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A causa di un vizio formale, un difetto di notifica provocato dall’ errore di un cancelliere del Tribunale del Riesame di Palermo, è decaduto il divieto di soggiorno nelle province di Palermo e Trapani emesso a carico di Pino Maniaci, il direttore di Telejato. Dunque, il giornalista, alla mezzanotte di domani giovedì 26 maggio rientrerà nella sua Partinico. Sono stati i difensori di Maniaci, gli avvocati Antonio Ingroia e Bartolomeo Parrino, a sollevare l’eccezione di nullità, e spiegano : “I termini del divieto di dimora nelle province di Trapani e Palermo vanno a scadere, l’udienza di Riesame era fissata per ieri ma è saltata a causa di un errore di notifica, dunque l’ordinanza cautelare è decaduta. La giustizia bendata segue percorsi a volte bizzarri e presenta un’altra occasione per essere giusti verso Maniaci, un segnale da seguire sulla strada della giustizia”.

La Procura della Repubblica di Agrigento ha notificato l’ avviso di conclusione delle indagini preliminari, anticamera della richiesta del rinvio a giudizio, a 9 indagati per spaccio di hashish e marijuana tra Agrigento e Aragona e Favara. Gli indagati sono Salvatore Capraro, 27 anni, di Agrigento, Alessandro Bosco, 36 anni, di Favara, Raimondo Sorce, 29 anni, di Favara, Umberto Faija, 23 anni, e Gaetano Faija, 25 anni, entrambi residenti ad Aragona, poi Alfonso Zammuto, 28 anni, di Aragona, Mario Attardo, 28 anni, di Aragona, Massimo Trupia, 43 anni, di Agrigento, e Salvatore Terrasi, 37 anni, di Aragona.

Domani 25 maggio 2016 presso l’Aula Magna dell’ Istituto Tecnico “ M. Foderà” di Agrigento, si concluderà il Corso di Informazione sulla Sicurezza e sulla Prevenzione: TAKE IT EASY, “ La tua sicurezza è facile e ti conviene” in collaborazione con l’ INAIL di Agrigento.
Verranno consegnati gli attestati di partecipazione a tutti gli alunni che hanno frequentato il corso, in cinque giornate, e che hanno superato la verifica finale.
Le conclusioni del Corso sono affidate al Direttore dell’INAIL  Dott. Sergio Prestamburgo e al Dirigente Scolastico dell’IISS “ M. Foderà” Dott.ssa Patrizia Pilato.

Il caso, alquanto vergognoso, delle automobili in spiaggia a Marina di Palma di Montechiaro, sarebbe maturato a seguito della proposta da parte di un Consigliere comunale di Palma del ripristino del posteggio in spiaggia. In proposito interviene l’ associazione ambientalista MareAmico di Claudio Lombardo, che afferma : “La proposta del ripristino del posteggio in spiaggia è una proposta  folle e illegale. Il transito ed il posteggio in spiaggia provoca, inevitabilmente, l’inquinamento delle sabbie che diventano automaticamente rifiuto  speciale per il deposito degli oli, dei residui dei pneumatici e dei residui dei ferodi dei freni. Se vi è carenza di posteggi, gli stessi vanno ricercati in altri e idonei siti, non certo in riva al mare”.

Ricorderete il caso eclatante delle automobili posteggiate in massa sulla spiaggia delle Pergole a Realmonte sollevato dall’ associazione ambientalista MareAmico nell’ estate del 2014. Ebbene, adesso la stessa deprecabile forma di grave disprezzo verso l’ ambiente e gli utenti della spiaggia si ripete a Palma di Montechiaro. La redazione di Teleacras ha ricevuto delle fotografie (in onda oggi mercoledì 25 maggio al Videogiornale di Teleacras) che non sarebbero bisognevoli di alcun commento. Colui che le ha scattate e inviate, tra l’altro, scrive : “A Marina di Palma, a pochi chilometri da Palma di Montechiaro, per tanti anni si è vissuto sotto una vera e propria anarchia. La gente ha fatto sempre di testa propria al punto di scambiare una spiaggia per parcheggio. Solo l’anno scorso l’ amministrazione con a capo il sindaco Pasquale Amato ha deciso di dare un taglio a questo scempio, tramite una delibera condivisa con il Demanio marittimo, vietando in maniera assoluta l’accesso delle automobili in quella spiaggia, e mettendo a disposizione per i cittadini altri parcheggi e bus navetta completamente gratis. E pure c’è chi ancora non ha maturato quel processo di cambiamento rivolto alla legalità che ogni siciliano e specialmente ogni palmese (visto il passato non del tutto roseo che ha attraversato questo paese) ha il dovere di maturare. Ancor più scandaloso è che se a “strozzare” questo cambiamento è un consigliere comunale…Non aggiungo altro…”.

Programma attività incontri del candidato Sindaco di Favara Gabriella Bruccoleri oggi mercoledì 25 maggio.

Ore 10,30 convento
Ore 16 un caffè con Gabriella presso negozio milia
Ore 17,30 passeggiata tra i quartieri, partenza dall’ itria davanti il bar Arnone per proseguire verso via Agrigento
Ore 19,30 comizio elettorale si Gabriella in via Agrigento nella piazzetta antistante il bar il saraceno
Ore 20,30 apertura comitato candidato Fanara via crispi

Non sono solo 10, adesso altri 3 e sono 13 i commercianti originari del Bangladesh, a lavoro nel mercato Ballarò a Palermo, che hanno saltato il fosso e hanno collaborato con i magistrati e i poliziotti della Squadra mobile che già all’ alba di lunedì scorso 23 maggio hanno arrestato 10 presunti componenti del clan Rubino, indagati per estorsioni e violenze aggravate dal metodo mafioso. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Nicola Aiello, ha convalidato l’arresto di 9 dei 10, e ha restituito la libertà a Emanuele Campo, che risponde solo di appropriazione indebita. Lui, Campo, ha negato le estorsioni, e così ha spiegato durante l’ interrogatorio : “Ho solo mangiato gratis in alcuni locali gestiti dalla comunità bengalese”. E il giudice Aiello, nel convalidare gli arresti in carcere, scrive : “Le richieste estorsive sono state avanzate con estrema violenza e con ripetute minacce a tacere. E’ evidente la sussistenza di un concreto e attuale pericolo di inquinamento probatorio. C’è anche il pericolo che i reati siano reiterati. Il carcere è l’unica misura proporzionata ai delitti commessi, adeguata a scongiurare un serio, attuale e concreto rischio. Le persone offese hanno confessato di essere terrorizzate”. E infatti, uno dei commercianti immigrati dal Bangladesh ha raccontato: “Emanuele Rubino, che poi avete arrestato per il colpo di pistola sparato al giovane del Gambia, era entrato nel mio negozio e aveva estratto una pistola dalla cinta dei pantaloni. Me l’ha puntata al collo, dicendo : Guarda che io non scherzo, stai attento, se vuoi stare qua non devi guardare e sentire nulla perché a Ballarò ci siamo noi”. E un altro commerciante ha raccontato : “Un mese fa, erano circa le 20 quando sono entrati Giuseppe ed Emanuele Rubino. Uno teneva una pistola di colore argento in mano. Hanno aperto la cassa e mi hanno messo le mani in tasca, ma non hanno trovato niente”. E poi, un altro immigrato ha raccontato : “Io ho sempre pagato perché avevo paura delle ritorsioni. Qui lo sanno tutti, chi si ribella viene massacrato di botte. Nel quartiere gira la voce che questi sono dei mafiosi. Anche per uno sguardo di troppo si finiva male”. E poi, ancora le parole di un altro che si è ribellato al racket : “Quando arrivai a Ballarò, alcuni anni fa, mi dissero che dovevo farmi i fatti miei, mi spiegarono che se li avessi visti mentre facevano uno scippo o qualsiasi altra attività illecita nei confronti di turisti o passanti, non dovevo chiamare nessuno, meno che mai le forze dell’ordine. Altrimenti, mi avrebbero massacrato a legnate, mandandomi in ospedale. E non mi avrebbero più fatto aprire il negozio”. E poi, un altro ancora, ha ricordato : “Quattro anni fa avevo iniziato a pagare a Santo Rubino, 20, 30 euro a settimana. Mandava un ragazzo a riscuotere la somma. Poi, quando Santino andò in carcere, pagai al fratello Emanuele Rubino, che mi minacciava facendomi capire di conoscere le abitudini di mia moglie e dei miei figli. Diceva: Escono da casa ogni mattina alle otto, stai attento che li conosco”.


“Finalmente una bella notizia. Dopo tanti solleciti, appelli, ininterrotte interlocuzioni, arriva il decreto di approvazione del progetto e del finanziamento dei lavori dell’allaccio in pubblica fognatura delle Terme di Sciacca”. E’ il commento del sindaco Fabrizio Di Paola al decreto emesso dall’architetto Dania Ciaceri, dirigente del Servizio Demanio del Dipartimento delle Finanze e del Credito dell’Assessorato Regionale dell’Economia avente ad oggetto i “Lavori di realizzazione di opere per la separazione delle acque sulfuree dalle acque nere delle unità produttive presenti all’interno del parco delle Terme e successivo allaccio al collettore fognario”.
Il provvedimento approva il progetto esecutivo dei lavori per un importo complessivo di 125.660,00 euro. I lavori, si specifica, “saranno eseguiti sotto la direzione dell’Ufficio del Genio Civile di Agrigento e affidati a cura dello stesso” ai sensi dell’articolo 36 comma 2 lettera B Dlgs 50/2016.  Rup (Responsabile Unico del Procedimento) è l’ingegnere Duilio Alonge, dirigente del Genio Civile che con il personale dell’Ufficio ha curato la progettazione.
Lo scorso marzo, si ricorda, l’approvazione del progetto in conferenza di servizi che si è svolta ad Agrigento, facendo seguito alle audizioni in Commissione “Bilancio e Programmazione” dell’Ars e al conseguente sopralluogo effettuato a fine gennaio per delineare il tracciato dell’allaccio delle terme alla pubblica fognatura.
“La burocrazia – dice il sindaco Fabrizio Di Paola – ha i suoi tempi. Auspicavamo una maggiore accelerazione dell’iter per la realizzazione di opere ritenute dal liquidatore condizione per l’emissione dei cosiddetti mini bandi finalizzati alla gestione provvisoria dello stabilimento di cura e del Grand Hotel. Qualcosa si muove, dunque. Con cadenza quotidiana abbiamo sollecitato l’assessorato e non abbiamo dato pace agli uffici. Oggi abbiamo personalmente ritirato il decreto ancor prima dell’arrivo formale al Comune di Sciacca”.

A Comitini, in provincia di Agrigento, martedì prossimo 31 maggio, a Palazzo Bellacera, si svolgerà un convegno sul tema “La cura dei legami familiari. Spazio neutro, un servizio per il diritto di visita e di relazione”. Il Servizio Spazio Neutro – si legge in un documento stampa di presentazione dell’ iniziativa – è preposto a garantire ‘il diritto di visita e di relazione’ a quei nuclei familiari che vivono in una situazione di conflittualità che consegue ad una separazione o ad un divorzio. Esse in tale condizione necessitano di un luogo protetto, ‘neutro’, lontano dai conflitti, che permetta ai figli (minori di età) di mantenere o riprendere la relazione interrotta, con il genitore”