Home / 2015 / Febbraio

Siamo a Ragusa. Vi raccontiamo la storia di Carmelo Campanella. 84 vissuti in campagna. Faceva il
contadino e l’allevatore. Ora Carmelo è “una fonte di memoria e di cultura popolare”. Cosa fa?
Scrive storie, poesie, canzoni, preghiere quasi tutte in dialetto siciliano. Le ha raccolte dalla
tradizione orale, sotto forma di “cunti” le ha memorizzate e dal 2000 continua a trascriverle.
All’inizio, per risparmiare, compose lunghe strisce di carta ricavate dai sacchi vuoti del
mangime. Successivamente ha finito per creare, quasi senza rendersene conto, un patrimonio
culturale di grande interesse  Merito della scoperta va alla storica Chiara Ottaviano. È stata lei ad
averne parlato nel sito dell’Archivio degli iblei. Il 26 Febbraio ha presententato il lavoro
del contadino letterato all’apertura della manifestazione “Lib-e-ri a Ragusa”.
“Si tratta di un documento eccezionale – dice Gianni Guastella dell’Università di Pisa – per le
modalità con cui Campanella ha riversato sulla pagina scritta la sua memoria, il suo abile
appropriarsi della scrittura, allo scopo di farne uno strumento con cui lasciare un proprio
segno”. Per gli studiosi, Carmelo Campanella rappresenta un vero e proprio caso letterario,
assimilabile a quello di un altro contadino-scrittore vissuto da queste parti, Vincenzo Rabito, le cui
memorie sono diventate prima un libro, “Terra matta” e poi un film prodotto dalla stessa
Chiara Ottaviano (regia di Costanza Quatriglio) presentato addirittura al festival del cinema di
Venezia.
Campanella ha trovato ispirazione nel linguaggio di Rabito. Ha riproposto a partire da lui, un
modello del passaggio dall’oralità alla scrittura e infine al web. Perché è vero che il contadino di
Ragusa ha usato i sacchi di mangime come “papiri” ma oggi, lasciata la campagna, è diventato un
navigatore di internet. “Tutto ebbe inizio nel 2000, anno del Giubileo, quando su un pullman di
pellegrini cominciai a raccontare le mie storie”.
Dalila Ferreri

Palermo. Antonino Buffa, detto Nino u’ ballerino, maestro dell’arte della preparazione della focaccia con milza nel
suo negozio in corso Finocchiaro Aprile, a Palermo, ha vinto l’Oscar del cibo da strada 2015. Come? Grazia alla
competizione ideata dal sito www.cibodistrada.it.
Secondo in Italia per il locale street food più votato Nino u’ Ballerino aveva vinto la sfida con lo specialista
della porchetta di Venditti, famoso per i panini a Luco dei Marsi (Aq) e prima delle michette con insaccati e
formaggi dell’antico vinaio di Firenze.
Nella sua categoria, carne e frattaglie, era primo: ha ricevuto 10360 voti. Nella serata del 25 Febbraio tenutasi
presso il Punto Enel di Via Broletto a Milano si è svolta la sfida tra i dieci finalisti davanti la giuria capitanata da
Mauro Rosati – autore del portale Cibodistrada e direttore generale della Fondazione Qualivita – e composta da
quattro donne esperte del mondo dell’enogastronomia: Chiara Maci, Food blogger Chiaramaci.com, Luisanna
Messeri, Alice.tv e La Prova del cuoco, Elisa Poli, giornalista di Repubblica e Carlotta Girola, editor
Dissapore.com.
La giuria ha assegnato l’Oscar a Nino dopo la preparazione di panini, frittelle, crepes, schiacciate dei venditori
di cibo da strada provenienti da varie regioni italiane. Il pane “ca meusa” panino morbido e tondo pieno di fettine
di milza e polmone cotte nello strutto, ha sbaragliato il covaccino con salsiccia e stracchino, la puccia con
porchetta, l’arancina fatta con due strati di riso, con un cuore di fonduta di Piacentinu Ennese Dop, i folpetti con
salsa al prezzemolo, aglio, sale, pepe e una pioggia di limone, la schiacciata con sbriciolona, crema di carciofi,
melanzane piccanti e la crema di pecorino.
“Sono stati premiati anche i 20 migliori locali regionali e gli 8 migliori locali per categorie di prodotto
individuate durante il concorso”.
Dalila Ferreri

Catania. Bellissima manifestazione quella che questa settimana, ha visto il premio Oscar Giuseppe
Tornatore aderire al manifesto culturale di “Artisti di Sicilia. “Da Pirandello a Iudice”  è questo il
titolo che accompagna il banchetto delle menti in terra Trinacria. A cura di Vittorio Sgarbi, il regista
ha messo a disposizione una propria opera fotografica.  Uno scatto, inserito nella sezione al terzo
piano del Castello Ursino. Fino al 16 marzo sarà possibile ammirarlo. Insieme alla sua opera, agli
altri trecento capolavori del Novecento siciliano. “Artisti di Sicilia”, ricordiamo è una manifestazione
che riunisce per la prima volta la più importante produzione artistica isolana. Ideata e prodotta da
Gianni Filippini con la direzione artistica di Giovanni Lettini e la direzione creativa di Sara
Pallavicini.
Basti pensare che questa mostra-impresa si candida “a bandiera dell’arte della cultura italiana nel
mondo: sarà ad aprile a Bruxelles, dove rimarrà fino alla partenza per Londra e poi, a ottobre
prossimo, New York. Un contenitore in continuo sviluppo. Chi andrà a visitare la mostra domani,
domenica 1 marzo potrà assistere anche alla performance art del “kuntastorie” Nino Pracanica. Il
progetto culturale, ha registrato sono nel primo mese più di settemila presenze”.La città etnea
ospita anche il progetto “Artisti di Sicilia. Giovani talenti” che racchiude novantadue opere di
quarantasei allievi ed ex allievi dell’Accademia di Belle Arti di Catania, esposte al Palazzo della
Cultura.
Dalila Ferreri

Il Vice Presidente della Regione Mariella Lo Bello ribadisce che il Consorzio universitario di Agrigento non chiuderà.

Ieri sera immediatamente dopo l’incontro tra il Governatore e Delrio, ci siamo riuniti insieme al Presidente Crocetta, al Segretario Generale Monterosso e il commissario Straordinario Alessandra Di Liberto,Il Commissario straordinario del comune di Licata Mariagrazia Brandara e il Capo della Segreteria particolare del Presidente Crocetta Nelli Scilabra, ed abbiamo definito il percorso da seguire per il mantenimento in vita del Consorzio universitario di Agrigento” . Lo dice oggi Mariella Lo Bello Assessore Regionale all’Istruzione e Formazione.

Abbiamo trovato le soluzioni necessarie, e lunedì definiremo le procedure e gli indispensabili passaggi di natura tecnica e burocratica, che scongiureranno la paventata chiusura del Cupa. Siamo certi – afferma Mariella Lo Bello – perché ne abbiamo già discusso e siamo tutti sulla stessa sintonia, che entro la fine della settimana prossima il Commissario straordinario della ex provincia regionale di Agrigento Di Liberto, recederà dall’atto che ha determinato la decisione di fuoriuscire dal Consorzio Universitario in quanto sarà in possesso delle soluzioni necessarie perché ciò avvenga“.

Sono giuste -continua Lo Bello – le preoccupazioni di quanti temono la chiusura del consorzio , ma è pur vero che nessuno permetterà che Agrigento perda questo punto di riferimento fondamentale per la cultura,per i giovani che non possono permettersi i proibitivi costi di studiare fuori dalla sede di residenza e per le famiglie. La soluzione esiste – ribadisce – è già elaborata e lunedì sarà definita e immediatamente operativa. Dovrà solo tenere conto dei tempi della politica e della burocrazia, ma sappiamo già che saranno di una sola settimana.

Riteniamo che il problema non debba essere oggetto di speculazione politica in vista della campagna elettorale – conclude – e se proprio qualcuno volesse farlo, dimostreremo con i fatti la determinazione del nostro intervento che porterà alla soluzione della problematica, deludendo quanti sperano nel contrario.

Nel dicembre 2014, quando la Commissario della Provincia Regionale di Agrigento, aveva annunciato che  non poteva più finanziare il CUPA, il sottoscritto in una trasmissione televisiva, intervistato dal giornalista Lelio Castaldo, affrontava la problematica, evidenziando la probabile ed imminente chiusura del polo universitario.

Affrontando l’argomento ho sottolineato che nessuno dei nostri politici a livello locale, regionale e nazionale avevano posto in essere azioni per la risoluzione del problema.

Oggi, i fatti dimostrano che, nonostante la città di Agrigento vanti una vice presidente della regione, diversi deputati regionali e nazionali, è abbandonata a se stessa e nessuno di questi illustri concittadini ha mosso un dito per scuotere il governo regionale affinchè l’università di Agrigento continuasse a vivere e a dare l’opportunità a circa tremila studenti di potere continuare a studiare nella propria provincia.

Cosa importa a questi illustri concittadini se i figli delle famiglie più bisognose non avranno più la possibilità di continuare gli studi perché dovranno spostarsi presso altre provincie?

Sicuramente molti di loro non hanno di questi problemi, perché hanno la possibilità di far studiare i loro figli o nipoti probabilmente nelle più rinomate università d’Italia.

Oggi, i revisori dei conti del cupa hanno intimato l’ out- out, o la regione Sicilia finanzia il cupa o l’università dovrà essere messa in liquidazione per mancanza di fondi.

Io non voglio essere critico, ma sto soltanto constatando i fatti e cioè che Agrigento continua a non essere nei pensieri e nelle priorità dei nostri politici.

Non vorrei che ciò fosse un “ piano politico criminale” attuato per fare sprofondare ancora più in basso la nostra città !!!

Non vorrei vedere arrivare il “salvatore della Patria” che risolva le criticità che magari “Lui stesso aveva creato” !!!

Probabilmente, anzi sicuramente, qualcuno penserà che queste mie esternazioni siano finalizzate ad una propaganda elettorale, ma ribadisco che in qualità di cittadino Agrigentino desidererei che questo problema insieme a quello della Cattedrale e a tanti altri, venissero affrontati e risolti senza guardare colore politico e personalismi, ma solo nell’interesse esclusivo di un futuro migliore per la città e per i nostri figli.

Andrea Cirino

———————————————————————-

“ Urge la convocazione di un tavolo tecnico e di lavoro nei primissimi giorni della prossima settimana per
scongiurare la chiusura del Polo universitario di Agrigento”. A parlare è l’onorevole regionale del Partito
democratico, Giovanni Panepinto. “ E’ necessario  non temporeggiare ulteriormente- continua l’on.
Panepinto- e incontrare la Vice Presidente della Regione, Mariella Lo Bello,  insieme a tutti i deputati
regionali e nazionali agrigentini, Moscatt, Iacono, Capodicasa, Lauricella e Schirò Gea , per definire un piano
di azione al fine di allontanare lo spauracchio della chiusura del Cupa. La Regione siciliana- conclude
Giovanni Panepinto-  attraverso la Vice Presidente  agrigentina Mariella Lo Bello,  deve tutelare e rafforzare
la formazione universitaria dei numerosi giovani della nostra provincia che scelgono di studiare al Cupa”.

“ Urge la convocazione di un tavolo tecnico e di lavoro nei primissimi giorni della prossima settimana per
scongiurare la chiusura del Polo universitario di Agrigento”. A parlare è l’onorevole regionale del Partito
democratico, Giovanni Panepinto. “ E’ necessario  non temporeggiare ulteriormente- continua l’on.
Panepinto- e incontrare la Vice Presidente della Regione, Mariella Lo Bello,  insieme a tutti i deputati
regionali e nazionali agrigentini, Moscatt, Iacono, Capodicasa, Lauricella e Schirò Gea , per definire un piano
di azione al fine di allontanare lo spauracchio della chiusura del Cupa. La Regione siciliana- conclude
Giovanni Panepinto-  attraverso la Vice Presidente  agrigentina Mariella Lo Bello,  deve tutelare e rafforzare
la formazione universitaria dei numerosi giovani della nostra provincia che scelgono di studiare al Cupa”.

Ad Agrigento è stata inaugurata una nuova discoteca. Il locale, sotto il cielo stellato, è al Villaggio Mosè. Il gioco delle luci è davvero straordinario. Infatti, le lampade a led, appena installate sui pali della pubblica illuminazione, funzionano a intermittenza, e in pista, anzi, in strada, si balla, anzi, si circola. Oggi, sabato 28 febbraio, al Videogiornale di Teleacras è in onda il video registrato e ricevuto da un affezionato telespettatore, Ivan Italia.

La deputato del Partito Democratico, Maria Iacono, ha chiesto al Ministro dell’Interno , attraverso un’interrogazione parlamentare in commissione Interni, di sapere se e quali provvedimenti il Governo intenda assumere al fine di contrastare in modo più efficace il fenomeno della tratta e dello sfruttamento di minori stranieri arrivati in Italia, se sia intenzione del Governo predisporre un censimento del fenomeno ed una banca dati in grado di censire tutti i minori stranieri arrivati nel nostro Paese e di valutare l’opportunità di proporre una piattaforma comune al resto dei Paesi dell’Unione europea in grado di fronteggiare in modo coeso ed unitario la tratta e lo sfruttamento di donne e minori.

La stessa Maria Iacono ha poi aggiunto : “la stampa, regionale e nazionale di recente, ha messo in evidenza la drammatica situazione che riguarda diversi minori non accompagnati giunti in Italia e di cui attualmente non si hanno più notizie, in particolare, la percentuale sul totale dei minori stranieri non accompagnati, giunti, con imbarcazioni di fortuna, sulle nostre coste che risultano attualmente scomparsi sarebbe del 72 per cento , il rischio particolarmente fondato è che tali minori sarebbero finiti, nella maggior parte dei casi nella rete della prostituzione e del lavoro nero.”

“I numeri di tale fenomeno sarebbero agghiaccianti e drammatici,” ha aggiunto Maria Iacono , “infatti,” prosegue la stesa, “ sarebbero all’incirca 3.500 i ragazzi e le ragazze, sbarcati in Italia e regolarmente segnalati dalle autorità preposte dal secondo semestre 2014 al gennaio 2015, che risultano ad oggi irreperibili”.

“secondo uno studio dell’ Eurostat, nel nostro Paese, nel triennio che va dal 2010 al 2012, i casi di tratta sarebbero stati ben 6.572 ovvero ben il 22 per cento sul totale europeo, ma tale fenomeno è del tutto invisibile nei fascicoli dell’autorità giudiziaria competente ed a questo si aggiungono i dati diffusi da Save the children i quali testimoniano che nel solo 2014 un’altissima percentuale di casi di tratta umana riguardano giovani in minore età.”

20150228-125021.jpg

Il deputato nazionale del Partito Democratico, Giuseppe Lauricella, componente della Commissione Affari Istituzionali della Camera, ricorda con una nota al sottosegretario Davide Faraone, a poche ore dalla “Leopolda” Sicula, che < l’autonomia siciliana è un freno se non si conoscono le norme dello Statuto, se non vi si dà attuazione e se si usa male. L’autonomia – conclude Lauricella – non va limitata ma rilanciata per essere il motore di sviluppo della Sicilia. Chi la concepì pensava all’obiettivo dell’autogoverno. Ma bisogna approfondire i temi prima di parlarne con cognizione >.

Si svolgerà a Naro la quarta edizione del campionato regionale interstile, dedicato ai caduti di Nassirya”, valido per il primo trofeo “Kyushinjitsu Budo Naro “Giuseppe Scanio”.

La manifestazione sportiva è organizzata dall’Asd Kyushinjitsu Budo di Naro del sensei Camillo Giglio in collaborazione con il comitato provinciale Acsi di Agrigento presieduto da Giuseppe Balsano.

L’appuntamento è in programma per domenica 1 marzo, alle ore 9.00, presso i locali della palestra comunale. Durante la giornata si svolgeranno gare di kata, semi contact e kata forme libere.