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Presentare ai giovani il mondo del volontariato, conoscere chi soffre, offrire una carezza e decidere di aiutare. Sono questi gli obiettivi del progetto GITA IN ASSOCIAZIONE, in programma domani martedì 8 maggio dalle ore 9.30 presso la sede dell’Associazione Alzheimer di Agrigento, in via Dante n.63.
È un’iniziativa fortemente voluta dall’associazione e che ha incontrato sin dai primi passi il parere favorevole del Liceo Classico Empedocle. Il dirigente scolastico Anna Maria Sermenghi ed il personale docente, hanno accolto con entusiasmo e fortemente voluto questo evento di solidarietà, avendo da un po’ di tempo all’interno del Liceo delle figure responsabili proprio delle attività di volontariato, proprio per la sua valenza educativa.
La IB del Liceo Classico Empedocle, accompagnata dai Proff. Salvatore Conti e Anna Maria Casà, visiterà la sede. Conoscerà le attività dell’associazione e verrà informata sul morbo di Alzheimer: quali sono i sintomi della malattia, come intervenire sul malato, quali sono i suoi inalienabili diritti e come l’Associazione cerca di aiutare queste persone. Si tratta di un progetto molto importante, e che è già stato portato a temine in altre realtà della provincia agrigentina. I ragazzi conosceranno i malati assistiti dall’Associazione ed insieme si dedicheranno a numerose attività ricreative. Uno dei momenti di convivialità più importanti sarà il pranzo, con la realizzazione di dolcetti tipici siciliani. La giornata si concluderà intorno alle 16.00.

Sull’allarmante fenomeno della “Fuga di cervelli” dalla nostra provincia e dall’Italia, riceviamo e pubblichiamo una riflessione dell’operatore culturale, Gianni Costanza, attento osservatore della realtà politica, economica e sociale agrigentina.  
 “Giorno 19 aprile  2012, nella facoltà di Ingegneria degli studi di Palermo,Domenico-Andrea Vassallo, figlio di un mio grande amico d’infanzia, prof. Antonino Vassallo, funzionario della Motorizzazione Civile di Agrigento ed ex consigliere comunale di Grotte, è stato proclamato Dottore Magistrale in “Ingegneria Edile-“Architettura” con 110/110 e Lode. Riconoscimento che innalza il prestigio intellettuale della sua persona, della piccola comunità di Grotte e di  Agrigento sua città di  residenza. Come per tanti altri studenti della nostra provincia,le viuzze, la piccola piazza del proprio paese natio,Grotte e la città di Agrigento luogo di residenza,Palermo, sede della sua  facoltà di Ingegneria, luoghi a lui tanto cari,che hanno segnato ed aiutato a crescere,maturare e formare la sua persona la sua cultura. La fraterna amicizia che tanti anni, mi lega a suo padre, il prof. Nino Vassallo ed alla sua famiglia, risale a quando,ragazzi, frequentavamo l’Azione Cattolica della chiesa Madre di Grotte e successivamente la politica dove con  pacatezza e senso di equilibrio ha saputo difendere i bisogni, gli interessi  dei cittadini grottesi. Consumata questa breve esperienza politica, non si è più ricandidato,dando spazio ai giovani. Ricordo, che in tempi recenti,in  Agrigento  o quando,rientra a Grotte dove ancora oggi,risiedono altri  suoi  affetti familiari,quei nostri brevi incontri, sono  vivacizzati da commenti sulla musica e sulla politica. Proprio in questi frangente di tempo,nel dialogo con loro,ho avuto modo di conoscere ed apprezzare  l’educazione,la semplicità e la cultura del figlio, il neo Ingegnere Domenico-Andrea,che, oggi,la proclamazione della laurea, ha visto premiare la sua costanza, i suoi approfonditi studi ed i sacrifici di tutta la sua famiglia. La politica,gli operatori turistici ed a quanti operano per la crescita del nostro turismo,ancora oggi, orfano di infrastrutture viarie ed aeroportuale,si impegnassero per intrattenere, sul nostro territorio, queste eccelse intelligenze e tanti altri bravi professionisti. Esemplare,a mio avviso,l’iniziativa dell’ordine degli architetti di Agrigento che, qualche hanno addietro,gratuitamente, ha messo a disposizione dei tecnici del comune di Agrigento, validi architetti,per elaborare progetti di miglioramento e censimento delle case pericolanti su tutto il centro storico. Se si  studiassero approfonditamente i progetti, che la Comunità Europea, mette a nostra disposizione e che la regione siciliana non ha sufficientemente aiutato ad elaborare,questi nostri cervelli,motivati ed incoraggiati, potrebbero elaborare dei validi progetti per opere pubbliche da  fare finanziare dalla Comunità Europea, unica ancora di salvezza per potere realizzare  opere pubbliche di grande spessore. Un po tutti, siamo consapevoli che le opportunità di crescita di queste intelligenze,non possono equipararsi con quelle del Nord Italia o d’altre parti d’Europa,ma almeno proviamo,tentiamo per non rammaricarci successivamente. Quindi,mi auguro che tutta la classe politica locale, regionale, nazionale ed europea,possa lavorare in sinergia, per attenzionare la tipologia di progetti consoni al nostro territorio che porrebbe  fine all’emigrazione di questi nostri cervelli che sono un valore aggiunto alla  nostra cultura,alla nostra economica. Al neo Dott. Ing.Domenico-Andrea Vassallo,al papa prof. Nino, ed a tutta la sua famiglia,desidero formulare i miei migliori auguri uniti a quelli della mia famiglia, auspicando un futuro ricco di soddisfazioni professionali ed economiche”.

Le associazioni datoriali  dell’Artigianato e del Commercio: Confartigianato, CNA, Confcommercio, Confesercenti e Casartigiani ritengono assolutamente inaccettabile il provvedimento” varato dalla giunta Provinciale D’Orsi” inerente l’aumento dell’imposta  RC auto.
“Le imprese, lo Stato Sociale – si legge in una nota – sono già fortemente compromessi dalle manovre varate dal Governo Nazionale pertanto, un’ulteriore aumento del 3,5%  di imposta sulle assicurazione RC auto in un momento di grave crisi economica è da ritenersi ingiusto e vessatorio.
La nostra Provincia rappresenta il fanalino di coda del nostro Paese per reddito e servizi sociali mentre, detiene il primato per tasso di disoccupazione. Per questi motivi i cittadini agrigentini non possono essere gravati di un balzello economico che dovrà servire soltanto, come dichiarato dallo stesso Presidente D’Orsi, a compensare le minori entrate dell’Ente provincia e non migliorare la sicurezza e viabilità stradale.
Rete Imprese Italia, nel richiedere fermamente la revoca del provvedimento auspica che il Presidente D’Orsi recuperi le minori entrate  riducendo i costi della politica provinciale”.

A distanza di un anno e mezzo esplode di nuovo la collina delle Macalube di Aragona: una violenta attività parossistica avvenuta nella notte tra sabato e domenica stravolge completamente la fisionomia dell’area di maggior pregio geologico della Riserva, in cui si concentra la formazione dei vulcanelli di fango freddi conosciuti in tutto il mondo, appunto, come “macalube”. Oltre alla consistente fuoriuscita di materiale argilloso misto a gas ed acqua che ha fatto scomparire completamente i vulcanelli preesistenti ed ha prodotto in più punti il consueto innalzamento della superficie collinare, il violento fenomeno di degassamento, che scientificamente viene definito “ribaltamento”, ha creato numerose e profonde fratture nel terreno, anche ad una certa distanza dal suo epicentro.  Suggestivo, come sempre, lo spettacolo presentatosi agli occhi degli operatori di Legambiente Sicilia che gestisce l’area protetta e che, ieri mattina, si sono affrettati a collocare appositi avvisi all’ingresso del sentiero di accesso alla riserva per dissuadere visitatori e curiosi dall’avvicinarsi troppo alla collina: in questo momento, infatti, per ovvi motivi di sicurezza. è consigliabile mantenersi a debita distanza da essa. Nelle prossime ore sono attesi ad Aragona gli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia per effettuare i rilevamenti di carattere tecnico e scientifico e monitorare la situazione, soprattutto  per appurare che non vi siano rischi di un imminente ripetersi del fenomeno. Solo dopo l’ok dell’INGV sarà, infatti, possibile far riprendere regolarmente la fruizione dell’area protetta.

“Non sono condizionabile dalla politica e dai partiti. Sin d’ora mi pare utile dichiarare quale sarà la mia strategia per il turno di ballottaggio. Utilizzerò il  meccanismo consentito dalla legge elettorale solo e soltanto per qualificare il Consiglio Comunale, consentendo l’ingresso di persone qualificate e perbene. Effettuerò formali apparentamenti tecnici con chi si impegnerà a ridurre di almeno il 50% i costi di funzionamento del Consiglio. Ho già depositato, in busta chiusa, i nomi degli assessori che designerò, anch’essi scelti tra persone competenti e perbene.”  Lo afferma in una nota il candidato sindaco di Agrigento, Giuseppe Arnone.

A Sciacca, altro grande centro dell’Agrigentino, dopo le dimissioni del primo cittadino Vito Bono, sono cinque i candidati alla carica: Fabrizio Di Paola con Pdl, Grande Sud, Udc e liste civiche; Gioacchino Marsala con Pd e terzo polo; Emma Giannì del movimento Cinque Stelle; Vincenzo Guirreri di Sinistra Ecologia e Libertà e Pippo Turco dell’Italia dei Valori.
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“I ritardi e i silenzi sull’aeroporto e l’autorizzazione a deturpare il volto delle coste agrigentine sono le due facce di una stessa medaglia che vuole la mortificazione della vocazione turistica di un territorio  con peculiarità uniche al mondo.
La valutazione positiva del Governo Nazionale sull’impatto ambientale del parco  eolico offshore da realizzare a tre miglia marine, davanti alla spiaggia antistante il Castello di Falconara di Licata, rappresenta l’ennesima incomprensibile decisione del Governo, presa senza tenere conto della volontà popolare”. Lo afferma in una nota l’Assessore al Turismo Angelo Biondi.
“Non si comprende – prosegue – come le azioni di due province, Agrigento e Caltanissetta, dei comuni di Licata, Gela, Palma di Montechiaro, di comitati civici contrari al parco eolico, siano state disattese dal Governo creando un potenziale danno all’industria turistica e al comparto della pesca della fascia costiera di quell’area.
Vogliamo capire come sia possibile dare una positiva valutazione sull’impatto ambientale quando nella costa sorgono diverse strutture alberghiere che sono costate milioni di euro, con primarie società che hanno scelto quell’aera, creando occupazione e ricchezza. Forse il governo non si rende conto del danno all’economia di quella zona che si creerebbe con la costruzione del parco eolico offshore.
Come Assessorato Provinciale al Turismo stigmatizziamo, fortemente, questa decisione che non ha tenuto conto nemmeno della volontà della Regione anch’essa contraria al parco. Chiederemo al governatore Lombardo di attivarsi affinché questa sciagurata decisione non produca danni all’ambiente marino e all’economia della nostra provincia e a quella di Caltanissetta”.
“Questa decisione appare più incomprensibile se legata alla mancata realizzazione dell’aeroporto di Agrigento. Una struttura indispensabile, come ha ricordato ieri il Presidente D’Orsi, per dare un concreto rilancio all’economia di questa provincia e che, invece, viene osteggiata da una classe politica miope e da un Governo nazionale che preferisce occuparsi di bloccare lo sviluppo turistico di questo territorio o di comprometterlo con il parco eolico anziché consentire la costruzione dell’aeroporto.
Ecco perché si rende necessario, ora come non mai, che tutti i rappresentanti della politica agrigentina – conclude l’Assessore Biondi – inizino a mettere al primo posto della loro agenda la difesa ad oltranza del proprio territorio, rivendicando autonomia e libertà delle scelte politiche intraprese per dare speranza al popolo di questa dimentica provincia.”

“Si faccia come a Caltanissetta: tutti uniti per raggiungere l’obiettivo di fare della provincia di Agrigento una Zona Franca”.
Lo dichiara Paolo Ferrara, Vice Presidente e Assessore allo Sviluppo Economico e all’Agricoltura della Provincia Regionale di Agrigento, di concerto con il presidente  Eugenio  D’Orsi.
Estendere anche alla nostra provincia i benefici previsti dalle zone franche significa offrire una concreta opportunità di sviluppo e un incoraggiamento non soltanto per l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali, ma anche per il rilancio dell’economia delle zone più degradate. Per affermare la legalità e lo sviluppo occorre offrire garanzie di sicurezza e tutela per l’attività imprenditoriale e per i cittadini, nonché creare un’amministrazione snella, veloce ed efficace che consenta di verificare la garanzia del rispetto delle regole e degli interessi pubblici e fra questi la possibilità di sviluppare un’economia che produca ricchezza per il territorio, nuova occupazione, crescita della qualità della vita. Agrigento è un territorio dalle enormi potenzialità su cui tutte le Istituzioni, in primo luogo la Provincia Regionale, ma anche parti politiche e sociali, devono porre particolare attenzione proprio per dare vita ad un modello di sinergia. Ciò lascia ben sperare che si consolidi un positivo volano per l’attrazione di nuovi investimenti, insieme a più importanti flussi turistici.  Si apprezza, altresì l’intervento positivo in tal senso del Vice Presidente regionale di Confindustria, Dott. Giuseppe Catanzaro e dell’On. Michele Cimino, che oggi come in passato, da Assessore Regionale e da Presidente della Commissione Bilancio dell’Ars, si batte affinché la presenza di nuovi investimenti industriali sia sostenuta, in provincia di Agrigento, da una ‘zona franca’ che, unita allo strumento della “fiscalità di vantaggio”, istituita dall’Unione Europea, già nel 2006, ma, purtroppo, non ancora attuata, potrebbe ridurre il gap strutturale. Noi rilanciamo una politica di incentivazione fiscale che tenti di colmare il grosso divario esistente tra Nord e Sud. In Sicilia appare ormai improcrastinabile la previsione di una fiscalità privilegiata al fine di coprire altri fattori economici negativi. Il sistema politico e burocratico, pertanto, non sia più un freno allo sviluppo delle imprese”.
 

8 maggio 1982 – 8 maggio 2012: trent’anni… Tanti ne sono passati dalla strage di Porto Empedocle che vide cadere vittime della barbarie mafiosa tre innocenti lavoratori che, in quel giorno, erano sul loro posto di lavoro presso un impianto di confezionamento di calcestruzzi della cittadina marinara. Giuseppe Lala (55anni) e Domenico Vecchio (26 anni) di Porto Empedocle, Antonio Valenti (38 anni) di Favara i nomi delle vittime che, solo nel 1989, ovvero dopo ben 17 anni, lo Stato ne ha riconosciuto lo status di Vittime innocenti della mafia.
Tutto accadde per questioni di concorrenza fra i gestori dell’impianto di calcestruzzi empedoclino e quelli di altro analoga azienda di Ribera che, per avere un competitor in meno decisero per la materiale soppressione dei titolari. Fu così che il mandante Pietro Marotta, esponente della cosca di Ribera, gestore di uno stabilimento per la frantumazione di inerti, imparentato con il boss Carmelo Colletti, si rivolse ad un gruppo di fuoco del clan Lauria di Raffadali che organizzò l’agguato che vide cadere, erroneamente, tre onesti lavoratori.
Trent’anni sono tanti (per collocare nel tempo l’episodio basta ricordare che nello stesso giorno morì, a soli 32 anni, Gilles Villeneuve durante le qualifiche per il Gran Premio del Belgio del 1982, appunto, e che la nazionale italiana di calcio doveva ancora vincere il titolo mondiale a Madrid ) ma per le famiglie delle vittime il dolore è ancora vivo, immutato, cristallizzato, indelebile. Spiace rilevare che non essendo, le tre Vittime, annoverabili fra quelli di serie “A”, o forse perché uccisi in abiti da semplici operai e non indossando toghe o livree, nessuna manifestazione pubblica sia stata organizzata in loro memoria. Lo Stato si è assopito oppure ha memoria corta. I politici locali sono distratti dalla concomitante tornata elettorale e non hanno avuto tempo e modo di dedicare una giornata per ricordare i loro cittadini. Ma nei cuori dei congiunti assurge, forte, il ricordo dei loro cari caduti per mano mafiosa, ricordo che tramandano ai posteri, ai nipotini che crescono, a quei nipotini che non hanno potuto conoscere nonni e zii uccisi in un tiepido sabato pomeriggio di un lontano mese di maggio. Nemmeno Domenico Vecchio junior poté conoscere suo papà poiché, a maggio del 1982, era ancora nel grembo materno da cui uscì a luglio, appena due mesi dopo. E preparando questo articolo è emerso che quasi due anni fa è mancata, a soli 46 anni, Rossana, figlia di Giuseppe Lala, devastata da una malattia che i medici non escludono potersi ricondurre al terribile trauma subito, adolescente, per la tragica uccisione dell’adorato papà.

Come di consueto anche quest’anno si svolgerà la manifestazione “Poesia in Via Atenea”, importante Rassegna di giovani autori emergenti organizzata dal Comitato Provinciale AICS di Agrigento, che avrà luogo venerdì 11 maggio, alle ore 17.00, presso la Biblioteca Comunale “F.La Rocca”. L’evento, che gode del patrocinio del Comune di Agrigento e dell’Assessorato Regionale ai Beni Culturali, è curato e coordinato dalla Dott.ssa Margherita Biondo, componente del dipartimento pari opportunità dell’AICS. L’iniziativa intende valorizzare e incentivare giovani talenti del nostro territorio che si distinguono nel campo artistico-letterario per dare loro una possibilità di visibilità e per sollecitare le nuove generazioni ad avvicinarsi, in particolare, all’arte della scrittura in versi. Nel corso della serata, dopo i saluti di Lillo Basile, Presidente della locale Sezione AICS, interverrà Angela Megna, Presidente dell’Associazione Ciak Donna. Margherita Biondo procederà quindi alla presentazione dei giovani poeti Gioele Attardo, Maddalena Elena Chiara e Francesco Micciché nonché del cantautore Eliseo Adragna. Le letture saranno curate da Salvatore Di Salvo, Luisa Lo Verme e Salvo Preti. L’evento sarà arricchito dagli interventi artistico-musicali di Salvatore Di Salvo (voce), Eliseo Adragna (chitarra), Angela Pullara (flauto traverso), Pietro Scichilone (Pianoforte) e Flavia Farruggia (chitarra).
La cittadinanza è invitata ad intervenire.