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Morto Marco Pannella, leader radicale dedito della lotta per i diritti

 

Da marzo si erano aggravate le sue condizioni di salute e negli ultimi giorni si era reso necessario il ricovero in una struttura ospedaliera che fosse adeguata alle sue condizioni. Una clinica, dove non erano previste visite

Marco Pannella, leader dei radicali, conviveva ormai da tempo con due tumori ai polmoni e al fegato, e da quando si erano intensificate le notizie sul suo aggravamento, erano state tante le manifestazioni di affetto che avevano investito il politico, ed anche Sua Santità il Papa, gli aveva inviato il suo libro “Dio è Misericordia”, in occasione del suo ottantaseiesimo compleanno.
Anche il premier Renzi era stato a fargli visita presso la sua abitazione, insieme al candidato a sindaco Roberto Giacchetti. Ma anche Berlusconi, Brunetta ed il presidente Giorgio Napolitano.
Un augurio di pronta guarigione era giunto a Marco Pannella, per iscritto, con una lettera dal suo amico Dalai Lama, che il politico aveva conosciuto in diverse occasioni.
E poi le tante telefonate con le quali i politici hanno raggiunto Pannella, per ringraziarlo delle “battaglie politiche” combattute sino allo stremo. Una telefonata era giunta anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, così come anche i presidenti di Camera e Senato.
Anche i social network sono stati un mezzo per far giungere un pensiero a Pannella, subito dopo il suo ennesimo ricovero, e l’hashtag #Pannella è divenuto subito topic. Pannella era molto attivo in rete e il suo ultimo retweet risale a poche ore prima di morire.
Muore dunque il leader radicale, colui che ha lottato tutta una vita per i diritti civili. Il suo partito, il Partito Radicale è senza dubbio il più longevo della storia della Repubblica, quello che ha superato indenne circa 60 anni di politica italiana. Mai travolto da inchieste, mai uno scandalo, ma in tv ci finiva per il suo accanimento verso i diritti e finiva per far sciopero della fame e della sete pur di essere ascoltato.
Sempre all’opposizione del potere per carattere, oltre che per scelta ponderata, ha sempre cercato – tra successi e sconfitte – di tenere vivo il dialogo sulle libertà civili, sulla giustizia e sullo Stato di diritto, attraverso battaglie spesso infinite, che in comune avevano la parola “legalizzazione”. Parliamo di divorzio, aborto, abolizione del servizio di leva obbligatorio, eutanasia, legalizzazione delle droghe leggere, abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, abolizione della pena di morte, referendum per la “giustizia giusta”, amnistia.
E l’ultima in termini cronologici  – ed ancora in corso – la battaglia per far codificare all’ONU, il diritto umano alla conoscenza.
E’ morto senza dubbio un guerriero, un politico di quelli che non sapeva cosa significasse arrendersi, che pur di non farlo scioperava di fame e di sete, affinché potesse essere ascoltato. Si è sempre ispirato a metodi di lotta “non violenta” come quelle di Mahatma Gandhi o Martin Luther King. Una vita politica lunga piena di svolte, di cultura e di passione.
Entrò alla camera come deputato nel 1976 per poi essere rieletto nel 79, 83 e 87. E’ stato un leader stimatissimo anche dai suoi avversari politici. In tanti avevano chiesto per lui un seggio come senatore a vita, ma Marco Pannella è morto senza aver ricevuto quel riconoscimento.
Anche i leader europei stanno in queste ore inviando i tanti messaggi di cordoglio, per omaggiare quella che è stata la sua forza a tratti sovrumani, per la difesa dei diritti e della libertà.
Diceva che se si vuole approfondire il senso della vita, bisogna avere il culto della memoria, che può essere una dote “anche materiale”.
Ha sacrificato pezzi di vita, per un ideale “tutto intero”.
Simona Stammelluti

NON CI SONO COMMENTI
  • Antonio Vanadia 19 Maggio 2016

    Ho votato più di una volta ”Radicale” perchè ammiravo la sua forza morale ,la sua tensione ideale,il suo essere ”contro”.Sapere che non c’è più ha gettato un’ombra di tristezza dentro me,Pannella ,aldilà di ogni schema ideologico, è stato un Politico che ha lottato per il Diritto e i Diritti di tutti,un Uomo coerente con le idee che professava ,una persona dalla schiena diritta che non partecipò mai alle abbuffate politiche e che pagò sempre di persona per le proprie idee.Rispetto e ammirazione.Lo stesso rispetto e ammirazione che nutri’ Giorgio Almirante nei suoi confronti.Addio Marco,sarà difficile trovare qualcuno degno di raccogliere il ”testimone” e di continuare le tue battaglie.

  • francesco alfano 19 Maggio 2016

    A volte snobbavamo i tanti scioperi della fame di Pannella da cui ne usciva sempre più battagliero.In quest’Italia così volgare e taciturna l’inchino di tanti potenti della politica dinanzi alla sua morte mi appare conflittuale con la sua idea della politica aperta al dialogo ,alla libertà ed alla generosità verso le classi più deboli ed emarginate.Era nelle piazze ,nelle assemblee ,in mezzo alla gente,con coraggio.Bisogna riconoscerne la grandezza seppure ,personalmente ,non condividevo certe sue iniziative.Dinanzi ad un uomo,però, che crede nel confronto ed ad esso si affida senza alcuna violenza,dinanzi ad un uomo che pretende il dialogo e non la prevaricazione, è giusto rendergli omaggio e tributargli riconoscenza perché la democrazia ha bisogno e vuole uomini liberi che credono e che lottano nel rispetto degli altri.Davvero meritava il titolo di Senatore.

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