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Alla vigilia del voto per le Amministrative del 6/7 maggio riceviamo e pubblichiamo un intervento a firma del Presidente della provincia regionale di Agrigento, Eugenio D’Orsi.
 “È sotto gli occhi di tutti il disinteresse, l’apatia, il non porsi il problema della battaglia , oramai quarantennale sull’aeroporto di agrigentino. Nessuno degli esponenti politici, venuti ad  Agrigento a “raccattare”  i voti per i loro candidati,  ha sollevato la “questione aeroporto”   
Possiamo dedurne che l’infrastruttura, pur trovando largo consenso ed interesse nella società civile agrigentina, non ha trovato lo stesso riscontro nella classe politica nazionale e regionale.    
La realizzazione dello scalo aeroportuale rappresenterebbe un fattore decisivo di sviluppo economico e sociale di questa provincia. Il costante sviluppo del traffico aereo di questi ultimi anni e la rilevante crescita attesa per i prossimi, impongono una grande attenzione verso la realizzazione dell’importante infrastruttura; un tema prioritario che avrebbe dovuto collocarsi all’interno di un dibattito più ampio riaccendendo i riflettori della politica su un argomento di fondamentale importanza per lo sviluppo del territorio agrigentino.
 L’assordante silenzio dimostra, ancora una volta, la scarsa considerazione della politica verso la gente di questa provincia,  ritenuta dai nostri politici  merce di scambio e bacino elettorale: terra di conquista!  Ribadisco, nessuno ha avuto il coraggio morale e civile di parlare  dell’aeroporto, unico progetto  realizzabile in grado di creare economia e posti di lavoro.
Chi governa ad Agrigento ed in Sicilia? Certamente non la politica! O forse una politica sottomessa agli interessi economici dei potenti che privilegiano le “oasi” palermitane e catanesi, passando dall’ “affare” Comiso.
Se queste semplici considerazioni dovessero corrispondere alla verità, qual’ è la speranza per un futuro migliore in questo territorio per i nostri figli? Crediamo utile ed indispensabile una ribellione mentale. Come dice il nostro Arcivescovo:  “Cerchiamo di mettere sottosopra il mondo per cercare di dare una risposta ai nostri interrogativi”.
Ci vuole coraggio e determinazione. Onesta e lealtà.
 In una provincia che annovera tra i suoi figli ex Ministri ed esponenti politici che hanno ricoperto negli anni importanti  incarichi governativi e di partito, non è giustificabile questa atavico freno allo sviluppo sociale, economico e culturale.
In questa comunità agrigentina vivono tante  famiglie con un forte disagio economico prodotto da un alto indice di disoccupazione. Gli effetti negativi della crisi economica rischiano di svuotare  le coscienze civili rendendo gli uomini incapaci di ribellarsi alle prepotenze  dei poteri forti  che considerano la gente   terreno fertile del ricatto morale   e dell’assottigliamento  psicologico”.

Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa di Ciro Fuschino, candidato al consiglio comunale di Agrigento.
“Ritengo, alla vigilia del voto per il rinnovo del Consiglio Comunale di Agrigento, proporre a tutti i candidati una iniziativa in favore della città. E’ mia intenzione, se sarò eletto, di proporre a tutti i Consiglieri Comunali che siederanno in Consiglio di realizzare un progetto di pubblica utilità, coprendo la spesa finanziaria con il gettone di presenza o con parte di esso.
Tenuto conto che ognuno di noi dovrebbe avere una propria occupazione dalla quale trarre il giusto per vivere perchè allora non destinare questo gettone ad un progetto utile alla collettività dato che le casse comunali sono quasi vuote?
Inoltre è mia precisa intenzione, e lo avevo già espresso fin dalla prima presentazione della mia candidatura, di destinare il mio gettone di presenza in favore di associazioni benefiche come la mensa della solidarietà che ogni giorno assicura pasti caldi agli indigenti e che quotidianamente deve fare i conti con la pesante situazione economica, o l’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), o Vanaprhasta International che si occupa di bambini indiani. Ogni cittadino potrà controllare periodicamente la donazione il cui importo e la ricevuta di versamento saranno pubblicati sul mio blog.
Contestualmente è mia precisa intenzione, se riuscirò ad arrivare in Consiglio Comunale, proporre di modificare il metodo di attribuzione del gettone di presenza al Consigliere, legandolo alla sua partecipazione attiva ai lavori dell’Aula. Per esempio sarebbe utile corrispondere il gettone solo ai consiglieri che partecipano ad almeno due/terzi della seduta e che soprattutto partecipino alle operazioni di voto, quando richieste. E’ sconfortande lo spettacolo al quale si assiste di consiglieri comunali che al momento di esprimere il proprio voto lasciano l’aula facendo così venir meno il numero legale costringendo così a rinviare decisioni importanti per l’amministrazione della città.
L’elettore ci delega a rappresentarlo in aula e non partecipare attivamente alla vita amministrativa in consiglio è un venir meno agli impegni presi col nostro elettorato!
Il Consigliere Comunale deve mettere in conto onori e soprattutto oneri per dare una svolta decisiva al modo di fare politica per dare a quanti ci hanno votato e quindi accordato la loro fiducia l’immagine di una istituzione veramente al servizio della città.”

Il Pubblico ministero Giacomo Forte ha chiesto il rinvio a giudizio di undici persone tutte rimaste coinvolte nell’inchiesta “Tetris”, relativa a presunte irregolarità nell’affidamento di appalti inerenti al settore della Solidarietà sociale del Comune di Agrigento. I reati contestati a vario titolo sono quelli di turbativa d’asta, abuso in atti d’ufficio e falso. L’udienza preliminare – che si sta celebrando dinanzi al Gup del Tribunale di Agrigento, Valerio D’Andria, proseguirà il 9 e il 16 maggio con le arringhe dei difensori. Sul banco degli imputati siedono Giovanni Calogero Lattuca, 49 anni, Anna Maria Principato, 59 anni, Arturo Attanasio, 59 anni, e Antonietta Sciarrotta, 54 anni, tutti dipendenti del Comune di Agrigento, Maria Rita Borsellino, 41 anni, legale rappresentante della società “Tetris”, Calogero Sicurella, 49 anni, Maria Ginex, 48 anni, Letizia Montalbano, 37 anni, Antonella Di Vincenzo, 50 anni, Ivana Anna Rizzo, 38 anni, Alessandro Fanara, 41 anni. Il Comune di Agrigento e il consigliere comunale De Francisci sono costituiti parte civile.

“Fare in fretta, non c’è più tempo da perdere.” E’ il diktat lanciato dal Capo della Protezione civile italiana, Franco Gabrielli e contenuto in un documento interno al dipartimento provinciale, sul centro storico di Agrigento. Gabrielli nella nota chiede l’immediata conclusione delle fasi di indagini, monitoraggio e di studio a carico dei tecnici della Regione e la realizzazione del piano di fuga. Per quanto riguarda la Cattedrale, chiusa ormai  da 15 mesi, Gabrielli chiede di dare attuazione al piano che prevede, a scopo precauzionale, di spostare gli oggetti sacri, statue, tabernacolo, quadri dalla navata Nord.

“Occorre eliminare dal Patto di Stabilità la spesa per gli investimenti. L’attuale sistema di calcolo blocca gli investimenti pubblici delle istituzioni locali, penalizza i cittadini che vengono privati di opere necessarie, costituisce blocco all’economia ad alla occupazione”. Lo afferma il sindaco di Porto Empedocle, Calogero Firetto, il quale aggiunge: “Il paradosso è che comuni virtuosi come Porto Empedocle, pur avendo le risorse per farlo, sono frenati nella capacità d’investimento. Fa bene il Presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, a segnalare l’asfissia in cui è costretta la classe imprenditoriale in rapporto con le pubbliche amministrazioni che hanno crediti certi e di fatto inesigibili. Si giunge talvolta al paradosso di Comuni che pur con risorse finanziarie disponibili, sono costrette a non pagare per non sforare il patto di Stabilità.
Negli Enti locali stanno incidendo pesantemente i sempre più impegnativi obiettivi del patto di stabilità  posti a carico delle autonomie locali.
L’aspetto più stringente, che interessa l’intero territorio nazionale, è inerente alla limitazione esistente per i pagamenti riferiti al Titolo II della spesa, cioè i pagamenti per gli interventi infrastrutturali, le opere pubbliche e qualsiasi altra spesa di investimento, che comprende anche il limite ai pagamenti su impegni presi addirittura negli anni precedenti.
Il limite più restrittivo allo sviluppo dei mutui e prestiti per la realizzazione degli investimenti deriva soprattutto dall’esigenza di coprire nell’ambito della “parte corrente” le quote di capitale per il rimborso dei prestiti, per di più in un periodo, come quello attuale, di forte contrazione delle risorse disponibili.
Si è molte volte sottolineata l’eccessiva rigidità del Patto, e la necessità di applicarlo considerando l’intero ciclo economico e non un singolo bilancio di esercizio, anche  in considerazione dei rischi involutivi che comporta una politica degli investimenti  troppo limitata.
Gli enti locali si trovano  innanzi ad un bivio:
1. rispettare il patto di stabilità  e trovarsi nell’impossibilità di effettuare investimenti con gravi ripercussioni sulle esigenze della collettività e sull’economia locale;
2. utilizzare i fondi per investimenti a propria disposizione e pagare  con i  notevoli ritardi che il rispetto del patto impone creando rilevantissimi problemi agli imprenditori che eseguono le opere.
Soprattutto la  piccola imprenditoria, chiede maggiore tutela sugli impegni economici presi dagli enti pubblici al fine di poter continuare le proprie attività senza il costante, e non remoto, spettro del fallimento
In una situazione economica così difficile per i cittadini e per le imprese la Pubblica Amministrazione potrebbe rappresentare una risorsa importante per dare impulso all’economia locale ed invece il patto di stabilità impedisce ai comuni ed alle province di investire e quindi di incidere positivamente sull’economia.
Il patto  di stabilità deve  essere modificato e rimodulato al fine di premiare gli enti più virtuosi per non  comprimere eccessivamente gli investimenti  necessari ed i servizi essenziali degli enti locali.
Per un efficace rilancio degli investimenti, anche ai fini  anticongiunturali, è necessario che queste risorse, già in possesso degli Enti Locali, possano essere  utilizzate al fine di effettuare investimenti necessari in infrastrutture, scuole,  manutenzioni ordinarie e straordinarie ritenute essenziali per l’erogazione dei  servizi ai Cittadini.
Per eliminare questa grave situazione che danneggia le autonomie locali, le imprese ed i cittadini è necessario escludere dal computo del saldo finanziario inerente il patto di stabilità  le spese di investimento e soprattutto quelle di manutenzione straordinaria come lavori di ristrutturazione di scuole, cimiteri, strade. Se ciò fosse assolutamente impossibile si dovrebbe valutare la possibilità di  individuare l’obiettivo del patto  nell’equilibrio di parte  corrente ed in un limite alla capacità debitoria di ogni singolo ente oppure  escludere dal computo del patto di stabilità le spese finanziate con mutui  o con l’avanzo di amministrazione.”

“Lo stanziamento, da parte del CIPE, dei fondi destinati agli impianti di depurazione ed alle reti fognarie di Agrigento è una rivoluzione positiva, è la vittoria dell’intera città. La vittoria su un problema, quello fognario, che da troppo tempo è al centro si polemiche e che da troppo tempo ha fatto pagare, agli agrigentini, l’altissimo e grave prezzo del mare sporco. Abbiamo lavorato a tale soluzione già con il precedente governo, ponendo all’attenzione del ministro Prestigiacomo e del ministero dell’ambiente la problematica agrigentina. Adesso,  grazie alla collaborazione ed all’ ottima, il CIPE ha finalmente stanziato le somme necessarie per risolvere l’antica questione delle fogne, sulla quale si porrà, definitivamente la parola fine”.
E’ quanto afferma in una nota il Coordinamento cittadino di Agrigento del Pdl.
“Questo finanziamento – prosegue la nota – è la prova dell’attenzione che a Roma si pone sulla città di Agrigento, è la prova che in silenzio, senza proclami e senza polemiche, c’è chi lavora e produce risultati concreti per la nostra città.  Manifestiamo grande apprezzamento per la decisione del CIPE ed esprimiamo il nostro ringraziamento al ministro Clini, il quale oggi, alla luce delle interlocuzioni intercorse in questi mesi,  ha avuto la delicatezza istituzionale di scrivere una lettera ufficiale ad Angelino Alfano per informarlo circa la determinazione del CIPE del 30 aprile u.s.
Un particolare ringraziamento anche agli agrigentini, tutti, che si sono mobilitati attraverso una grande pressione mediatica con interviste, denunce e manifestazioni, che hanno posto il tema della depurazione e del mare al centro del dibattito politico cittadino in questi ultimi anni”.

“Non appena si è diffusa la notizia che il Cipe ha finanziato dei progetti di depurazione per la nostra città, fatto di assoluta normalità in un territorio sano, è partito l’assalto alla “diligenza” da parte di Pdl e Grande Sud e del sindaco uscente, nel tentativo imbarazzante di contendersi una briciola di opinione pubblica”.
Così la candidata sindaco Mariella Lo Bello interviene in merito alle dichiarazioni rilasciate sulla stampa da esponenti dei partiti.
“L’evento – spiega – è esemplificativo di come certuni intendano il finanziamento di opere e progetti: una occasione di ribalta elettorale, una concessione alla città e agli elettori, al costo, come è avvenuto, di “accoltellare” anche i fratelli di lista, come è successo tra Pdl e Grande Sud. L’avvicinarsi della prova elettorale provoca nervosismi e risveglia gli egoismi che quella politica, che oggi appoggia finte liste civiche tentando di ammantarsi di nuovo, ha sempre manifestato nei confronti del bene pubblico. La nostra è una grande coalizione, che si sta approcciando compatta e combattiva a queste elezioni, con l’idea di cambiare realmente la nostra città. Mentre gli altri lottano per le briciole – conclude Lo Bello – noi continuiamo ad occuparci di Agrigento e degli agrigentini”.

Il Burlesque, intrattenimento più cool del momento, vera e propria mania anche in Sicilia, approda ad Agrigento in compagnia della seducente Mademoiselle Zazie. L’atteso spettacolo avrà come location Viale della Vittoria, più esattamente il concept store “Folli Follie Café” domani venerdì 4 maggio 2012 a partire dalle ore 20,00 .
La danzatrice e performer milanese, Mademoiselle  Zazie, è nota per le sue collaborazioni con importanti case della moda e per aver calcato prestigiosi palcoscenici d’Italia. La nuova  esibizione ad Agrigento nasce da un’ idea dell’Agenzia ‘Divine Events, esclusivista per il Burlesque in Sicilia, accolta con entusiasmo dell’imprenditore Carlo Vella, manager di “Folli Follie luxury brand”.
Per gli appassionati e non solo, il “Burlesque Show” previsto domani sera ad Agrigento è un appuntamento da non perdere: grande sensualità in un ambiente raffinato ed esclusivo, ove sarà possibile degustare deliziosi piatti accompagnati da buon vino e buona musica.
Il Burlesque, fenomeno di costume in costante crescita nell’Isola, fa tappa nella città dei templi grazie alla capacità imprenditoriale dell’Agenzia “Divine Events” e del suo General Director Andre Greco, capace di intercettare i migliori spettacoli ed i nomi più sfavillanti del Burlesque star system.
Protagonista Mademoiselle Zazie, regina della seduzione, in uno spettacolo fresco e spensierato, vestito di piume e smisurata eleganza per questo venerdì, che profuma già di vintage.
Intanto nel panorama provinciale, si intrecciano nuove intese tra l’Agenzia Divine Events ed alcuni imprenditori agrigentini, ‘ammaliati’ dal fascino di uno spettacolo pensato per tutti, immaginando di proporlo, in vista della prossima stagione estiva, nella frazione balneare di San Leone.

Riprendono dal prossimo 6 maggio i voli per Lampedusa e Pantelleria e saranno garantiti fino al 31 ottobre. I turisti potranno raggiungere le due splendide isole al costo di 35 euro a biglietto. La situazione era diventata allarmante dopo che la Meridiana Fly, che si era aggiudicata l’appalto per la gestione del servizio due anni fa, aveva sospeso i voli verso le isole. Vito Riggio, presidente dell’Enac, ha spiegato: “Meridiana ha accettato di effettuare i voli con 10 milioni di euro messi a disposizione da noi e dalla Regione fino a fine ottobre, speriamo di convincere la compagnia a prorogare l’impegno con la stessa cifra fino al 31 dicembre”. Le isole saranno perciò per il periodo estivo, facilmente raggiungibili con una modica cifra. Per fare in modo che i collegamenti con Lampedusa e Pantelleria, possano finito ottobre, essere garantiti e sempre a basso costo, bisognerà trovare una soluzione. Nessuna compagnia infatti vuole farlo, perché considera insufficiente la cifra. C’è così però il rischio che le rotte invernali vengano affidate esclusivamente al libero mercato e di conseguenza abbiano costi molto più alti. Se invece venissero del tutto sospesi i collegamenti aerei, sarebbe necessario raggiungere Porto Empedocle nell’agrigentino ed aspettare la mezzanotte prima di affrontare otto ore di traversata sul traghetto della Siremar.

“Finalmente tutto il lavoro che aveva svolto  Gianfranco Miccichè quando era sottosegretario al CIPE , bloccato dal ministro leghista  Tremonti, oggi è stato apprezzato e recuperato dal Presidente Monti. Infatti il CIPE ha finanziato la realizzazione di molte opere fognarie e depurative del Consorzio di Agrigento e alcune di queste opere riguardano pure Porto Empedocle- afferma l’On.Michele Cimino,deputato regionale di Grande Sud- .Dobbiamo proprio alla politica antimeridionalista di Tremonti e al  conseguente blocco di tutti i provvedimenti a favore della Sicilia voluti da Miccichè la nascita di Grande Sud, partito che ha a cuore il territorio e tutti i problemi che lo riguardano. Sono orgoglioso – conclude  Cimino- per i finanziamenti oggi approvati dal CIPE e mi auguro che vengano approvati tutti gli altri provvedimenti a favore della Sicilia predisposti da Gianfranco Miccichè allora sottosegretario e da me in qualità di Assessore alla Programmazione della Regione Siciliana”.