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“L’intervista a tutta pagina di sabato scorso al Sindaco Firetto su “La Sicilia- Agrigento”, ad un anno dal suo insediamento, si conclude con una rivendicazione orgogliosa circa la riduzione del 3% della TARI, ma non dice il Sindaco,  né gli fa rilevare alcuno,  quale costo sociale questo determini.
Occorrerebbe dire con chiarezza, affinché tutti lo sappiano,  che  quanto deciso dal Consiglio Comunale (con deliberazione consiliare n. 57 del 30/4/2016) che  ha proceduto all’approvazione del Piano Finanziario TARI 2016  prevede una rinuncia dei servizi di igiene urbana resi dal personale della Società d’Ambito GE.S.A. AG2 spa (attività di spazzamento e di gestione-svuotamento CCR-raccolta RD presso uffici pubblici e centro commerciale) a partire dal 1/7/2016, con riduzione del personale impiegato!

Su un piatto della bilancia mettiamo un risparmio a famiglia dell’equivalente di due pizze (in un anno!) e sull’altro il fatto che 22 Operatori perderanno il posto di lavoro e che, quindi, il servizio peggiorerà!

Noi non riusciamo a capire di cosa si vanta il Sindaco!

Era già successo con i 13 netturbini, poi salvati in extremis, grazie alla nostra lotta, ora lo scenario si ripete: ma tagliare l’occupazione che c’è non ci pare rientri né tra i suoi compiti né tra le cose di cui vantarsi!
Abbiamo già chiesto e reiteriamo che occorre al più presto incontrarsi  per avviare un confronto con il Comune di Agrigento e la Società d’Ambito al fine di scongiurare qualsiasi ipotesi di riduzione di servizi con pregiudizio dell’impiego dei lavoratori già assegnati al cantiere del Comune di Agrigento dalla Società d’Ambito in data antecedente al 31/12/2009.
Occorre  salvaguardare i livelli occupazionali del personale (anche in ossequio alla L.R. 9 dell’8/4/2010 e dell’Accordo Quadro del 6/8/2013) i risparmi vanno conseguiti in altro modo, ovvero aumentando esponenzialmente la Raccolta Differenziata ed il bisogno di utilizzare le discariche e non scaricare i costi tagliando il personale”.
Massimo RASO Alfonso BUSCEMI
Segretario Generale CGIL AGRIGENTO         Segretario Generale FP CGIL AGRIGENTO

Il messaggio universale di Leonardo Sciascia rivive grazie alla voce di cento persone
La città torna indietro nel tempo e rinasce
Le parole sono state riportate nei luoghi del racconto ed hanno dimostrato come poco, o nulla, sia cambiato. A dare voce, nel sessantesimo anniversario del “Le parrocchie di Regalpetra”, a Leonardo Sciascia ed al suo messaggio universale sono stati cento abitanti della sua Racalmuto insieme ad attori, scrittori e musicisti.  Di fatto, la città ha riletto se stessa e s’è trasformata in un grande teatro a cielo aperto.
Il sindaco, il dirigente scolastico, il maresciallo dei carabinieri, gli studenti, l’infermiera, il politico, l’insegnante, il giornalista, la casalinga ed il disoccupato – grazie alla direzione artistica di Mario Incudine – affiancandosi a Moni Ovadia, Kaballà, David Coco e Francesca Incudine si sono trasformati in attori. Ed hanno ridato il fiato ad uno degli autori più illuminanti della letteratura italiana del Novecento al circolo degli zolfatari e salinari, al teatro Regina Margherita, nell’atrio del palazzo di città, al circolo dei galantuomini ed in piazza Umberto I.
Racalmuto, scossa nell’anima dal suo concittadino illustre, si è dunque risvegliata ed è tornata a respirare i fasti di un tempo passato. Ieri, fino a tarda sera, la città – per dirla con Sciascia – era una “Pampilonia” … “rossa fiesta, urlante grappolo di gioia”. Ed a rianimare Racalmuto, non c’erano soltanto i suoi cittadini, ma anche molti residenti dell’hinterland.
Ad assistere all’atto conclusivo della “Festa della Cultura”, domenica, c’era anche una delegazione di Lublino. Perché con la Polonia si intendono avviare dei progetti, una collaborazione, che avranno ricadute economiche sul territorio racalmutese.
“L’eredità che Sciascia lascia sono le parole sentite domenica  sulle labbra dei ragazzi – ha detto il presidente della Fondazione Leonardo Sciascia, nonché sindaco di Racalmuto, Emilio Messana – . Cento persone, comuni cittadini ed artisti, in nome di Sciascia hanno fatto capire le enormi potenzialità che Racalmuto ha. La cultura è alla portata di tutti e grazie alla cultura che potremo cambiare questo paese”. Dello stesso parere anche il presidente del consiglio comunale Ivana Mantione.
“Nemmeno noi credevamo a questo grande successo – ha dichiarato l’assessore alla Cultura, Salvatore Picone – . L’evidenza è però che il paese è pronto a proiettarsi verso il mondo”.
Sul palco di piazza Umberto I, dove ha fatto da colonna sonora il coro filarmonico “Terzo Millennio” che è diretto dal maestro Domenico Mannella, sono stati consegnati riconoscimenti oltre che allo stesso coro, alla banda musicale “Verdi” diretta dal maestro Francesco Carrata, agli studenti della scuola e all’arciprete don Diego Martorana.
“Non ricordo che a Milano, città dove abito, sia stata mai dedicata una giornata di lettura pubblica, collettiva, ad uno dei suoi scrittori – ha detto l’attore, drammaturgo, Moni Ovadia – . Questo è un grande segno di civiltà. E non è comune che accada. Continuate! Continuate perché la lettura è capace di risvegliare ogni cosa”.
Il Festival della lettura è stato anticipato, nella giornata di sabato, dall’inaugurazione della mostra delle lettere, che hanno preceduto la pubblicazione de “Le parrocchie di Regalpetra”, fra Vito Laterza e Leonardo Sciascia, e dal relativo convegno durante il quale è stato annunciato – da Giuseppe Laterza, figlio di Vito – che il carteggio inedito comporrà un libro dal titolo “L’invenzione di Regalpetra” ed inoltre che le lettere saranno esposte anche a Roma e a Bari, creando un parallelo con Racalmuto.
Determinare per realizzare la tre giorni di iniziative culturali è stato il contributo finanziario concesso dall’Italkali alla fondazione Leonardo Sciascia, di cui è vice presidente Aldo Scimè, e la collaborazione della casa editrice Laterza. Fra gli sponsor anche il Trame festival di cui è direttore artistico Gaetano Savatteri che ha coordinato il convegno “Caro Vito, Caro Leonardo …”.

“Racalmuto ritorna Regalpetra”Il messaggio universale di Leonardo Sciascia rivive grazie alla voce di cento persone La città torna indietro nel tempo e rinasce
Le parole sono state riportate nei luoghi del racconto ed hanno dimostrato come poco, o nulla, sia cambiato. A dare voce, nel sessantesimo anniversario del “Le parrocchie di Regalpetra”, a Leonardo Sciascia ed al suo messaggio universale sono stati cento abitanti della sua Racalmuto insieme ad attori, scrittori e musicisti.  Di fatto, la città ha riletto se stessa e s’è trasformata in un grande teatro a cielo aperto. Il sindaco, il dirigente scolastico, il maresciallo dei carabinieri, gli studenti, l’infermiera, il politico, l’insegnante, il giornalista, la casalinga ed il disoccupato – grazie alla direzione artistica di Mario Incudine – affiancandosi a Moni Ovadia, Kaballà, David Coco e Francesca Incudine si sono trasformati in attori. Ed hanno ridato il fiato ad uno degli autori più illuminanti della letteratura italiana del Novecento al circolo degli zolfatari e salinari, al teatro Regina Margherita, nell’atrio del palazzo di città, al circolo dei galantuomini ed in piazza Umberto I.Racalmuto, scossa nell’anima dal suo concittadino illustre, si è dunque risvegliata ed è tornata a respirare i fasti di un tempo passato. Ieri, fino a tarda sera, la città – per dirla con Sciascia – era una “Pampilonia” … “rossa fiesta, urlante grappolo di gioia”. Ed a rianimare Racalmuto, non c’erano soltanto i suoi cittadini, ma anche molti residenti dell’hinterland.  Ad assistere all’atto conclusivo della “Festa della Cultura”, domenica, c’era anche una delegazione di Lublino. Perché con la Polonia si intendono avviare dei progetti, una collaborazione, che avranno ricadute economiche sul territorio racalmutese. “L’eredità che Sciascia lascia sono le parole sentite domenica  sulle labbra dei ragazzi – ha detto il presidente della Fondazione Leonardo Sciascia, nonché sindaco di Racalmuto, Emilio Messana – . Cento persone, comuni cittadini ed artisti, in nome di Sciascia hanno fatto capire le enormi potenzialità che Racalmuto ha. La cultura è alla portata di tutti e grazie alla cultura che potremo cambiare questo paese”. Dello stesso parere anche il presidente del consiglio comunale Ivana Mantione. “Nemmeno noi credevamo a questo grande successo – ha dichiarato l’assessore alla Cultura, Salvatore Picone – . L’evidenza è però che il paese è pronto a proiettarsi verso il mondo”. Sul palco di piazza Umberto I, dove ha fatto da colonna sonora il coro filarmonico “Terzo Millennio” che è diretto dal maestro Domenico Mannella, sono stati consegnati riconoscimenti oltre che allo stesso coro, alla banda musicale “Verdi” diretta dal maestro Francesco Carrata, agli studenti della scuola e all’arciprete don Diego Martorana. “Non ricordo che a Milano, città dove abito, sia stata mai dedicata una giornata di lettura pubblica, collettiva, ad uno dei suoi scrittori – ha detto l’attore, drammaturgo, Moni Ovadia – . Questo è un grande segno di civiltà. E non è comune che accada. Continuate! Continuate perché la lettura è capace di risvegliare ogni cosa”.Il Festival della lettura è stato anticipato, nella giornata di sabato, dall’inaugurazione della mostra delle lettere, che hanno preceduto la pubblicazione de “Le parrocchie di Regalpetra”, fra Vito Laterza e Leonardo Sciascia, e dal relativo convegno durante il quale è stato annunciato – da Giuseppe Laterza, figlio di Vito – che il carteggio inedito comporrà un libro dal titolo “L’invenzione di Regalpetra” ed inoltre che le lettere saranno esposte anche a Roma e a Bari, creando un parallelo con Racalmuto. Determinare per realizzare la tre giorni di iniziative culturali è stato il contributo finanziario concesso dall’Italkali alla fondazione Leonardo Sciascia, di cui è vice presidente Aldo Scimè, e la collaborazione della casa editrice Laterza. Fra gli sponsor anche il Trame festival di cui è direttore artistico Gaetano Savatteri che ha coordinato il convegno “Caro Vito, Caro Leonardo …”.

Si è svolto oggi pomeriggio presso il Castello Chiaramonte di Favara, in un’assemblea molto affollata di imprenditori e cittadini, l’incontro con i Candidati Sindaco delle prossime Elezioni Amministrative. La Delegazione Confcommercio di Favara, guidata dal suo Presidente Gero Niesi e dal Vicepresidente provinciale Alfonso Valenza,  ha chiesto la partecipazione di tutti i candidati per discutere sul futuro economico-imprenditoriale locale.
Il confronto, introdotto dal Presidente Confcommercio Sicilia, Pietro Agen, e dal Presidente Confcommercio di Agrigento, Francesco Picarella, si è incentrato su alcuni punti fondamentali riguardo il futuro della città di Favara: lo sviluppo commerciale di tutte le aree del territorio favarese, l’esportazione in ambito internazionale dei prodotti artigianali locali e le possibili soluzioni per le problematiche del commercio su aree pubbliche. I Candidati sono stati chiamati a rispondere a precise domande poste da Confcommercio su specifici argomenti avendo a disposizione a turno due minuti per esporre le loro idee di sviluppo dell’imprenditoria favarese.
I Candidati hanno accolto di buon grado l’iniziativa di Confcommercio, auspicando una sinergia tra amministrazione e privati con la collaborazione delle associazioni di categoria. Hanno inoltre sottoscritto un programma elaborato dalla Confcommercio impegnandosi, ad elezione avvenuta, di costituire una Commissione composta da commercianti, da rappresentanti della stessa Confcommercio, dal Dirigente delle Attività Produttive, dal Comandante dei Vigili Urbani, dall’Assessore al ramo e da chiunque possa dare un apporto costruttivo. Tale Commissione dovrà essere convocata per discutere di qualsiasi problema o opportunità che riguarderà l’imprenditoria del Comune di Favara.

Ad Agrigento mercoledì prossimo, primo giugno, nella sede della Camera di Commercio, in via Atenea, alle ore 10.30, saranno celebrate la 14esima Giornata dell’Economia e la quinta Giornata della Trasparenza. Interverranno Maddalena Venezia – Infocamere, Alessandra La Spina – Segretario Generale del Comune di Sciacca, e Giuseppe Virgilio – Segretario generale della Camera di Commercio di Agrigento. Modera il giornalista Salvatore Pezzino. Introduce il presidente della Camera di Commercio, Vittorio Messina (nella foto), che afferma : “La Giornata dell’Economia rappresenta un appuntamento propizio per illustrare la realtà economica locale e l’andamento congiunturale oltreché un’occasione preziosa per un confronto e una riflessione comune e condivisa, con le rappresentanze economiche ed istituzionali, relativamente alle tematiche e alle linee di sviluppo su cui convergere per stimolare il tessuto produttivo, associativo e istituzionale del territorio, cui è dedicata la giornata. Con la Giornata della Trasparenza, la Camera illustra il grado di raggiungimento dei propri obiettivi, fornendo uno spaccato sulla propria performance annuale in termini di efficienza ed economicità, per essere chiara e trasparente, come definisce la norma”. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dal sito www.ag.camcom.it .





Un incontro ricco di riflessioni e di emozioni con la sorella di Paolo Borsellino ha chiuso la quinta edizione della Fiera delle associazioni – “Un libro alla volta” promossa da OltreVigata. Ha voluto far sentire la sua vicinanza, attraverso un messaggio, anche Andrea Camilleri


“Voglio la verità, non voglio sapere chi ha ammazzato Paolo Borsellino, ma a chi serviva e a chi è servito”. Così Rita Borsellino ieri a Porto Empedocle, in uno dei momenti più intensi del dibattito che si è svolto a conclusione della quinta edizione della Fiera delle associazioni- “Un libro alla volta”.
Tante le riflessioni che sono emerse durante l’incontro con la sorella del magistrato Paolo Borsellino assassinato quel terribile 19 luglio 1992. Un incontro emozionante e ricco di significati, di valori e di speranza. Punto di partenza della discussione, ancora una volta un libro: “Nata il 19 luglio, lo sguardo dolce dell’antimafia” , libro autobiografico in cui la Borsellino racconta la sua svolta, l’inizio del suo impegno civico nella lotta alla mafia e del suo impegno politico.
La lotta alla criminalità organizzata, l’educazione ai valori della legalità, il tramonto degli eroi dell’antimafia, la politica regionale, tanti i temi emersi dalla discussione, moderata dalla giornalista Debora Randisi, e a cui hanno partecipato Gero Tedesco, segretario generale dell’Assostampa e Sandra Scicolone, dirigente scolastico dell’istituto Romagnoli di Gela.
A concludere l’incontro le parole dello scrittore Andrea Camilleri il quale ha voluto far sentire la sua vicinanza a Rita Borsellino e al pubblico presente ieri all’auditorium San Gerlando tramite un messaggio di speranza:

“Accade che vengono travolti i simboli della società umana, per una sfida allo stato. Talvolta quelli dell’economia, come è avvenuto nel cuore di New York alle Torri Gemelle che non sono mai state ricostruite per lasciare una testimonianza tangibile di un vuoto incolmabile. Anche noi in Sicilia abbiamo patito l’abbattimento di due torri gemelle che erano diventate un simbolo, un faro nella lotta contro la mafia, quando hanno barbaramente assassinato Falcone e Borsellino. Ma il vuoto da loro lasciato è stato “fondamenta” su cui, soprattutto i giovani, possano ricostruire una società sana e con veri valori”. “Andrea non manca mai di farmi avere il suo sostegno”, ha commentato sorridendo la Borsellino.
Si è conclusa così la quinta Fiera dell’associazioni – Un libro alla volta. Dopo l’incontro sono state premiate le foto vincitrici del concorso “Un mare di Scatti”. Il voto popolare ha scelto lo scatto di Federico Dalli Cardillo. Il premio della critica “Agrigentosette”, è andato invece a Marco Scintilla. È stato inoltre consegnato l’assegno del ricavato della lotteria empedoclina ai “Volontari di strada”.   

Giovedì prossimo, 2 giugno, ricorre il 70esimo anniversario della Fondazione della Repubblica Italiana. La Prefettura di Agrigento ha organizzato delle iniziative nella Valle dei Templi, innanzi al tempio di Giunone. In particolare, mercoledì primo giugno, alle ore 10, gli studenti superiori, lungo la via Sacra, narreranno alcuni miti greci. E alle ore 20, il gruppo teatrale degli studenti del Liceo classico Empedocle rappresenterà in scena “L’ Antigone”.
Poi, giovedì 2 giugno si svolgerà la Festa della Repubblica dalle ore 9.30 in poi. Tra l’altro, si esibirà l’orchestra del Liceo Musicale “Majorana” di Agrigento, e sarà esposta una mostra di pittura sui miti greci ad opera del Liceo Artistico “Bonachia” di Sciacca.

A Ragusa Ibla, domenica 26 giugno, a Palazzo Cosentini, sarà consegnato al sociologo professor Francesco Pira, il Premio Internazionale Barocco 2016 “come riconoscimento per l’impegno profuso nella ricerca scientifica nell’ambito della sociologia della comunicazione”. Lo stesso Francesco Pira commenta : “Sono grato per questo riconoscimento, di cui sono davvero onorato, e che dedico a tutte le persone che hanno sempre creduto in me, che mi vogliono bene, alle colleghe ed ai colleghi, e soprattutto alle mie studentesse e ai miei studenti, quelli di oggi e di ieri, che mi hanno dato e mi danno ogni giorno l’energia per continuare nella mia attività di docenza e ricerca”.

A Licata un mese addietro una donna medico – legale ha ricevuto al proprio indirizzo una busta con dentro proiettili. E poi il telefono della professionista, 43 anni di età, è squillato più volte, tante, tra minacce e molestie persecutorie. E poi adesso al Villaggio dei Fiori, dove abita la perseguitata, le automobili di lei, una Bmw ed una Mercedes, sono state divorate dal fuoco. Ebbene, a Licata, dopo quanto accaduto, Gabriel García Márquez e poi Francesco Rosi avrebbero scritto il libro e poi registrato il film “Cronaca di una morte annunciata”, perché dopo i proiettili, le oppressioni telefoniche e gli attentati incendiari alle automobili non è azzardato ipotizzare quale sarà la prossima mossa sulla scacchiera. E ancora dopo quanto accaduto e accade a Licata, Marco Risi avrebbe registrato il film “Il muro di gomma”, perché la stessa donna medico – legale avverte intorno a sé stessa, se non l’ isolamento e l’ indifferenza, quanto meno il poco interesse e la superficialità. Appena le è stata recapitata la busta con proiettili, la medico – legale licatese si è rivolta alle Forze dell’ ordine, e le sono state promesse le indagini, “così come per tanti altri casi del genere, mica è la prima volta, e non sarà l’ultima”, come l’ è stato spiegato. Poi, dopo le settimane trascorse tra squilli telefonici e tormenti vari, lei si è rivolta ancora agli investigatori, ha invocato maggiore attenzione verso quanto costretta a subire, spiegando che tramite l’esame dei tabulati sarebbe stato facile risalire agli autori delle telefonate. E l’è stato risposto di pazientare “perché i lavori sono in corso, e che prima o poi…e comunque, mica è soltanto lei, sapesse quanti sono nelle sue condizioni…”. Adesso, a conclusione dell’ arco di mese, è stata scagliata la freccia incendiaria, e le due automobili della dottoressa sono state carbonizzate dalle fiamme, e non si dubita che siano dolose. Lei, la vittima, risponde con un’ altra freccia, lanciando un appello ad un impegno serrato e concreto per scoprire l’attentatore. Forse una perizia della medico – legale avrà deluso, provocando rabbia e volontà di vendetta ? Punto interrogativo. E altri interrogativi sarebbe opportuno valutare e approfondire, travalicando il muro di gomma, e scongiurando la cronaca di una morte annunciata.

Chiediamo al Governo Renzi di inserire tra le opere da salvare la Cattedrale di Agrigento, che rappresenta una delle più alte testimonianze dell’architettura normanno-chiaramontana del Mezzogiorno d’Italia. Costruita a partire dal 1088, dopo la riconquista della Sicilia, occupata dagli Arabi, effettuata da Ruggero il Normanno nel 1087. La storica decisione della costruzione venne presa da Gerlando di Besançon, cugino di Ruggero, nominato vescovo di Agrigento dopo la riconquista. La cattedrale, che all’origine fu dedicata alla Madonna Assunta, dal 1244 venne intitolata a Gerlando che, nel frattempo, era stato nominato santo e che oggi rappresenta il patrono di Agrigento. L’importante sito è chiuso al culto e alla fruizione turistica da 5 anni per frana.

Gaetano Gaziano, presidente associazione “Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento”

SICILIA; REFERENDUM COSTITUZIONALE: CIMINO (SICILIA FUTURA), DA
SICILIA FUTURA 50 MILA FIRME NEI NOSTRI COMITATI PER IL SI AL
REFERENDUM, ACCANTO A RENZI PER APPUNTAMENTO DI OTTOBRE CHE E’
FONDAMENTALE PER UN NUOVO E MODERNO ASSETTO ISTITUZIONALE E POLITICO
PALERMO – “Sicilia Futura è impegnata nei propri comitati per il Si al
referendum costituzionale per la raccolta delle firme. L’obiettivo del
nostro movimento è quello di raggiungere quota 50 mila firme. Il
referendum di ottobre rappresenta un momento importante per la riforma
delle Istituzioni repubblicane e per l’abbattimento dei costi della
politica. In questa sfida referendaria siamo accanto al premier Matteo
Renzi a sostegno delle riforme che il suo governo ha volute
fortemente. Non possiamo mancare ad un appuntamento così importante
che consegnerà al popolo un’Italia più moderna ed un sistema
legislativo e politico più efficace ed utile alla crescita economica e
sociale”. Lo afferma Michele Cimino, portavoce di Sicilia Futura e
deputato all’Assemblea regionale siciliana.