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Riprendono stasera, in seduta di prosecuzione, nell’aula Silvia Pellegrino, alle ore 18:00, i lavori del Consiglio Provinciale. Il rinvio è stato deciso nella seduta del 28 marzo.  
Prevista la discussione di sei punti tra cui la mozione dei Consiglieri Ivan Paci, Mario Lazzano, Giuseppe Picone e Roberto Gallo, relativa alla riduzione dei costi della politica che prevede una diminuzione del numero di Assessori e la proposta n. 01 del 20/01/12 del settore politiche del lavoro riguardante la modifica della deliberazione del Consiglio Provinciale per l’approvazione del nuovo schema dello statuto del Consorzio Universitario della provincia di Agrigento. Sarà illustrata, inoltre, la relazione del presidente del primo semestre 2011. Tre infine, i debiti fuori bilancio da esaminare, a seguito di sentenze della magistratura, per un totale di 60 mila euro circa.

Diffusi dalla Questura di Agrigento, i numeri relativi alle attività di prevenzione e repressione effettuate in questo primo trimestre del 2012 sul territorio. E’ il questore Giuseppe Bisogno a tracciarne sinteticamente il quadro: 30 sono le persone arrestate, contro i 15 arrestati del primo trimestre del 2011. Meno denunce rispetto al 2011: 565 contro 602. In materia di prevenzione si registrano: 25 avvisi orali, 45 fogli di via obbligatori, 21 provvedimenti Daspo e 14 proposte presentate per la Sorveglianza speciale di Pubblica sicurezza. Il dato che preoccupa riguarda i furti, in aumento soprattutto nelle abitazioni: dai 253 del 2011 si è passati ai 293 . Per tale ragione, il questore Bisogno ha annunciato che avverrà un potenziamento dei pattugliamenti e delle unità appiedate a tutela del territorio e dei cittadini. Gli uffici, e pertanto il reparto amministrativo, saranno coperti da un numero sufficiente di personale.

“Siamo seriamente preoccupati per il silenzio, che proviene dall’Ati, Associazione Temporanea di Imprese, impegnata, per conto dell’Ato Gesa Ag 2, nel servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani nei 19 Comuni consorziati. E’ irritante il suo comportamento, che rimanda le interlocuzioni al proprio legale, dal quale ligittimamente può farsi rappresentare, in un momento di grande emergenza a seguito della decisa protesta, che va avanti ormai da 10 giorni, da parte degli operatori ecologici che rivendicano, legittimamente, il diritto a ricevere il pagamento delle spettanze arretrate”. Lo affermano in una nota i segretari di categoria di Cgil, Cisl e Uil, Buscemi, Stella e Manganella. Secondo i tre sindacalisti, “non si capisce come, di fronte ad una situazione così difficile, l’Ati non previlegi il dialogo, così come proficuamente è avvenuto in altre occasioni, sollecitato dalle organizzazioni sindacali. Si trincera dietro la mera formalità, ponendo questioni di termini e di tempi. E non certamente questo il modo di affrontare la vicenda che piuttosto impone senso di responsabilità da parte di tutti. E il dialogo e la mediazione sono inevitabilmente gli strumenti più efficaci. E quello che più sorprende è che le imprese in passato, pur in presenza di sole promesse da parte del commissario liquidatore, hanno sempre dimostrato sensibilità e apertura, oggi, invece, in presenza di garanzie economiche certe, concrete, c’è la disponibilità di 5 milioni e 300 mila euro, non danno risposte”.

“Agrigento sta vivendo una condizione drammatica ed assolutamente inaccettabile. La città affoga nella spazzatura che la sta travolgendo e ne sta minando la vivibilità, colpendo la già gracile economia ed affossando la sua immagine turistica. Agrigento rischia di ritrovarsi con il blocco dell’attività scolastica; con decine di operatori commerciali che si ritrovano ad avere montagne di rifiuti davanti ai loro esercizi. La città è diventata preda di incendi che mettono a repentaglio la sicurezza e la salute delle persone anche a causa dei fumi tossici”. E’quanto denuncia in una il candidato sindaco di Agrigento della lista “Agrigento Bene Comune”.
“Questo dramma – prosegue Carta – non sembra essere vissuto in tutta la sua gravità dalle forze politiche al governo della città e della Regione, che guarda con malcelato disinteresse allo sprofondare della città. Tutto ciò accade per il mancato pagamento di tre mensilità agli operatori addetti ai quali va, ovviamente, la nostra convinta e piena solidarietà. Non è la prima volta che il disservizio si verifica; ormai la stessa storia si ripete ogni due tre mesi in un quadro di comportamenti irresponsabili ed omissivi. Che i lavoratori debbano essere pagati con regolarità è incontestabile, mentre contestabile è il comportamento dell’ATO rifiuti e della sua dirigenza che solo all’ultimo momento si accorge di essere a corto di risorse finanziarie per pagare i salari pregressi. Censurabile è il comportamento della dirigenza dell’ATO per non aver messo in mora i comuni inadempienti rispetto ai pagamenti, chiedendo l’intervento della Presidenza della Regione che potrebbe procedere al loro commissariamento, così come accade per altre inadempienze amministrative. Il presidente della Regione è, invece, rimasto inerte e assente come la delegazione Parlamentare agrigentina che non sembra accorgersi del dramma che vive la città di Agrigento e gli altri comuni facenti parte dell’ATO. La Regione deve, oggi, come atto riparatore assicurare all’ATO le anticipazioni finanziari necessarie per il pagamento delle mensilità pregresse ai lavoratori in sciopero. All’ARS la lista “AGRIGENTO BENE COMUNE” chiede l’approvazione di una legge che preveda la decadenza automatica dei Sindaci reiteratamente inadempienti rispetto ai pagamenti, mentre riteniamo vada posta fine alla paradossale situazione degli ATO che continuano ad essere gestiti dagli stessi soggetti preposti alla loro liquidazione”.

Mariella Lo Bello, candidata sindaco di Agrigento, interviene – in una nota – in ordine alla grave emergenza igienico-sanitaria venutasi a determinare in questi giorni a seguito dello sciopero proclamato dai lavoratori del comparto igiene ambientale.
 “Solidarizzo pienamente con i lavoratori delle ditte che per conto di GESA si occupano della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti ad Agrigento – ha detto Mariella Lo Bello –  ma la città non può pagare un prezzo così alto in termini di immagine e, soprattutto, di rischi concreti per la salute pubblica”.
 “Siamo – continua Mariella Lo Bello – al culmine di una situazione drammatica, frutto di una pessima gestione del settore rifiuti nel recente passato, e nessuno, tra gli attuali amministratori  appare in grado di abbozzare uno spiraglio di soluzione. E appare del tutto inutile chiedere l’intervento della Regione per risolvere un problema che ha origine a livello comunale. Per quanto ci riguarda, anche su questo fronte, occorre avviare una nuova fase virtuosa, con l’impegno prioritario del reperimento delle risorse economiche da erogare a GESA e quindi garantendo ai lavoratori il sacrosanto diritto di percepire lo stipendio a fine mese, e lo studio di nuove strategie finalizzate a rendere il servizio non solo sostenibile, ma anche competitivo”.
 “E’ necessario intervenire anche con la protezione civile  al fine di rimuovere i cumuli di spazzatura che intasano le vie cittadine e rendono l’aria irrespirabile. Penso agli anziani e ai bambini che corrono i maggiori rischi di contrarre malattie: con la salute dei cittadini non si scherza, e questa volta, complici le elevate temperature del periodo, il rischio di epidemie è reale ed elevato”, ha concluso Mariella Lo Bello.

Il Consigliere Comunale di Agrigento, Gerlando Gibilaro, subentrato lo scorso gennaio a Carmelo Picarella, aderisce alla vigilia del rinnovo dell’assise cittadina a Grande Sud, il partito di Michele Cimino e Gianfranco Miccichè. Primo dei non eletti nel 2007 nel Partito Repubblicano, Gibilaro sarà in corsa nella prossime tornata elettorale del 6 e  7 maggio 2012.
Intanto Ausilia Eccelso lascia Italia dei Valori, rassegnando le dimissioni da dirigente regionale e provinciale. “Una decisione sofferta – ha dichiarato la Eccelso – provocata dalla sempre piu’ intollerante conduzione del partito, in particolare alla luce delle ultime prese di posizione di alti dirigenti che – sostiene Eccelso – stridono fortemente con la natura stessa di Italia dei Valori”.

“L’attuale prolungata interruzione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, che da dieci giorni si verifica ad Agrigento e negli altri comuni dell’ambito territoriale, è un’ulteriore conferma del fallimento totale della gestione del servizio da parte degli ATO”. Lo afferma il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto.
“Nonostante la Regione già da tempo abbia avuto coscienza di tale stato ed esista una legge di riforma, – prosegue Zambuto – si continua a rimanere in una situazione di confusione e di criticità. Noi ripetutamente abbiamo chiesto di avere riaffidata la gestione diretta del servizio, per come del resto previsto dalla vigente normativa, anche per le particolari caratteristiche del nostro ampio territorio con quartieri e frazioni molto distanti dal centro cittadino. Intanto, per evitare che il servizio registrasse disfunzioni, siamo stati in questi anni sempre disponibili a non far mancare le risorse necessarie.  Il Comune, che negli anni precedenti aveva scelto di passare alla tariffa di igiene ambientale, ha compiuto ogni sforzo per trasferire le risorse finanziarie alla società di gestione, affidando alla stessa i ruoli e, pertanto, la riscossione coattiva di detta tariffa. In questi giorni poi abbiamo compiuto ogni sforzo per far ritornare la situazione alla normalità contribuendo a rendere disponibili circa cinque milioni di euro per consentire alle ditte da cui dipendono i lavoratori di pagare buona parte delle loro spettanze. Ma nonostante ciò il servizio non riprende.
Per tale motivo, al fine di non far aggravare ulteriormente la già precaria e non più sostenibile emergenza igienico-sanitaria che comporta gravi ripercussioni sulla salute pubblica, abbiamo oggi formalmente richiesto al Presidente della Regione Siciliana, nominato, con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 9 luglio 2010 n. 3887, Commissario delegato per il superamento della situazione di emergenza nel settore della gestione dei rifiuti, di adottare immediatamente gli interventi anche alternativi, di sua esclusiva competenza, previsti dall’art. 6 di tale ordinanza.”

“Sembravano molto, molto, molto abbronzati. In realtà erano solo… incazzati”. Così il candidato sindaco di Agrigento Giuseppe Arnone parlando di Giacomino Di Benedetto e Piero Mangione, costretti – ieri mattina – dal provvedimento del Giudice Ferraro, a recarsi in Tribunale, chiamati quali testi dalla difesa dello stesso Arnone, nell’ambito del processo per diffamazione che contrappone l’ambientalista all’ex sindacalista CGIL, Totò Grado, oggi segretario del PSI, sponsor del sindaco Zambuto.
Come l’opinione pubblica ricorderà, – afferma Arnone – “Totò Grado, nella qualità di sindacalista del settore edile, nominato dalla CGIL a “dirigere” la Cassa Edile, si era costruita, con provvedimenti “al di sotto di ogni sospetto”, una scandalosa buonuscita da 800.000 euro (ottocentomila euro!!!), interamente pagata dai muratori e dagli operai dell’edilizia”.
“Sono stato – tuona Arnone – l’unico politico a gridare allo scandalo, sollevando anche il precedente che aveva già visto la Cassa Edile – con la oggettiva complicità dei sindacati agrigentini – non presentare la querela contro Grado per altri gravi fatti, in quel caso reati penali, per i quali Grado era stato pure tratto in arresto dalla Magistratura. Con un ulteriore tradimento dei diritti dei lavoratori e dei principi di legalità, la Cassa Edile – gestita com’è noto dal sindacato e dagli imprenditori – in quel caso non presentava querela di parte, consentendo a Grado di essere scarcerato e sfuggire al processo. Grado aveva avuto l’impudenza di querelarmi per libri, documenti, giornali, con cui venivano pubblicamente denunziati questi fatti, ottenendo quale principale effetto boomerang la ricostruzione dell’intera vicenda, innanzi al Giudice Ferraro del Tribunale di Agrigento: protagonisti e i comprimari di quegli anni, in quel contesto di assoluta impunità in danno dei lavoratori agrigentini, erano Giacomino Di Benedetto e gli altri esponenti della “indimenticabile” CGIL degli scandali di Riccardo Viviani, Vittorio Gambino e Giacomino. E, in second’ordine, Piero Mangione e Mariella Lo Bello”.
Arnone – si legge nella nota – ha pubblicamente criticato la Lo Bello e Mangione per non aver mai chiesto il sequestro degli 800.000 euro incassati da Grado.
Il processo a carico di Arnone è stato aggiornato al prossimo mese di giugno, su richiesta dell’on. Di Benedetto, che ha manifestato la evidente volontà di “non turbarsi” in periodo elettorale.
Giuseppe Arnone ha dichiarato: “Questo processo a mio carico, per l’assai presunta diffamazione, mi consentirà di ricostruire le gravissime e scandalose vicende in danno dei lavoratori agrigentini. Le buonuscite da 800.000 euro sono un colpo al cuore per migliaia di lavoratori e imprese edili. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i miei avversari alla carica di sindaco di Agrigento, a partire dagli ex segretari CGIL Lo Bello e Mangione, che su questi scandali hanno sempre preferito tacere, ma anche il sindaco Marco Zambuto che oggi annovera tra i suoi big sponsor il milionario Grado, leader provinciale del PSI di craxiana memoria, capeggiato in Sicilia da Giovanni Palillo e che esprime l’assessore Rosalda Passarello, momentaneamente prestata, “senza interessi”, al Patto per il Territorio di Gallo e Macedonio. Su questi temi invito a esprimersi chiunque ne abbia il coraggio civile.”

Dieci migranti, sei somali e quattro eritrei, sarebbero morti in mare durante la traversata tra la Libia e le coste italiane. 
I migranti, tutti provenienti da paesi dell’Africa sub sahariana, hanno raccontato che i loro compagni di viaggio sarebbero affogati dopo essere finiti in mare. Sono stati gli stessi extracomunitari a lanciare l’Sos con un telefono satellitare. Le operazioni sono state condotte dalle unità italiane nonostante l’imbarcazione si trovasse in acque Sar (ricerca e soccorso ndr) di competenza maltese. I profughi, tra i quali 12 donne tre delle quali in avanzato stato di gravidanza, erano su un gommone alla deriva che rischiava di affondare a causa del mare Forza 4-5.  Le dieci vittime sarebbero finite in mare poche ore dopo la partenza, avvenuta nella notte tra venerdì e sabato da un porto al confine tra la Libia e la Tunisia.  I 48 superstiti sono già stati imbarcati sul traghetto di linea che li trasferirà a Porto Empedocle.

Il deputato regionale del Pd Giacomo Di Benedetto, candidato sindaco al Comune di Raffadali interviene sull’emergenza rifiuti  che in queste ore ha assunto contorni drammatici, sino a portare al collasso diversi comuni dell’agrigentino.
“Al fine di dare una soluzione definitiva – scrive Di Benedetto – è necessaria la rapida attuazione della Legge Regionale di Riforma degli ATO, in modo tale da rompere definitivamente il perverso sistema di clientela e di ricatto che ha caratterizzato gli ATO e una parte del sistema politico.
La crisi finanziaria,  in cui versano diversi ATO come ad esempio L’AG 2 di Agrigento, è determinata dal fatto che diversi comuni ad oggi non ancora pagato la  propria quota.
 il Comune di Raffadali, ad esempio, vanta un debito nei confronti dell’ATO che ammonta ad 600.000,00 euro, tali inadempienza hanno creato non solo un deficit di bilancio ma soprattutto l’impossibilità da parte dell’ATO a pagare gli stipendi ai lavoratori a cui tra l’altro va la nostra incondizionata solidarietà.
In questo senso è necessario precisare che in questi anni i cittadini di Raffadali e di altre realtà della provincia di Agrigento sono stati tartassati da bollette onerose senza avere efficienza e corrispondenza nella qualità dei servizi erogati.
La situazione attuale di emergenza, come  tra l’altro denunciato  dall’ASP di Agrigento sul piano dell’igiene e della sicurezza delle nostre comunità, necessità l’immediato intervento della Regione Siciliana che con procedure d’urgenza e d’emergenza deve immediatamente intervenire per riportare normalità nelle nostre comunità provvedendo alla raccolta.”