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Un agguato di stampo e stile mafioso è stato compiuto contro il presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci. Nottetempo, intorno all’ una, 2 persone hanno sparato contro l’automobile con a bordo Antoci, di rientro da una manifestazione a Cesarò, in provincia di Messina. A costringere alla fuga i due criminali, rispondendo al fuoco, sono stati il poliziotto della scorta e l’equipaggio di una seconda automobile della Polizia con a bordo il commissario di Sant’Agata di Militello Daniele Manganaro. Il presidente Antoci e l’agente sono stati condotti per precauzione all’ospedale di Sant’Agata Militello, ma non sono feriti. Giuseppe Antoci è da alcuni anni alla guida del Parco dei Nebrodi, e ha segnalato il vorticoso giro di denaro in mano alle associazioni mafiose. Ha già ricevuto in passato dei proiettili e delle lettere di minacce. Antoci ha commentato : “Il mio grazie alla Polizia di Stato per avermi salvato la vita. Sono preoccupato ma sereno”.

Ancora interventi nell’ ambito della questione del ritardo nella ratifica ufficiale dell’accordo di variazione dei confini del quartiere di Favara Ovest ad Agrigento. Epifanio Bellini, del Circolo Berlinguer del Partito Democratico di Agrigento, afferma : “Tale vicenda si protrae irrisolta da oltre 40 anni con il conseguente notevole costo sociale in termini di burocrazia e tempo impegnato dagli uffici, dai cittadini e dalla politica già pagato e che rischia di allungarsi. Nel raccogliere l’invito del deputato Tonino Moscatt, ci sembra opportuno invitare il Consiglio comunale di Agrigento a procedere alla definitiva ratifica dell’accordo per la ri-definizione dei confini comunali, mettendo la parola fine ad una vicenda dai contorni surreali a cui mai prima d’ora eravamo così vicini, non per equilibrio economico ma per equità sociale”.

Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Agrigento ha confiscato beni per oltre 19 milioni e 500 mila euro a carico della famiglia di Angelo Stracuzzi, 49 anni, di Licata. Si tratta di 5 aziende operanti nell’ambito della produzione di calcestruzzo, poi quote di partecipazione in un’impresa edile e in una di ristorazione, poi 2 appartamenti e 6 fabbricati rurali, 2 automobili Bmw, e terreni nella zona industriale di Licata Est per un’estensione complessiva di circa 54 ettari. La Guardia di Finanza e la Direzione distrettuale antimafia di Palermo, nel motivare il decreto di confisca, tra l’altro scrivono : “Gli Stracuzzi hanno ottenuto appalti e subappalti tramite la propria capacità criminale diffusa nel territorio di Licata. Gli investimenti fatti dai proposti e dai loro congiunti hanno un valore che risulta sproporzionato rispetto alle disponibilità economiche e ai redditi lecitamente prodotti dai soggetti a carico dei quali sono stati svolti gli accertamenti. E’ dunque palese che i beni, di cui i proposti hanno la disponibilità, rappresentino il frutto del rapporto di stabile collusione e provento della attività illecita, esercitata anche avvalendosi dei metodi della intimidazione mafiosa, e pertanto, sussistono indizi idonei a lasciare fondatamente desumere che i beni di cui si chiede il sequestro e la confisca siano frutto di attività illecite e ne costituiscano il reimpiego ” .

La giunta comunale di Agrigento, presieduta dal sindaco, Calogero Firetto, ha pubblicato un avviso pubblico per consentire ai cittadini, con reddito Isee non superiore ai 20mila euro, di beneficare del bonus idrico, che è uno sconto sulla tariffa dell’ utenza residenziale domestica per le famiglie che versano in condizioni economiche disagiate. L’istanza dovrà essere presentata su apposito modello scaricabile dal sito internet del Comune di Agrigento, reperibile anche negli Uffici di Servizio Sociale del Comune, entro e non oltre le ore 12 di mercoledì 15 giugno 2016. I soggetti utilmente inseriti in graduatoria beneficeranno di una riduzione nella bolletta dell’utenza idrica sino ad esaurimento delle risorse assegnate. I cittadini che avevano già presentato istanza in precedenza non debbono produrre alcuna ulteriore domanda.

Il Comune di Agrigento informa che con deliberazione della Giunta Municipale n. 60 del 16 maggio 2016 è stata disposta la pubblicazione di un avviso pubblico per consentire ai cittadini, in possesso di ISEE, in corso di validità, non superiore a € 20.000,00 di produrre istanza per potere usufruire del bonus idrico 2015.
La concessione del bonus idrico, è un’agevolazione sulla tariffa utenza residenziale domestica, per le famiglie che versano in condizioni economiche disagiate.
L’istanza dovrà essere presentata dall’intestatario dell’utenza idrica, su apposito modello scaricabile dal sito ufficiale del Comune www.comune.agrigento.it – albo pretorio online – avvisi di gara e bandi di gara o reperibile presso gli Uffici di Servizio Sociale del Comune, entro e non oltre le ore 12 di mercoledì 15 giugno 2016, all’ufficio di Protocollo, sito al primo piano di Palazzo di Città.
Non saranno ammesse istanze presentate fuori termine. L’istanza dovrà essere corredata dalla seguente  documentazione:
• attestazione ISEE, in corso di validità ;
• fotocopia della bolletta idrica;
• fotocopia documento di identità;
I soggetti utilmente inseriti in graduatoria beneficeranno di una riduzione nella bolletta dell’utenza idrica sino ad esaurimento delle risorse assegnate. A parità di indicatore ISEE saranno privilegiati i nuclei familiari con un numero di componenti più elevato. I cittadini che avevano già presentato istanza in precedenza non debbono produrre alcuna ulteriore domanda.

L’Associazione teatrale-culturale “Nino Martoglio”, con la Fidapa – Sezione di Racalmuto e il Comune di Grotte, sabato 21 maggio 2016 alle ore 20.00 presso il centro polifunzionale San Nicola in Grotte, nell’ambito dell’iniziativa “Incontri con l’Autore” presenta il libro “É così lieve il tuo bacio sulla fronte” di Caterina Chinnici.
L’autrice, figlia del giudice Rocco Chinnici assassinato dalla mafia nel 1983, è entrata in magistratura nel 1979. Dal maggio 2014 è Deputata al Parlamento europeo, eletta nella lista del Partito Democratico. Nel 2014 ha pubblicato il libro di ricordi sul padre dal titolo “È così lieve il tuo bacio sulla fronte”.
Il 29 luglio 1983 la mafia fa esplodere un’autobomba in via Pipitone Federico a Palermo; muoiono il giudice Rocco Chinnici, gli uomini della sua scorta e il portiere dello stabile dove il magistrato viveva insieme alla moglie e ai figli. Rocco Chinnici aveva intuito che, per contrastare efficacemente il fenomeno mafioso, era necessario riunire differenti filoni di indagine. Per farlo, riunì sotto la sua guida un gruppo di giudici istruttori: Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e Giuseppe Di Lello. L’anno dopo la sua morte, questo gruppo prenderà il nome di “pool antimafia”. Dopo decenni di silenzio, la figlia Caterina Chinnici, a sua volta giudice impegnata nella lotta alla mafia e sotto scorta, sceglie di raccontare la loro vita “di prima”, serena nonostante le difficoltà, e la loro vita “dopo”. Sceglie di raccontare come lei, i suoi fratelli e la madre abbiano imparato nuovamente a vivere e siano riusciti a decidere di perdonare: l’unico modo per sentirsi degni del messaggio altissimo di un padre e un marito molto amato.
La relazione sul testo sarà a cura della dirigente scolastica Agata Gueli; l’incontro verrà moderato dal presidente dell’associazione “Nino Martoglio” Aristotele Cuffaro; letture a cura di Carmen Butera.

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Pare che in Sicilia gli unici pagati siano stati solo 7. Un numero al quanto esiguo se si pensa alle ottimistiche aspettative.
La soluzione risiederebbe nel concedere meno fondi al microcredito e alle borse di autoimpiego, unica soluzione da parte della regione, per riuscire (sostengono loro) a pagare i ragazzi che hanno svolto e maturato le ore dei tirocini previsti da Garanzia Giovani e ai quali spetta per l’appunto lo stipendio. Intanto l’assessore al Lavoro, Gianluca Miccichè, tenta di trovare una strada per coprire gli eventuali errori di un piano che doveva garantire l’ingresso dei disoccupati nel mondo del lavoro privato.
Intanto 16.183 giovani attendono un rimborso da ottobre. Di questi La Regione non solo ne ha pagati 7, ma avrebbe oltretutto retribuito loro di un tirocinio mai effettuato. È successo – ha spiegato Miccichè – perché questi ragazzi avevano fatto la richiesta e dunque risultavano fra gli ammessi al tirocinio, che poi non è partito. È partito invece per errore il pagamento di 500 euro al mese, tra l’altro con clamorosa puntualità. E ora queste somme vanno recuperate e girate a chi ne aveva diritto.
Dalila Ferreri

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Fissata per fine mese l’udienza dinanzi al tribunale dell’esame relativa alla vicenda che ha coinvolto il noto giornalista dell’antimafia e direttore di Telejato, Pino Maniaci. L’accusa è quella di estorsione. Nello specifico la corte di Palermo dovrà decidere circa la richiesta di revoca del divieto di dimora nelle province di Palermo e Trapani, misura precauzionale imposta dagli inquirenti. Intanto Antonio Ingroia e Bartolo Parrino, legali di Maniaci avevano già presentato istanza al gip. Quest’ultima rigettata.
E intanto al comune di Borgetto dopo il caso Maniaci, dieci consiglieri su quindici hanno presentato le loro dimissioni. Il motivo riguarderebbe le scelte “poco trasparenti” effettuati in materia di appalti e rifiuti. Adesso quindi la Regione dovrà nominare un commissario. “Auspico che il Prefetto di Palermo avvii un atto ispettivo affinché si faccia chiarezza poiché ritengo che quando una parte della democrazia decide di autosospendersi un problema reale deve pur esistere”- afferma un dimissionario.- Chiedo anche una ispezione dell’assessorato agli Enti locali e che il presidente della regione, di concerto con l’assessore alle autonomie, invii un commissario di alto profilo” conclude.
Dalila Ferreri