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L’europarlamentare agrigentino Salvatore Iacolino è intervenuto in Plenaria durante il dibattito sul seguito della visita della delegazione parlamentare della Commissione LIBE in Sicilia e a Lampedusa, promossa dallo stesso On. Iacolino. Durante il dibattito i rappresentanti della Commissione e del Consiglio – si legge in una nota – hanno risposto alle interrogazioni parlamentari presentate dai gruppi politici, impegnandosi a dare un’accelerazione alla gestione europea dei flussi migratori.
 “Sono trascorsi sei mesi dalla visita della delegazione parlamentare in Sicilia e purtroppo non molto ancora è stato fatto. Assistiamo al ripetersi dei drammi nel Mediterraneo, quest’anno come negli anni passati. La nostra priorità è rendere le Istituzioni Europee seriamente impegnate rispetto ai valori di solidarietà, responsabilità e coraggio per sostenere i Paesi del Sud Europa, afferma Iacolino”.
 “L’Unione Europea – prosegue – deve essere più coraggiosa se vuole tenere fede agli impegni presi in Aula ieri. Un taglio del 50% delle risorse destinate alla “Prevenzione e lotta al crimine” – come proposto per il Budget 2013 della Commissione – non é in linea con le reali esigenze di protezione dei migranti e di sicurezza dei cittadini, così come servono più risorse per il Fondo per le Frontiere Esterne. Per contrastare efficacemente la tratta degli esseri umani, spesso in mano alle organizzazioni criminali, é necessario sostenere con risorse umane e finanziarie adeguate le attività, di Frontex e dell’Agenzia per l’Asilo nell’ assistenza ai migranti e nel controllo delle frontiere”.
 “È auspicabile attendersi, inoltre, – conclude Iacolino – maggiore solidarietà e cooperazione tra gli Stati membri dell’UE nell’accoglienza dei rifugiati, nel quadro di un nuovo sistema europeo di asilo che preveda la possibilità di programmi di reinsediamento congiunto con i paesi di origine e di transito. É prioritaria pertanto la conclusione di accordi di cooperazione tra l’UE ed i Paesi terzi frontalieri, a cominciare da quello con la Libia. I negoziati devono essere presto concessi a livello europeo, al fine di snellire le procedure di riammissione e di avviare le procedure di richiesta di asilo, così come testimoniato dalla Commissione nel corso del dibattito in Aula”.

Il Presidente dell’Ufficio Centrale, costituitosi in occasione delle elezioni del Sindaco e del Consiglio comunale di Agrigento, ha comunicato che i voti validi per l’elezione del Sindaco sono stati 31126.
In considerazione del fatto che nessuno dei candidati ha raggiunto la maggioranza assoluta dei voti validi (31126 : 2 = 15564) sono stati ammessi al ballottaggio quelli che hanno ottenuto il maggior numero di voti e cioè Marco Zambuto con 12356 e Salvatore Pennica con 6906 voti.
Nella giornata di oggi è pervenuto poi l’estratto delle operazioni del citato Ufficio Centrale riportante anche i voti ottenuti dagli altri candidati: Maria Lo Bello (detta Mariella) 5110, Giuseppe Arnone 3483 e Giampiero Carta 3271.

Il Comune di Agrigento – si legge in una nota – ha emesso un’ordinanza nella quale vengono individuati i siti, previsti dalla legge, nei quali vige il divieto assoluto di balneazione.
Come ogni anno, con l’approssimarsi della stagione balneare il Laboratorio di sanità pubblica del Dipartimento di prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, ha segnalato, in ottemperanza alle norme regionali sulla salute pubblica, i tratti di costa, ricadenti nel territorio di Agrigento, per i quali è previsto il divieto di balneazione.
L’ordinanza segnala i seguenti siti per i quali vige il divieto permanente di balneazione:

  • porto di San Leone
  • foce del fiume Naro (200 metri a sinistra e 200 metri a destra)
  • foce del fiume Akragas, a partire dal porticciolo di San Leone e per 450 metri)
  • località Caos, nella zona compresa tra il territorio di Porto Empedocle e quello di Agrigento per una lunghezza complessiva di 1.400 metri.

La Polizia municipale e la Polizia giudiziaria avranno il compito di eseguire quanto disposto dall’ordinanza sul divieto di balneazione e del controllo sull’osservanza della stessa.

Con riferimento alle dichiarazioni dell’ormai ex consigliere Giuseppe Avv. Arnone, i Direttivi dei Circoli del Partito Democratico della città intendono respingere – in una nota – quelle che definiscono “ingiuriose ed offensive accuse formulate, forse, nella paura che nel Partito Democratico si stia affermando una nuova classe dirigente seria competente e preparata”. Il risultato della lista – affermano in una nota i Segretari dei Circoli del Partito Democratico  di Agrigento Epifanio Bellini e  Domenico Pistone – sebbene non allineato alle percentuali nazionali, segna sicuramente un’inversione di tendenza rispetto alle ultime competizioni elettorali e dimostra come, a fronte dei giornalieri attacchi di cui eravamo oggetto in maniera sconsiderata, la città abbia registrato un impegno serio e responsabile dei suoi dirigenti in questi ultimi anni e a cui si devono riconoscere grandi meriti. Il prossimo consigliere Marco Vullo, nuovo iscritto nella lista dei “cattivi” e primo eletto nella lista del PD, dipendente della CGIL e responsabile da anni dei servizi CGIL e del patronato INCA, non solo è stato vicino al Partito Democratico facendo richiesta per il rilascio della tessera, ma ha tutto il sostegno da parte dei gruppi dirigenti di questi direttivi per le sue qualità umane e professionali ma soprattutto per il suo continuo e generoso servizio in una realtà difficile come quella di Villaseta. Non dubitiamo che grazie alla sua presenza l’attività consiliare del Partito acquisti in determinazione ed incisività, e gli garantiremo, come già fatto nella precedente consiliatura, adeguato supporto mediante le numerose competenze e professionalità che questo Partito esprime”.

L’Arcivescovo di Agrigento, mons. Francesco Montenegro, invita i presbiteri, le comunità parrocchiali e quanti volessero, ad unirsi ad un gesto di solidarietà in memoria di don Patrick, scomparso prematuramente lo scorso 7 maggio in un incidente stradale, da realizzarsi nel Congo, su paese natale.
Le somme devono pervenire sul conto corrente postale numero 212928 intestato a Curia Vescovile oppure sul conto corrente bancario IT 09 C 03359 01600 100000006841 intestato ad Arcidiocesi di Agrigento con la causale “Pro don Patrick”.

E’ operativo  lo sportello Creaimpresa previsto nell’ambito del servizio MENTOR del progetto QLT cofinanziato dalla fondazione con il Sud e di cui è capofila l’Archeoclub di Campobello di Licata. Il servizio MENTORE ha come obiettivo  quello di promuovere la cultura imprenditoriale, sviluppando la capacità di impresa come risposta al bisogno di inserimento lavorativo. CREAIMPRESA è uno sportello di orientamento e consulenza di impresa che sarà il punto di riferimento per gli studenti ed i giovani di Campobello di Licata e Ravanusa. Sarà anche “uno spazio comune di informazione”. Lo Sportello prevede, infatti, la presenza di un Agente di Sviluppo Locale con il preciso scopo di:  informare, gratuitamente,  sulle normative comunitarie, nazionali e regionali a favore delle iniziative femminili (Misure previste nel POR 2007-2013, finanziamenti Fondi strutturali, CO.S.I.S., CRIAS, IRCAC, IRFIS, leggi su interventi ordinari a favore delle attività produttive localizzate in aree depresse del territorio nazionale. Orientare in ordine alle idee d‟impresa presentate sul tipo di intervento da adottare. Inoltre si propone di dare consulenza per trasformare le idee valide in progetti di impresa.  E’ previsto inoltre, il supporto di consulenti senior e delle associazioni di categoria coinvolte nel progetto (CONFCOPERATIVE Agrigento, CNA Agrigento, CONFARTIGIANATO Agrigento), con il preciso compito di trasferire Know-how e metodi per affrontare specifici problemi: per esempio come produrre una buona idea, come scegliere la strada imprenditoriale giusta, come accedere a finanziamenti.  
Lo Sportello CREAIMPRESA, gestito dal Consorzio AGRICA e attivo nei seguenti giorni: Mercoledì dalle 09.00 alle 13.00  e Venerdì dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 a Campobello di Licata – Via G. Marconi n° 104;
Giovedì dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 a Ravanusa presso i locali della Biblioteca Comunale Corso Repubblica 17. I contatti dello sportello sono i seguenti info@astraconsulenze.comcreaimpresaqlt@libero.it 0922.603742 – 0922.604461

In Sicilia il settore delle opere pubbliche e’ ormai alla paralisi, al punto che procede allo stop anche il meccanismo delle gare d’appalto . L’ Ance, l’ Associazione costruttori edili, denuncia : ” in Sicilia, durante le prime 3 settimane di aprile sono stati pubblicati sulla Gazzetta ufficiale appena 15 bandi, a fronte dei 75 dello stesso periodo dello scorso anno. Il dato conferma il trend in calo dall’inizio del 2012 a confronto con il primo trimestre del 2011: a gennaio 29 gare contro le 34 del 2011. Poi, a febbraio 35 bandi a fronte dei 53 di febbraio 2011. E marzo, infine, 32 contro i 50 di un anno prima. Inoltre, l’aggiudicazione di lavori di nuove infrastrutture, procede con una lentezza intollerabile.

Serve una deroga immediata al patto di stabilità interno sui precari e sugli investimenti infrastrutturali per disinnescare una bomba ad orologeria che rischia di fare esplodere lo stato sociale nei Comuni e nelle Province siciliane.
Lo ha dichiarato il consigliere provinciale di Agrigento, Carmelo D’Angelo, intervenuto a sostegno delle agitazioni che in alcuni comuni dell’agrigentino stanno promuovendo gruppi di precari preoccupati per il loro posto di lavoro.
Il legislatore – ha continuato D’Angelo – deve prevedere la possibilità normativa per concedere a sindaci e presidenti di provincia, che hanno le disponibilità finanziarie o che possono reperirle nelle pieghe dei loro bilanci, di salvare centinaia di posti lavoro e di investire in scuole e strade, mettendo questi costi fuori dal patto di stabilità.
Il precariato, certamente frutto di politiche sbagliate dei decenni passati, ha aggiunto il consigliere provinciale «ha mantenuto, però, nei nostri Comuni un livello alto di pace sociale garantendo, oggi, servizi in molti uffici comunali e provinciali che rischiano di essere cancellati, causando nocumento alla macchina amministrativa.
Oltre al precariato – ha concluso Carmelo D’Angelo – bisognerebbe eliminare dal patto di stabilità i limiti imposti sugli investimenti infrastrutturali perché ciò consentirebbe ad enti, come ad esempio la Provincia di Agrigento, di liberare, ogni anno, risorse per svariati milioni di euro che servirebbero a rilanciare l’economia”.

“Sono numerosi i disagi manifestati dai pazienti e dalle loro famiglie nonché di cittadini che lamentano  da giorni il mancato funzionamento di un importante servizio dell’Ospedale San Giovanni di Dio relativo alla TAC”. Lo afferma in una nota Manlio Cardella Presidente Unione Nazionale Consumatori.
“L’Unione Nazionale Consumatori – prosegue la nota – chiede con urgenza se sono state verificate le cause del ritardo del ripristino del servizio  che arreca gravi disfunzioni e disagi per pazienti ricoverati nonchè per quelli relativi a casi urgenti di incidenti ed infortunio i qual sono stati trasportati ad altri ospedali della provincia.
Manlio Cardella, propone nelle more del ripristino della TAC, che l’Ospedale SGD si serva di tale servizio presso strutture private convenzionate con ASP presenti nella città di Agrigento, al fine di  non causare i disagi tipici di un trasferimento ad altri nosocomi di almeno 60 km,  sia ai pazienti che alle loro famiglie .
La immediata soluzione del problema  – conclude – è dettata oltre dalle normali esigenze riferite ai pazienti ricoverati, anche dalle urgenze determinate dall’aumento degli incidenti e degli infortuni.

Quale futuro per il centro storico di Agrigento ? Cosa intende fare il candidato sindaco di Agrigento Totò Pennica? Sono gli interrogativi che il fotografo e intellettuale agrigentino, Tano Siracusa rivolge al candidato sindaco Pennica preso atto che il progetto di riqualificazione “Torrevecchia” esemplifica un modello di intervento che di fatto cancella l’essenza del centro storico agrigentino.
Ecco l’intervento:
Dopo una prima fase deludente della campagna elettorale, durante la quale i candidati si sono impegnati soprattutto a delegittimarsi reciprocamente, il ballottaggio fra Pennica e Zambuto potrebbe essere l’occasione per ragionare su cosa fare.
E’ vero che in campagna elettorale si è parlato come mai era successo prima di centro storico, ma lo si è fatto  in modo sommario e perfino reticente. Più esplicito Zambuto, che  indica il progetto Terravecchia – la costruzione dei 39 nuovi alloggi – quale  primo esempio di come la sua Amministrazione, dopo aver risanato le finanze,  intenderebbe  utilizzare le risorse disponibili.
Pennica sembra non essere d’accordo, ma non si ricorda un suo intervento televisivo dove abbia affrontato in maniera organica l’argomento.
Il progetto Terravecchia non è importante soltanto per la sua consistenza, ma anche perché esemplifica  un modello di intervento in centro storico  che non a caso  dovrebbe ripetersi nel  vasto agglomerato abitativo che da via Atenea  si estende fino a piazza Ravanusella. Anche lì ci sono stati dei crolli e anche lì è prevista la costruzione di nuovi alloggi. Il modello infatti è questo: si aspetta che  crollino le case in tufo per costruire al loro posto nuove case in cemento armato. E’ evidente che questo modello, seguendo il processo di abbandono e degrado del nostro centro storico, porterebbe in pochi decenni alla scomparsa di qualunque traccia della città medievale. Intervenendo così la vecchia città in tufo semplicemente scomparirebbe.
Io ed altri agrigentini pensiamo invece ad un centro storico dove le risorse disponibili vengono utilizzate per recuperare e valorizzare l’esistente, prevenendo i crolli e destinando i vuoti provocati da quelli già avvenuti  come spazi attrezzati per attività sociali e culturali, come occasioni di arredo urbano. Pensiamo a un centro storico progressivamente pedonalizzato  e ripavimentato, dove si insediano le facoltà universitarie e gli studenti, mentre  i palazzi storici, le chiese, gli spazi pubblici – affidati finalmente alle migliori competenze –  vengono attrezzati per ospitare  eventi culturali,  per qualificare l’offerta  di tempo libero ai residenti e ai turisti. Pensiamo al nostro centro storico  avendo come riferimento esperienze avviate con successo nella maggior parte dei centri medievali nel centro-nord del paese, ma anche in Sicilia, da Erice a Ortigia.
E’ evidente che questa idea di centro storico è  alternativa a quella implicita nel progetto Terravecchia proposto da Zambuto. Proprio perciò è importante che su questo punto il suo avversario sia molto esplicito.
Molti  agrigentini, molti  elettori di sinistra sono  indecisi se andare   a votare al ballottaggio oppure no, avvertendo come  troppo respingenti i contesti politici che inquadrano i due candidati. Tuttavia  avrebbero forse qualche ragione in più per farlo se  Pennica   utilizzasse   i  suoi  interventi televisivi per chiarire  se e come intende intervenire nel centro storico.
 C’è il programma scritto, d’accordo. Ma sul programma di Pennica non si fa cenno al progetto Terravecchia, e inoltre non si può pretendere che tutti gli elettori   abbiano letto il programma o abbiano voglia di farlo.  Spesso gli elettori pensano che i programmi siano  chiacchiere da piazzisti. Magari si sbagliano, ma è un’opinione diffusa.
 Cosa vuol fare  dunque Pennica del nostro centro storico?  Per la Cattedrale che rischia di crollare, per un piano di  mobilità alternativa, per orientare verso il centro storico l’insediamento dell’università? E soprattutto: cosa  pensa Pennica del progetto Terravecchia?