Home / 2016 / Maggio (Pagina 43)

Nella mattinata odierna, i Carabinieri della Compagnia di Licata, con l’interventodell’elicottero del 9° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Palermo, hanno effettuato un servizio coordinato di controllo del territorio e di aerocooperazione sul territorio dei Comuni di Licata e Campobello di Licata, al fine di mettere sotto la lente di ingrandimento il territorio della giurisdizione, anche alla luce di alcuni reati verificatisi nel territorio della Compagnia Carabinieri di Licata, e di garantire un maggiore sicurezza reale e percepita dai cittadini.
In particolare i Militari dell’Arma hanno garantito la presenza nel centro cittadino e nelle zone rurali anche con più pattuglie automontate, posizionate nelle principali arterie stradali di Licata, ponendo attenzione al centro città e le zone rurali.

Una giornata ricreativa e di socializzazione per aiutare i malati di Alzheimer a superare il disagio della malattia, coinvolgendo anche i loro familiari. Questo il senso della visita organizzata stamani al Giardino Botanico del Libero Consorzio Comunale dalla “Associazione Alzheimer” di Agrigento in collaborazione con la Cooperativa CAPP-sezione operativa di Agrigento e il Settore Ambiente del Libero Consorzio.
La visita è stata richiesta dalla CAPP in qualità di gestore del progetto “Abbattimento del disagio, delle barriere architettoniche e dei pregiudizi sull’Alzheimer, aiuto riabilitativo attraverso  l’offerta dei servizi e il coinvolgimento delle famiglie” del Distretto Socio-sanitario D1 dell’ASP di Agrigento.  Coinvolti, in tutto, 40 tra pazienti e loro familiari, accompagnati dagli operatori e dai volontari del servizio civile nazionale della CAPP e dai volontari dell’Associazione Alzheimer, e guidati dal personale tecnico del Giardino Botanico lungo il percorso didattico abitualmente utilizzato per le visite delle scuole.
Un nuovo aspetto, dunque, delle attività divulgative svolte dal Settore Ambiente all’interno di questa bellissima struttura, recuperata e di recente anche ristrutturata con un progetto finanziato con fondi comunitari del PO FESR 2007/12013. In questo caso, va sottolineata la rilevante valenza sociale della giornata, nel corso della quale i pazienti e i loro familiari hanno potuto godere di una passeggiata all’aria aperta e delle bellezze naturali del Giardino (essenze spontanee e coltivate, rocce, ipogei, erbario), ristorandosi, infine, con un break a base di dolci.

Dall’ avvocato Roberta Zicari, nel merito della crisi finanziaria e societaria al Polo universitario di Agrigento, riceviamo e pubblichiamo :
“Ad Agrigento ci piacciono le tradizioni.
A noi ci piace la sicurezza di poterci lamentare di qualcosa, sempre.
Probabilmente per questo, noi i problemi non li risolviamo mai.
Ne parliamo per un po’, litighiamo con qualcuno discutendone e poi accantoniamo il problema per qualche tempo.
E ciclicamente svolgiamo così il nostro ruolo di cittadini attivi, soprattutto oggigiorno anche grazie all’ausilio dei social network.
Il problema della settimana è il Polo, chiusura o salvezza.
Mi occupo di questo argomento dal 2012 ed invero in questi 4 lunghi anni ne ho viste e sentite davvero tante.
Mi piace ricordare un onorevole regionale che promise di incatenarsi alla poltrona dell’ars se la regione non concedendo il finanziamento , avesse chiuso il polo (forse non intendeva per protesta, a ben vedere); mi piace pensare a chi ha diretto il socio di maggioranza per diversi anni e non ha contezza del debito contratto dal polo; mi piacciono i convegni organizzati da alcuni esponenti dei partiti di maggioranza dove tutto si dice tranne perché si rischi la chiusura o come salvarlo; mi piacciono gi onorevoli che parlano di management inadeguato quando hanno scelto loro l’organo di vertice qualche anno addietro; mi piacciono anche gli organi di vertice del polo che come se non amministrassero la struttura si trovano ciclicamente ad elemosinare spicci tralasciando sempre di puntare l’attenzione sulla programmazione che dovrebbero produrre; mi piacciono “i più alti in grado” che promettono master ed università tematiche, cavalcando anche l’onda dell’emergenza che vede protagonista il nostro territorio, e poi non succede nulla; e sulla stessa lunghezza d’onda, mi piacciono gli ex compagni di merende degli “alti in grado”, oggi riformisti, che promettono atenei specializzanti con corsi rivolti al management ed alla formazione dirigenziale e poi non intervengono neanche nel dibattito politico sulla chiusura del polo ed infine mi piacciono quelli che promettono agli studenti di andare a Palermo a scrivere una nuova legge regionale sul diritto allo studio e poi l’ars neanche legifera sulla riforma delle province. Mi piacciono gli studenti che hanno ancora la forza di credere alle promesse che gli vengono rivolte o forse la pazienza (che io non ho mai avuto) di supportare un referente (alle volte indifendibile) anche in questa circostanza. Mi piace il consiglio comunale, troppo impegnato del disegnare nuove geografie consiliari per stare fisicamente al fianco dei ragazzi. Mi piacciono i sindaci che cambiano posizione ed opinione a seconda del comune che amministrano. E ovviamente mi piacciono quelli contro tutto e tutti solo per fare polemica, solo per fare opposizione.
Insomma mi piace tutto di questa vicenda, che nella terra di Pirandello non trova neanche la dignità di essere affrontata con serietà e tecnicismo, richiamando le istituzioni al ruolo di guida strategica nell’amministrazione di un territorio.
La verità, ad opinione della scrivente, pare essere la seguente.
Il polo nacque da una giunta provinciale visionaria, quale sogno di sviluppo culturale ed economico di questo territorio.
Quella giunta di professionisti, esponenti della politica degli onesti, durò solo una legislatura.
Ed il destino del Polo fu affidato ad altri che videro in quella struttura forse più una opportunità economica (per alcuni ) che una opportunità di sviluppo economico sociale per l’intero territorio.
Ed oggi ci ritroviamo con un debito con Unipa (?) che oscilla dai 3 ai 5 milioni di uro (?) secondo le fonti.
Eh si, perché anche unipa batte cassa. Si , proprio quell’unipa che ci definisce canale, perché tramite il polo le casse dell’ateneo palermitano vengono ingrassate di contributi pubblici e tasse universitarie ; Si quell’unipa che non è riuscita a garantire il diritto allo studio neanche con la residenza universitaria oggi struttura alberghiera, perché ad opinione di chi avrebbe dovuto gestire la struttura, ristrutturata con denaro pubblico, la gestione sarebbe stata antieconomica.
Il Polo universitario ha sede in una struttura che è di proprietà ella ex provincia. Anche il personale che vi lavora è dislocato dalla provincia ad eccezioni di qualche unità.
Quindi i costi vivi della struttura dovrebbero sostanzialmente essere le utenze e i costi di trasferta dei docenti che dovrebbero essere retribuiti dall’ateneo palermitano.
Siamo sicuri che trattenendo le tasse universitarie presso il polo, non si riesca a mantenere la struttura.
Ed ancora noi oltre al contributo ordinario dei soci fondatori, che ammonta nel suo complesso a circa euro750.000 , percepiamo contributi regionali straordinari per circa un milione di euro. Siamo sicuri che i soldi non ci siano?
Ed ancora, ma nessun prova un moto di rabbia nel vedere due enti pubblici, che hanno il medesimo scopo, formare le giovani menti, farsi la guerra per quattro spicci, soldi che ad ogni modo vengono sempre dallo stesso “papà” cioè soldi pubblici, cioè dalle nostre tasche.
Mentre Enna riusciva a prendere il treno del riconoscimento quale ateneo parificato ( ed oggi usufruisce anche di contributi regionali per circa 2 milioni di euro), noi giocavamo a nominare presidenti di spessore internazionale per rilanciare il polo. La storia ci mostra con prepotenza le conseguenze dell’operato dei politici ennesi e dei nostri. Le colpe adesso di chi sono.
Concludo questo lungo sfogo, che di tecnico, sottolineo, ha ben poco, per dire : come avrete ben capito i soldi ci sono o comunque si reperiscono con facilità. Ma i soldi si trovano quando vi è un interesse ad investire in un settore. Anche i problemi statutari legati alla trasformazione delle province in liberi consorzi sono di poco momento avendo noi recepito la legge Del rio.
L’unica e sola verità è che manca una regia regionale sul tema istruzione.
I poli decentrati (Agrigento e Trapani) possono essere una risorsa ma in un contesto di concertazione tra atenei, volto ad evitare corsi di laurea doppione ed a legare la formazione al territorio. I poli decentrati sarebbero potuti entrare nel progetto dei poli tecnici avviato qualche anno fa dall’ex assessore Scilabra.
La verità è che bisogna iniziare ad individuare percorsi che dallo studio portino alla formazione pratica del discente, quindi al lavoro. Un lavoro spendibile anche su questo territorio. E tutto ciò non può che svilupparsi in sinergia tra i vari atenei, le imprese, gli incubatori di impresa, le camere di commercio, i comuni, la regione. Ma finchè nessun referente politico inizierà una discussione sul polo individuando quali figure professionali possano essere coerenti con questo territorio, f
inche’ l’università di Palermo continuerà a fare da padre padrone sulla pelle degli studenti, finchè le minacce più gravi rivolte dalla deputazione locale al governo regionale saranno quelle di incatenarsi all’Ars, finchè la discussione politica non riuscirà a liberarsi da questo triste scenario in cui la costringono a sedimentare, non vi sarà alcuna speranza di miglioramento.
Con mai persa speranza, Sveglia Agrigento!”.

Il consigliere comunale di Agrigento, William Giacalone, componente della Commissione consiliare Urbanistica, interviene a seguito delle polemiche insorte dopo il parere negativo della stessa Commissione alle variazioni di confini con il quartiere Favara Ovest, e afferma : “Ciò che viene chiesto al Consiglio comunale di Agrigento non riguarda soltanto la variazione di un confine. Infatti, il voto comporta delle assunzioni di responsabilità anche di ordine contabile ed urbanistico che devono essere ben illustrate dagli uffici comunali e dalla stessa Amministrazione. Cosa che ad oggi non è ancora avvenuta. Credo sia giusto dare risposta a quella parte di territorio, ma non si può rischiare di creare un danno al bilancio dell’Ente Comune di Agrigento solo perché Favara, oggi, è interessata da elezioni amministrative e magari qualcuno vorrebbe portare, quale trofeo, l’avvenuta variazione dei confini. E’ facile pressare affinchè nelle casse del Comune di Favara entrino 200.000 euro in più. Ma vorrei sapere se da parte di Favara si farebbero le stesse dichiarazioni se ci si trovasse nelle condizioni del Municipio di Agrigento, e cioè se rinuncerebbe a tale somma senza voler considerare le conseguenze sugli equilibri di bilancio dell’Ente amministrato”.

Agrigento e centenari. Domani, mercoledì 18 maggio, compie 100 anni il signor Pietrino Fara, nato il 18 maggio 1916 a Borore, in Sardegna, e dal 1943, per oltre 40 anni, in forza alla Questura di Agrigento dove ha svolto il compito di “marconista” presso la Prefettura. La moglie Maria Derivi, i figli Lina, Antonio, Sina e Marisa, i generi e le nuore, i nipoti e i pronipoti sono felici e rivolgono tanti auguri al loro “patriarca”.

Il Consigliere comunale di Agrigento, capogruppo di “Agrigento Rinasce”, Vincenzo Licata, interviene nel merito delle gravi difficoltà economiche in cui versa il Consorzio Universitario della Provincia di Agrigento, e afferma : “ Appare opportuno ed urgente che l’ex Provincia faccia chiarezza in merito alla propria posizione, che oggi sembra essere poco chiara, ambigua e per nulla risolutiva. Risulta infatti essere seriamente a rischio il diritto allo studio di molti ragazzi agrigentini e non, che nel Consorzio intravedevano e vogliono ancora oggi intravedere una seria e concreta speranza per il loro percorso formativo e professionale, finalizzato all’accesso al mondo del lavoro. Va fatta chiarezza nell’immediato, al fine di poter consentire, soprattutto alle future generazioni, di pianificare al meglio il loro futuro senza dover essere obbligatoriamente sradicati dalla propria terra di origine. Il Gruppo consiliare “Agrigento Rinasce”, auspica, pertanto, un’immediata presa di posizione da parte del Commissario dell’ex Provincia Regionale circa la propria permanenza all’interno del Cupa, specificando il ruolo e le risorse economiche”.

20161213-160511.jpg
E’ atteso nel grande teatro del capoluogo siciliano il giornalista e noto scrittore Michele Serra. Dal domani al 22 maggio presenterà un reading tratto dal sul ultimo romanzo, ”Ognuno potrebbe”. La storia di uno scrittore che legge se stesso nella speranza di restituire alla aprola il tempo e lo spazio che essa merita. L’intera opera sarà accompagnata dall’esecuzione tematico musicale dal duo acustico “Tremo”, composto da Giuseppe Lopizzo (al canto e chitarra) e Simone Bortolami (chitarra).
Protagonista Giulio Maria,un trentenne precario esemplare dell’anti-tecnologia innamorato suo malgrado di una fidanzata “sempre online”. All’amore combattuto per questa donna, si aggiunge una sofferenza maggiore, ovvero quella che coinvolge l’intera collettività ormai irriducibilmente condannata a vivere nei non luoghi. Quelli digitali e virtuali per l’appunto. Eppure Giulio, nella sua Capannonia, situata in Pianura Padana, vive la medesima alienazione. Circondato dagli orribili artifici umani del progresso ingegneristico.
Per l’intera durata dello spettacolo Serra chiederà al pubblico di non spegnere i telefonini. A tenerlo acceso sarà solo lui soltanto. In quello Ognuno potrebbe Serra denuncia la promiscuità contemporanea delle realtà, quelle che mescola il vero con il virtuale. Una cornice, infine, che ironizza sulle abitudini ormai irrimediabilmente cambiate di ogni individuo.
Il primo debutto è atteso per domani mercoledì 18 e giovedì 19 maggio ore 21.00. A seguire venerdì 20 e sabato 21 maggio ore 17.30. La rassegna si conclude domenica 22 maggio alle ore 21.00.
Per ulteriori info e prenotazioni consultare il sito www.teatrobiondo.it o chiamare al numero. 091 7434341

“NELLA CITTA’ DI GASPARE AMBROSINI…..IL PENSIERO POLITICO ED ECONOMICO DI A. MORO”. E’ il titolo del convegno in programma giovedi prossimo 19 maggio alle ore16.30 al Castello Chiaramonte di Favara. L’iniziativa, promossa dalla sezione agrigentina dall’UGCI (Unione Giuristi Cattolici Italiani), presieduta dall’avv. Pietro D’Alessandro è stata realizzata con il patrocinio gratuito del Comune di Favara. Dopo i saluti di apertura dell’Avv. D’Alessandro, del sindaco Sasà Manganella e del delegato regionale dell’UGCI, on. Michele Cimino, sono previsti gli interventi di Elio Sanfilippo, Presidente della Legacoop Sicilia; dell’Avv. Nino Caleca, Pres. UGCI sezione Palermo;dell’on. Salvatore Cascio, Pres. Comm. affari istituzionali ARS; dell’on. Gino Alaimo, già componente comm. stragi e dell’on .Salvatore Cardinale, già Ministro della Repubblica. La relazione conclusiva è affidata all’’on. Giuseppe Fioroni, Pres. della commissione .bicamerale sul “Sequestro Moro”. I lavori saranno moderati da Oscar Di Rosa, responsabile giovani della sezione agrigentina dell’UGCI .
La cittadinanza è invitata a partecipare

20160517-131705.jpg

L’ assessore regionale ai Beni culturali, Carlo Vermiglio, è stato in visita al Museo Archeologico Regionale “Pietro Griffo” di Agrigento. L’Assessore ha indicato il Museo quale sito di particolare e ampio interesse culturale esprimendo notevole apprezzamento. Vermiglio ha inoltre espresso condivisione e gradimento degli spazi annessi “Auditorium Lizzi”, dove ha ammirato la mostra di arte contemporanea, “Codex: spazio – tempo”, attualmente in esposizione. L’ assessore Vermiglio si è compiaciuto per il lavoro svolto dalla direttrice, Gabriella Costantino (nella foto), e si è impegnato per il finanziamento di alcuni progetti.