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Domani mobilitazione dei precari: appello alla partecipazione di Uil e Cgil

 

La recente impugnativa del Commissario dello Stato alla norma di proroga dei contratti a tempo determinato, prevista dal legislatore siciliano fino al 2013, ha creato un vuoto normativo che mette a serio rischio il posto di lavoro di migliaia di lavoratori precari, che da anni operano negli Enti Locali e nelle Strutture Sanitarie.
Tale decisione arriva a distanza di pochi giorni dal pronunciamento della Corte dei Conti che, con i pareri espressi nel merito dell’applicabilità della L.R. 24/2010, ha di fatto reso più complesso il tanto auspicato processo di stabilizzazione, più volte ventilato e mai realizzato, tranne qualche rara eccezione. Così si è passati, nel giro di pochi mesi, dal sogno alla delusione.  Le Segreterie regionali di CGIL-Fp, CISL-Fp, UIL-Fpl, a supporto della difficile e complessa vertenza, le cui soluzioni necessitano di interventi legislativi a livello nazionale, hanno  indetto una mobilitazione del personale precario, articolata nei singoli territori provinciali. Anche ad Agrigento, quindi,   venerdi 11 maggio, si terranno  assemblee e concentramenti presso la Prefettura  con inizio alle ore 10. “Invitiamo a partecipare all’iniziativa – spiegano Alfonso Buscemi e Calo Florio, segretari provinciali Fp della Cgil e UIL di Agrigento – i sindaci della nostra provincia che, sin dal primo momento, hanno condiviso assieme alle Organizzazioni sindacali l’impegno di lotta per superare il difficile momento. Mi auguro siano presenti per contribuire fortemente a far sentire la voce ed il disagio dei lavoratori precari, preziosa ed insostituibile risorsa delle Amministrazioni Locali”.
Buscemi e Florio poi si spingono oltre la giornata della manifestazione e pongono al centro del dibattito quella che sarà la patata, già sul fuoco, destinata a diventare bollente a fine anno. “ Per essere estremamente chiari secondo la legge Berlusconi- Brunetta – tuonano i sindacalisti  –  il 31 dicembre 2012 metà dei precari andranno a casa, anche coloro che hanno attualmente il contratto. Inoltre,  quelli in servizio presso i  comuni che sono in dissesto o non rispettano il patto di stabilità o il rapporto con la spesa del personale potrebbero essere tutti licenziati. Il problema è serio, drammatico” – concludono Alfonso Buscemi e Carlo Florio.

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