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Addio a Lino Toffolo, cantautore e cabarettista grande amico di Jannacci

 

Chi non ha mai canticchiato
che poliziotto Johnny bassotto,
come una freccia nella note schizza via,
passa dal tetto, entra nel letto,
d’ogni bimbo che racconta una bugia
“.

Per noi che eravamo bambini negli anni ’70 questa resta una sorta di “colonna sonora” dei pomeriggi nei quali la tv ancora forniva motivi di svago.
Lui, Lino Toffolo, la rese celebre incidendola sul lato A di un 45 giri nel 1976. Il testo era del grande Bruno Lauzi con musica di Pippo Caruso.
E morto lunedì sera nella sua Venezia, Lino Toffolo, 82 anni, simpatico cabarettista, mai uno scandalo, che aveva calcato le scene tra gli anni ’70 e ’80.
il suo esordio fu proprio a Venezia, con la Compagnia dei Delfini . Era la metà degli anni 60, quando lo stesso Toffolo incominciò anche a  comporre canzoni e a collaborare con la Rai, per una trasmissione radiofonica.
La sua carriera però decollò a Milano, al “Derby Club” come cabarettista, dove divenne subito famoso. Era lo stesso locale dove si esibivano Cochi e Renato ed Enzo Jannacci, con il quale stinse una gran bella amicizia. In quel periodo, a Milano conobbe Bruno Lauzi, proprio mentre sul palco del Derby dette vita al personaggio dell’ubriacone veneto. Ma in quel locale cantava anche, Toffolo, tanto che ottenne il suo primo contratto discografico, incidendo il 45 giri “Na brombola impissada”, mentre sul lato B vi era “Non la vogio no”.
Era il 1964, quando Toffolo partecipò insieme a Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Silverio Pisu e Otello Profazio alla trasmissione tv “Questo e quello, cantando la canzone anarchica, “Addio a Lugano.
Nel 1966 pubblicò il suo primo disco nel quale c’era anche la canzone “Gastu mai pensà, che Jannacci tradusse poi in italiano con il titolo “Hai pensato mai.
E negli anni settanta arrivò Johnny Bassotto, quella che all’epoca fu la più famosa canzone per bambini, usata poi come sigla di un programma televisivo domenicale legato alla Lotteria Italia.
Eppure la canzone che lo rese più noto fu quella incisa negli anni 80, precisamente nel 1984, che si intitolava “Pasta e fagioli”.
Recitò anche in alcuni film, durante la sua carriera; da ragazzo ebbe un piccolo ruolo nel film “I vitelloni” di Fellini, ma tra i più famosi si ricordiamo “Brancaleone alle crociate”, di Mario Monicelli e “Yuppi du” nel quale recitò al fianco di Adriano Celentano.
Nel 2006 diresse un suo film, “Nuvole di vento”, ma era già fuori dal circuito da oltre un ventennio, e quando gli chiedevano come mai, si fosse defilato proprio dal mondo del cinema, lui rispondeva che “in Italia la comicità è sempre più legata al volgare” e che gli ultimi copioni che gli erano arrivati erano “vergognosi”. E poi aggiungeva che per necessità avrebbe fatto forse qualunque cosa, ma che nella vita lui “faceva solo quello che lo divertiva”.
Aveva fatto tutto, nella sua carriera Lino Toffolo, e in queste ore rieccheggiano i ricordi, di un artista discreto nei modi, ricco di talento e di simpatia.
Simona Stammelluti

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