio (ore 12) il termine per la presentazione delle adesioni all’Avviso Pubblico finalizzato a facilitare l’utilizzo dei fondi comunitari, nazionali e regionali per il periodo di programmazione 2014-2020 attraverso la creazione di un elenco di enti privati che possano supportare, con il coordinamento dell’AnciSicilia, la costituzione di partenariati con i comuni siciliani.
In considerazione dell’enorme interesse e delle numerose richieste pervenute, l’Associazione dei comuni siciliani ha deciso di prorogare i termini per consentire la partecipazione di tutti gli enti locali.
L’iniziativa lanciata dall’Associazione mira, infatti, a incrementare la partecipazione degli enti locali  ai programmi comunitari a gestione diretta della Commissione Europea, ai Programmi Operativi Nazionali (PON) e ai Programmi Operativi Regionali (POR) per il periodo  2014-2020 e a rafforzare  il loro ruolo d’impulso per lo sviluppo del territorio regionale.
In questo contesto, l’Associazione intende assumere un ruolo operativo e di coordinamento nell’assistenza ai comuni anche attraverso il contributo delle associazioni, società e fondazioni, che   aderiranno all’avviso.
L’AnciSicilia sottolinea che la pubblicazione di questo avviso, in un contesto finanziario drammatico per i comuni dell’Isola,  vuole offrire uno strumento di supporto agli amministratori in tutto l’iter amministrativo e gestionale, che va dalla progettazione alla rendicontazione. L’obiettivo è quello di impiegare maggiori risorse in progetti che abbiano un forte impatto sul territorio e consentano di evitare, così come accaduto nel 2015, il disimpegno di risorse comunitarie.
Si tratta, quindi, di una iniziativa che vuole sostenere i comuni di piccola e media dimensione demografica, che incontrano enormi difficoltà nella partecipazione e nell’accesso ai bandi a causa dell’assenza di progetti  e della mancanza di personale qualificato capace di seguire le diverse fasi procedurali, ma che al contempo tende a favorire l’attuazione dei nuovi strumenti su cui si fonda la programmazione 2014-2020, come lo sviluppo territoriale di tipo partecipativo (CLLD) e gli investimenti territoriali integrati (ITI).
L’avviso sarà utile a selezionare soggetti privati, tra cui società, associazioni, fondazioni, che abbiano le competenze tecniche indispensabili per dare continuità nell’iter di impegno delle risorse europee, nazionali o regionali e che abbiano maturato un’esperienza ragguardevole nella presentazione di nuovi progetti.
L’avviso e gli allegati sono disponibili su sito di Anci Sicilia: www.anci.sicilia.it .

POST TAGS:

Sabato 21 maggio 2016 alle 18,30 presso la Sala Falcone-Borsellino della Parrocchia di San Giuseppe Maria Tomasi in via Guido D’Arezzo. Aprirà i lavori il Governatore Franco Lauria
Un nuovo libro sulla Confraternita di San Girolamo della Misericordia scritto da Calogero Carità e da Francesco Pira
Previsti gli interventi dei due autori, del Cardinale Francesco Montenegro, Vescovo Metropolita di Agrigento e dell’Assistente Spirituale Don Totino Licata

Licata-  Sarà presentato sabato 21 maggio 2016 alle 18,30 presso la Sala Falcone-Borsellino della Parrocchia di San Giuseppe Maria Tomasi in via Guido D’Arezzo il nuovo libro “La Venerabile Confraternita di San Girolamo e il Venerdì Santo a Licata” scritto da Calogero Carità e Francesco Pira. Dopo gli indirizzi di saluto di Franco Lauria, Governatore della Confraternita di San Girolamo e di Padre Totino Licata, Assistente Ecclesiastico della Confraternita e Parroco di San Giuseppe Maria Tomasi, interverrà uno dei due autori, Calogero Carità, Storico e Direttore del Mensile “La Vedetta”. In forse la presenza dell’altro autore Francesco Pira, Delegato alla Cultura della Confraternita e Docente di Comunicazione all’Università degli Studi di Messina, contuso in un incidente stradale e attualmente in convalescenza. Le conclusioni sono affidate al Cardinale Francesco Montenegro, Arcivescovo Metropolita di Agrigento.
Il libro
Nessun paese è privo dei quattro simulacri raffiguranti l’Addolorata e Cristo crocefisso, morto e risorto. Questi gruppi sono frammenti della più vasta rappresentazione figurata della Passione costituita dai cosiddetti “misteri”. I più noti a Licata Caltanissetta e Trapani che, per valore artistico e per la complessa rete di presenze sociali che coinvolgono. comportano un capitolo a parte della Pasqua siciliana.
Questo saggio storico di Calogero Carità e Francesco Pira, a Licata molto noti per la loro ricca attività giornalistica e pubblicistica, dedicato alla storia di una delle più antiche compagnie laiche di Licata, dedita soprattutto alla celebrazione del Venerdì Santo “rivisita – come scrive il Cardinale Francesco Montenegro nella sua presentazione – le tappe della plurisecolare vita della Confraternita di San Girolamo della Misericordia, una trama di fatti, personaggi, celebrazioni e riti che hanno rivestito e rivestono un notevole significato nella vita sociale e religiosa di Licata”.
Venerdì Santo in Sicilia. Vederlo, viverlo, poterlo raccontare -sottolineano i due autori Calogero Carità e Francesco Pira–  vuol dire accostarsi alla storia, pure quella più recente, di un popolo, di una parte geografica del nostro paese. Vuol dire accostarsi alla sua realtà economica e sociale, vista da un osservatorio particolare, quello della rivisitazione delle cerimonie religiose e dei riti che ogni anno puntualmente riempiono le piazze dei paesi con la loro spettacolare teatralità, con quel gusto antico della rilettura evangelica. Oggi, grazie alle nuove tecnologie, anche i fedeli vivono le celebrazioni del Giovedì e Venerdì Santo in modo diverso. La possibilità di fotografare e filmare tutti i momenti dei due giorni in cui la Confraternita di San Girolamo della Misericordia vive i vari momenti della passione di Cristo ha reso, grazie anche ai Social Network, condiviso e condivisibile il percorso di fede“.
Rivivere 500 anni di storia della nostra Confraternita – rileva Don Totino Licata Assistente Spirituale della Confraternita – significa leggere un passato fatto di presenze diverse che hanno lasciato traccia nella nostra città e soprattutto nel nostro quartiere Marina dove è ubicata la chiesa di San Girolamo, sede della Confraternita“.
Il lavoro svolto – conclude il Governatore della Confraternita Francesco Lauriadal professor Calogero Carità, insigne storico e Dirigente Scolastico, autore di tantissime pubblicazioni sulla nostra Licata, e dal nostro Confratello professor Francesco Pira, apprezzato sociologo e docente di comunicazione all’Università di Messina e all’Università Salesiana di Venezia, ma soprattutto Delegato dal nostro Consiglio di Amministrazione alla Comunicazione, è sicuramente encomiabile.
In ogni pagina traspare non soltanto quello che la Confraternita è stata nel passato, ma anche quello che è nel presente, e cosa dovrà essere nel futuro.
Sappiamo di essere un punto di riferimento non soltanto per le celebrazioni del Venerdì Santo ma anche per le tante attività che si ripetono non soltanto a livello spirituale ma anche a livello sociale, come previsto dal nostro Statuto
“.
Gli autori
Calogero Carità è dirigente scolastico emerito. Dal 1970 si occupa di storiografia, archeologia ed arte e vanta in questi settori numerose pubblicazioni. Dal 1971 al 2010 è stato socio della Società Siciliana per la Storia Patria di Palermo. E’ socio fondatore dell’Associazione Archeologica Licatese, di cui è stato il primo presidente. Dal 1972 sino alla soglia del 2000 ha ricoperto l’incarico di ispettore onorario ai beni culturali di Licata. Dal 1974 è giornalista pubblicista e dal 1982 editore e direttore del mensile La Vedetta. Per la sua intensa attività di editore, di studioso e di ricercatore (conta oltre 25 pubblicazioni) è stato premiato per la cultura nel 1972, nel 1975, nel 1978 e nel 1983 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri; nel 1999 ha ricevuto ad Agrigento il prestigioso Premio “Telamone”, nel 2006 il premio “Sikelè” per la ricerca storica e l’attività giornalistica e nel 2013 il premio “Licata c’è” per la sua attività di giornalista, saggista, storico ed editore
Francesco Pira, è docente di comunicazione e giornalismo presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina e di comunicazione pubblica e d’impresa presso lo IUSVE Università Salesiana di Venezia e Verona. Sociologo,giornalista, saggista è autore di numerosi articoli e pubblicazioni scientifiche. E’ entrato giovanissimo, nel 1980, prima come portatore e poi come confratello nella Confraternita di San Girolamo della Misericordia. E’ Delegato alla Comunicazione ed ha scritto sulla Confraternita con Calogero Carità nel 1994 un primo volume e ha curato un secondo libro pubblicato nel giugno 2004 “Una storia lunga 425 anni”. Nel giugno 2008 per l’attività di ricerca e saggistica è stato insignito dal Capo dello Stato, on. Giorgio Napolitano, dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Per informazioni:  Confraternita San Girolamo della Misericordia Piazzetta San Girolamo, Licata 92027, Italia info@confraternitasangirolamo.com www.confraternitasangirolamo.com