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Cosenza: Blitz Antiterrorismo, arrestato un “foreign figther” marocchino

 

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Cosenza – Viveva a Luzzi, un piccolo paese in provincia di Cosenza, Hamil Mehdi, marocchino di 25 anni, finito in manette durante un blitz antiterrorismo

Ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un “foreing fighter” fermato all’alba di oggi, ad opera degli uomini della Digos di Cosenza in collaborazione con il Servizio centrale Antiterrorismo.

Il giovane marocchino era monitorato dallo scorso luglio, da quando aveva fatto ritorno in Italia, dopo essere stato respinto dalla Turchia per motivi di sicurezza. Era stato monitorato in tutto, compresi gli incontri che aveva, la corrispondenza e l’utilizzo di internet, i video che guardava e i siti che visitava.

Un ragazzo apparentemente come tanti, che faceva l’ambulante con permesso di soggiorno, ma che con il passare del tempo avrebbe incominciato ad abbracciare le posizioni estremiste dell’Islam. Stando alle accuse, il giovane marocchino avrebbe voluto combattere la guerra sotto le bandiere dell’Is, offrendo anche la sua vita alla Jhiad.

Secondo gli inquirenti, Mehdi – che era stato bloccato all’aeroporto di Istambul – avrebbe tentato di raggiungere la Siria per arruolarsi nelle file dell’Isis, ma è stato respinto dalle autorità e rispedito in Italia dove è stato bloccato all’aeroporto di Fiumicino.

Durante le perquisizioni avvenute nella sua casa in Calabria, i poliziotti hanno trovato dentro uno zaino dei pantaloni militari, una pubblicazione dei Fratelli Musulmani su alcuni comportamenti da tenere, due cellulari e 800 euro.

Al momento dell’arresto avvenuto stamane per il reato di “auto addestramento ai fini di terrorismo internazionale” il giovane marocchino ha dichiarato ai poliziotti di essere andato in Turchia “solamente per pregare”.

A parlare circa l’arresto, il coordinatore della Dda di Catanzaro, Giovanni Bombardieri.

“L’arresto di oggi è uno dei primi casi di applicazione della legge del 2015 che contesta l’auto addestramento ai fini di terrorismo internazionale ” – ha detto il coordinatore della Dda, che ha poi aggiunto che “il marocchino arrestato è il classico combattente straniero”, al quale viene contestato l’articolo 270 quinquies del Codice Penale.

A parlare dopo l’arresto anche il questore di Cosenza Luigi Liguori, che ha sottolineato come sia stata posta in essere “una attività investigativa molto serrata, a tutto campo, senza tralasciare mai nessun dettaglio”.

“Da quelle indagini – ha continuato Liguori – sono venuti fuori elementi importanti che hanno portato la Dda a chiedere la custodia cautelare, eseguita stamane”.

Simona Stammelluti

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