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“Le dichiarazioni del presidente del Patto per il Territorio, Piero Macedonio, scaturite a seguito dell’apparentamento della coalizione di Pennica con Mpa e Fli,  sono lo specchio di chi intende la politica come un insieme di fatti e azioni  traducibili in “torti personali”. Lo afferma in una nota il candidato sindaco di Agrigento Totò Pennica –
“L’apparentamento delle suddette forze politiche, – spiega Pennica – è come in qualsiasi altro ballottaggio, la naturale e coerente convergenza che per la specificità del fine, cioé essere alternativi ad un’amministrazione uscente fallimentare, supera barriere ideologiche e steccati politici.
Il ragionamento é quindi molto piú complesso e non può essere ridotto ad una mera semplificazione tra “torto e cortesia”. Dopo le mille divisioni che hanno ridotto la città in fazioni, l’operazione è quella di ricompattare, e riunire tutti attorno alla tavola del “buon padre di famiglia” per ritrovare pace e concordia e ricostruire insieme Agrigento. Va altresì detto che l’apparentamento restituisce dignità all’elettorato agrigentino che viene così rappresentato in consiglio comunale proporzionalmente al suffragio democraticamente espresso. Ciò sarà certamente compreso dal presidente del Patto per il territorio, Piero Macedonio e da lui accettato con lo stesso fair play con il quale ha augurato la vittoria al miglior competitor”.

“Il riconoscimento del quotidiano “Sunday Times”, che invita gli inglesi a visitare la Valle dei Templi, unitamente a quello del “Pais” e del “Die Presse”, per Agrigento vale oro. Alla vigilia di una stagione turistica importante in un contesto di crisi generale, segnalare la nostra città come meta assolutamente da non perdere ha un valore inestimabile di traino presso tutto il mondo anglosassone.”
Lo ha dichiarato Marco Zambuto, sindaco uscente di Agrigento, a proposito del servizio dedicato dal quotidiano inglese allo stato di conservazione della Valle.
“Si tratta di un vero e proprio spot che vale miliardi perché fondato su un’analisi del valore turistico inestimabile della nostra città ed assolutamente beneaugurante per tutti coloro che lavorano nel settore turistico, alberghiero, nella ristorazione.”
“Fanno anche piacere le posizioni assunte dall’Unesco, per bocca di Giovanni Puglisi, che hanno individuato in un’aggressiva politica di comunicazione un fattore di traino positivo per la nostra città e la Sicilia tutta”, ha aggiunto Zambuto.

Con la dichiarazione degli apparentamenti di Mpa e Fli con la coalizione di partenza del candidato sindaco Totò Pennica (PDL,GRANDE SUD, CANTIERE POPOLARE) risulta ormai definitiva la composizione di Aula Sollano, a Palazzo dei Giganti.
Questi i nomi dei consiglieri comunali per il prossimo quinquennio.
Per il PDL 5 consiglieri. Si tratta di Geraldo Alongi, Alfonso Mirotta, Alessandro Sollano, Andrea Cirino, Giuseppe Di Rosa.
PATTO PER IL TERRITORIO 5 consiglieri: Francesco Messina, Michele Mallia, Gianluca Spinnato, Angelo Vaccarello, Cinzia Puleri.
MPA: Aurelio Trupia, Giuseppe Gianluca Urso, Riccardo Mandracchia, Francesco Picone, Alfonso Vassallo.
UDC 4 consiglieri: Antonino Amato, Ennio Saeva, Gerlando Galante, Giuseppe Miccichè.
Quattro consiglieri per GRANDE SUD: Gerlando Gibilaro, Simone Gramaglia, Alessandro Patti, Antonino Cicero.
PD (3 consiglieri): Marco Vullo, Angela Galvano, Gerlando Brucceri.
Giovanni Civiltà, Calogero Pisano per CANTIERE POPOLARE
Salvatore Lo Bue e Daniele Vita per  FLI

Il leader dei Comitati Civici per la Sicilia Giuseppe Arnone interviene sulla squadra del candidato Sindaco Totò Pennica:
“A una settimana dal voto avevo chiesto a Totò Pennica da persona leale, coerente e capace di offrire agli agrigentini un’alternativa all’amministrazione uscente.
E’ stato di parola, una squadra assessoriale sganciata dalle logiche di partito, sei persone di altissimo livello e rigore morale e di capacità personali, capeggiate da Pennica che oltre a non avere tessere di partito ha presentato un programma ideato e realizzato in totale e perfetta autonomia, non al di sopra dei partiti ma nell’interesse di tutti.
La Professoressa Cortese è una profonda conoscitrice della Valle dei templi e della legislazione dei beni culturali come del resto il Professore Dagnino un giovane brillantissimo che ha degli apprezzamenti in tutto la Sicilia.
Adesso invito i competitori a parlare dei progetti ai cittadini, i veri arbitri della competizione, e sono certo che Marco Zambuto non sfuggirà al confronto democratico con Totò Pennica, perché gli elettori vogliono confrontare e decidere in piena libertà il progetto migliore che andrà a determinare la qualità della vita nei prossimi cinque anni della città di Agrigento.
Certamente Agrigento merita un cambio di passo, la cultura, il turismo e i servizi, il lavoro e lo sviluppo del territorio non sono appaltabili a chicchessia, ma Pennica può segnare attraverso un lavoro incessante un modello di buona amministrazione che non sia urlata e infarcita di slogan che non trovano rispondenza con la fotografia attuale di nobile decaduta che non appartiene alla tradizione della quarta città turistica siciliana.”

“Darei un premio speciale a Silvio Berlusconi e al suo governo per la lotta alla mafia. Ha introdotto delle leggi che ci hanno consentito di sequestrare in tre anni moltissimi beni ai mafiosi. Siamo arrivati a quaranta miliardi di euro”. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, che in un’intervista alla Zanzara su Radio 24, ha anche criticato il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia: “fa politica utilizzando la sua funzione, è sbagliato. Come ha sbagliato ad andare a parlare dal palco di un congresso di partito. Deve scegliere. E per me è tagliatissimo per fare politica”. Nessuna risposta alla domanda su chi voterà come sindaco di Palermo perche’ “un magistrato non deve far conoscere le sue preferenze politiche” ha osservato Grasso, spiegando di non aver rivelato il suo voto al primo turno delle comunali nemmeno a sua moglie.

Vuoi vedere che adesso scateniamo l’ira degli accademici e dei più illustri latinisti perché troveranno qualcosa da ridire sul titolo?
Dell’approssimato latinismo l’unico ad essere doppiamente contento sarà certamente il candidato che minaccia di rompere il deretano alle persone, al secolo Totò Pennica, il quale oltre ad amare il latino ed i latinismi, “s’ammuccà” i voti degli scontenti e degli sconfitti Giovanni Roberto Di Mauro e Luigi Gentile in primis.
Ma che parapiglia, pero! Le ultime 48 ore sono state un vero e proprio caos di tragedie, siggiati, violenti liti e…io non ci sto.
Certo, cacciare via dalla giunta in malo modo uno dei padri fondatori della meteora Epolis non è stato facile, anche perché il padre fondatore si è incazzato come una iena dopo avere appreso che il rosso del foro per beccarsi i voti del Fli e dell’Mpa,  dovrà mettersi da parte. Almeno per adesso.
L’accoppiamento con Mpa e Fli mozza un bel numero di consiglieri “fedeli” che adesso, invece, dovranno spartirsi la poltrona con Di Mauro, Gentile, Cimino, Ruvolo, Cascio,  e dulcis in fundo  Angelino Alfano.
Nella “madre di tutti gli inciuci” dovranno reperirsi anche due poltrone per Angelo Capodicasa, il quale, pur non mettendo la sua firma nell’orgia politica Pennichiana, “ci toccanu o vuliri o vulari du seggi”.
Non riusciamo a comprender bene cosa dirà adesso il rosso avvocato a proposito di questo mega impasto. Fino ad oggi ha bacchettato Zambuto che lo ha sempre indicato come il candidato di Angelino Alfano. Pennica non ha mai digerito questa “accusa”. Si, accusa, perché per lui è una accusa pesante, tanto da negarla ad ogni piè sospinto. Come cavolo farà adesso a dire che oltre ad essere il candidato di Alfano, avrà bisogno del pallottoliere per indicare l’oceanica sfilza di nomi che lo appoggeranno in questi residui giorni di campagna elettorale?
Oltre a Capodicasa, da questo memorabile impasto, si salva anche Michele Cimino. I due, sin dall’inizio, sono stati sempre coerenti e decisi: il primo non ha mai voluto sentire di apparentamenti con l’Angelino nazionale, tanto che ha fatto saltare la candidatura dell’avvocato Nicola Grillo; il secondo che ha invece dichiarato amore eterno sin dal primo giorno in cui Pennica, evitati i tragediatori di Epolis che lo volevano fuori con mosse meschine e miserabili, decise di scendere in campo.
“Se sarà il caso correremo da soli. Del resto un famoso proverbio dice…meglio soli che male accompagnati…” aveva detto Pennica in una delle riunioni del martedi organizzate dal movimento (lo scriviamo minuscolo perché non esiste più…); questa frase, storica ed emblematica, l’ho sentita io perché per motivi giornalisti ero presente.
E ora? E ora che la mala compagnia (sono le sue parole) lo sta appoggiando, cosa dirà? Che sono diventati tutti bravi? Che non hanno rovinato le sorti di Agrigento? Che faranno di Agrigento una piccola Londra?
Come si presenterà agli elettori accompagnato da quella mala gente? (Ribadiamo che sono parole sue…). Nemmeno Giovanni Bivona, il mitico maestro di vita, avrebbe fatto una figura simile. Ricordiamo, per dovere di cronaca, che il “maestro di vita” candidato alle provinciali, prese da solo il 65% del totale dei voti conquistati dalla “Noblesse oblige” chiamata Epolis!
Ci chiediamo e vi chiediamo: con quale faccia il candidato Pennica affronterà i prossimi giorni di campagna elettorale? Metterà una maschera o tutto fa brodo?
La Giunta.  Così così, in caso di elezione. Il rosso di pelo avrà accanto due ingegneri di peso; uno capo del Genio Civile di Agrigento, l’altro, presidente provinciale dell’Ordine. I motivi per sperare ci sono tutti senza chiedere permessi, aiuti e soldini allo strafottente (per Agrigento), Angelino Alfano.
Poi due cattedratici, che non sappiamo che apporto potranno dare ai problemi della città. Arrivano da Palermo per sistemare Agrigento! Qualcuno riesce ad immaginare questa scena? Qualcuno riesce ad immaginare Dagnino, mente davvero eccezionale, dialogare con la gente della Bibbirria, di Villaseta o da “Li mura” e capire i loro problemi?
La distinta Piera Graceffa entra al posto del “nominato” Minacori. Pennica, probabilmente, dopo avere scartato per “ragion di voto” Terrasi, Minacori e la Catalano (ottima figura), non ha ancora digerito la serie innumerevole di spunnapedi perpetrati durante la fase calda, proprio dallo stesso Minacori. Ora gli ha presentato il conto, amaro, salato e carico di cicuta che lo Shakespeare dei poveri ha dovuto bere tappandosi il naso.
Minchia che armonia!

Con una “collettiva” di pittura di trenta artisti è stata inaugurata ieri sera, dal sindaco di Realmonte, Piero Puccio, e dal vice sindaco Gerlando Pilato, la Galleria d’Arte “A Sud arte contemporanea” nei locali completamente rinnovati di una palazzina di via Rina all’ingresso del paese. L’inaugurazione della  Collettiva, dal titolo “Numero Zero” curata dall’artista Giovanni Proietto, è stata preceduta da una breve introduzione del sindaco Puccio che si è soffermato a parlare sull’importanza dell’arte nel contesto della cittadina, cui ha fatto seguito un intermezzo musicale del cantastorie  Nenè Sciortino e la lettura di alcune pagine letterarie, ha visto la partecipazione di un folto pubblico e di quasi tutti i trenta artisti presenti alla mostra: Giuseppe Agnello, Giuseppe Agozzino, Guido Baragli, Rosario Bruno, Cance, Franco Carlisi, Sabina Corso, Vincenzo Crapanzano, Tanina Cuccia, Demetrio Di Grado, Daniele Franzella, Carmela Gulino, Sonny Insinna, Kà, Kalos, Vincenzo Ognibene, Giovanni Proietto, Jianfranz Provenzano, Gianni Provenzano, Lorenzo Reina, Nicolò Rizzo, Fabio Salafia, Luca Scaglione, Luca Sclafani, Tano Siracusa, Francesca Tolomei, Mario Trapani, Accursio Truncali e Gaetano Vella. In occasione dell’inaugurazione è giunto appositamente da Palermo l’artista Nicolò D’Alessandro che ha voluto tenere a battesimo l’iniziativa.  Nella foto, un’immagine del momento inaugurale con il sindaco Puccio, il vice Pilato e l’artista Giovanni Proietto.

“Esprimo le mie più cordiali congratulazioni e vivo apprezzamento al gruppo dirigente di “Epolis”  e all’Avv. Totò Pennica per aver definito una squadra di governo della Città di alto profilo, collegata con il mondo dell’università e dell’amministrazione regionale. Agrigento non può essere ancora emarginata, con Pennica e la sua Giunta, Agrigento sarà al centro delle politiche culturali, dell’università e dell’amministrazione regionale”.
Lo ha dichiarato l’On. Michele Cimino, vice segretario nazionale di Grande Sud.

Agrigento si prepara ad una svolta, con una giunta sganciata dai partiti ed espressione della società civile. Il candidato sindaco Totò Pennica ha depositato questa mattina, presso gli uffici comunali, i nomi dei  6 assessori che lo affiancheranno a Palazzo dei Giganti, in caso di vittoria al ballottaggio del 20 e 21 maggio prossimi.  Davanti alla proposta del sindaco “buon padre di famiglia” che sa come fare i conti ed amministrare , l’amministrazione del sindaco “ragazzo” vacilla definitivamente. Tutto questo mentre Totò Pennica ricostruisce la casa dei moderati, ma soprattutto ricompatta Agrigento divisa da chi in questi anni ha governato secondo logiche divisioniste, perdendo di vista le esigenze di questa città. Non c’è dubbio che Pennica sia l’elemento di novità e l’unica alternativa ai cinque anni dell’ amministrazione Zambuto, che oltre il 60% degli elettori ha bocciato.
La buona politica, inaugurata da Totò Pennica, riparte da un progetto autentico della società civile condiviso dai partiti, mentre il principio democratico del bipolarismo consente la convergenza di tutte le forze moderate agrigentine su Pennica.
Con una mossa degli apparentamenti, il candidato sindaco modifica definitivamente  la composizione del Consiglio comunale assicurandosi già  la maggioranza dei consiglieri eletti e garantendo al popolo agrigentino la rappresentanza per come il voto l’ha espressa.
La squadra degli assessori è così composta: Dott.ssa Piera Graceffa imprenditrice di Agrigento, Ing. Vincenzo Di Rosa Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Agrigento, Ing. Domenico Armenio Capo Genio Civile di Agrigento, Prof. Wanda Cortese docente di diritto amministrativo dell’Università degli Studi di Palermo, Avv. Alessandro Dagnino docente di diritto finanziario presso l’Università degli Studi di Palermo, il docente e scrittore agrigentino Dott. Enzo Lauretta.
Una squadra in grado di interpretare il bisogno di cambiamento, rottura e rigenerazione rispetto a questi 5 anni di amministrazione segnati da immobilismo ed inefficacia. Una squadra che aggrega uomini e donne liberi, di buona volontà, personalità esterne alla politica impegnate nel governo locale.
“Portiamo a Palazzo dei Giganti – dichiara Totò Pennica – una formazione che assembla le migliori risorse umane ed intellettuali, attingendo unicamente dalla società civile. Un sindaco da solo non può bastare, con una squadra di professionisti, uomini liberi, avvio un progetto collaborativo, che non ha schieramento e colore politico, ed ha cuore unicamente il rilancio economico di Agrigento – conclude -”.

“Ringraziamo l’Avv. Daniela Catalano per come ha rappresentato il Popolo della Libertà nella prima fase della campagna elettorale contribuendo con il suo volto, la sua intraprendenza e con la sua eccezionale capacità di coinvolgimento a far sì che il Pdl – nonostante strumentali ed impetuose aggressioni mediatiche – fosse il primo partito ad Agrigento e determinando conseguentemente il superamento del primo turno del candidato sindaco Pennica”. Lo afferma in una nota Coordinatore Provinciale di Agrigento del Popolo della Libertà, Nino Bosco.
“Oggi, la volontà del candidato sindaco di dare nuovo slancio alla propria proposta politico – programmatica a sostegno dei disabili, dei giovani, degli anziani, delle famiglie e a beneficio delle infrastrutture – continua Bosco – determina un nostro passo indietro in termini di presenza in Giunta  a favore di una squadra di tecnici di alto profilo.
Ribadiamo il nostro leale ed incondizionato sostegno alla candidatura dell’avvocato Pennica, unica vera chance di riscatto e di ripresa per la città di Agrigento contro l’immobilismo e l’inefficienza dei cinque anni di Amministrazione del sindaco uscente”.
“Confidiamo – conclude – in uno scatto d’orgoglio degli agrigentini per comprendere le ragioni  di una proposta politica alternativa e  di ampio respiro – quale quella del candidato sindaco Pennica – che siamo certi sarà in grado di scuotere una città dalle ambizioni e dai diritti troppo spesso negati”.