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Piazza Madonna della Catena, a Villaseta, quartiere fagocitato dal degrado sociale e culturale, ha ospitato ieri sera il primo comizio del candidato sindaco di Agrigento Totò Pennica. L’avvocato penalista in corsa per lo scranno più alto a Palazzo dei Giganti, parte proprio da Villaseta, sfidando le difficoltà e le contraddizioni di un quartiere abbandonato, dove la disoccupazione e pertanto la morsa della povertà generano fatti e conseguenze gravi.  E’ Angelo Vullo, tra i soci fondatori del Movimento Epolis, ad aprire il comizio: “Quaranta anni di storia – dice Vullo – eppure Villaseta ne dimostra il doppio a causa di una cattiva amministrazione pubblica e di uno sviluppo urbano distorto.”
Un applauso si dipana dalla piccola piazza ed è la volta del candidato sindaco Totò Pennica: “E’ da questo quartiere che provengono i primi assistiti. Devo molto del mio successo professionale a Villaseta, dove ritrovo le mie radici umane.”
Anche l’impegno per la rinascita di Villaseta così per il governo della città di Agrigento,  sono preceduti dal messaggio  “promettere poco per mantenere quel poco”.
Tre i progetti:
1) recuperare e rianimare il centro commerciale, ove la maggior parte delle attività hanno cessato di esistere. Istituendo presidi di sicurezza,  l’idea è quella di creare il museo permanente dei carretti siciliani, offrendo ai visitatori una attrattiva capace di prolungare la loro permanenza in città.
2)ripristinare gli impianti sportivi lasciati in uno stato di totale abbandono, creando un piccolo ippodromo.
3)riqualificare e regolamentare la fiera degli animali, lasciata allo sbaraglio e spontaneismo di molti.
Poi il chiarimento sul rapporto dei partiti politici con Epolis ed il candidato Totò Pennica: “Io sono candidato di Epolis sostenuto lealmente da Pdl, Grande Sud e Cantieri Popolari. Il mio intento è quello di poter realizzare un decimo degli impegni scritti nel programma e se tutto ciò è possibile con il sostegno dei partiti, lo faccio in maniera seria e leale. Nel 2012 non si può ancora continuare a promettere e visto il problema della disoccupazione dobbiamo trovare urgentemente soluzioni e idee. Non faccio promesse illusorie e non prometto posti di lavoro”.
Le conclusioni del comizio: “Se dovessi essere eletto sindaco di Agrigento i festeggiamenti li organizzerei proprio a Villaseta. Ad ogni modo è qui che chiuderò la campagna elettorale”.
In piazza Madonna della Catena, ieri sera, si sono dati appuntamento famiglie e gruppi di giovani, ma anche candidati al Consiglio comunale del Pdl, Grande Sud, Cantieri Popolari ed ex assessori della giunta Zambuto, come Franco Iacono  e Roberto Campagna.

I docenti universitari originari della provincia di Agrigento impegnati nei diversi Atenei della Sicilia hanno accolto favorevolmente l’invito dell’Arcivescovo di Agrigento mons. Francesco Montenegro per un confronto sulle problematiche culturali e sociali che investono il territorio e per elaborare proposte finalizzate alla rinascita di questa terra, ricca e complessa che, come dice l’Arcivescovo, «ha bisogno di riscatto e di cultura».
La lettura e l’interpretazione dei fenomeni delinea, infatti, una preoccupante situazione culturale, economica e sociale, a fronte di una grande umanità e intelligenza, di tante donne e tanti uomini di cultura e di politica, di un pregevolissimo patrimonio naturale e storico-artistico.
I docenti universitari ritengono che per attivare significative azioni di sviluppo sia necessario avviare un processo di rifondazione culturale che coinvolga tutti i settori della vita sociale e civile, che investa i giovani e quanti hanno responsabilità di gestione, formazione e trasformazione del territorio.
In un momento in cui le difficoltà e le preoccupazioni sembrano ripiegare gli animi allo scoramento e all’incertezza è necessario affermare e rafforzare un’idea di speranza: che questa terra, cioè, è riscattabile ed ha una prospettiva di futuro.
Per questo, noi docenti universitari, sentiamo il bisogno e il dovere di esprimere un preciso impegno per il recupero della credibilità e del ruolo della cultura come premessa fondamentale per altre e più durature forme di crescita (soprattutto attraverso la ricerca del bene comune) e affinché, nel territorio di Agrigento, possa svilupparsi una nuova visione della storia, del valore dei luoghi, della città e dell’uomo.
Concretamente intendiamo farlo con l’esempio e la responsabilità personale (nel lavoro, nella ricerca e nell’azione formativa) e avviando proposte che siano espressione di un servizio aperto al territorio da cui proveniamo e che definiscano percorsi culturali e sociali a diversi livelli.
Roberto Lagalla, Rettore dell’Università di Palermo
Giampaolo Barone, Facoltà di Scienze MM. FF. NN.
Giuseppe Bazan, Facoltà di Scienze Naturali
Enzo Bivona, Facoltà di Scienze Politiche
Filippa Bono, Facoltà di Economia
Aurelio Burgio, Facoltà di Lettere e Filosofia
Pietro Busetta, Facoltà di Economia
Delia Chillura Martino, Facoltà di Scienze MM. FF. NN.
Giuseppe Cicero, Facoltà di Medicina e Chirurgia
Alessia Cilona, Facoltà di Architettura
Onofrio Corona, Facoltà di Agraria
Salvatore Costanza, Facoltà di Lettere e Filosofia
Calogero Cucchiara, Facoltà di Architettura
Vito Di Marco, Facoltà di Medicina e Chirurgia
Lillo Fiorello, Facoltà di Scienze Motorie
Salvatore Gaglio, Facoltà di Ingegneria
Pierluigi Gallo, Facoltà di Ingegneria
Caterina Grillo, Facoltà di Ingegneria
Salvatore La Bella, Facoltà di Agraria
Donato Salvatore La Mela Veca, Facoltà di Agraria
Angelo Leone, Facoltà di Medicina e Chirurgia
Lidia La Mendola, Facoltà di Ingegneria
Giovanni Liotta, Facoltà di Agraria
Vincenzo Messana, Facoltà di Lettere e Filosofia
Antonino Margagliotta, Facoltà di Ingegneria
Rosaria Nardello, Facoltà di Medicina e Chirurgia
Giuseppe Pellitteri, Facoltà di Ingegneria
Giovanni Ruvolo, Facoltà di Medicina e Chirurgia
Salvatore Sammartino, Facoltà di Giurisprudenza
Chiara Sinatra, Facoltà di Lettere e Filosofia
Licia Siracusa, Facoltà di Giurisprudenza
Giovanni Francesco Tuzzolino, Facoltà di Architettura
Francesca Valenti, Facoltà di Scienze Motorie
Salvatore Vitabile, Facoltà di Medicina e Chirurgia

Riceviamo e pubblichiamo l’amaro sfogo di una madre di una bimba disabile vittima dell’inciviltà di un’automobilista.
 “Sono Caterina Santamaria il presidente dell’associazione Nuove Ali di Agrigento, nonchè madre di una splendida bimba disabile. Se pensate che una passeggiata in via Atenea per un disabile sia un momento, come per tutti, di rilassamento di gioia o di semplice spensieratezza……ebbene Vi sbagliate miei cari  miei;  sentite cosa ci e’ capitato sabato 7 Aprile intorno alle ore 19,00.
Stavamo  per parcheggiare in uno dei due posti per disabili di Porta di Ponte (munita di regolare pass e con il disabile a bordo mia figlia), quando la macchina che ci precedeva mette la freccia e occupa il posto.
Chiedo gentilmente se il signore fosse munito di pass (esperienza di vita) ma mi sento rispondere ” picchi l’handicappatu si tu”. Alla risposta agitata di mio marito il signore chiude la macchina e si va a fare la barba nel barbiere di Porta di Ponte, apostrofandoci ancora con un gesto eloquente della  mano…. Cerchiamo i vigili,li chiamiamo tramite il 113 ma 2 secondi prima del loro arrivo il signore (20 minuti dopo dal suo arrivo) prende l’auto e  va via  rimandandomi a quel paese.
All’arrivo dei vigili mi sarei aspettata comprensione e conforto, avrei gradito anche “di essere presa in giro” con il classico ” Signora ci  pensiamo noi” dato che ho fornito sia la targa dell’auto e ho mostrato una foto, ma l’unica risposta  ricevuta dal commissario dei vigili in servizio e’stata “……porti pazienza ci sono tante  persone facchine” e poi “noi non possiamo fare nulla  poiché l’auto e’andata via (!!!!)  Ma oltre al danno la beffa ….uno dei vigili ha controllato  il mio  pass mentre gli altri  mi urlavano che dovevo essere comprensiva del loro lavoro e del loro pronto intervento.
Sono molto amareggiata per il  principio secondo cui devo sopportare la  maleducazione e l’inciviltà delle persone. Non mi  va proprio giù. Ma cosa ancora più grave  non mi va giù la solitudine istituzionale che le famiglie e  i disabili devono sopportare.  E’ finita  la  nostra passeggiata rilassante e  rasserenante….ma forse a noi non  genitori di bimbi disabili ed agli stessi bimbi disabili non spetta….

Tradizionale scambio di auguri di  Grande Sud  stamani in piazza  Pio X al Villaggio Peruzzo, “Grande Sud, – afferma Michele Cimino – sceglie una delle piazze più vive ed attive  di Agrigento, per augurare una serena Pasqua. Siamo  impegnati in prima linea  tra la gente   in questa campagna elettorale per le Comunali  i cui risultati saranno preliminari al prossimo appuntamento al voto,  previsto tra ottobre e novembre, che si va a delineare  alla Regione. Il nostro forte impegno per i candidati di Grande Sud al Consiglio Comunale, in autunno sarà  realizzata  a sostegno del candidato  alla presidenza della Regione del nostro leader di Grande Sud, l’On. Gianfranco Miccichè. Quindi dobbiamo creare  oggi le condizioni  perché  il risultato che otterremo  alle comunali  sia  valido e prestigioso,  cosi da dare autorevolezza  alla candidatura   del presidente della Regione”.
 L’On. Cimino ha, poi, invitato tutti a votare con forza  i candidati a sindaco  sostenuti  da Grande Sud  nei comuni della Provincia: Pennica ad Agrigento,  Di Paola a Sciacca,  Di Benedetto a Raffadali,  Parello ad Aragona,  Termini a Cattolica, Piruzza a Montallegro.
 Quindi ha preso la parola in seguito il Coordinatore provinciale, Mario Baldacchino.” Auguro a tutti gli agrigentini che questi giorni trascorrano in serenità e pieni di speranza per un futuro migliore. La presenza in questa giornata di tanti giovani uomini e donne dimostra come il messaggio e le idee di Grande Sud si stiano sempre più radicando nella società e soprattutto aprano le porte alle nuove leve ed a tutte quelle donne che hanno nel loro dna le capacità e la perseveranza per portare avanti una società che possa offrire a tutti opportunità di lavoro, benessere e crescita”. Inoltre  ha espresso ampio compiacimento  per la presenza del Presidente del Consiglio Comunale di Palma di Montechiaro, Angelo Romano, che aderisce al partito di Grande Sud.
“ Sono felice di far parte di questo grande partito- ha dichiarato soddisfatto il presidente Romano- che risponde alle esigenze del territorio e porgo i migliori auguri  di una Serena Pasqua a nome mio  e  della comunità palmese che rappresento”.
Sono seguiti gli interventi del Vice Presidente della Provincia, Paolo Ferrara, che ha  rivolto un sincero augurio a nome della Provincia regionale di Agrigento, del coordinatore cittadino, Mario Cerchia ed infine ha preso la parola   Giulio Cinque, in rappresentanza dei giovani di Grande Sud, che ha portato i saluti dell’assemblea costituente impegnata   in un percorso di crescita e coinvolgimento   dei giovani della nostra provincia.


Quasi impacciato, in difficoltà, amareggiato.
La drammatica situazione in cui versa la città di Agrigento, crea sconforto anche nel cuore dell’arcivescovo della diocesi agrigentina mons. Franco Montenegro.
Ha quasi timore di rivolgersi a Dio, vista la precarietà dello status di una città che meriterebbe ben altri palcoscenici.
E lui, Don franco, nel discorso di piazza Municipio che precede il distacco tra Maria Vergine e suo Figlio, comincia ad elencare una serie di assurdità atroci che si sono verificate nella nostra martoriata terra. Dalle nostre parti si conficca un cacciavite in testa e si muore per uno sguardo di troppo; per un sorpasso ad un motorino si manda in coma una persona; per uno stop non rispettato si rischia la morte.
La città di Agrigento e tutta la sua provincia sono nello sbando più totale. Un territorio dove la rassegnazione, oramai copre anche il benchè minimo rispetto di una dignità che si perde sempre di più.
L’agrigentino presenta notevoli difficoltà a cercare quel riscatto che merita certamente; al contrario, purtroppo, sembra anzi prono ad accettare qualsiasi situazione che si presenta sotto i propri occhi, anche quella che mostra il degrado più devastante.
Intanto dal pulpito della chiesa di San Domenico, sono ormai diversi anni che scattano feroci attacchi alla classe poitica, sin dai tempi di mons. Carmelo Ferraro il quale ha iniziato le sue litanìe contro la classe politica agrigentina, da tempi molto remoti.
Purtroppo la situazione è sempre la stessa. Da Ferraro a Montenegro non è cambiato nulla; anzi a dire il vero la situazione è semplicemente peggiorata.
La classe politica, quella che conta, latita e la cosa più preoccupante è che non si vedono all’orizzonte segnali di risveglio o cambiamenti che possano far sperare in un futuro quantomeno più dignitoso. Niente di niente.
Intanto Don Franco cerca la soluzione fra gli uomini, fra gli agrigentini, fra coloro i quali possono avere una forte voce in capitolo. Auspica una reazione  immediata e perentoria, atta a dare uno scossone anche a quella classe politica che da sempre, oltre a mostrare  un silenzio assordante, si gira dall’altra parte quando c’è da risolvere un vero e serio problema per la città di Agrigento. Don Franco invoca persino la benedizione divina affinchè possa dare luce ad un popolo privo di ogni forma reattiva contro le ingiustizie ed i soprusi.
Agrigento rischia di non avere più la cattedrale in quanto, lentamente ed inesorabilmente, sta scivolando verso un vallone sperduto; le insidie tra i muri ed i solchi sempre più profondi stanno sbriciolando una delle più belle cattedrali dell’intera Sicilia.
Parlare di centro storico appare superfluo. La situazione, miracoli a parte e stragi evitate, è sotto gli occhi di tutti.
Nella sua omelia, Don Franco ricorda che fra poche settimane Agrigento andrà al voto ed il segnale appare molto chiaro, evidente, preciso e puntuale.
Intanto, forse, una prima benedizione divina i siciliani tutti l’hanno giù avuta. Raffaele Lombardo, presidente della Regione, attaccato da più parti da provvedimenti giudiziari, ha deciso di  non aspettare il verdetto dei giudici: lascia e se ne va. Sicuramente mister baffo, tra un inciucio di qua e un altro di là, poco o nulla ha fatto per rialzare una Regione la cui cresta è stata azzannata da politici e politicanti da strapazzo.
Tornando ai fatti nostri, l’Arcivescovo Montenegro non ha lesinato di Invocare a non esasperare i toni di una campagna elettorale che già ha presentato i propri mostri. Altro che toni pacati e programmi, ma solo e soltanto accuse e invettive da rivolgere all’avversario di turno. Purtroppo, tale circostanza, sembra essere come quella epidemia che colpisce e si diffonde silenziosa e micidiale. L’auspicio di Don Franco e di tutti noi è che ognuno dei contendenti possa darsi una regolata e magari presentare qualche programma in più agli agrigentini ormai esasperati di cotanto grossolano chiacchiericcio da osteria.
Aiutati che Dio ti aiuta e ti benedice. Continuando di questo passo, però, anche il Cristo è quasi costretto a girarsi dall’altra parte.
E se anche Dio non ne vuol sentire, siamo davvero messi molto male…

Buona Pasqua a tutti!

Con Decreto del Dirigente Generale del Dipartimento Regionale della Famiglia n. 257/2012 è stato ammesso a finanziamento il progetto presentato dal Comune di Menfi “Lavori di risanamento del vecchio centro – opere di urbanizzazione primarie e della riqualificazione dei cortili storici e delle aree residuali, 2° stralcio”, per un importo finanziato di € 2.746.429,09, per un totale di € 2.964.235,02
“In questi ultimi anni abbiamo lavorato tanto sul fronte della programmazione e della progettazione: presto cominceremo a vedere i primi frutti – dice il Sindaco Michele Botta –.  Il  comune di Menfi era privo di un parco progetti degno di tale nome e abbiamo dovuto lavorare sodo per cambiare la rotta e investire su progettualità importanti per il medio e lungo periodo”.
Quello finanziato è uno dei progetti del PIST presentati nella seconda finestra del P.O. F.E.S.R. 2007-2013 – Linea di intervento 6.2.2.2 (Menfi Centro) e dichiarati ammissibili dal dipartimento programmazione della Regione siciliana l’ottobre scorso.
“A breve, inoltre, partiranno i lavori per il rifacimento della seconda ala di Palazzo Planeta – conclude il Sindaco Botta – per il quale questa amministrazione aveva sbloccato un finanziamento di € 1.300.000,00: un’ulteriore dose di fiducia per la città in tema di economia e occupazione.”

Il prossimo 16 aprile il Popolo della Libertà terrà la seconda conferenza stampa per fare i nomi dei candidati nelle liste del Mpa o collegate a quelle che sostengono il Governatore Lombardo reclutati dal mondo della sanità regionale per le Amministrative del 6 e 7 maggio 2012.
“Nel momento in cui in Sicilia si avvia il processo di liberazione dei vincoli e dalle ombre del governo Lombardo guardiamo con serenità alle prospettive di sviluppo e di crescita che passano da libere e democratiche competizioni a livello amministrativo”. Dirigenti, funzionari e professionisti (e relativi congiunti o parenti) ai quali viene chiesto di prestare il volto con la promessa o per avere ottenuto riconoscimenti concreti dal “sistema” Salute regionale. E’il secondo step che avevamo promesso per fare luce sulle modalità di reclutamento “orientato” che sta determinando la formazione delle liste per le Amministrative del 6/7 maggio 2012. Un sistema dopato dove la “caccia” al candidato è in cima alle priorità dell’azione politica “aziendale” di amministratori e dirigenti del Servizio Sanitario regionale. Dove, nel frattempo, si chiudono punti nascita poi riattivati dal Giudice amministrativo (Cefalù) a riprova della schizofrenia di un sistema malgovernato ed inefficiente”.
E’quanto affermano in una nota l’europarlamentare Salvatore Iacolino, i deputati regionali Innocenzo Leontini e Nino Bosco e i parlamentari nazionali Vincenzo Fontana e Giuseppe Marinello.
“Siamo convinti – conclude Iacolino – che in Sicilia sia arrivato il tempo di scelte libere e responsabili per assicurare adeguati livelli di prestazioni e di servizi nei confronti di cittadini esigenti che ambiscono alla tutela forte nei confronti di un diritto quello alla salute e al benessere che non può continuare ad essere penalizzato e condizionato da interventi incoerenti ed inidonei ad assicurarlo efficacemente”.

“Noto con piacere che negli ultimi anni gli agrigentini stanno riscoprendo il gusto di trascorrere la festività del lunedì di Pasqua, nelle campagne che circondano la città, ed in particolare nella splendida Valle dei Templi: una tradizione, un tempo chiamata “scialata”, che non può che essere ulteriormente valorizzata e quindi sostenuta”.
A parlare è Mariella Lo Bello, candidata sindaco di Agrigento, che coglie l’occasione della Pasqua per invitare gli agrigentini a riscoprire ed amare, il territorio della città e le sue meraviglie.
“Tra i vari eventi in programma – ricorda Mariella Lo Bello – vi è la Pasquetta organizzata dal Fondo Ambiente Italiano al Giardino della Kolymbetra, nel cuore più autentico della Valle dei Templi, un posto meraviglioso, senza dubbio uno dei fiori all’occhiello della nostra città. Grazie al lavoro dei soci del FAI, è stata recuperata la tradizione della “scialata giurgintana” che vedeva come protagoniste numerose comitive di agrigentini intenti a percorrere le antiche trazzere che dal centro si snodavano, e si snodano,  nella Valle sfiorando luoghi incontaminati”.
“Gli agrigentini devono tornare a godere appieno del proprio territorio, e iniziative come queste, sono essenziali affinchè si ricrei il legame con la nostra città. Solo l’amore per la nostra terra – prosegue – può spingerci a difenderlo. Invito tutti a fare tesoro di queste iniziative, coinvolgendo soprattutto le nuove generazioni, affinchè la nostra Agrigento non sia associata sempre al degrado a cui l’hanno costretta, ma che sia contenitore vivo di progetti e speranze.
Questi appuntamenti vanno apprezzati e valorizzate a tutti i livelli, perchè incarnano quello deve e può essere lo sviluppo del turismo, sfruttando a dovere le bellezze e le tradizioni del nostro territorio”, ha concluso Mariella Lo Bello”.

La domenica di Pasqua  a Siculiana si solennizza con il gioioso e festoso incontro  dei Santi con il Cristo Risorto. L’evento, organizzato dal comitato regionale Acsi Sicilia, presieduto da Salvatore Balsano con la collaborazione della comunità ecclesiale di Siculiana, con il patrocinio della locale amministrazione comunale, reso più coinvolgente, colorato e festoso dalle confraternite di Pasqua  affiliate all’Acsi provinciale e con la partecipazione delle consorelle dell’Addolorata Maria. Una giornata di fede per la tanta gente che ogni anno assiste al passaggio in corsa della statua di San Michele Arcangelo che, incontratosi con il Risorto annuncia la lieta novella a San Petro, a Santa Maria Maddalena, e a San Giovanni che vanno incontro al Risorto.  Ed infine l’atteso e commovente incontro con la Madonna che perde il velo nero tra l’esultanza generale  e avviene il simbolico abbraccio. Subito dopo questo commovente momento, snoderà la processione, in una atmosfera  allegra e spensierata, animata dalla banda musicale Vincenzo Bellini di Siculiana e dall’Associazione “I Tammurinara di Racalmuto, verso il Santuario del Santissimo Crocifisso per la celebrazione della Santa Messa. L’appuntamento  è in piazzetta Marino domenica 8 aprile  a partire dalle 17,00.

“Prima che il gup emetta qualunque giudizio, mi saro’ gia’ dimesso, indifferentemente dal fatto che ci sia un rinvio a giudizio o l’archiviazione. Anche nel caso in cui dovessi convincermi a seguire il rito abbreviato, esaurita quella fase, un minuto prima del verdetto saro’ un semplice cittadino e non piu’ presidente della Regione”, dice tutto di un fiato il leader Mpa. Decido questo per amore della Sicilia e rispetto per la carica che ricopro che non voglio sia intaccata da un eventuale rinvio a giudizio”. E’ questo il commento del governatore della Sicilia Raffaele Lombardo per il quale ieri e’ partita la richiesta di rinvio a giudizio dopo l’imputazione coatta per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio aggravato.
Le elezioni anticipate in Sicilia, dunque, per dirla con Lombardo, “sono un’idea plausibile. Lombardo bolla ancora come inattendibili i pentiti e assicura: “Non ho mai segnalato un’impresa, un lavoro, una concessione, un’autorizzazione, ne’ favorito mai nessuno. Se la mafia non e’ un’associazione di volontariato va capovolto il ragionamento della Procura.”