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Ad Agrigento un pericolo mortale incombe al Villaggio Mosè. A ridosso del Viale Leonardo Sciascia, lato sud, esattamente dietro il distributore di carburante Agip, la rottura di una condotta fognaria sotterranea ha provocato un’ ampia e profonda voragine in strada. Già nel pomeriggio di ieri, tanti cittadini e residenti hanno allarmato le Forze dell’ ordine e Girgenti Acque. Sono intervenuti gli agenti della Polizia municipale e i tecnici di Girgenti Acque, che hanno constatato il grave danno. Però, ci si è limitati a transennare la voragine con un nastro di plastica, peraltro del tutto invisibile durante la notte. Si è in attesa dell’ intervento riparatore : quando ? Punto interrogativo. La strada è attraversata anche da tanti bambini che giocano nella zona, e che rischiano di precipitare dentro la voragine. Immaginabili anche le conseguenze che subirebbero i mezzi a 2 o a 4 ore in transito. Peraltro, la condotta fognaria è in perdita, la falla si amplia sempre più, e dunque a breve i liquami fognari fuoriusciranno in strada, e la strada crollerà ancora. Intervenire subito consente di evitare danni maggiori.

Ad Agrigento, in occasione dell’ arresto dei due presunti scafisti del naufragio di oltre 500 persone nel Canale di Sicilia, il procuratore Renato Di Natale e il sostituto Salvatore Vella, tra l’altro hanno affermato : “Tutta l’organizzazione migratoria è in mano soprattutto a soggetti libici che hanno costretto le persone a imbarcarsi sotto la minaccia dei kalashnikov, anche perché gli stessi migranti si sono resi conto che il numero degli imbarcati superava ogni ragionevole sicurezza di navigazione. Si è appreso che abbiano pagato circa mille euro a persona, ma a molti di loro venivano poi sequestrate le restanti somme che avevano con sé. Possiamo fare un calcolo e ipotizzare che il viaggio abbia fruttato all’organizzazione circa 750 mila euro. Le perone salvate, compresi i testimoni, andranno sistemate nei vari centri di accoglienza in giro per l’Italia, come disposto sostanzialmente dal ministero degli Interni. Noi oggi abbiamo sette testimoni che non hanno un canale privilegiato e quindi vengono gestiti come gli altri. Il nostro compito diventa più gravoso perché dobbiamo inseguire centri che non sono solamente siciliani ma sparsi per l’Italia. Insomma dobbiamo inseguire questi testimoni”.

I poliziotti della Squadra mobile di Agrigento, agli ordini di Giovanni Minardi, la Procura della Repubblica di Agrigento, e la Capitaneria di Porto Empedocle, hanno arrestato i due presunti scafisti dell’ imbarcazione con a bordo oltre 500 persone naufragata poco a largo della Libia. Sono stati tutti salvati dalla Marina Italiana tranne 5 morti, e sono giunti a Porto Empedocle. I due scafisti avrebbero costretto le centinaia di persone, tra nordafricani e siriani, a salire sulla barca sotto la minaccia del kalashnikov, nonostante la barca non fosse in condizioni di trasportarli. I due arrestati sono il marocchino Brahimad Alì, 21 anni, e l’egiziano Ismail Flotte Ismail, 32 anni. Risponderanno di immigrazione clandestina pluriaggravata e di omicidio colposo plurimo.

La Cassazione, accogliendo le istanze dei difensori, gli avvocati Angelo Farruggia e Annalisa Russello, del Foro di Agrigento, ha riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni subiti da un agrigentino, P S sono le iniziali del nome, 56 anni, contagiato da epatite C nel 1963 nel corso di un ricovero all’ ospedale Policlinico di Torino, a causa di una trasfusione di sangue infetto. Gli avvocati Farruggia e Russello hanno fronteggiato, nei diversi gradi di giudizio, l’ ostacolo che gli è stato posto, ossia che il contagio, a pena di prescrizione, avrebbe dovuto essere dichiarato entro i 3 anni dalla scoperta, risalente all’ anno 2000. Gli avvocati Farruggia e Russello hanno invece opposto con successo in Cassazione la tesi secondo cui il termine decorre da quando sono evidenti delle manifestazioni cliniche a seguito del contagio, e quindi da quando ricorre la consapevolezza del danno.

Lavoro e gravi disagi. Sono in stato di agitazione, e hanno aderito allo sciopero regionale di mercoledì 8 giugno, i 267 lavoratori del Consorzio di bonifica Agrigento 3, che non riscuotono lo stipendio da 4 mesi. Nel frattempo , le organizzazioni professionali agricole e le amministrazioni comunali di Ribera, Sciacca, Montallegro, Villafranca e Calamonaci si sono rivolte al Prefetto affinchè sia garantita l’ erogazione dei servizi da parte del Consorzio. Franco Colletti, dirigente provinciale della Flai Cgil, afferma : “Il Consorzio di bonifica Agrigento 3 rappresenta la condizione primaria e necessaria per il mantenimento e lo sviluppo della nostra agricoltura, che nella nostra provincia rappresenta la più grande realtà produttiva”.

A Cattolica Eraclea un violento incendio ha danneggiato il capannone e, in parte, alcuni mezzi pesanti, tra camion e pale meccaniche, dell’ impresa di movimento terra di Giuseppe e Vincenzo Morello. I Vigili del fuoco hanno lavorato oltre 4 ore per domare le fiamme, scongiurando anche il rischio di esplosione. I danni provocati dal fuoco, in corso di quantificazione, ammonterebbero a decine di migliaia di euro e non sono coperti da assicurazione. Indagini in corso sulle cause del rogo.

Ad Agrigento, nel centro storico, apprensione e paura. Alla centrale operativa del 118 una telefonata segnala la presenza di un uomo preda di un malore, che ha bisogno di essere trasferito, e con urgenza, all’ ospedale di Agrigento. L’ autista – soccorritore del 118 interviene subito in vicolo Finazzi, ma, appena fuori dall’ ambulanza è stato accoltellato dallo stesso uomo, un agrigentino, ubriaco, che ha invocato l’ intervento di soccorso. L’ accoltellatore è stato denunciato dalla Procura della Repubblica di Agrigento. L’ autista – soccorritore del 118, suo malgrado, è stato soccorso lui all’ ospedale di Agrigento.

Il coordinamento provinciale di Forza Italia Giovani di Agrigento, tramite la coordinatrice, Lilly Di Nolfo (nella foto), esprime apprezzamento a seguito della conferma da parte della Camera di Commercio di Agrigento dell’ adesione societaria e del contributo annuale a favore del Consorzio universitario di Agrigento. Lilly Di Nolfo afferma : “Rivolgiamo un doveroso plauso alla coerenza e alla costanza testimoniate dalla Camera di Commercio e dal suo presidente, Vittorio Messina, a sostegno del diritto allo studio degli agrigentini. Stigmatizziamo ancora una volta il comportamento dell’ ex Provincia, e quindi anche della Regione, che hanno invece confermato indifferenza e disinteresse verso il territorio agrigentino e le sue legittime istanze di sviluppo e di progresso. Sosteniamo con forza il nuovo percorso in prospettiva tracciato dai soci del Consorzio universitario, verso l’apertura ai privati e a quanti siano interessati a investire nel capitale umano e culturale rappresentato dai nostri giovani, scongiurando il rischio della chiusura del Cupa che provocherebbe l’emarginazione definitiva e irrimediabile della nostra provincia”.

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E’ trascorso un mese. La prima Assemblea dei soci al Consorzio universitario di Agrigento, il 3 maggio, e il giorno successivo, il 4, scade il termine perentorio entro cui presentare l’ offerta formativa per l’ anno accademico 2016 – 2017 all’ Università di Palermo. L’ex Provincia di Agrigento, socio di maggioranza, non si presenta, e la seduta è deserta, a vuoto. Il secondo tentativo il 13 maggio, e l’ ex Provincia, rappresentata dal commissario Barberi, partecipa all’ Assemblea ma il suo non è un sì e nemmeno un no. Nel frattempo, il Consiglio di Amministrazione dell’ Università di Palermo cancella i corsi di laurea di Giurisprudenza, Architettura e Beni culturali al Polo universitario di Agrigento, costretto solo con due corsi, il triennale di Servizi sociali e Archeologia. Il terzo tentativo ancora un venerdì, il 20 maggio. L’ avvocato Barberi, che è il commissario dell’ ex Provincia ma che è anche l’ ambasciatore del Governo regionale, che ha tradito la promessa agli agrigentini di versare gli 800 mila euro all’ anno al posto dell’ ex Provincia, non scioglie la riserva. Barberi non conferma nè ritira l’ atto di recesso da socio di maggioranza al Polo universitario. Il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, si infuria, e si rivolge così al commissario Barberi : “L’ ha finiri di chiacchierari”…intervento video… Il Comune di Agrigento ha confermato la sua quota, 150 mila euro, e l’impegno politico alla sopravvivenza e al rilancio dell’ Università di Agrigento. Adesso, alla quarta assemblea del mese, venerdì 27 maggio, anche la Camera di Commercio di Agrigento, presieduta da Vittorio Messina, ha manifestato ufficialmente la stessa intenzione, accolta all’ unanimità, confermando il contributo annuale di 50mila euro. L’ ex Provincia, anzi, le menzogne del Governo regionale, sono fuori dal Consorzio universitario di Agrigento. I soci sono alla ricerca di soggetti privati, imprenditori, fondazioni, associazioni, e così anche altre università, pubbliche, private, miste e partecipate, al fine di ampliare il raggio societario e, soprattutto, territoriale dell’ Università agrigentina, inseguendo il traguardo di renderla azienda, e quindi a gestione aziendale, assurgendo a Polo universitario della Sicilia centro – meridionale, e instaurando un confronto con l’ Università di Palermo sulla compartecipazione alle spese. E’ una battaglia, difficile e insidiosa, ma l’alternativa è solo una rovinosa e mortale ritirata.

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Continua la pulizia straordinaria in vista dell’estate.
Interventi in molte zone del centro urbano
Continuano gli interventi di pulizia straordinaria nel centro urbano di Agrigento.
Gli operai di Iseda e Sea, stanno infatti eseguendo interventi di pulizia, potatura, discerbamento e spazzamento straordinario al nell’ambito di una serie di servizi speciali per la pulizia da erba, rami secchi e ogni genere di sterpaglie marciapiedi e lungomare in genere anche seguito alle segnalazioni che arrivano alla mail comunicazioneiseda@hotmail.com Sono ancor ain corso gli interventi nella zona dell’archivio notarile, ​via San Vito, Via dell’Autonomia, Piazzale Bonamorone, Via ​Bonamorone, completamento Via Magellano, Via Antonio Gramsci e Via Demetra.