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Si riaccenderanno le luci della ribalta nel tempio del teatro licatese con la prosecuzione della rassegna “A tutto teatro”organizzata dell’associazione teatrale “LiberaMente”, presieduta da Marina Barbera. Domenica 1 giugno alle ore 19,30 sarà la volta della compagnia teatrale di Campobello di Licata “Quelli della Parnasso” che porteranno in scena la commedia brillante in 2 atti “E’ una caratteristica di famiglia”, con la regia di Lillo Ciotta, che a grande richiesta torna al teatro Re Grillo, tra ritmi serrati e gag divertentissimi. Intanto ricca di appuntamenti è la rassegna che proseguirà il suo viaggio nel mondo del teatro fino a luglio con le compagnie de“I Contemplattivi” di Naro il 7 giugno con “Carciofo Palernitano” ed il 5 luglio con il musical pluripremiato “Il sogno di un Re”sulla vita di Padre Pio, ed infine la compagnia de “Con la testa fra le nuvole” di Agrigento con la commedia “Omicidio in casa Wilson”con Luigi Corbino de “Le Tutine” di Zelig.

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Per stare in galera,vuol dire che se lo meritano. Una frase “secca”,senza pensare ad altro,ne come vivono,ne se fanno la doccia con acqua calda tutti i giorni. Nessuno ha mai pensato se al detenuto basta un’ora d’aria,se nelle celle vi è luce sufficiente.Il carcerato è carcerato e basta. E’ trascorso un’anno dalla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo dell’8 gennaio 2013 – Causa Torreggiani e altri c. Italia. Sintesi della sentenza: “Il signor Torreggiani fu detenuto nel carcere di Busto Arsizio dal 13 novembre 2006 al 7 maggio 2011, il sig. Bamba dal 20 marzo 2008 al 23 giugno 2011 e il sig. Biondi dal 29 giugno 2009 al 21 giugno 2011. Ciascuno di loro occupava una cella di 9 m² con altre due persone e disponeva quindi di uno spazio personale di 3 m². Nei loro ricorsi i ricorrenti sostenevano inoltre che l’accesso alla doccia nel carcere di Busto Arsizio era limitato a causa della penuria di acqua calda nell’istituto penitenziario. Il sig. Sela fu detenuto a Piacenza dal 14 febbraio 2009 al 19 aprile 2010, il sig. El Haili dal 15 febbraio 2008 all’8 luglio 2010 e il sig. Hajjoubi dal 19 ottobre 2009 al 30 marzo 2011. Il sig. Ghisoni incarcerato il 13 settembre 2007, è tuttora detenuto in questo istituto. I quattro ricorrenti affermarono di aver occupato delle celle di 9 m² con altri due detenuti. L’articolo 6 della legge n. 354 del 26 luglio 1975 recita:” I locali nei quali si svolge la vita dei detenuti e degli internati devono essere di ampiezza sufficiente, illuminati con luce naturale e artificiale in modo da permettere il lavoro e la lettura; aerati, riscaldati ove le condizioni climatiche lo esigono, e dotati di servizi igienici riservati, decenti e di tipo razionale. I detti locali devono essere tenuti in buono stato di conservazione e di pulizia. I locali destinati al pernottamento consistono in camere dotate di uno o più posti”. Il Governo di allora (Monti) fece ricorso contro la sentenza,ma solo per prendere tempo.Oggi,’Italia, viene condannata per non avere rispettato l’art.3 della convenzione Europea dei diritti dell’uomo,voluta da tutti i 47 paesi dell’unione. Certamente metteremo “mani” al portafoglio per pagare la multa di cento milioni di euro relativa all’ultimatum della Corte Europea.Ma cosa chiede la CE di tanto difficile da realizzare? “semplicemente garantire a ogni detenuto uno spazio minimo di 4 mq, un po’ di luce in più, qualche intervento di pulizia in più e qualche ora in più fuori dalla cella per attività sociali”. (interni al carcere).In attesa di attuare tutte le richieste, la “classe dei detenuti va in paradiso”.
Diceva Mahatama Gandhi :” tutti i criminali dovranno essere trattati come pazienti e le prigioni diventare degli ospedali riservati al trattamento e alla cura di questo particolare tipo di ammalati”.
Aldo Mucci

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Il Porto di S.Leone e’ a rischio chiusura! È’ il grido di allarme lanciato dal Consigliere Comunale di Voce Siciliana di Agrigento Antonio Cicero. “L’ insabbiamento del porto dichiara Antonio Cicero e’ un problema sempre più’ pesante per i pescherecci,ma anche per il diporto.Le mareggiate negli anni ,hanno infatti ridotto la profondità’ delle acque,non permettendo il regolare approdo delle imbarcazioni e provocando tanti disagi agli operatori della marineria e ai tantissimi diportisti. Bisogna trovare subito una soluzione al problema,convocare immediatamente un tavolo tecnico con gli Assessorati Regionali Infrastrutture e Territorio Ambiente,Sindaco ,Capitaneria di Porto e Provveditorato per le Opere Pubbliche Marittime per recepire i fondi necessari per effettuare i lavori di dragaggio e sicurezza del porto Sanleonino ,allo scopo di consentire un vero rilancio economico del settore,qual’e’ quello della pesca ,ma sopratutto quello del diporto turistico.
Antonio Cicero

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Oltre 1.100 migranti, a bordo di 3 pescherecci in difficoltà, sono stati salvati dalla Marina militare nel Canale di Sicilia a largo di Lampedusa nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum. A Porto Empedocle il piede a terra degli extracomunitari. A bordo della nave Euro 531 migranti, compresi 42 minorenni e 121 donne, 4 delle quali in stato di gravidanza. Poi il pattugliatore Peluso della Guardia Costiera, con a bordo 307 migranti di nazionalità siriana, compresi 52 minorenni e 49 donne. Poi, ancora a Porto Empedocle altri 266 migranti soccorsi nella notte a circa 15 miglia da Lampedusa e condotti a terra dal traghetto di linea European voyager.
Fonte teleacras

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I consiglieri comunali del gruppo di Forza Italia intervengono a seguito delle recenti dichiarazioni del sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, sullo scarso risultato elettorale espresso dai deputati agrigentini in occasione delle elezioni europee. Puleri, Spinnato, Gramaglia, Civiltà, Galante, Saeva, Urso, Mallia e Gibilaro affermano : “il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, ha perso il pelo, anzi tanto pelo, addirittura oltre 30mila voti ad Agrigento, ma non ha perso il vizio di aggredire gli altri nel tentativo, mai inutile come adesso, di giustificare il proprio ingiustificabile risultato elettorale. I deputati non sono stati candidati. E’ stato invece candidato lui, il sindaco di Agrigento da 7 anni, che ha ridotto la città allo sfacelo, così come tutti gli agrigentini che lo hanno bocciato nella cabina elettorale hanno compreso e non solo i gruppi consiliari di opposizione. E poi, abbassandoci al grado di polemica di Zambuto sui deputati, gli ricordiamo che candidati da Sciacca e Palermo hanno riportato ad Agrigento poco meno dei voti ricevuti dal sindaco di Agrigento. Zambuto si conceda un bagno di umiltà e di riflessione”.

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“O siamo di fronte ad una clamorosa e manifesta incapacità politico-amministrativa dei vertici di Palazzo dei Giganti o dietro c’è una precisa, puntuale e diabolica strategia”. I consiglieri comunali Alfonso Vassallo e Angelo Vaccarello, nell’esultare per avere disinnescato la “bomba bis” sulla gestione dei rifiuti, criticano severamente quello che sembra essere diventato ormai uno stucchevole e disdicevole “giochetto”, al centro del quale ruota il bando milionario per l’affidamento del servizio di raccolta per un periodo di 7 anni.
“Siamo ovviamente soddisfatti che il bando sia stato nuovamente revocato – affermano Vassallo e Vaccarello – anche se la decisione è arrivata in extremis, nonostante le nostre ripetute e costanti sollecitazioni alla luce delle criticità e delle incongruenze presenti nel capitolato che avrebbero determinato conseguenze assai pesanti e dannose. Tutte anomalie ed errori che puntualmente erano contenuti anche all’interno del primo bando pubblicato, poi anch’esso ritirato sempre dietro nostra opportuna opposizione. A questo punto le domande nascono spontanee: Perché si reiterano gli errori? Perché c’è questa inutile perdita di tempo? A chi giova? A sentire il sindaco la responsabilità sarebbe del dirigente del settore. Se così fosse, allora l’organo politico cosa ci sta a fare? Zambuto se non è davvero in grado di indirizzare l’apparato burocratico non perda altro tempo e si dimetta, vada via. In caso contrario – evidenziano i due consiglieri – prenda i provvedimenti del caso nei confronti di chi disattende le sua volontà e quella della classe politica. Non vorremmo però che alla fine della fiera tutto si racchiudesse nel famigerato gioco delle tre carte, in cui il ruolo del compare risulta fondamentale. Anche nel caso del bando a farne le spese sarebbero purtroppo gli ignari avventori. I cittadini pagherebbero un tributo ancora più elevato e 32 operatori ecologici perderebbero il posto di lavoro. Sveliamo quindi le carte, mettiamole sul tavolo e affrontiamo la partita a viso aperto e nella massima trasparenza. Noi continuiamo a ripetere che la formula migliore, per garantire l’attuale livello occupazionale, per assicurare una città pulita e per alleggerire la pressione fiscale delle famiglie agrigentine, sarebbe quella della gestione in house del servizio” – concludono Vassallo e Vaccarello.

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La società “Baia delle Sirene” di Siculiana è subentrata ad un’ altra società nella titolarità di una concessione del Demanio marittimo per la conduzione di uno stabilimento balneare a Realmonte, in contrada Giallonardo, di 500 metri quadrati. Nel 2009 un incendio ha distrutto l’intera struttura balneare, e il locale è stato chiuso nel 2010. L’ assessorato regionale Territorio ed Ambiente ha dichiarato la decadenza della concessione per il non uso prolungato. La società Baia delle Sirene ha presentato un ricorso giurisdizionale tramite l’avvocato Girolamo Rubino (nella foto) il quale ha sostenuto che il non uso continuato della struttura non è stato imputabile alla società ricorrente, bensì ad una causa di forza maggiore, l’incendio, e che poi l’attività è stata regolarmente ripresa dopo la ricostruzione integrale della struttura. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha accolto le censure dell’ avvocato Rubino, e, dunque, per l’estate 2014 lo stabilimento Baia delle Sirene a Giallonardo sarà regolarmente in funzione.

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Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, Rosa Alba Recupido, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto l’archiviazione, per “infondatezza della notizia criminis”, dell’inchiesta per rivelazione di segreto d’ufficio a carico del procuratore aggiunto di Agrigento, Ignazio Fonzo, scaturita dalle pubblicazioni su Repubblica e sul Corriere della Sera di anticipazioni sulle indagini “Iblis” condotte dai Carabinieri del Ros, in cui è stato coinvolto anche l’allora presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Contro l’archiviazione si sono opposti lo stesso Raffaele Lombardo e ex deputato regionale Giovanni Cristaudo. Il Gip di Catania, nelle motivazioni scrive : “è impossibile sostenere l’accusa in giudizio nei confronti dell’indagato per infondatezza della notizia di reato”.
Fonte teleacras

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Ad Agrigento, nel centro cittadino, a Porta di Ponte, il marciapiede dissestato ha provocato una rovinosa caduta a danno di una ragazza, figlia di un commerciante a lavoro in via Atenea. A causa di una buca la giovane ha subito vari traumi ed è stata soccorsa in Ospedale a bordo di un’ambulanza. Guardia di Finanza e Polizia locale hanno ascoltato i testimoni, accertando la dinamica di quanto accaduto. Alcuni giorni addietro anche un’altra donna è caduta a causa della stessa buca.
Fonte teleacras

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