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La Procura di Agrigento ha chiesto il rinvio a giudizio di Walter Bosco, 39 anni, di Favara e residente ad Agrigento, Antonio Sanfilippo, 22 anni, di Favara, Alessandro Sguali, 42 anni, di Agrigento, e Giuseppe Bosco, 23 anni, di Favara. I 4, a vario titolo, rispondono di rapina aggravata in concorso ad Agrigento lo scorso 31 luglio 2015, e di estorsione aggravata in concorso compiuta a Favara l’11 agosto 2015. E poi per un episodio di tentata estorsione aggravata, compiuto a Favara il 2 agosto scorso. Alcuni degli imputati avrebbero concordato l’ acquisto di un motociclo per 4mila euro. Tale somma sarebbe stata ritenuta troppo elevata, e allora avrebbero raggiunto il venditore al Villaggio Mosè e gli avrebbero rapinato il motociclo, accusandolo di aver tentato di vendere un mezzo che al massimo sarebbe valso 2mila euro. E non solo : gli stessi arrestati, per punire la vittima del tentativo di vendere ad un prezzo troppo elevato il motociclo, ne avrebbero preteso la vendita senza versare alcuna somma alla vittima.

Sabato 23 maggio 1992, la strage di Capaci. Lunedì 23 maggio 2016, sono trascorsi 24 anni, anche per lei, Maria Falcone, la sorella del magistrato, impegnata nella sede della Fondazione “Giovanni e Francesca Falcone” ad organizzare le iniziative di commemorazione che ogni anno si svolgono a Palermo. Maria Falcone ha reso delle dichiarazioni alla stampa. Sollecitata a commentare quanto di negativo accaduto nell’ antimafia, lei risponde : “Sì, è stato un anno brutto per l’antimafia di facciata. Però la vera antimafia è tranquilla. Io credo che quella sia un’antimafia di interessi particolari, personali. Ma quella vera fatta con amore, con il cuore, per disinteresse, non ha niente da temere. Quella lavora non per se stessa ma per il bene della società. Io dico sempre che l’antimafia è quella dei ragazzi che creerà una società diversa, una società che come diceva Giovanni si distacchi dai canoni di omertà e disinteresse”. Poi Maria Falcone ricorda l’ opera meticolosa del fratello alla ricerca delle prove, contro i facili processi sommari, e le sue parole sono : “Gli accertamenti spettano alla magistratura. Deve essere la magistratura a muoversi attraverso i riscontri per capire chi veramente ha fatto antimafia di facciata. Di certo spesso assistiamo a uno scempio di persone che hanno una loro storia e non è bello vederla massacrata”. Poi, politica e mafia, e ancora Maria Falcone : “Io credo che di mafia si parli poco nella politica in generale, con qualche eccezione importante come il Presidente della Repubblica e quello del Senato, le due più alte cariche dello Stato che hanno una storia di antimafia vera. Io personalmente devo dire che ho sempre ricevuto dai rappresentanti delle istituzioni il massimo sostegno, in particolare dal ministero dell’Istruzione”. Poi, inevitabile, il riferimento al processo sulla cosiddetta “trattativa” tra Stato e mafia all’epoca delle stragi, e la sorella di Giovanni Falcone riflette : “Come tutte le persone che hanno subito il dolore per la morte di una persona a cui si vuole bene, ho bisogno di giustizia. Subito dopo Capaci, a Caltanissetta alcuni magistrati dissero che c’era una seconda pista da seguire, altri interessi convergenti che avevano potuto avere interesse all’uccisione di Giovanni, e su questo nessun risultato è stato raggiunto. Sulla trattativa vorrei che con quello che era il rigore di Giovanni si accertasse la verità senza teoremi che non siano fondati su riscontri giudiziari veri. Sennò rischiamo di buttare fango su persone e personalità che questo non meritano”. Poi, in conclusione, verso l’anniversario del 23 maggio, e Maria Falcone prospetta : “Sarà come sempre il 23 maggio dei giovani e della cultura. Perché Giovanni diceva che la mafia sarebbe stata vinta quando la società sarebbe diventata diversa e la società può essere cambiata solo dai giovani, dagli adulti di domani che a loro volta educheranno i loro figli ai valori di legalità e giustizia di Giovanni, Paolo, Francesca e di tutti gli eroi civili del nostro tempo”.

Oggi dalle ore 16 il candidato a Sindaco Orazio Guarraci sarà presente alla trasmissione organizzata da TV EUROPA per l’incontro dei candidati a Sindaco del comune di Porto Empedocle.
Il candidato Guarraci illustrerà il proprio programma, evidenzierà come poter uscire dalla grave crisi economica e finanziaria e prospetterà una programmazione compatibile con le risorse naturali e con le potenzialità del territorio, finalizzate alla creazione di opportunità lavorative.

Vice Presidente Lo Bello : Solidarietà ad Antoci simbolo rettitudine e onestà.
Sostegno e solidarietà a Giuseppe Antoci, l’agguato subito, di tipico stampo mafioso e con modalità che disegnano il chiaro intento di fermare il processo di legalità avviato, non frenerà il percorso che vuole, ad ogni costorestituire moralità e giustizia ad un territorio.”
Lo afferma il Vice Presidente della Regione Mariella Lo Bello fortementepreoccupata per il vile atto che ha coinvolto un uomo delle istituzioni impegnato in prima linea a difendere la legalità il bene comune. “Giuseppe Antoci, rappresenta per me un simbolo in termini di rettitudine e onestà, – continua Mariella Lo Bello– , per questo ho voluto proprio io proporlo alla Presidenza del parco, ponendo fine ad un lungo periodo di commissariamento. E Antoci nel suo non facile compito – afferma Lo Bello – si è subitoscontrato con la mafia, quella dei pascoli, che già nel dicembre 2014 lo aveva avvertito minacciandolo di morte insieme al Presidente Crocetta. Quella stessa mafia che non ha gradito, continua a non accettare, e questa volta voleva passare alle vie di fatto. Antoci – conclude il Vice Presidente Lo Bello –continuerà, e noi non lo lasceremo solo. Abbiamo tracciato un percorso di crescita che passa proprio attraverso la sconfitta della malavita organizzata. Lo porteremo avanti, insieme, con grinta e senza paura.”
Moscatt:
“Il tentato omicidio all’amico e Presidente del Parco
dei Nebrodi Giuseppe Antoci, mi scuote e addolora tantissimo. Antoci,
miracolosamente salvo dopo esser sfuggito ad un agguato, è esempio
vivente di come in nome dello Stato e della legalità non ci si spiega ai
condizionamenti della mafia, della malavita organizzata”.
A dirlo è il deputato nazionale e capogruppo Pd in commissione Difesa
alla Camera Antonino Moscatt:
“Il protocollo che Antoci ha messo in Sicilia e applicato anche in
Calabria ha messo ‘sotto scacco’ mafiosi dei Nebrodi e ‘ndrangheta.
Adesso – afferma Moscatt – istituzioni, politica e Stato tutto devono,
da subito, apportare nuove e più imponenti garanzie di protezione.
Nelle funzioni del mio ruolo, cercherò di collaborare il più possibile
affinché questo avvenga. A Giuseppe Antoci, a cui va la mia più grande
stima e profonda gratitudine per il coraggio e la bravura che mette per
cambiare le sorti di un territorio, dico di non farsi intimorire seppur
non semplice e continuare a rappresentare la parte più buona e onestà
della nostra società.
Un abbraccio – conclude il parlamentare siciliano – va anche a quegli
uomini valorosi che contrapponendosi alla ferocia degli attentatori gli
hanno salvato la vita”.
On. Brandara : Sostenere e difendere chi come Antoci si batte per la legalità
Quanto accaduto a Giuseppe Antoci è inquietante e poteva avere devastanti effetti. Se si pensa che un agguato poi, nasce dalla volontà di fermare la legalità, è ancora piu allarmante”.
Lo afferma l’ On. Mariagrazia Brandara Presidente del consorzio per lo sviluppo e la legalità, che continua “ l’attentato è un atto di forza del potere mafioso, contro Antoci, bersaglio della malavita, ma deve essere inteso come una sfida alle istituzioni,ai siciliani, a quegli uomini della blindata che lo accompagnavano e al funzionario di Polizia che si trovava casualmente dietro con un’altra auto e non ha esitato a sparare mettendo in fuga i malviventi, evitando il peggio con coraggio e determinazione. Un agguato teso a tutti noi
Per questo sosterremo e difenderemo sempre – continua Brandara – il Presidente del Parco dei Nebrodi seguendo un unico obiettivo: proseguire e consolidare quel fronte forte e compatto, contro la malavita organizzata che, con la forza di gente come Antoci, porterà la Sicilia a riscattarsi dai soprusi e dalle prevaricazioni. 

Agrigento, accoglienza dei minori stranieri immigrati, e ritardi nei pagamenti : già la scorsa settimana si sono svolte manifestazioni di protesta da parte di 14 Comunità di accoglienza tra Agrigento e provincia, che attendono i pagamenti da oltre 12 mesi. Adesso le stesse Comunità pressano sul Prefetto, rappresentante del Governo nazionale, affinchè tale problema sia risolto, altrimenti si rischia la chiusura delle stesse Comunità.

AGGUATO AL PRESIDENTE ANTOCI, LA SOLIDARIETÁ DELL’ANCISICILIA
“Esprimiamo la solidarietà dell’Associazione dei comuni siciliani al presidente del Parco dei Nebrodi. L’agguato subìto da Giuseppe Antoci si aggiunge, purtroppo, ad una lunga serie di atti  intimidatori ai danni di chi si impegna, anche rischiando la propria vita, per l’affermazione della legalità”.
Lo hanno detto Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell’AnciSicilia, che aggiungono: “Siamo certi che quanto accaduto non intaccherà minimamente l’impegno che contraddistingue l’operato di Giuseppe Antoci”.

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Messina. Agguato al presidente del Parco dei Nebrodi
Legambiente: “Solidarietà e sostegno ad Antoci,
in prima linea contro illegalità e sfruttamento del territorio”

“Non dobbiamo lasciarlo solo”. Giuseppe Antoci si è salvato solo grazie alla scorta e all’auto blindata che lo accompagna da quando ha subito pesanti minacce per aver avviato protocolli di legalità e negato ampie zone di pascolo alla mafia.
“Al presidente del Parco dei Nebrodi – ha dichiarato la presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni – deve arrivare la solidarietà e il sostegno di tutti coloro che credono nella legalità. Tutelare il territorio e garantire il rispetto delle leggi non può essere solo l’atto di coraggio di un singolo: per affermare i diritti di tutti e il bene comune, la politica della legalità deve essere condivisa e sostenuta da tutta la comunità”.
“Quello che è successo dimostra quanto la mafia sia ancora forte in quel territorio e quanto siano importanti gli atti posti in essere da Antoci – ha dichiarato Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia -. Sotto la sua gestione, è stato adottato, infatti, il primo protocollo di legalità in Italia che contiene le linee guida per contrastare i tentativi d’infiltrazione mafiosa proprio nelle procedure di concessione a privati di beni compresi nel territorio di un Parco. L’atto ha ottenuto importanti risultati: la revoca di numerose concessioni di appezzamenti di terreno a scapito di interessi mafiosi. Ad Antoci chiediamo di continuare il suo fondamentale lavoro a difesa della legalità e del territorio. Tutta la Legambiente gli è vicina e sosterrà, in ogni modo, il suo operato”.

L’ Unione italiana ciechi e ipovedenti di Agrigento, presieduta da Giuseppe Vitello, annuncia che, nell’ambito delle iniziative finalizzate alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle tematiche concernenti la disabilità visiva, in collaborazione con la Stamperia Regionale Braille Onlus e il Lions Club Zolfare, sono state organizzate venerdì e sabato prossimo, 20 e 21 maggio, ad Agrigento, delle mostre itineranti in città, al fine di divulgare ad un pubblico quanto più vasto possibile le opportunità di integrazione culturale offerte dalle nostre associazioni mediante la fruizione di luoghi accessibili ai non vedenti e la creazione di percorsi esperienziali per i vedenti. L’evento si svolgerà ad Agrigento in Piazza Vittorio Emanuele, lato Prefettura, venerdì e sabato dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17.

Domenica 22 maggio 2016 la Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane, in collaborazione con l’ associazione agrigentina Ferrovie Kaos, ha organizzato il primo “Treno della Scala dei turchi”, che viaggerà da Palermo Centrale fino a Porto Empedocle Succursale con tappe, tra le altre, alla Scala dei Turchi e nella Valle dei Templi. La partenza è domenica 22 da Palermo centrale alle ore 7.50. Sarà una giornata ricca di iniziative, escursioni e attività di intrattenimento. Il rientro a Palermo alle ore 21 circa. Per informazioni e prenotazioni contattate l’associazione Ferrovie Kaos al numero telefonico 347 10 24 853 oppure il sito www.ferroviekaos.it .

“Qualche settimana fa Grazia, una ragazza modicana malata di Leucemia, ha appreso dal web che la sua famiglia aveva chiesto che venisse fatto un appello per cercare un donatore di midollo. Dinanzi a tale notizia la solidarietà dei cittadini è stata tanta – dice Salvatore Mandarà Presidente Regionale dell’Avis – anche se per chi come lei vive quella realtà, necessità l’aiuto di un “fratello” compatibile, anche se purtroppo le possibilità di poterlo trovare sono basse circa 1 su 100.000.
Quindi la sopravvivenza è una terribile corsa contro il tempo, è sicuramente affidata alla fortuna, ma dipende anche dalla sensibilità della gente. Più aumenta il numero dei donatori, e più si rosicchia quella statistica perversa. In Sicilia il record in negativo, la poca sensibilità, la mancanza di campagne di sensibilizzazione e l’assenza più totale delle istituzioni ci fanno e ci faranno rimanere fanalino di coda in ambito nazionale. L’Avis in Sicilia, fatta da 170 associazioni, partner dell’Admo, continua a dire donate, donate, donate a uomini e donne, dai 18 e ai 45 anni, se in buona salute, con un peso superiore ai 50 chili.
Diventare donatori è semplice: si distende il braccio per il primo prelievo di sangue, il campione verrà spedito dove è possibile effettuare la tipizzazione per verificarne la compatibilità. Se il risultato è positivo, il possessore di quella combinazione verrà ricontattato per ulteriori accertamenti. Occorrono delle forti motivazioni per far vibrare la sensibilità della gente. Abbiamo il bisogno di avere una società più civile, continua Mandarà, con coloro che credono nei valori della solidarietà, che sono propensi ad aiutare il prossimo, che stimolano la cittadinanza attiva e che sono ancora convinti che la salute sia un diritto costituzionalmente riconosciuto.”
Come si evince non si tratta di una notizia di cronaca bensì di un importante appello. Speriamo nella diffusione di questo, perché a volte l’informazione può cambiare la vita di qualcuno.
Confidiamo nella vostra collaborazione e vi ringraziamo anticipatamente
Cordiali saluti
Nella foto il presidente dell’ADMO Sicilia Gaetano La Barbera ,Maria Ansaldo e Salvatore Mandarà, nella stipula del protocollo d’intesa.
Il Presidente dell’ Avis Regionale Sicilia

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