Home / 2012 / Aprile (Pagina 39)

In merito alle accuse, da parte dell’onorevole Giacomino Di Benedetto, su presunte gravi anomalie in consiglio comunale, il presidente del civico consesso raffadalese Gaspare La Porta, – in una nota – ha voluto fare chiarezza sulla vicenda. “Capisco l’agitazione e lo smarrimento dell’onorevole Di Benedetto – ha dichiarato La Porta – ma non era affatto il caso di scomodare la più alta carica della Prefettura agrigentina per fare della bassa propaganda elettorale. Voglio rassicurare il candidato sindaco Di Benedetto che non stiamo violando nessuna legge e il consiglio è stato convocato, così come prescrive la norma, per motivi urgenti ed improrogabili, quali alcuni debiti fuori bilancio, che andavano pagati per evitare ulteriori aggravi sulle casse comunali e l’approvazione di alcuni progetti riguardanti una cooperativa per i quali una mancata convalida ne avrebbe precluso un finanziamento pubblico già stanziato. Per quanto riguarda l’inserimento del punto all’ o.d.g. inerente al gettone di presenza, dico soltanto che è stato un atto dovuto in quanto c’era una precisa richiesta da parte di alcuni consiglieri nel consiglio precedente. In ogni caso non c’è stato nessun voto sebbene  la dottoressa Laura Tartaglia, Segretario Generale del comune, avesse già emanato un preciso atto di indirizzo con il quale sostiene che, vista la precisa richiesta di alcuni consiglieri, la corresponsione del gettone di presenza, seppur al minimo, è dovuta ai consiglieri. Ciò perché, dall’insediamento di questo consiglio, nessun membro aveva fatto esplicita dichiarazione di voler rinunciare al gettone, cosa che invece era avvenuta durante la precedente legislatura. Non stiamo quindi reintroducendo il gettone di presenza ma sarebbe opportuno prendere atto che è un diritto di tutti i consiglieri e quindi prevedere una voce ad hoc in bilancio. E ognuno di loro, in qualsiasi momento, potrebbe ricorrere per ottenere quanto gli spetta. E allora il comune, oltre alla somma dovuta, dovrebbe poi sostenere ulteriori spese per contenziosi e questo certamente sarà un problema che dovrà affrontare la prossima amministrazione. Quindi invito l’onorevole Di Benedetto a mantenere la calma in quanto lo svolgimento della campagna elettorale non viene assolutamente leso, ma come rappresentanti di un ente, abbiamo il dovere di fare gli interessi del comune checché ne dica l’onorevole”.

 “Tutte le forze datoriali e sindacali che aderiscono al tavolo permanente “ Salviamo la Sicilia”, consapevoli dell’importanza che le autorità istituzionali hanno per lo sviluppo del Paese e l’affermazione della legalità, saranno presenti martedì 10 aprile 2012 a Racalmuto in occasione dell’importante visita del Ministro degli Interni, Cancellieri”. E’quanto affermano in una nota indirizzata al ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri le organizzazioni sindacali e di categoria di CGIL, CISL, UIL, CNA, Confindustria, Confartigianato, Casartigiani, CLAAI, C.I.A., Coldiretti, Confagricoltura, Confcooperative, Legacoop, Unicoop, Confcommercio, Confesercenti
 “Le forze sociali – si legge – chiedono ufficialmente un incontro per rappresentare  la delicata situazione che Racalmuto e l’intera nostra provincia stanno vivendo. In particolare, la necessità di creare una forte mobilitazione sociale per favorire una profonda riflessione sul tema della legalità come presupposto di qualsiasi circolo economico virtuoso. Inoltre, annunciano una importante assise provinciale a Racalmuto con la presenza di tutte le autorità istituzionali per individuare in generale dei percorsi condivisi con tutti gli attori sociali partendo dagli ultimi avvenimenti che si sono verificati proprio a Racalmuto”.

Farà tappa oggi pomeriggio nel quartiere di Villaseta il primo comizio pubblico del candidato sindaco per la città di Agrigento Totò Pennica. All’insegna del contatto diretto con gli agrigentini, prosegue la sua campagna elettorale in vista delle Amministrative del 6 e 7 maggio 2012. Il candidato Pennica sensibilizza gli abitanti della frazione di Villaseta, a recarsi numerosi al comizio previsto domani sabato 7 aprile 2012 in piazza Madonna della Catena a partire dalle ore 19,00. “Vogliamo mantenere aperto il dialogo ed il confronto con gli abitanti di Villaseta– dice Pennica –  costretti in questi anni a vivere in un quartiere problematico.” Il candidato sindaco Totò Pennica si affianca all’opinione pubblica in uno dei punti centrali di Villaseta, di ritrovo per giovani ed anziani, da cui illustrerà la volontà che lo ha portato a candidarsi e gli impegni contenuti nel programma per il governo della città di Agrigento. “La comunitàdeve ritrovare il senso civico dello stare insieme – sottolinea Pennica – partendo dal riconoscimento che il contributo di ogni singolo cittadino per la ripresa di Agrigento e’ fondamentale. Una guida forte e sicura e’ necessaria, ma nessun progresso sarà possibile senza la partecipazione di tutti”.
Al fianco del candidato Pennica interverranno esponenti del Movimento Epolis.

Ecco il testo integrale dell’omelia di Monsignor Francesco Montenegro, arcivescovo metropolita di Agrigento, proferito ieri sera a margine della processione del venerdì santo:
Signore, non ti nascondo che ho qualche difficoltà a ri­volgerti la parola. Siamo in un periodo particolare della vita della città, tra qualche settimana, infatti, si andrà a votare. Stasera, se dovessi parlare con te delle cose della mia città, rischio di essere frain­teso ed accusato di schieramento e di essere uomo di parte. So che c’è chi è attento e cu­rioso di ascoltare quanto dirò per poter tirare le sue conclusioni a riguardo. Ma – e tu lo sai – il mio inte­resse di Ve­scovo non è di collocarmi da una parte o dall’altra, semmai, se da una parte devo stare, – e di questo sono convinto – so di do­ver stare dalla parte della gente. Laddove si cerca il vero bene di tutti io sto sempre da quella parte, qualunque sia lo schieramento che decide. Tradirei Il mio ministero di Vescovo se non aiutassi tutti a volere il bene di questa città. Per evitare equi­voci, perciò, e perché possa restare Tu il protagoni­sta e non io, per la buona pace di chi ha interessi par­ticolari, ti chiedo di illuminare tutti noi cittadini per­ché com­piamo il nostro dovere di elettori con obiettività e re­sponsabi­lità. E di illuminare quanti saranno chiamati ad ammini­strare questa città perché, al di là degli schieramenti, cerchino sempre, davvero e ad ogni costo, il bene comune e, poiché di frantumazione e di fram­mentazione ce n’è tanta, trovino unità di azione in modo che la sto­ria di Agrigento continui ad essere esemplare per il mondo, come lo è stata nell’ antichità, e tutti possiamo guardare al futuro di questa città e del territorio tutto con fidu­ciosa spe­ranza.
Ti abbiamo contemplato, tremante e spaventato, in questo Ve­nerdì Santo nell’orto degli Ulivi, luogo in cui hai vissuto un mo­mento altamente drammatico della tua vita. Il Getsemani segna per Te l’ora decisiva (cf Mc 14,41) in cui il tuo mandato terreno si com­pie e la lotta si fa intensa. Nella tua croce, Gesù, esplode l’ora della violenza del potere delle tene­bre, senza nessuna esclusione di colpi (cf Rm 3,21-26), tuttavia, è nell’orto che si decide la par­tita.
Anche per noi questo è tempo di crisi, soprattutto di fede e di valori e non solo economica, finanziaria e ad Agrigento, orfana della sua Cattedrale ancora sigillata come una tomba, perfino strutturale. Sono d’accordo con chi afferma che la crisi in fondo è dovuta al fatto che va au­mentando la distanza tra noi uomini e Te. Oggi Tu stai diventando un ri­cordo sempre più sbiadito, così che si pensa che possiamo fare a meno di Te, tanto è vero che non si tiene più in debito conto la Tua Pa­rola, con il risultato che vanno aumentando la disonestà, la violenza, il sopruso, l’inganno, i compromessi, le minacce. Sono tali atteggiamenti a minare le relazioni umane, a farle scadere, a far venir meno la necessaria solida­rietà, a privilegiare l’individualismo e l’interesse personale, a tra­sformare i rapporti umani, come in una corrida, dove a soccom­bere sono gli onesti e i deboli. È proprio vero che, quando Ti met­tiamo da parte, Signore, noi uomini non riusciamo ad intenderci più tra noi. Tu sai le statistiche scandalose che denunciano che i 10 italiani più ricchi posseggono insieme quanto i 3 milioni di italiani più po­veri. Sì, è vero, hai detto che i poveri li avremo sem­pre con noi (cf Mt 26,11), ma questo non significa che pos­siamo giocare a rim­piattino scaricandoli ora agli enti comunali di assistenza, ora alle mense della solidarietà, ora alla Caritas. C’è tante povertà, anche tra noi, ma noi a furia di chiuderci nei nostri egoismi e di guar­darci con diffidenza, abbiamo fatto saltare la solidarietà, condi­zione necessaria per una vita buona. Facci convincere che non possiamo costruire ci­viltà cacciando o voltando le spalle ai poveri. Costoro sono tra noi e sono nostri, e non sono delegabili ad al­cuno, né sono anelli terminali di ipocrite politiche assistenziali. No! Tu, Signore, ci ricordi che insieme, come accade in una fami­glia in cui è presente un membro in difficoltà, dobbiamo trovare possibili risposte e tener conto di loro nelle scelte che si fanno. Lo deve fare chi occupa posti istituzionali, lo devono fare le comu­nità parrocchiali se vogliono testimoniare il Vangelo, lo devono fare i singoli, cristiani o uomini non credenti che siano. Non ci può essere salvezza senza i po­veri, come non ci può essere civiltà, come non ci può essere supera­mento della crisi senza tener conto di loro. Per i credenti, loro sono come un sacramento della presenza di Dio tra gli uomini. Ci aiutano a scoprire che la tua croce, Signore, è sem­pre piantata là dove ci sono le croci degli uomini. Lasciati confidare, Signore, che spesso ci sentiamo un po’ come Te nell’orto degli ulivi: soli, abbandonati e tante volte traditi nelle nostre giustificate attese. Dimmi: non condividi anche Tu il legit­timo desiderio di molti di desiderare un lavoro che dia dignità, che sia giustamente retribuito, senza frodi e ri­catti, e soprattutto che sia qui, senza dover emigrare a Bergamo o a New York? Desi­derare di beneficiare di un’assistenza sanitaria che sia capace di prendersi davvero cura del malato? Di avere un credito legale dalle banche senza ve­nire legalmente strozzati? Di essere serviti da una burocrazia agile ed amica, che non intrappoli nelle pastoie e nei cavilli che spesso la rivelano nemica della partecipazione e affossatrice di democrazia … Eppure, Signore, è anche vero che mentre esigiamo dagli altri ciò che è legittimo, spesso anche noi veniamo meno ai doveri di giustizia, di attenzione alle cose di tutti, di puntualità al lavoro, allo studio, parliamo più di diritti che di doveri … Sai, Signore, dicono per esempio che nel territorio agrigentino, si assiste ad un triste fenomeno: che “a fronte di un no­tevole aumento di reati contro il patrimonio, nello 2011 nes­suna persona ha fatto ricorso alla denuncia per collaborare con le forze dell’ordine e la procura della Repub­blica”. Probabilmente dobbiamo convincerci che il mondo cambierà, se sarà prima il no­stro cuore a cambiare.
La storia che hai vissuto nell’orto degli ulivi dove fosti fatto pri­gioniero perché uno dei tuoi intimi ti aveva venduto per trenta monete d’argento (Mt 26, 15;27,3), oggi continua qui da noi, e non solo da noi, nella pratica dell’usura che oltre che mettere il cappio alla libertà di molti riducendoli in schiavitù, è una sorta di  compra-vendita di fratelli. E che dire dei danneggiamenti deri­vanti dal racket delle estorsioni … Forse che non sono anche que­ste cause di paralisi del territorio e della sua decre­scita infelice? Però Tu ti meravigli che preferiamo chiudere gli occhi, e tacere e subire, mentre Tu non hai accondisceso agli Erode e ai Pilato di turno e ci hai dimostrato qual è la via della verità. Aiutaci a percorrerla. C’è crisi, è vero, ma, Signore, come si spiega l’aumento dello spaccio di so­stanze stupefacenti, del consumo di alcool, del dif­fondersi delle diverse forme di gioco, comprese quelle d’azzardo. Non lascia perplessi tanta disponibilità di denaro nelle mani di adolescenti e giovani? Non è che gli adulti sconsideratamente prima li foraggiano e poi li criticano? Se rimproveriamo ai ragazzi di essere privi di valori, non ti pare che è responsabilità di noi adulti?
Nel nostro territorio anche per futili motivi la mano di Caino con­tinua ad armarsi ed alzarsi contro Abele. È da restare sgomenti e in­creduli davanti al fatto che Calogero Giardina, un giovane di appena 24 anni di Canicattì, è stato ammazzato da un mino­renne con un cacciavite per una ragazza contesa. Che Calogero Mustac­chia, trentenne saccense è stato ridotto al coma perché basto­nato con una mazza da baseball, solo per essersi lamentato del volume troppo alto proveniente da un locale. E che a Menfi, un  ventitreenne, solo perché ha osato sorpassare con la sua auto, quasi fosse un affronto, uno scooter con tre giovani a bordo, senza casco e che procedevano zigzagando, è stato preso duramente a pugni riportando varie fratture.. Questa inaudita violenza che scuote le coscienze e mortifica l’umanità, mi pare l’indice eloquente di una società che rinuncia alla vita e sceglie la morte. Di una so­cietà che ha scelto di impo­verirsi, perché ha ormai in scarsa considera­zione il valore più consistente: l’uomo e la donna. “Questo popolo – disse proprio ad Agrigento, Giovanni Paolo II – è un popolo che ama la vita, che dà la vita. Non può vivere sem­pre sotto la pres­sione di una civiltà con­traria, di una civiltà della morte.  […] Vi sia concordia in questa vostra terra. Una concor­dia senza morti, senza assassinati, senza paure, senza minacce, senza vittime” (Omelia del 9 maggio 1993).
Eppure, Signore, proprio dal Getsemani e dalla tua scelta di ren­dere visibile l’amore laddove c’è ingiuria e dolore, ci in­segni che la crisi è anche altro, deve essere altro. La crisi è come la notte, ma “nessuna notte è così lunga da impedire al sole di risorgere”, è come il venerdì santo che vede subito dopo spuntare la Pasqua. Tu ci chiedi che facciamo diventare la crisi tempo di opportu­nità, occa­sione favorevole. Per noi che leggiamo la storia, – la nostra storia – come storia di Dio e degli uomini, essa può generare “nuovi stili di vita”, può farci diventare più umani e fraterni, può essere un segno per la conversione al Regno di Dio e alla sua giustizia (cf Mt 6,33), per decidere finalmente insieme per il bene comune. Aprici gli occhi e il cuore, dacci il coraggio di scegliere il bene, facci scrollare di dosso quel terribile e vile senso di indifferenza, che ci fa dire: se vuoi cambiare le cose, lasciale come sono.
Signore, mi fermo, ti chiedo di leggere nel mio cuore e nel cuore di tutti. Ti chiedo, come gli apostoli, di insegnarci a pregare. Sento già la tua risposta, che ci invita a restare connessi con Te e con il tuo Spirito, e ad abbandonarci fiduciosi nelle mani amore­voli del Padre, come hai fatto Tu nell’orto degli ulivi. Per questo, assieme a questa mia gente, la tua e la mia bella famiglia, pen­sando a questa città e al territorio della Provincia, prego dicendo: Padre no­stro …
[nggallery id=568]

La Prefettura di Agrigento, in occasione delle prossime elezioni dei Sindaci e dei consigli comunali del 6 e 7 maggio, in una nota inoltrata ai sindaci delle amministrazioni interessate alle consultazioni, precisa che “la lista e gli allegati devono essere presentati alla segreteria del comune dal trentesimo al venticinquesimo giorno antecedente la data della votazione nelle normali ore di ufficio e, nell’ultimo giorno, anche se festivo, fino alle ore dodici”. Pertanto, nulla disponendo per le eventuali festività ricadenti nei giorni intermedi, la chiusura delle operazioni di accoglimento delle liste è prevista per le ore 12.00 di mercoledì 11 aprile. A tal fine, il Segretario generale del Comune di Agrigento, al fine di assicurare al massimo l’esercizio del diritto elettorale ha potenziato il servizio di autenticazione delle firme sia per la presentazione delle candidature che per le sottoscrizioni delle liste. Tale servizio sarà svolto, contemporaneamente , presso le seguenti sedi degli Uffici comunali:
1) Palazzo di Città ( Piazza Pirandello) – 2° Piano Segreteria Generale;
2) Piazza Gallo Ufficio Elettorale e Stato civile;
3) Uffici Comunali di Fontanelle di via Pancamo ;
4) Palacongressi Villaggio Mosè;
5) Biblioteca comunale di Villaseta via della Concordia.
I giorni ed orari di svolgimento del servizio “autentiche” sono i seguenti:
Venerdì 6 Aprile dalle ore 14.00 alle ore 20.00;
Sabato 7 Aprile dalle ore 8.30 alle ore 13.30;
Martedì 10 Aprile ore d’ufficio e fino alle ore 19.00;
Marcoledì 11 aprile dalle ore 8.00 alle ore 12.00

“L’ormai ex consigliere comunale Giuseppe Arnone, non potendo trovare spazio nelle liste per le prossime amministrative,  entra sempre più spesso nel mondo dei vaneggiamenti, laddove da anni risulta essere protagonista indiscusso. Con lo stile consueto di un killeraggio mediatico ormai consunto e, a tutti noto sino alla nausea, attacca i precedenti sindaci di Agrigento e ne riconduce l’elezione a paternità politiche non veritiere, nella vana speranza di ottenere briciole di consenso legate all’arte mestatoria, in cui certamente non teme rivali”.
Lo afferma in una nota il Vice Segretario Nazionale di Grande Sud, Michele Cimino replicando alle accuse, rilasciate dall’Avv. Arnone sulle “responsabilità,  attribuite a precedenti sindacature, dello scempio e dello scandalo di Agrigento invasa dall’immondizia”
“L’aver fatto discendere  l’allora sindacatura Piazza alla proposta e al volere del sottoscritto – afferma Cimino – è pura farneticazione, conoscendo bene gli elettori agrigentini i reali riferimenti alla diversa paternità politica della designazione. Ciononostante è sempre stato costruttivo l’atteggiamento tenuto da me e dalla mia componente politica, nei confronti di qualsiasi amministrazione comunale succedutasi, anche quella dell’ex sindaco Aldo Piazza, ancorché non attribuibile al sottoscritto o addirittura lontana, poiché improntato alla logica del sostegno comunque e a prescindere, finalizzato al buon esito delle sorti della città e di tutti i suoi abitanti.
Ma questo l’Avv. Giuseppe Arnone apostolo della contrapposizione sempre e in ogni caso, purtroppo non  può comprenderlo …”
“ Mi è facile sostenere-conclude Cimino- se dovessi usare lo stesso metro di Arnone, che l’Avv. Marco Zambuto è stato eletto ed ha governato grazie al suo volere, al punto di essere stato indicato quale miglior sindaco mai avuto da Agrigento, salvo poi esserne additato come principale causa dei suoi mali. Come si vede per l’Avv. Giuseppe  Arnone la coerenza è esercizio facoltativo …”

Oggi, su Grandangolo – il giornale di Agrigento, diretto da Franco Castaldo –  edizione 14 – si torna a parlare dell’inchiesta all’Asp 1 sulla gara d’appalto per l’acquisto di arredi da destinare alle strutture sanitarie di Favara ed Agrigento che si arricchisce di nuovi contenuti. L’indagine è condotta dai Nas di Palermo e coordinata dal sostituto procuratore Giacomo Forte e dal Procuratore aggiunto Ignazio Fonzo, Com’è noto la scorsa settimana i militari del Nas hanno effettuato perquisizioni e sequestri, su mandato della magistratura, nelle sedi di Agrigento e Favara. Al momento, sono quattro le persone sottoposte ad indagine. Si tratta dell’ex direttore generale Salvatore Olivieri, dell’ex direttore amministrativo Antonino Tavormina, del funzionario del settore provveditorato Giuseppe Sanfilippo e della titolare della ditta Quattropiù di Acicatena Anna Licitra. Sia i locali della Azienda sanitaria sia le abitazioni degli interessati sono stati sottoposti a perquisizioni da parte dei militari dell’Arma che in contemporanea si sono presentati alle prime ore del giorno sui luoghi alla ricerca di prove del reato in forza di un decreto firmato dal Pm, Giacomo Forte . I dettagli, domani in esclusiva su Grandangolo. Altro tema forte del giornale di questa settimana è la questione Racalmuto. Confermata la visita, come aveva preannunciato Grandangolo del ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri il prossimo 10 aprile. Sarà accompagnata dal neo presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, che è anche delegato per i rapporti con le istituzioni preposte al controllo del territorio. La presenza del ministro a Racalmuto dopo lo scioglimento dell’amministrazione comunale per infiltrazioni mafiose sarà da esempio e monito per tutti: nel paese di Leonardo Sciascia, nella città della ragione, è finito il tempo dei soprusi e delle angherie. E soprattutto quello delle collusioni.  Significativo il messaggio: la mafia deve sparire. E non è solo simbolico il programma scelto dal cerimoniale per la visita del ministro a Racalmuto, così come affatto simbolica è la presenza al suo fianco di Antonello Montante. Il programma, infatti prevede, l’accoglienza da parte del ministro della commissione prefettizia appena nominata che guiderà il Municipio per i prossimi diciotto mesi; poi visita al Teatro Margherita, luogo simbolo della cultura racalmutese e visita al Circolo l’Unione che fu caro a Sciascia dove poco tempo fa ha visto Montante partecipare ad un  atteso dibattito sulla legalità. Ed ancora, visita in miniera, alquanto indicativa, dopo l’attentato che ha distrutto una dozzina di camion impegnati nel trasporto di materiale minerario. Quasi una pagina viene dedicata al maresciallo dei carabinieri Giuliano Guazzelli assassinato venti anni a. Diego Romeo a parlare la gente e le autorità. Viene fuori un profilo inedito del maresciallo che viene completato da  un articolo del direttore.

Ieri sera  ad Agrigento al Simposio ristorante presentata la mostra fotografica dell’artista agrigentino Gaspare Macaluso.
Una serata molto affollata nel cuore del centro storico di Agrigento nello splendido giardino del locale.

Il noto free lance ha presentato la personale dal titolo “Immagini”.
Le foto di pregevole fattura si rivolgono allo stile “Still life” foto con immagini soffuse dall’effetto sfocato.
Il tutto ha come finalità un pretesto per misurare la distanza fra ciò che noi crediamo di conoscere della realtà e ciò che la realtà è capace di rilevare all’obiettivo.
Il Simposio ha previsto per le prossime settimane altre serate all’insegna di cultura e di incontri letterari, diventando sempre di più crogiolo e miscellanea di eventi e incontri di aggregazione per la città di Agrigento.
[nggallery id=566]

Dopo il successo dell’iniziativa “Un paio di calzini per salvare una vita”, dedicato ai migranti del centro America, il gruppo Amnesty International 283 di Agrigento organizza un altro evento per ricordare a tutti che la lotta ai diritti umani non conosce sosta. Domani  alle ore 18:30 al Teatro della Posta Vecchia è il programma il concerto “ Suonare ti tocca per tutta la vita per Amnesty” della compagnia di  “Spoon river”. Si tratta di un tributo alle musiche e ai testi di Fabrizio De Andrè nato da una idea di Alfonso Schillaci e Claudia Messina. L’iniziativa voluta dal gruppo 283, con ingresso gratuito si inquadra nelle iniziative relative ai 50 anni di Amnesty International, l’organizzazione premio Nobel nel 1976. “Vogliamo festeggiare con un concerto i 50 anni della nostra organizzazione, ha dichiarato Alberto Todaro responsabile del Gruppo 283 di Agrigento, organizzando un evento per tutti, giovani e meno giovani, durante le festività pasquali. Oltre al concerto faremo sottoscrive un appello relativo ad un dissidente birmano ingiustamente incarcerato per reati di opinione.”

“Ottima la notizia dell’assoluzione con formula piena di Mimmo Catuara: viene restituita limpidamente all’impegno pubblico una personalità coraggiosa e stimabile. Adesso Mimmo Catuara è un uomo su cui si può contare nel processo del rinnovamento del Partito Democratico, valorizzandolo anche come utile risorsa nelle iniziative che occorrerà portare avanti già immediatamente nei prossimi giorni”. Lo afferma in una nota il candidato sindaco di Agrigento del Pd, Giuseppe Arnone.
“E di risorse solide – prosegue Arnone – vi è tanto bisogno sia ad Agrigento che a Raffadali: a Raffadali prendiamo atto che Di Benedetto ha scelto di non ritirarsi per cui va formata un’esperienza di salute pubblica per impedire che chi è ad uso ad azioni indecenti -anche quando si tratta di allisciare il pelo ai collusi con la Mafia- possa ulteriormente infangare la nobile storia della sinistra agrigentina e di Raffadali. Storia ampiamente sporcata dai Gueli, dai Giuffrida e dal loro grande padrino e sponsor Capodicasa e dal suo degno discepolo Giacomino”.