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Si è inaugurato giorno 4 Maggio presso il BOWLING di Agrigento, il progetto “BENESSERE” rivolto alle persone disabili.  Il progetto, finanziato dall’Assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro della Regione Sicilia si espleterà nel territorio di Agrigento e di Raffadali. “Per poter parlare di BENESSERE psico-fisico, riferisce il responsabile del progetto prof. Fabrizio Ragusa,  è quanto mai necessario essere autonomi e consapevoli nello svolgere tutto ciò che serve nella vita quotidiana”.  Questo progetto, infatti, attraverso una serie di attività operative piacevoli, sport, creatività, musica, natura e svago, darà l’opportunità a diverse persone con bisogni speciali di acquisire abilità cognitive, relazionali e pratico-organizzative miranti a migliorare il loro benessere psico-fisico. A.I.C.S. quale organismo associativo con finalità promozionali ed assistenziali nell’ambito sociale, dello sport e della cultura, diviene così soggetto attivo nel processo di inclusione sociale dei soggetti svantaggiati e a rischio di emarginazione, favorendo la loro crescita  formativa, sociale e culturale.    Le iniziative proposte nel progetto “BENESSERE” consentiranno pari opportunità e potenzieranno i servizi che il territorio e le istituzioni locali offrono: sport, natura, arte e musica sono i modelli più condivisi.

Un giovane diciassettenne agrigentino è stato arrestato, ieri sera,  con la pesante accusa di violenza sessuale nei confronti di una coetanea, sua amica. Con la scusa di darle un passaggio per accompagnarla a casa, il minorenne avrebbe approfittato della situazione per compiere violenza sessuale.  Secondo quanto ricostruito, il giovane si sarebbe diretto verso la spiaggia di Maddalusa anziché verso l’abitazione della giovane. Decisivo il racconto della giovane ai genitori. Da qui l’intervento delle forze dell’ordine e l’inevitabile arresto. Il giovane  adesso si trova rinchiuso nel carcere minorile  “Malaspina” di Palermo.

Ha provocato scalpore il gesto di un imprenditore lombardo che ieri ha tenuto in ostaggio alcuni dipendenti dell’Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia, in provincia di Bergamo, disperato per i debiti contratti. Per il responsabile provinciale della Cna di Agrigento, Domenico Randisi, è il segno che la situazione sta arrivando ad un punto di non ritorno e che la disperazione della gente sta raggiungendo livelli non più controllabili. E’ necessario intervenire urgentemente, sottolinea ancora, liberando il credito e risorse economico finanziarie a favore delle imprese e metterle nelle condizioni di pagare le relative pendenze fiscali e contributive presso la Serit e l’Agenzia delle Entrate, attuando proposte concrete quali maggiori dilazioni di pagamento, relativa sospensione in funzione del valore ISEE e del nucleo familiare. Inoltre, prosegue, bisogna sbloccare i pagamenti  delle Pubbliche Amministrazioni che presentano ritardi superiori ai tempi commerciali per evitare qualsiasi stato di insolvenza. Auspichiamo, conclude, che quello che è successo a Romano di Lombardia rimanga un caso isolato.

D.M. di 33 anni di Cammarata il 18 marzo del 2011 veniva notato all’interno  dello stadio comunale “Salaci” di Cammarata in occasione dell’incontro di calcio Kamarat contro Valderice e veniva ripreso da una emittente televisiva mentre era intento a colpire con una cintura il portiere della squadra del Valderice. In conseguenza di ciò il questore di Agrigento adottava nei confronti del giovane cammaratese il cd. DASPO, ovvero il divieto di accesso ai  luoghi dove si svolgono competizioni agonistiche della squadra di calcio “kamarat” di cammarata con prescrizione a comparire presso la compagnia carabinieri di Cammarata al decimo e al quarantesimo minuto di ogni tempo delle partite calcistiche del “Kamarat” di Cammarata per un triennio. Il provvedimento del questore di Agrigento veniva ritualmente convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari di Agrigento ma il giovane cammaratese proponeva un ricorso innanzi la Corte di Cassazione, con il patrocinio dell’avv. Girolamo Rubino, per violazione di legge. Già la Procura Generale presso la Corte di Cassazione nella propria requisitoria scritta concludeva chiedendo l’annullamento senza rinvio della misura sanzionatoria, ritenendo fondata la violazione dell’articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, lamentata dal difensore del ricorrente avv. Girolamo Rubino secondo cui vi sarebbe stata l’assenza dell’avviso di presentare memorie o deduzioni avverso il decreto del questore. La Corte di Cassazione, Sezione Terza, ritenendo fondati i motivi di ricorso formulati dall’avv. Rubino, ed in conformità alle richieste della Procura Generale ha annullato senza rinvio il provvedimento impugnato. Pertanto il giovane cammaratese, per effetto dela pronunzia della Cassazione , non avra più l’obbligo di presentarsi presso la compagnia carabinieri di cammarata durante le partite del Kamarat.

Al Palazzo di Giustizia di Agrigento e’ iniziato, in Corte d’ Assise, il processo a carico di 4 nigeriani e 4 ghanesi, scafisti di immigrati clandestini, accusati di aver gettato in mare, in ossequio ad un rito magico, alcuni migranti durante una traversata dalla Libia a Lampedusa, il 4 agosto del 2011. Gli imputati rispondono di omicidio plurimo aggravato da motivi futili e abietti.

La scheda per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale e’ di colore grigio. Ogni scheda elettorale reca i nomi e i cognomi dei candidati alla carica di sindaco, al cui fianco sono riportati i contrassegni delle liste ai quali il candidato e’ collegato.
Si puo’ votare un candidato alla carica di sindaco e una lista a lui collegata tracciando un segno sul rettangolo contenente il nome e cognome, prestampato, del candidato sindaco e un segno sul contrassegno di una lista a esso collegata. Si puo’ votare un candidato alla carica di sindaco e una lista collegata a diverso candidato sindaco tracciando un segno sul rettangolo del candidato sindaco prescelto e uno sul contrassegno della lista prescelta, anche se collegata a diverso candidato sindaco.
Il solo segno sul contrassegno della lista, a differenza del passato, non estende il voto al candidato sindaco collegato, al quale pertanto bisogna attribuire un voto espresso.
L’elettore non deve riscrivere il nome e cognome del candidato sindaco, pena l’annullamento della scheda. Si puo’ esprimere un solo voto di preferenza per il consiglio, scrivendo nell’apposita riga, tracciata a fianco del contrassegno della lista prescelta, il cognome del candidato consigliere. In caso di due candidati con lo stesso cognome occorre aggiungere anche il nome.
Nei 125 comuni fino a 15mila abitanti, le elezioni si svolgono a turno unico: e’ eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti. Negli altri 22 comuni, invece, sara’ eletto sindaco chi avra’ riportato almeno la meta’ piu’ uno dei voti. In caso contrario, gli elettori saranno chiamati al ballottaggio, il 20 e 21 maggio, per scegliere tra i due candidati piu’ votati al primo turno e sara’ eletto colui che avra’ ottenuto il maggior numero di voti.
Per le circoscrizioni si vota con una scheda rosa e per la prima volta il presidente e’ eletto direttamente dai cittadini.
Per votare, e’ necessario presentarsi al seggio con un documento di identita’ e la tessera elettorale. Chi non avesse la tessera puo’ richiederla all’ufficio elettorale del comune di residenza.

Gli elettori residenti ad Agrigento diversamente abili, che intendono esercitare il diritto al voto in occasione delle prossime elezioni amministrative del 6 e 7 maggio, possono usufruire del servizio di trasporto a chiamata che permette a chi ne fa richiesta il raggiungimento dei seggi.
Gli aventi diritto potranno avvalersi del servizio telefonando al seguente numero: 0922/590200.
Le fasce orarie in cui il servizio è operativo sono le seguenti: domenica 6 maggio: dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 20.00; lunedì 7 maggio: dalle ore 12.00 alle ore 14.00.

Sono tredici i comuni dell’agrigentino chiamati al voto il 6/7 maggio. Nel capoluogo si preannuncia una lotta serrata per la poltrona più alta di Palazzo dei Giganti. Altrettanto combattuta sarà la corsa per l’accesso in Consiglio comunale: quasi quattrocento i candidati. Nella città dei templi sono cinque i candidati sindaco. In corsa: Il sindaco uscente Marco Zambuto appoggiato da Udc e la lista “Patto per il territorio”. L’avvocato Salvatore Pennica, candidato del movimento civico Épolis, sostenuto da Pdl, Grande sud e dalla lista “Cantiere Popolare”
Mariella Lo Bello, ex segretario generale della Cgil di Agrigento, che può contare sull’appoggio di Mpa, Pd, Fli e Api e lista “Agrigento Protagonista”.
Giampiero Carta, vincitore delle primarie della sinistra, gode del sostegno della lista “Agrigento Bene comune”.
L’ambientalista Giuseppe Arnone, sostenuto dalla lista civica “Lista utile per eleggere il miglior sindaco di Agrigento”.
Aragona – Ad Aragona sono due gli sfidanti: Salvatore Parello sostenuto da Pdl, Udc, Grande Sud e liste civiche, e Giuseppe Pendolino appoggiato dalla coalizione Fli, Api, Mpa e Italia dei valori e liste civiche.
Bivona – Lotta a due a Bivona, dove con la lista “Insieme per crescere” si ricandida il sindaco uscente Giovanni Panepinto, deputato all’Assemblea regionale siciliana del Pd, in competizione con Paolo Barone, supportato da una lista civica “Primavera bivonese”.
Campobello di Licata – Tre in corsa alla poltrona di sindaco a Campobello di Licata: Giovanni D’Angelo, Angelisa Falsone e Giovanni Picone.
Cattolica Eraclea – Sfida a tre anche a Cattolica Eraclea dove affronteranno la campagna elettorale Nicolò Termine, Giovanni Gentile e Giuseppe Di Benedetto.
Casteltermini – A Casteltermini si ripresenta il sindaco uscente Nuccio Sapia del Pid, appoggiato dalla coalizione Mpa, Pd e Grande Sud; Stefano Licata e Sebastiano Infantino, entrambi dell’Udc.
Comitini – I candidati a sindaco di Comitini sono invece Felice Raneri e Salvatore Bruno, entrambi sostenuti da due liste civiche.
Lampedusa e Linosa – Serrata la disputa anche a Lampedusa e Linosa. Cinque i concorrenti al ruolo di primo cittadino dell’arcipelago delle Pelagie: l’uscente Bernardino De Rubeis, gli ex sindaci Salvatore Martello e Bruno Siragusa, la presidente di Legambiente Lampedusa, Giusy Nicolini, e Maurizio Di Malta di Forza Nuova.
Montallegro – A Montallegro la lotta è tra Giovanni Piruzza con Grande Sud, Udc e Fli, e Pietro Baglio con Pd, Mpa e Pdl.
Raffadali – Sfida a quattro: Franco La Porta con il centrodestra; Giacomo Di Benedetto, deputato all’Ars del Pd, appoggiato dalla coalizione Fli, Mpa e Udc e La Sinistra; Angelo Salemi, ex assessore nell’Amministrazione uscente, sostenuto dall’Api; e Antonino Vizzì, l’ultima in ordine di arrivo, in rappresentanza del Movimento dei Forconi.
Sciacca – A Sciacca sono cinque i candidati alla carica: Fabrizio Di Paola con Pdl, Grande Sud, Udc e liste civiche; Gioacchino Marsala con Pd e terzo polo; Emma Giannì del movimento Cinque Stelle; Vincenzo Guirreri di Sinistra Ecologia e Libertà e Pippo Turco dell’Italia dei Valori.
Santa Margherita Belice – Due gli avversari della campagna elettorale a Santa Margherita Belice: Salvatore Barbera e Franco Valenti.
A Villafranca Sicula (Agrigento) sfida tra Domenico Balsamo e Adriano Mulè Cascio. Racalmuto (Agrigento), invece, non andrà al voto perché il Consiglio comunale è stato sciolto per mafia.

Luigi Gagliardo, 38 anni, fratello del pentito Ignazio, l’uomo che rivelò i segreti delle cosche agrigentine, ha ucciso questo pomeriggio ad Aci S.Antonio, nel catanese, il padre Antonino Gagliardo, 82 anni, e la madre, Rosa Amore, 74 anni, colpendoli ripetutamente con oggetti contundenti e, successivamente, si è suicidato soffocandosi con il gas. La famiglia si trovava nel paesino alle porte di Catania in seguito alle vicende giudiziarie dei due figli. La località era protetta e sicura. Ricordiamo che anche Luigi Gagliardo fu condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione nella vicenda giudiziaria “Sicania 2″. Lo stesso Luigi Gagliardo avvisò le cosche mafiose del pentimento del fratello Ignazio. Come detto, dopo aver ucciso i due genitori, Luigi Gagliardo si infilato un sacchetto di plastica in testa  collegato con il tubo del gas morendo pochi attimi dopo.  I rilievi sono stati coordinati dal sostituto procuratore di Catania , Fabrizio Aliotta. La famiglia Gagliardo, ricordiamo, era originaria di Racalmuto.