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Giovedì , 17 maggio, presso i locali della libreria Capalunga, in via Atenea 123, con inizio alle 18.30 è in programma la presentazione del nuovo libro del giornalista palermitano Roberto Alajmo, dal titolo “Un lenzuolo contro la mafia”, edito da Navarra.
“Si tratta – spiega il Presidente del Centro Pasolini Maurizio Masone – di un testo straordinario, a metà strada tra un reportage giornalistico ed un diario narrativo che ci fa rivivere i dolorosi anni delle stragi di mafia del ’92, ma anche la speranza rappresentata dal comitato dei lenzuoli per una Sicilia migliore e libera dai tentacoli della criminalità”.
All’incontro parteciperà lo stesso autore Roberto Alajmo.

Per coloro che hanno necessità di avere sostituita la tessera elettorale l’ufficio comunale addetto al rilascio, al piano terra di piazza Gallo, è aperto fino a sabato prossimo dalle ore 9 alle 19, mentre domenica dalle ore 8 alle 22 e lunedì dalle ore 7 alle 15.
A tal fine si precisa che in caso di deterioramento della tessera, con conseguente inutilizzabilità, sarà rilasciato al titolare un duplicato della stessa, previa presentazione da parte dell’interessato di apposita domanda, nonché consegna dell’originale deteriorato; in caso di smarrimento o furto, il Comune rilascia il duplicato della tessera al titolare, previa sua domanda, corredata da apposita autodichiarazione relativa all’attestazione del furto o dello smarrimento della predetta tessera elettorale.
Inoltre quando la tessera elettorale non risulti più utilizzabile in seguito all’esaurimento dello spazio ove è apposto il bollo che certifica l’esercizio del diritto di voto, si procede al rilascio di nuova tessera elettorale al titolare.
In occasione del ballottaggio del 20 e 21 maggio, gli elettori disabili che intendono esercitare il diritto di voto possono utilizzare l’apposito servizio di trasporto telefonando ai seguenti numeri: 0922 590111, 0922 590200, 0922 590258, 3346750026. Tale servizio è in funzione domenica dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 17 alle 20, e lunedì dalle ore 12 alle 14.

Il candidato sindaco Totò Pennica, interviene in merito alla questione del Centro Storico di Agrigento
“È con particolare interesse che accolgo la lucida ed intelligente provocazione di Tano Siracusa, uomo da sempre impegnato, con fervore e visione colta ed avanzata, nel tener alta in città l’attenzione su molti temi di fondamentale importanza quali, fra gli altri, il ruolo del centro storico, il suo significato, la sua importanza e, non ultimo, il suo recupero.
Con questo spirito e con la certezza che attraverso la collaborazione fra tutte le forze attive di questa città si può giungere alla risoluzione dei problemi, ho chiesto ad illustri uomini di cultura e professionisti di nota esperienza e capacità tecnica, nonchè impegnati in settori cardine della città, di entrare a far parte della mia squadra di governo.
Ed è con altrettanta chiarezza, quindi, che intendo esprimere la mia idea, al fine di fugare qualsiasi dubbio, intendendo questo anche come un dovere per chiunque si candidi ad avere un qualsiasi ruolo pubblico in città.
È, con altrettanta risolutezza dunque, che ritengo doveroso non sottrarmi alle precise domande poste da Tano Siracusa, che meritano, perchè da un cittadino esposte, risposte chiare ed esaustive, che servano a rendere manifesta la mia idea di città e del suo centro storico e, qualora eletto Sindaco, i modi di intervento per la sua salvaguardia ed il suo recupero.
Ho già detto, durante questa campagna elettorale, che il programma di Epolis è e rimane, con buona pace delle “chiacchiere da piazzisti”, il libro guida della mia amministrazione, e su quello fonderò il mio agire.
E in quel programma vi è una grande attenzione per il centro storico della città, inteso come il fulcro della rinascita culturale ed economica di Agrigento. Un centro storico che dovrà essere, gradualmente, pedonalizzato, ripensando nel complesso la mobilità pubblica cittadina, e interpretato come il centro di quella vasta area che, dal mare di San Leone, attraverso la Valle dei Templi, si lega appunto alla città antica. Non è, infatti, immaginabile pensare ancora la città a comparti separati, ma è necessario ragionare all’interno di una visione di insieme.
Un’azione per il centro storico che miri, dunque, al corretto recupero dell’esistente, dei manufatti abbandonati e pericolanti, con particolare attenzione ai materiali da costruzione anche attraverso lo studio di un piano del colore, e che sia capace, mediante una azione congiunta di tutte le parti sociali interessate, di accogliere al proprio interno le facoltà universitarie. L’università in un centro storico pedonalizzato (come, ad esempio, da decenni molte città del centro Italia ci insegnano), è un modello da perseguire con tenacia, e sarà un obbiettivo primario della mia Amministrazione. Un centro storico che si attrezzi ad accogliere quanti più spazi culturali possibile, che diventino poli attrattivi di giovani, universitari e turisti.
Quindi un centro storico che rifugga del tutto tentativi edilizi arditi, urbanisticamente e storicamente errati, per nulla necessari, se non addirittura pericolosi in un tessuto fragile quale Terravecchia. Il recupero edilizio infatti, per quanto sia da perseguire con ogni mezzo possibile, attraverso la ricerca di risorse economiche oltremodo necessarie, non può mortificare, ignorandola, la storia ed il senso più profondo del nucleo antico della città, così come non può ignorare, voglio aggiungere, i numerosi appelli di molti cittadini che chiedono di aprire una discussione su questo tema. Appelli che vanno ascoltati e non ignorati. Discutere delle scelte di una collettività, della direzione verso cui una città vuole andare, non è, per me, finzione elettorale. È e deve essere azione quotidiana di un Sindaco e di una intera Amministrazione. E pertanto, fin da subito, mi considero pronto ad un pubblico dibattito su questo tema, da tenersi prima possibile e con chiunque voglia con me confrontarsi. Sarò ben lieto di parteciparvi e rispondere a tutte le sollecitazioni che giungeranno, così come ben lieto sarò se anche il mio competitore con un sussulto di coraggio vorrà confrontarsi con me su temi così rilevanti.
Ultima considerazione, ma non per questo meno rilevante, riguarda la Cattedrale di Agrigento e lo stato di grave e reale pericolo di crollo in cui versa.
È oramai indubbio che l’azione di risanamento della Cattedrale di Agrigento passa attraverso il consolidamento della collina su cui poggia l’intero complesso edilizio, azione senza la quale ogni intervento sarebbe inutile. I tecnici che studiano il fenomeno ci segnalano una pericolosità di crollo molto più che reale. E su questo punto ritengo che una intera classe politica, professionale, imprenditoriale deve spendersi senza più perdere un solo istante. È necessaria un’azione oltremodo urgente ed economicamente rilevante. Ed una Amministrazione, perchè tale, per il ruolo che ha, deve adoperarsi nella ricerca immediata dei fondi necessari con tutte le energie possibili.
Non possiamo nasconderci come la perdita della Cattedrale segnerebbe la perdita di dignità non soltanto politica del sindaco, ma personale e collettiva di una intera cittadinanza. E questo lo affermo con estrema chiarezza.
Ecco il senso più profonodo dell’azione congiunta della mia Amministrazione con tutte le forze possibili, azione forte e autorevole che miri al reperimento delle somme necessarie. Lo sento prima di tutto come un dovere di agrigentino e non di eventuale sindaco. Come uomo prima ancora che come cattolico.
E sarà su questo fronte che la prossima Amministrazione dovrà decidere se continuare a risiedere ad Agrigento o scegliere un altro luogo dove trascorrere il resto della propria giusta punizione per espiare un disastro annunciato”.

Riceviamo e pubblichiamo nota stampa da parte del neofito Movimento Cinque stelle ad Agrigento e dei cittadini di piazza\via Metello a proposito delle condizioni igienico ambientali in cui le stesse versano:
I politici nostrani hanno attualmente un carico di promesse: mari, monti, stelle, denaro, salute – tranquilli non è l’oroscopo del giorno – sono le elezioni. Tra queste promesse di rapido cambiamento “americaneggiante”, il MoVimento 5 stelle Agrigento aggiunge, “Via Metello/Piazza Metello”, la situazione di degrado igienico-ambientale che sconvolge e pervade questa via, farcita da erbacce, materassi, zecche, pulci, spazzatura e gatti, spiega alla perfezione la necessità di un celere intervento. E’ per questo che arricchiamo il programma elettorale dei candidati a sindaco della cittadinanza, ed ancor meglio speriamo, che sia l’ultima azione della giunta uscente. Rammentando anche che, la Scuola Pubblica (in Piazza Metello), è situata a stretta intimità con la foresta erbacea che cresce abusiva da giorno in giorno, ed inoltre, che la Scuola Pubblica è frequentata a stretta intimità dai nostri figli (alcuni anche con problemi asmatici), esponendoli, dunque, a gravissimi rischi di salute, anche se può apparire superfluo rammentarlo. Noi cittadini del MoVimento 5 stelle Agrigento, chiediamo una risposta immediata, a questo gravissimo disagio cittadino, e che diate certezze, già in questa settimana, e non le solite speranze nell’arco dei prossimi 5 anni.”

E’ cominciato, davanti al giudice monocratico del tribunale di Agrigento Chiara Minerva, il processo nei confronti di otto imputati accusati dei reati di falso e truffa circa la costruzione dell’ospedale San Giovanni di Dio. Si tratta di Antonio Raia, 66 anni; Girolamo Traina, 65; Gerlando Spallitta, 70; Salvatore Brucculeri, 56; Fancesco Paolo Scaglione, 61; Francesco Lusco, 67; Marco Campione, 50; Angelo Alletto, 58. Gli imputati sono imprenditori e tecnici, impegnati nella costruzione del nosocomio che, secondo la Procura, venne effettuata con cemento depotenziato.
L’inchiesta nell’estate del 2009 portò anche al sequestro dell’ospedale e al relativo ordine di evacuazione, poi rientrato dopo l’intervento della protezione civile che lo mise in sicurezza. Nel corso dell’udienza, Legambiente, rappresentata dall’avvocato Daniela Ciancimino, ha chiesto di potersi costituire parte civile. Il giudice si è riservato di decidere. Lo farà all’udienza del 28 maggio. Il dibattimento, con l’escussione dei primi testi, comincerà l’11 giugno.

Prestigioso traguardo per Filippo Tavormina, giovane atleta riberese di 16 anni tesserato per la Polispotiva Athlon Ribera. L’allievo di Totò Giardina è stato convocato nella rappresentativa siciliana che a fine mese parteciperà alla sedicesima edizione dei “Giochi delle Isole”,  grande appuntamento sportivo che ogni anno coinvolge le principali isole d’Europa in una serie di discipline. L’evento internazionale quest’anno si tiene a Cagliari, con la partecipazione delle rappresentative di  Azzorre, Cipro, Corfù, Corsica, Elba, Jersey, Madera, Martinica, Mayotte, Sardegna, Sicilia e Wight. Filippo Tavormina sarà schierato nei 2000 siepi, gara che lo ha già visto vincitore ai recenti campionati regionali allievi a Palermo e nella quale ha già largamente ottenuto con 6’29”19 il minimo di partecipazione ai campionati italiani di categoria. Un bel traguardo per questo ragazzo, che frequenta la seconda classe del Liceo Scientifico “Giovanni XXIII” di Ribera ed è seguito da un tecnico competente e appassionato come Totò Giardina, lui stesso ex mezzofondista di valore e anima della gloriosa Athlon Ribera, attiva da oltre 30 anni nell’atletica leggera dalle categorie giovanili sino alle amatoriali. Tavormina ha anche all’attivo un incoraggiante 2’03”56 negli 800 metri, ottenuto il 13 maggio a Palermo, e ha senz’altro notevoli margini di miglioramento.  Le varie discipline dei Giochi delle Isole 2012 comprendono nuoto, atletica leggera, tennis, vela, judo e molte altre ancora.  Le gare dell’atletica si disputeranno dal 24 al 26 maggio, mentre Tavormina sarà impegnato il 25.

Calogero Miccichè coordinatore provinciale ad Agrigento di Sinistra ecologia libertà accende i riflettori sull’appalto del parcheggio pluripiano con una lunga e dura nota: “La Prefettura di Agrigento denuncia l’infiltrazione mafiosa nell’appalto per il completamento del parcheggio pluriplano di piazzale Rosselli,  ma il Comune di Agrigento non è estraneo. Solo dicerie con la scusa delle elezioni di ballottaggio di domenica prossima, o preoccupante notizia che bisogna far conoscere all’opinione pubblica, mettendo in evidenza non solo il presunto aspetto mafioso degli appaltatori, ma anche il contenuto delle delibere comunali che hanno permesso il completamento e la concessione del parcheggio pluriplano.  Ecco le prove delle probabili irregolarità degli atti deliberativi  adottati dal Comune di Agrigento”.
Premessa
Apprendere dal noto settimanale agrigentino Grandangolo, a otto giorni  dal ballottaggio per l’elezione del sindaco di Agrigento, prima, e da altri giornali e siti Web dopo, la notizia dell’infiltrazione mafiosa nell’appalto comunale con il sistema della project financing  per il completamento del parcheggio pluriplano di piazzale Rosselli, tanto da chiedere la rescissione del contratto di appalto, mi ha  sconvolto e preoccupato, molto più  del mancato ballottaggio del candidato Carta e della mia mancata elezione a consigliere comunale. Mi preoccupa pure il silenzio della politica,  delle istituzioni locali e del sindaco uscente in testa. Per rispetto dei propri ruoli, il mio intervento sarà politico, mentre quello della Prefettura è istituzionale; infatti con la presente nota non entro direttamente nel dettaglio dell’informativa antimafia avviata dalla Prefettura di Agrigento del 24 gennaio 2012, mi limito a parlare degli atti relativi alla procedura amministrativa condotta  dal  comune di Agrigento dal 2005 al 2012 per il completamento del parcheggio  pluripiano del piazzale Rosselli con il sistema del project  financing.  In questi atti si rilevano  gravi anomalie nell’iter amministrativo che di seguito si illustrano.
Da agrigentino attento alle sorti democratiche del proprio comune voglio spiegare le ragioni del mio turbamento politico derivato dalla poca attenzione che i mass media danno ad alcune notizie. Oggi è molto facile  denunciare  la piccola corruzione di piccoli impiegati comunali che prendono bustarelle da piccoli appaltatori, ma quando si toccano politici, alti funzionari pubblici e grossi imprenditori, purtroppo i media che hanno peso nell’opinione pubblica (eccetto alcuni giornali  nonché L’Espresso con il suo recente articolo sulla “Terravecchia”), non ne danno molto conto, tranne quando scattano i provvedimenti restrittivi della magistratura, mettendo magari in ombra quanti in solitudine denunciano fatti di malaffare o di grave inquinamento mafioso. E’ risaputo che la macchina amministrativa del comune di Agrigento è fra le peggiori tra gli Enti pubblici della Sicilia, da sempre lo specchio fedele della cattiva politica che ha governato questo pezzo di istituzione locale che, tra l’altro, è il vero ostacolo allo sviluppo economico del nostro territorio, per questo non mi sono mai aspettato dai cosiddetti “colletti bianchi” che potessero essere un muro, una corazza d’acciaio contro la corruzione politico/affaristica  in combutta con la grossa imprenditoria locale,  la quale per sopravvivere in molti casi è connivente con la mafia che conta e che si ricicla,  facendosi scambiare per vittime della mafia del pizzo. E’ avvilente vedere in campagna elettorale il candidato sindaco Zambuto non risparmiarsi nel vantarsi di aver portato a termine il completamento del parcheggio pluriplano (vedi interviste, depliant, quotidiani, spot pubblicitari), cercando di incassare il consenso dell’opinione pubblica, nonostante Grandangolo ed alcuni giornali regionali  e siti on line  già da alcune settimane abbiano dato la notizia dell’informazione atipica della Prefettura di Agrigento sul possibile condizionamento mafioso nel cantiere del costruendo parcheggio pluriplano di piazzale Rosselli.  La sicurezza del candidato Zambuto sul  suo operato è  coerente o è solo arroganza del potere?  Lasciamolo giudicare alla magistratura, a sociologi e psicologi, dico solamente che è assai indecente che di fronte a denunce di così grave entità rilevate  dagli organi dello Stato, un candidato sindaco non abbia sentito il dovere di chiarire la sua posizione da primo cittadino uscente, tenendo conto  del fatto che è l’artefice principale degli atti amministrativi che hanno portato ad assegnare  direttamente o indirettamente l’appalto di presunte  ditte in odor di mafia. Ed è oltremodo scandaloso il fatto che, nonostante la procedura di accesso antimafia atipica della Prefettura di Agrigento avviata il 24 gennaio 2012, il Comune come nulla fosse successo, ha consentito il passaggio del costruendo parcheggio pluriplano dalla ditta aggiudicataria  a favore della Akrapark  (vedi la determina dirigenziale n.18 del 9 febbraio 2012) fatto questo che ha dato maggiore impulso all’informativa atipica antimafia e che non può che condurre all’accesso antimafia al Comune di Agrigento. Oltre le notizie fornite  sabato scorso  dal settimanale Grandangolo,  grazie al sito web del comune esistente per legge dello Stato e della Regione, abbiamo la possibilità di conoscere i più importanti atti deliberativi adottati nel lungo iter approvativo di questo appalto, avviato nel dicembre 2005 (sindaco Aldo Piazza di Forza Italia e Marco Zambuto  assessore dell’Udc) e concluso  con il contratto nell’ottobre del 2011 (sindaco Zambuto, Udc,e assessore Ll.Pp Buscaglia ,Pdl).  Questi argomenti dovrebbero trovare spazio anche in questa fase finale di campagna elettorale, essendo a tutti gli effetti elementi necessari a giudicare l’operato dell’uscente amministrazione per ciò che  vuole fare nel futuro. Non è necessario essere  esperti  o oppositori politici delle amministrazioni precedenti e di quella attuale per capire che questa vicenda non è proprio trasparente, basta leggere alcuni atti deliberativi adottati sia da dirigenti comunali  che dalla Giunta Zambuto per scoprire che sono state commesse delle irregolarità.  A questa vicenda bisogna  aggiungere quanto in precedenza avevo denunciato col dossier sull’operazione costruttiva “Terravecchia” e ancora prima  l’affare “Fondazione Teatro Pirandello”. Ma quello che mi dispiace maggiormente è  assistere al silenzio su queste tre vicende da parte della politica e in particolare dell’ex consigliere comunale Giuseppe Arnone (visto che è stato autorevole  ed ascoltato consigliore sotto l’amministrazione Piazza e poi Zambuto), che conosce  meglio del sottoscritto gli atti più importanti adottati dal comune. Ma mi ha sconcertato quando ha più volte affermato  (sino a qualche giorno fa in uno spazio televisivo autogestito) che Zambuto è stato il miglior sindaco che Agrigento abbia mai avuto.  Allora,  se amministrativamente il futuro si prospetta in continuità con quello già passato, a prescindere chi vince al ballottaggio, sarà opportuno che  al comune di Agrigento ci sia direttamente l’intervento sostitutivo dello Stato per impedire che il malaffare diventi normalità, specialmente quando si favoriscono i potenti. In poche parole un commissario prefettizio. Alla luce di questi fatti di seguito illustrati in 6) punti un commissariamento sarà possibile? Il giudizio dell’opinione pubblica non è sostitutivo, ma  fondamentale per la democrazia.
In 6) punti l’analisi degli atti deliberativi che ha portato il Sindaco Zambuto  a firmare il contratto con la Soredil & C.  è  praticamente rescisso per ordine della Prefettura di Agrigento.
1) Il  procedimento del  project financing (progetto di finanza) per il completamento del parcheggio  pluripiano del piazzale Rosselli, parte con l’inserimento nel  programma triennale delle opere pubbliche,  approvato con  delibera di C.C. n. 58 del 12 maggio 2005 sotto l’amministrazione del sindaco Aldo Piazza (Forze Italia) ed assessore  Marco Zambuto (Udc); nello stesso anno la medesima amministrazione delibera con atto di G.M. n. 110 del 17 ottobre da l’avvio dell’iter amministrativo del project financing che si concretizza attraverso la pubblicazione dell’Avviso pubblico presso l’albo pretorio di Agrigento dal 21 ottobre 2005 al 30 dicembre 2005. Il programma del project financing partecipano tre imprese con tre distinti progetti. La commissione aggiudicatrice con verbale del  10 maggio  assegna il massimo punteggio ad una delle tre imprese partecipanti, cioè  al  raggruppamento temporaneo d’imprese  composta dalla Soredil srl (capogruppo), Cepi srl, ed  Icam sas di Arnone Maria Giovanna e C..
Con verbale del 30 giugno 2006 la commissione nel chiudere i propri lavori  approva definitivamente il progetto della Soredil & C.,  prende atto della presentazione dello schema della convenzione redatta dal Rup (responsabile unico del procedimento), lo  propone alla Giunta Municipale per farne parte sostanziale del bando di gara con il sistema della licitazione privata. La  Giunta municipale aveva l’obbligo  di operare la propria insindacabile scelta  del progetto rispetto al maggiore interesse pubblico così come previsto dal disposto art. 37 ter della legge 109/94 e  ss.mm.ii.. Questo significa che all’epoca la legge vigente (come in parte tutt’ora) assegnava alla Giunta Municipale l’onere di valutare lo schema di convenzione al fine di raggiungere l’obiettivo di realizzare l’opera pubblica tramite lo strumento del project financing, fermo restando che il punto fondamentale  è quello di operare nell’esclusivo interesse collettivo. La legge in materia di  project financing garantisce anche il diritto del legittimo profitto per il soggetto promotore che si accolla l’onere finanziario per la realizzazione dell’opera, però  rispettare la legge significa anche evitare che il soggetto promotore possa in alcun modo dettare artificiosamente tempi e modi che si pongono fuori dalla normativa vigente. La Giunta Municipale, allora guidata dal sindaco Piazza, con delibera n. 84 del 21 luglio 2006, approva  il progetto dell’impresa  Soredil &  C. come risulta  dal verbale della commissione del 10 maggio 2005,  nel quale sono state apportate  alcune  modifiche migliorative in ossequio all’interesse pubblico  rispetto al  progetto presentato  dall’impresa collocatasi con maggiore punteggio.  Si  precisa che l’avviso pubblico esposto all’albo pretorio del comune  non conteneva  particolari  requisiti di  partecipazione, perché la norma nella prima fase privilegia le qualità del progetto di project financing, rinviando alla fase successiva la dimostrazione dei requisiti imprenditoriali, economici e finanziari del soggetto promotore e  valutati nella fase della gara alla quale chiunque, avendo  i relativi requisiti, ha  diritto di   partecipare. Questo  in estrema sintesi è quello che  prevede la legge.
Lo schema di convenzione, approvato con delibera di G.M.  n. 84 del 21 luglio 2006, così come è  previsto dalle norme vigenti,  è parte integrante  della suddetta delibera  ed  è posto  alla base del bando di gara, infatti  la medesima delibera GM 84/2006 da mandato al  Rup ad attivarsi per  determinare l’indizione del bando di  gara scegliendo il sistema della licitazione privata. Il suddetto schema di convenzione approvato con  delibera 84/06  risulta ritirato personalmente  “brevi manu“  dal soggetto promotore in data  7 agosto 2006, prot. n. 40835, senza che il soggetto promotore stesso avesse presentato opposizione entro i 30 giorni. I 30 giorni di tempo per  presentare eventuale opposizione sono tassativi come stabilisce l’art. 28 della LR n.7 del 19 maggio 2003. Quindi è assodato che con lo schema della convenzione, trascorsi i 30 giorni  dalla comunicazione, si è inteso confermare l’esecutività a tutti gli effetti.
2) Con nota in entrata  n. 43897 del 6 settembre 2006 (oltre i 30 giorni  dalla suddetta comunicazione), il soggetto promotore (Soredil & C.), avanza delle controdeduzioni ed obiezioni alle modifiche alla convenzione approvata dalla giunta ma, come spiegato sopra, ai sensi del’art. 28 della  LR n.7/2003,  trascorsi i 30 giorni la decisione adottata dalla G.M. rimane insindacabile, per cui non si  capiscono le osservazioni ritardate presentate dal soggetto promotore.
Infatti, con nota in uscita del 4 ottobre 2006 prot. 48060 il Rup, in risposta alla richiesta avanzata dal soggetto promotore, comunica di non poter accettare la richiesta, salvo eventualmente sottoporla all’attenzione dell’amministrazione comunale.  Quindi il Rup  risponde  al  soggetto promotore in modo negativo perché  non ha presentato entro i 30 giorni opposizione allo schema di convenzione approvata dalla giunta in rispetto all’interesse pubblico, come richiamato espressamente dalle norme vigenti. Questa posizione è senz’altro da sottolineare perché fu presa coraggiosamente all’epoca dell’amministrazione Piazza, peccato che questo atteggiamento muta tre anni dopo con l’amministrazione Zambuto. Bisognerebbe capire perché.
Le due note sopra riportate sono citate,  circa 3 anni dopo,  nella  determinazione  dirigenziale  n. 121 del 14 luglio 2009, cioè all’interno di quella determina che doveva giustificare l’annullamento della gara di licitazione privata espletata il 27 gennaio 2009, gara andata deserta ma  aggiudicata dalla Soredil & C. grazie al diritto di prelazione come si rileva con determina n. 49 del 24 marzo 2009, determina  nella quale delle due suddette note non se fa  menzione. Saltano, invece, fuori  nella suddetta determina. n. 121/2009, forse  per consentire al Rup di affermare: “che per mero errore di interpretazione ha ritenuto che le condizioni fossero state accettate dalla ditta promotrice, e pertanto, fossero operative”.  Il perché queste note,  senza alcun valore  giuridico,  siano venute fuori a circa 3 anni di distanza dell’esecutività della delibera GM 84/2006, si potrebbe  interpretare come una  scusa per  lasciare una porta aperta per eventuale modifica, che in effetti avverrà puntualmente con delibera di GM n. 2 del 15 gennaio 2010, a 7 mesi di distanza dall’annullamento della gara di licitazione privata.
3) E’ probabile che le due sopradette note che, ripetiamo non producono effetti  giuridici, sono solo  un escamotage per far passare in secondo piano il vero e  grave problema dell’inserimento in atti di gara del falso  schema di convenzione posto alla base della gara di licitazione privata. Quindi, se da un lato si comprende la giusta decisione del Rup di annullare la gara di licitazione privata, dall’altro non si giustifica minimamente  il motivo che ha spinto la Giunta Municipale  a riformare  lo schema della convenzione di cui alla delibera 84/2006, delibera  che era legittima ed esecutiva.
Ma quale particolare interesse collettivo  è sopraggiunto per giustificare questa  modifica? Dagli  atti in esame non si riescono a conoscere tutti i contenuti del provvedimento, dato che non sono  stati tutti caricati nel sito Web del comune. Per poter fare una comparazione è indispensabile avere la copia di tutte le bozze che si trovano allegate alle suddette delibere, compresa la delibera dal bando di gara del 2009 annullato con Determina n. 121/2009. Ripeto un giusto annullamento che però ha ingenerato un equivoco, probabilmente funzionale a giustificare la modifica per tenere in giuoco il soggetto promotore. Quindi, dalla lettura degli atti deliberativi approvati dalla GM e dalle determine dirigenziali, è chiaro che non c’è alcuna correlazione tra l’esigenza di annullare la  viziata gara di licitazione privata  e la modifica dello schema di convenzione che si pone in contrasto con la Determina D. di annullamento n.121/09. Il suddetto Rup nella predetta Determina n. 121/09 si spinge ad una coraggiosa affermazione che si riporta integralmente : “una modifica ed integrazione della convenzione effettuata post aggiudicazione non è legittima, poiché senza che ne sia data pubblicità e che sia stata posta alla visione degli eventuali concorrenti in fase di indizione della licitazione privata, comporta una violazione della par condicio degli eventuali concorrenti e ne inficia la procedura di affidamento stesso”.
Il Rup è stato chiaro,  riferendosi anche al fatto di una errata informazione pubblica, perciò la violazione  è stata grave perché  posta alla base del bando di gara della licitazione privata,  quindi  la palese violazione della par condicio fra possibili  concorrenti c’è stata tutta.  Se la questione sta nei  termini denunciati dal RUP, che  ha usato però un eufemismo scrivendo “equivoco”, si pongono sicuramente molti interrogativi, tra i quali: a chi a giovato ?  In sostanza il RUP è stato in parte coraggioso e in parte ambiguo, perché ? Sicuramente la cosa certa è che in un modo o nell’altro il Rti si è aggiudicato la gara nei termini di cui sopra pur non partecipando direttamente. E ancora, se il Rup con la D.D. n. 121/2009 afferma  che l’eventuale  modifica  sarebbe una sorta di violazione della par condicio per coloro che avrebbero potuto eventualmente partecipare alla licitazione privata,  si pone con forza una domanda:  quali sono stati i motivi che hanno indotto la GM  ad approvare la   modifica della delibera n.84/2006,  accettando  unilateralmente  le ulteriori modifiche, visto che il problema non era inerente alla delibera GM 84/2006 bensì all’errato schema di convenzione (trovato in copia fotostatica) posto come base di gara di licitazione privata? E’ perché le  quattro proposte avanzate dal soggetto promotore dopo l’avvenuto annullamento della gara di licitazione privata sono state prese in considerazione come inscindibile diritto? Il requisito di essere stato scelto  tramite l’avviso pubblico del 2005 non  si era concretizzato con la GM 84/2006 ? Perché non è stato rilevato il fatto  che  tale prerogativa  era riservata solo alla Giunta municipale la quale  è tenuta  esclusivamente ad operare  nell’interesse collettivo?  Doveva essere il soggetto promotore che doveva  accettare quanto disposto dalla GM  trascorsi i 30 giorni dalla consegna dello schema a “brevi manu”, e non è consentito  il contrario, come purtroppo è avvenuto; infatti, lo ribadisco, la legge fissa il termine di 30 giorni per eventuali ricorsi ed opposizione per rendere successivamente le  decisioni  della GM  insindacabili quando agisce nell’interesse collettivo.  Gli equivoci o le arbitrarie interpretazioni che sono state avanzate, dovevano essere risolte nelle sedi  proprie, in questo caso il ricorso alla Giustizia Amministrativa poteva risolvere tale contenzioso e dare ragione a chi  si è sentito  leso nei propri diritti e sanzionare chi ha provocato danni al ricorrente e quindi anche  alla collettività.  Invece si è visto in modo chiaro che la GM  ha accettato quanto chiesto dall’aggiudicatario, infatti risulterà nuovamente aggiudicatario definitivo nel 2010 senza partecipare alla gara grazie alla discutibile norma  del diritto di prelazione.
4) Una delle proposte che il promotore aveva inizialmente avanzato nel suddetto progetto di finanza  conteneva la proposta di utilizzare il vasto piano terra del suddetto parcheggio pluriplano per servizi vari, tra questi un grande supermercato, diminuendo i posti macchina ed eliminando totalmente il parcheggio di piazza Vittorio Emanuele. Tale richiesta  veniva giustificata per  compensare   i costi dell’opera al fine di non intaccare il profitto per il promotore. Ma poiché questa richiesta si poneva in contrasto con la destinazione d’uso originaria del progetto pluriplano previsto nel Prg di Agrigento, il sindaco Zambuto  propone al Consiglio comunale la variante  di natura urbanistica relativa alla destinazione d’uso. Infatti, con delibera di C.C. n. 93 del 31 novembre 2007 viene modificata parzialmente la destinazione d’uso del suddetto parcheggio pluriplano Rosselli, prevedendo che detta struttura pubblica possa essere in parte destinata anche ad attività commerciale. In Consiglio comunale, qualche dubbio è arrivato dal consigliere Hamel, ma è stato subito rassicurato dall’intervento dei tecnici del comune sulla legittimità e utilità del provvedimento, mentre il più tenace  oppositore all’eliminazione del parcheggio di Piazza Vittorio Emanuele è stato il compianto consigliere Carmelo Picarella che coraggiosamente si è opposto, motivando il suo voto contrario. La suddetta variante  viene positivamente  approvata dall’Assessorato regionale al territorio ed Ambiente con decreto n.  656 del 7 luglio 2008. A questa modifica se ne aggiunge un’altra di natura edilizia  riguardante la deroga sull’altezze minime dei locali commerciali nei centri abitati di vecchia formazione (cioè la deroga dell’art. 79 comma 3 del Regolamento Edilizio Comunale del Prg approvata con delibera CC. n.12 del 28 luglio 2009) giusto appunto per consentire di poter trasformare il piano terra del parcheggio pluriplano a supermercato.
5) Intanto però con determina dirigenziale 336 del 28 novembre 2008 si era già approvato il bando di licitazione privata sulla base della proposta del promotore e dello schema di convenzione approvata con  delibera GM 84/2006, schema che contiene gli elementi di valutazione per consentire ai partecipanti alla gara di  determinare l’offerta. La licitazione privata  indetta per il 27 gennaio 2009,  pubblicata nella Guce e nella Gurs n. 51 del 19/12/2008 ed altri mezzi di informazione,  risultata deserta, secondo le discutibilissima norma vigente,  veniva aggiudicata dal  R.T.I. (Soredil & C.) che, pur non partecipando  al bando di gara, risultava vincitrice per il cosiddetto diritto di prelazione, questo grazie al fatto che tre anni prima il medesimo Rti si era piazzato al primo posto come soggetto  promotore del project financing tramite l’avviso  all’albo pretorio di Agrigento del 30 dicembre 2005. La  Soredil & C.  non  ha  partecipato al bando di gara con il sistema della licitazione privata,  di dimensione europea  con importo complessivo del progetto di circa 9 milioni di euro. Ci pare opportuno domandarsi  perché non ha partecipato. Non si conoscono le ragioni ufficiali per la quale  la Soredil & C.  non  ha partecipato al bando,  è probabile che lo stesso raggruppamento temporaneo d’impresa, non avendo tutte le carte in regola,  rischiava di non essere ammessa alla gara,  ma anche l’esclusione dal programma del project financing. La non partecipazione  invece è risultata la soluzione vincente per il medesimo  Rti, e questo  sempre  grazie alla disposizione del diritto di prelazione sul project  financing sopravvissuta per l’inerzia amministrativa che l’ha congelata, facendo salve le norme riformate dal D.L.vo 163 del 12 aprile 2006, cioè dopo la pubblicazione dell’avviso pubblico del comune di Agrigento  fatto il 30 dicembre 2005. In sostanza la norma precedente ha tutelato il soggetto promotore fino alla conclusione del procedimento. Ma resta il dubbio se tale diritto di prelazione possa avere una sua eterna validità  in presenza di anomali  e poco trasparenti  passaggi amministrativi  scandalosamente riesumati. Con determina dirigenziale n. 49 del 24 marzo 2009 viene dichiarata ufficialmente l’aggiudicazione alla Rti Soredil & C., e si  autorizza l’ufficio preposto ad avviare la procedura  per la stipula della convenzione.
Il colpo di scena, come citato sopra, emerge con enorme ritardo, e solo quando l’ufficio preposto, collazionando la bozza di convenzione per trasmettere tutti gli atti all’ufficio contratti per la  relativa stipula, si  accorge che “esistevano delle differenze tra la convenzione individuata come promotrice, riscontrata in copia fotostatica in atti, e la bozza di convenzione allegata alla delibera di concessione approvata dalla GM  n.84/2006”, fatto questo che ci appare dubbioso quando scandalosamente inverosimile. Come e quando è avvenuto questo grave ed illegittimo inserimento della suddetta fotocopia, scambiata per legale schema di  convenzione posta  in atti pubblici, addirittura inserita nella gara di licitazione privata di dimensione europea,  nessun organo  dell’ufficio competente lo ha spiegato. Infatti  sotto il profilo amministrativo il Rup  rileva che tale procedura è totalmente  viziata, compresa la licitazione privata  con  annesso schema  di convenzione a base della gara, pertanto l’organo deputato al procedimento, quindi lo stesso, in autotutela, con determina dirigenziale n. 121 del 14 luglio 2009, revoca tutti gli atti che hanno determinato la procedura  della licitazione privata, ivi compresa l’aggiudicazione, nonostante la gara fosse  andata deserta.  Inoltre afferma che la relativa delibera GM 84/06 rimane impregiudicata ma,  contraddittoriamente, subito dopo suggerisce la possibilità della modifica da parte della giunta municipale, come in effetti si è verificato con la delibera   GM  n. 2 del 15 gennaio 2010, partendo da un ventaglio di quattro proposte avanzate dal soggetto promotore (Soredil & C.).   La GM, con delibera n. 2, sceglie la proposta n.4  che non risulta descritta nel medesimo atto deliberativo, ma soltanto allegata.  Perciò non sappiamo quali possono essere state le relative migliorie per l’interesse pubblico che sono state  apportate dalla giunta Zambuto nell’approvare la predetta delibera GM n.2/2010.
A mio avviso, alla luce di quanto rilevato dal Rup il sindaco in testa doveva chiedere l’azzeramento di tutto il procedimento del project financing ed iniziare tutto da capo, ma non si è proceduto in questo modo, perché?
6) A seguito della modifica della convenzione, approvata con la suddetta  delibera GM n.2/2010, si è disposto  un  nuovo bando di gara approvato con determina dirigenziale n. 50 del 31 marzo 2010. La relativa gara, indetta per l’ 8 giugno 2010 e risultante  nuovamente deserta, è aggiudicata ancora una volta dallo  stesso  Rti, il cui capogruppo è la Soredil & C. che non ha partecipato neanche questa volta, probabilmente per le stesse ragioni sopra esposte, ma si è aggiudicata la gara ancora una volta grazie al diritto di prelazione acquisito con l’adesione  all’avviso pubblico  affisso all’albo pretorio di Agrigento  del 30 dicembre  2005. Come risulterà dai successivi provvedimenti, nel mese di ottobre 2011 il comune consegnerà alla Soredil & C. l’inizio dei lavori per il completamento del parcheggio pluriplano del piazzale Rosselli con l’aggiunta di poter realizzare un  supermercato senza rilevare se tale esercizio commerciale è conforme al vigente piano commerciale di Agrigento. Ed infine con D.D. n.18 del 9 febbraio 2012 si prende atto del passaggio societario della concessione del parcheggio pluripiano dalla Soredi & C. alla Akrapark spa.
Conclusione
Alla luce di quanto sopra denunciato  dal punto 1 al punto 6 (dove sono segnalati  atti pubblici di dubbia legittimità), con l’aggiunta della nota informativa antimafia della Prefettura di Agrigento,  con la quale  ha chiesto ed ottenuto la rescissione del contratto di appalto del Project Financing per il completamento del parcheggio pluripiano  di piazzale Rosselli, notizia questa rilevata pubblicamente grazie al settimanale Grandangolo, non resta altro al comune di Agrigento che aprire le porte, ottemperando all’obbligo di legge in materia di contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Quindi, ci pare opportuno  affermare che  come per  altri comuni sciolti e commissariati per infiltrazione mafiosa, previo l’accesso antimafia del ministero degli Interni,  qualora emergessero in modo inequivocabile illegittimità di tipo amministrativo che abbiano favorito direttamente o indirettamente la concessione a ditte interdette, dell’appalto  del project financing per il completamento del parcheggio pluripiano di piazzale Rosselli, anche per  il comune di Agrigento, potrebbe essere commissariato con le conseguenze del caso, e in primis una salutare bonifica amministrativa con il ripristino della legalità democratica.

 Due neo Consiglieri Comunali di Cattolica Eraclea, eletti nell’ultima tornata elettorale del 6 e 7 maggio scorso nella Lista Civica che sosteneva il sindaco Nicolò Termine, hanno deciso di aderire all’Udc. Si tratta di Rosalia Todaro, 32 anni, operatrice sociale, eletta per la prima volta e Ignazio Licata, 46 anni, anch’egli alla sua prima esperienza in Consiglio Comunale. I due neo Consiglieri di Cattolica Eraclea hanno quindi deciso di aderire all’Udc di Pier Ferdinando Casini.

A Cammarata, centro montano dell’agrigentino, i Carabinieri della locale compagnia agli ordini del capitano Vincenzo Bulla, hanno effettuato un controllo straordinario del territorio di competenza. Un giovane è stato segnalato alla Prefettura di Agrigento come assuntore di sostanze stupefacenti poichè  sorpreso in possesso di 1 grammo di hashish. Un pensionato e un bracciante agricolo, sono state denunciate alla Procura per sottrazione di beni sottoposti a sequestro dall’Autorita’ amministrativa e ricettazione. Controllati oltre 20 veicoli, 50 persone, 4 esercizi commerciali, sequestrate 6 macchinette da gioco di genere vietato, 1 patente ritirata, 10 contravvenzioni per infrazioni al Codice della Strada elevate, e decurtati complessivi 20 punti a patenti di guida.

Mercoledì 16 maggio alle ore 11:30, presso i locali dell’Unione Provinciale del Partito democratico in Via San Vito 29, si terrà una conferenza stampa del PD cittadino alla presenza del Candidato Sindaco della coalizione Mariella Lo Bello e dei consiglieri comunali eletti, per illustrare le ragioni che hanno indotto il partito a non assumere scelte di apparentamento con nessuno dei due candidati a sindaco giunti al ballottaggio.