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La perdurante incertezza legata al futuro e alle prospettive di prosecuzione delle attività accademiche del Polo universitario di Agrigento, e l’ intervento del Consigliere comunale di Agrigento di “Uniti per la città”, Pasquale Spataro, che afferma : “Le istituzioni politiche, quelle direttamente coinvolte, si assumano con onestà e serietà le responsabilità e agiscano urgentemente e concretamente piuttosto che giocare con i balletti sulle competenze e ruoli a danno, ancora una volta, della nostra città e della nostra provincia. Nel mirino c’è il commissario straordinario dell’ex Provincia, ente appena uscito dal Consorzio in assenza di fondi. Formalmente le carte le firma lui, è innegabile. Ma lui è un alto burocrate della Regione, con i suoi inevitabili riferimenti politici. E allora Governo e Parlamento Siciliano, attraverso i suoi autorevoli rappresentanti agrigentini, non si nascondano dietro il palazzo dell’ex Provincia Escano allo scoperto, facciano a pieno il loro dovere, facciano pressing, vadano a recuperare i soldi necessari per salvare il Cupa. Tutto il resto è semplicemente poesia a fronte di un territorio che sta affondando nel baratro più profondo”.


Si sono chiuse le presentazioni delle liste elettorali per la candidatura al Campidoglio. Tra tante esclusioni e le tante novità nella Capitale, Roma Popolare per Marchini sindaco, porta avanti la candidatura al consiglio municipale di Roma del Sig. Benedetto Maria La China, originario di Caltanissetta uomo brillante, da diversi anni nella capitale. La China Benedetto Maria, 32 anni, impegnato nel sociale, si è dimostrato particolarmente attento alle problematiche dei giovani disoccupati, tanto da creare con una collega l’associazione Finanzia Giovani di Roma con obiettivi ambiziosi e progetti innovativi.
L’associazione, nella persona della presidente Ferri Patrizia, anch’essa candidata alle comunali di Roma, ha fortemente voluto la candidatura del Sig. La China Benedetto Maria, originario di Delia (CL),  con l’obiettivo di migliorare, tra i vari temi, il sociale della Capitale.
La candidatura è stata condivisa con diverse realtà sociali e imprenditoriali di Roma, come risposta ad una esigenza di cambiamento della città, reduce da politiche disastrose.
“Ringrazio Roma Popolare e l’associazione Finanzia Giovani, di avermi dato fiducia, non scegliendo una candidatura di bandiera, ma una candidatura di cambiamento – ha sottolineato La China –  La prima istanza che porterò all’attenzione del consiglio comunale se dovessi essere eletto, sarà la ricerca di nuove prospettive lavorative per i giovani disoccupati della capitale, perché sulla mia pelle conosco le difficoltà e le incognite di quella che oggi si configura come una vera e propria impresa”.
Questa occasione giunge al termine di un percorso di formazione che dalla mia terra mi ha portato a vivere a Roma, con continue trasferte tra la mia città e la Capitale, che hanno fatto maturare in me l’esigenza  forte di un impegno in favore di uno sviluppo della mia città.
Puntare su giovani risorse sull’entusiasmo e sulla conoscenza di luoghi, cose e persone, sul ruolo della nostra impresa, sulla valorizzazione della nostra cultura e delle nostre eccellenze, vuol dire dare concretamente fiducia a chi con impegno e entusiasmo si candida ad un ruolo di rappresentanza e di ponte di cultura fattivo tra Roma e il nostro territorio.
Rinnovare i quadri politici – conclude Benedetto Maria La China – nel solco della tradizione ma con una netta discontinuità con il passato per tutelare non gli interessi particolari ma la collettività. Questa la sfida e un sogno da poter realizzare assieme”
Insieme al Sig. La China Benedetto Maria, grazie anche all’appoggio del movimento “FARE!” di Tosi, di cui il Sig, La China è vicecoordinatore regionale per le elezioni insieme a Simone Angelucci, coordinatore regionale del movimento Fare con Tosi, e al movimento Roma Popolare per Marchini sindaco, hanno creato una compagine di persone per i vari municipi. I sigr.ri: ELVYS CLAUDIO MARIO LA CHINA (MUNICIPIO II); SEBASTIANO DI MARIA (MUNICIPIO II); LORENZO IANNOTTI (MUNICIPI I E II); GIANLUCA  FERRARA ( MUNICIPI III E IV); STEFANIA LISCO (MUNICIPIO III); GIUSEPPE RINALDI (MUNICIPIO IV); EMANUELA OLIVIERI (MUNICIPIO VI); JANICE JOCSON DELOS REYES (MUNICIPIO XI).

Il commissario Roberto Barberi, in rappresentanza dell’ex Provincia di Agrigento, venerdì prossimo, giorno di un’altra Assemblea dei Soci, annuncerà in modo definitivo se confermare o meno il ritiro dell’ ex Provincia da socio di maggioranza del Consorzio universitario di Agrigento. Nel frattempo, perdurando l’ incertezza, i dirigenti agrigentini della Cgil, Massimo Raso, Alfonso Buscemi e Matteo Lo Raso, affermano : “Qual è il progetto di Polo Universitario che abbiamo in mente? Cosa dev’essere l’Università ad Agrigento, come rispondiamo alle esigenze di studenti, famiglie, sistema produttivo e sociale: a queste domande ci piacerebbe veder cimentare gli attori di queste vicende. E su questo non c’è chiarezza da nessuna parte, perché nessuno rende esplicito fino in fondo qual è questa sua idea, e questo non costituisce oggetto di un dibattito pubblico sul futuro dell’Università. Speriamo finisca presto questo clima, che si restituisca serenità e futuro agli studenti, alle loro famiglie e ai dipendenti di un Cupa che può ancora scrivere pagine importanti per questa provincia”.

I consiglieri di Forza Italia di Agrigento, Salvatore Falzone e Giorgia Iacolino, alla vigilia della stagione estiva, intervengono nel merito della balneabilità del mare agrigentino, e affermano : “Serve programmare gli interventi preventivi per assicurare la balneabilità del mare di San Leone, garantendo in tutta la fascia costiera l’attuazione delle misure necessarie a favore dei cittadini, i turisti e gli operatori economici. Troppe volte negli anni passati i divieti di balneazione hanno frenato operatori economici e cittadini anche a causa di abusi, come gli allacci abusivi alle fogne pubbliche, che inquinano l’ambiente e che vanno sanzionati. Chiediamo al sindaco di Agrigento di concordare con l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento e con l’Arpa Sicilia tempestivi interventi per tutelare la fascia costiera agrigentina, garantendone la balneabilità a beneficio di operatori economici, cittadini e turisti, ed esaltando così le caratteristiche del nostro territorio”.

I giudici della Corte di Appello di Caltanissetta hanno confermato la sentenza di condanna a carico di Pietro Granino, 55 anni, di Porto Empedocle, imputato per avere investito con la propria automobile un magistrato onorario, Francesco Battaglia, già procuratore onorario del tribunale di Agrigento e adesso segretario comunale di Contessa Entellina. Granino ha superato il semaforo con il rosso, poi l’ investimento, e poi è fuggito senza prestare soccorso. L’ empedoclino è stato condannato a 6 mesi di reclusione per lesioni colpose e omissione di soccorso. L’ imputato risarcirà il magistrato, che si è costituito parte civile tramite l’ avvocato Leonardo Marino, e ha ottenuto una provvisionale di 1000 euro.

A Canicattì i poliziotti del locale Commissariato hanno denunciato i componenti di una famiglia, il padre di 45 anni, il figlio di 22 anni, la figlia di 18 anni, e il convivente della 18enne, di 25 anni. Risponderanno di lesioni aggravate, minacce, e danneggiamenti contro un uomo di 29 anni di Canicattì che sarebbe stato fidanzato, per un periodo di tempo, con un’ altra figlia, di 23 anni, del 45enne il quale, appena appresa la notizia dello scioglimento del fidanzamento, spalleggiato dagli altri familiari, avrebbe organizzato una spedizione punitiva contro il 29enne : sotto casa di lui, prima minacce, poi l’aggressione, e poi il grave danneggiamento della sua automobile.

I poliziotti della Squadra mobile di Agrigento, capitanati da Giovanni Minardi (nella foto), hanno arrestato Salvatore Corio, 57 anni, di Favara, ritenuto responsabile di appropriazione indebita aggravata. Per la stessa ipotesi di reato è stato denunciato a piede libero C G, sono le iniziali del nome. Secondo quanto emerso dall’ attività investigativa della Squadra Mobile, Salvatore Corio, quasi ogni giorno e per un certo periodo di tempo, avrebbe rubato gasolio dal camion di cui ha avuto la disponibilità in qualità di autista. Corio, durante il turno di servizio, avrebbe deviato il percorso verso la propria abitazione a Favara e, con l’utilizzo di tubi di gomma e fusti metallici e di plastica, avrebbe rubato, ogni volta, diverse decine di litri di gasolio dall’autocompattatore a lui affidato dal proprietario della ditta. L’ipotesi investigativa è stata provata da registrazioni video e dalle posizioni GPS dell’automezzo. I poliziotti hanno sequestrato gli strumenti utilizzati per i travasi, ed oltre 700 litri di gasolio restituiti al proprietario. L’arresto di Salvatore Corio, ai domiciliari, è stato convalidato.

Ad Agrigento oggi  nella sede provinciale del Partito Democratico, in via Giovanni 23esimo 28, si è svolta  una conferenza stampa per l’avvio della campagna referendaria sulla Riforma Costituzionale. Il segretario provinciale, Giuseppe Zambito, annuncia : “La sede rimarrà aperta l’intera giornata per un confronto con i segretari dei circoli e i dirigenti agrigentini e con quanti, anche non iscritti, intendano costituire un comitato referendario a sostegno della riforma. Sarà costituito un coordinamento organizzativo che avrà il compito di promuovere iniziative sul territorio e supportare il lavoro dei comitati. Il nostro obiettivo è di raccogliere almeno 8.000 firme in provincia. Nella sede del PD sarà disponibile il materiale per la raccolta firme e il vademecum per la costituzione dei comitati. Per quanti sono interessati è possibile contattare il PD tramite mail: pdagrigento@gmail.com e ricevere il materiale on line”.

Il 14 ottobre 2013 la quarta sezione penale del Tribunale di Palermo, presieduta all’epoca da Mario Fontana, ha depositato le motivazioni alla sentenza che ha assolto in primo grado gli ufficiali dell’ Arma dei Carabinieri, Mario Mori e Mauro Obinu, dall’ accusa di favoreggiamento alla mafia, per avere mancato la cattura di Provenzano a Mezzojuso. I giudici sconfessarono, come adesso in Appello, accordi e trattative. E l’ indomani, il 15 ottobre 2013, il procuratore aggiunto Vittorio Teresi, che insieme al collega Nino Di Matteo, invocò da pubblico ministero pesanti condanne a carico di Mori e Obinu, 9 anni per Mori, e 6 anni e 6 mesi per Obinu, commentò l’ operato dei giudici così : “Se fossi un insegnante metterei alla sentenza Mori un 4 meno, perché chi l’ha scritta é andato fuori tema. Dedicare le prime 800 pagine a un tema che è stato trattato dall’accusa solo come ipotesi di movente, quindi la trattativa, e occuparsi solo in minima parte del tema principale del processo, che è la mancata cattura di Provenzano, è un modo curioso che ha scelto l’estensore di scrivere le decisioni”. A seguito di tali dichiarazioni, che poi lo stesso Vittorio Teresi ha definito improvvide, il magistrato ha subito un procedimento disciplinare innanzi all’ apposita Sezione disciplinare del Csm, il Consiglio superiore della magistratura, ed è stato assolto con la formula “per scarsa rilevanza del fatto”, come ritenuto anche dalla Procura generale della Cassazione nel corso della requisitoria. Vittorio Teresi innanzi alla Sezione disciplinare si è giustificato così : “Di quelle parole mi sono pentito due secondi dopo averle pronunciate e ancora me ne dolgo. La mia è stata una risposta estemporanea ad una intervista. E pochi giorni dopo un settimanale mise il ‘quattro meno’ come titolo di un articolo molto critico verso i giudici del processo. Più che di un articolo si è trattato di un delirante atto criminale, mosso da intenti diffamatori. Io non l’ho ispirato e ho manifestato ai colleghi forte e sentita solidarietà”. Dopo la sentenza di assoluzione a favore di Teresi, il suo difensore, il professor Mario Serio, ex consigliere del Csm, commenta : “La sentenza ricostruisce fedelmente l’accaduto e le genuine intenzioni del procuratore Teresi che ha solo fatto una battuta estemporanea, con cui non ha mai inteso mettere in dubbio la competenza professionale e l’assoluta indipendenza dei giudici : doti da tutti, e per primo dal procuratore Teresi, riconosciute”.