Home / 2012 / Aprile (Pagina 32)

Il Tribunale di Agrigento, su iniziativa della U I L, ha recentemente condannato l’Azienda Sanitaria Provinciale 1 di Agrigento per le irregolari modalità di assunzione del personale ausiliario.
Per meglio spiegarne le dinamiche, le responsabilità aziendali e le iniziative conseguenti, è convocata una Conferenza Stampa per domani, sabato 14 aprile 2012 alle ore 10,00 presso la sede U I L di Agrigento sita in Via Piersanti Mattarella, 115.
Interverranno Aldo Broccio Segretario Generale U I L, Linda Bellia Segretario Provinciale U I L – C.P.O, Salvatore Broccio, Legale incaricato dai lavoratori

Il G.I.P. del Tribunale di Palermo Dott. Gioacchino Scaduto a seguito dell’udienza  con il rito abbreviato ha assolto  Giuseppe Di Stefano, 56 anni, Giovanni Di Stefano, 30 anni, Filippo Grilletto, 28 anni, di Porto Empedocle tutti difesi dagli Avvocati Anna Americo e Ninni Giardina, mentre ha condannato Vincenzo Cacciatore, 47 anni, di Villaseta a quattro anni di reclusione ed a 1000,00 di multa, difeso dall’Avv. Totò Pennica. L’accusa contestata ai quattro imputati è di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. I fatti sono relativi all’acquisto all’asta di due appartamenti da parte dei familiari di Giuseppe Adorno, il giovane operaio ucciso nell’estate del 2009. Secondo la pubblica accusa, i  quattro avrebbero minacciato gli Adorno per costringerli a rivendere alla famiglia Di Stefano le case che erano state loro pignorate.
Il Pubblico Ministero rappresentato dalla Dott.ssa Rita Fulantelli della D.D.A di Palermo aveva chiesto la condanna per tutti gli imputati alla pena di anni tre di reclusione ed a 800,00 di multa. la parte civile Adorno Domenico e Stendardo Maria sono stati rappresentati dall’Avv. Alessandro Patti.

Riceviamo e pubblichiamo lo sfogo di un cittadino di Agrigento, Francesco Tedesco residente in via dei Fiumi al Villaggio Mosè. Nella lettera si mette in evidente lo stato di totale incuria in cui versa la zona nonostante lo sciiopero degli operatori ecologici sia rientrato ormai da giorni.
 Caro direttore,
con la presente le espongo un grave disagio che vivono i cittadini di via dei Fiumi, importante arteria viaria del Villaggio Mosè.
Per noi lo sciopero dei lavoratori addetti alla raccolta della nettezza urbana, iniziato la settimana prima di pasqua, sembra non sia ancora terminato.
Non riusciamo a tornare alla normalità, cumuli di spazzatura bruciata e maleodorante stazionano lungo la via dei Fiumi in attesa che qualcuno, animato di buona volontà, si accorga di loro e decida che fine devono fare.
Questa situazione di degrado e di abbandono, è ancora più grave se si pensa che a poche centinaia di metri dai rifiuti tossici si trovano una scuola dell’infanzia e una scuola elementare.
Con ricorrenza ciclica ogni volta che i lavoratori della nettezza urbana esercitano il diritto allo sciopero, noi residenti cittadini e contribuenti di esosissime bollette della monnezza ci ritroviamo in questa grave situazione.
Inoltre da anni dietro i cassonetti si trova una colinetta di recipienti di eternit, che cresce con il lento trascorrere dei giorni dei mesi e degli anni, credo sia molto arduo e altamente compromettente rimuoverla in quanto noi cittadini ormai ci siamo abituati alla sana visione della collinetta e sarebbe per noi un vero dolore un bel giorno scoprire che è stata rimossa.
Ci auguriamo che prima del prossimo sciopero quei cumuli di spazzatura possano essere rimossi, per la collinetta di eternit la speranza la nutriamo ancora ma molto diluita nel tempo.
Con l’occasione i rivolgo un invito al sindaco e all’assessore competente a esercitare un più attento controllo del territorio.

Nei giorni scorsi, sono stati consolidati i risultati raggiunti nella ricerca dei patrimoni accumulati dalle famiglie mafiose della provincia di Agrigento. In particolare, le indagini successive ai sequestri del 26 gennaio scorso  disposti dal Tribunale di Agrigento nei confronti di Leone Vincenzo, Di Bella Angelo e Messana Luigi di Canicattì, hanno dato importanti frutti che si aggiungono al ricco elenco dei beni sequestrati alle famiglie mafiose di Canicattì. 
Sono stati, infatti, individuati altri conti correnti, polizze assicurative a premio unico, titoli azionari e quote per un valore complessivo di circa 2.500.000 euro, tutti sottoposti a sequestro.
Inoltre, l’ulteriore lavoro di ricostruzione degli assetti societari riconducibili a quelle famiglie ha permesso di concentrare l’attenzione investigativa su una cooperativa costituita in prevalenza da imprenditori agricoli locali, ma guidata e finanziata per diversi anni dai componenti della famiglia Di Bella-Leone.
Sin dal 2006, infatti, rappresentanti delle famiglie Di Bella-Leone sono risultati soci della cooperativa ed hanno finanziato l’attività imprenditoriale mediante versamenti infruttiferi di consistenti somme di denaro, contabilizzate in bilancio alla voce “Finanziamento Soci”. Ovviamente, rappresentanti della famiglia erano inseriti anche nel consiglio di amministrazione della società, e questo consentiva loro di influire direttamente sulle scelte imprenditoriali, con dirette ripercussioni sugli altri soci e, dunque, sull’economia locale.
Proprio in queste ore si è concluso l’ulteriore sequestro di quote societarie riconducibili alle famiglie Di Bella e Leone disposto con decreti del Tribunale di Agrigento nei confronti della cooperativa a r.l. HORUS.
Il valore della predetta cooperativa si aggira intorno a €. 3.500.000,00.
I sequestri di questi giorni si aggiungono, dunque, a quelli di gennaio il cui valore complessivo fu stimato in maniera prudenziale in oltre 75 milioni di euro  così suddiviso:

  • unità immobiliari …………………. per un valore di oltre 35 milioni di euro;
  • disponibilità finanziarie …………per un valore di oltre 1,5 milioni di euro
  • beni mobili. ………………………per un valore di  circa 500.000 euro;
  • attività imprenditoriali ………….per un valore di circa 38 milioni di euro.

 Il valore totale, pertanto, supera gli 80 milioni di euro.
A questo punto sono oltre una ventina le società sottratte alle famiglie mafiose di Canicattì ed affidate temporaneamente e precauzionalmente ad amministratori giudiziari nominati dal tribunale con l’incarico di migliorarne l’attività produttiva, salvaguardando i livelli occupazionali e contestualmente riportando l’impresa ad operare secondo criteri di gestione propri dell’economia legale. Il che equivale ad ingenerare un circuito virtuoso, partendo dalla rimozione dei rapporti con società legate a contesti mafiosi.
 Il sistema economico criminale smantellato faceva capo a soggetti inseriti organicamente in ‘cosa nostra’ come Di Bella Angelo ed il nipote Leone Vincenzo. Di Bella Angelo era considerato a capo della famiglia mafiosa di Canicattì e già nel 1987 era indiziato di appartenere ad un’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Per avere un’indicazione del livello criminale già allora occupato dal Di Bella, può essere utile sapere che il suo numero telefonico fu trovato annotato nell’agendina di Pippo Calò, il cassiere della mafia, all’atto del suo arresto (avvenuto nel 1985 a Rieti).
Le attività condotte negli ultimi mesi in provincia dalla Guardia di Finanza sono precipuamente finalizzate a garantire la sicurezza economica e finanziaria della collettività, anche attraverso la tutela delle libertà economiche garantite dalla Costituzione.

Tempio di Demetra


Attesa ad Agrigento la XIV Settimana della Cultura che prevede l’apertura straordinaria del Tempio di Demetra, sito archeologico risalente al 480 a.C. tra i più apprezzati eppure tra i meno fruibili. Il santuario, sito nella parte orientale di Agrigento in prossimità della Rupe Atenea che era l’antica acropoli della città, sarà visitabile nei giorni 14 e 15 aprile e nel successivo fine settimana (21-22 Aprile) dalle ore 9 alle 18. In occasione della manifestazione nazionale sarà possibile accedere gratuitamente presso il museo regionale “San Nicola” e le altre aree archeologiche fruendo di visite guidate e di mostre appositamente allestite. Intanto stasera, dopo la pausa delle festività pasquali, si rinnova con un appuntamento musicale la manifestazione “Venerdì nella Valle”, con ingresso libero. Nella spaziosa sala di Casa Sanfilippo, sede dell’Ente Parco, si esibisce a partire dalle ore 19,30 la “Banda di Palermo” composta da: Giacco Pojero voce e fisarmonica, Nino Vetri  sax e voce, Antonella Romana  tromba e voce, Tommaso Chirco al basso, Marco Monterosso alla chitarra, Simonello Sfameli alla batteria. La formazione propone melodie popolari siciliane (religiose e profane), traendo spunto dalle tradizioni dei paesi mediterranei, d’oltreoceano o del Nord-Europa. Intanto a proposito di iniziative turistiche, e della possibilità di intercettare finanziamenti, questa mattina alle 10 nei locali di via Acrone, la Provincia ha promosso un meeting con gli operatori di settore. Sarà affrontato il tema “Marchi d’area e club di prodotto turistico”, più volte sollecitato dagli operatori del comparto ricettivo-alberghiero al fine di rilanciare i prodotti turistici basati sulla valorizzazione dell’ambiente e delle sue peculiarità. All’incontro, convocato dal presidente della Provincia Eugenio D’Orsi, parteciperanno l’assessore provinciale al turismo Angelo Biondi, i rappresentanti dei PIST/PISU, i presidenti dei distretti turistici “Monti Sicani e Valle del Platani” “Valle dei Templi” e “Selinunte, il Belice e Sciacca Terme”,  il presidente dell’associazione “Strade del Vino Terre Sicane”, della SMAP, del Consorzio Turistico Valle dei Templi e del Consorzio Turistico Costa Sikana – Ribera. L’obiettivo è definire i contenuti dei progetti presentati a suo tempo dalla Provincia Regionale (e già dichiarati ammissibili) per la creazione di marchi d’area ambientale e loro promozione. I progetti riguardano, in particolare l’area della Valle dei Templi (700 mila euro), le strade del vino Terre Sicane (300 mila euro) e l’area Valle del Platani Monti Sicani (300 mila euro). Le schede descrittive sono state elaborate dal Servizio Politiche Comunitarie del Settore Ambiente, Territorio e Politiche Comunitarie della Provincia, in collaborazione con il Consorzio Turistico “Valle dei Templi” e l’associazione “Strade del Vino Terre Sicane”.

Non si è fatta attendere la replica del candidato sindaco di Agrigento, Giuseppe Arnone all’Esecutivo provinciale della Cgil che in precedente intervento aveva invitato a non diffamare l’operato del sindaco.
Ecco l’intervento di Arnone:
Gentili componenti dell’esecutivo CGIL,
mi verrebbe facile definire falso, offensivo e diffamatorio il comunicato che ieri avete rivolto alla mia persona. E meritevole di reazioni querelatorie: ma ben volentieri evito, limitandomi – se ne avete il coraggio civile – ad invitarvi a un pubblico confronto sulla storia del vostro gruppo dirigente e su quanto fango, negli ultimi 20 anni, ma anche negli ultimi cinque, avete buttato sul sindacato che sento ampiamente anche mio.
Ma andiamo con ordine. Mi vien da ridere al dover pensare che devo spiegarvi cos’è una battaglia, sindacale e democratica. Ma la mia spiegazione è unicamente tesa a farvi comprendere come nessuno di voi è titolato a prendere in giro la gente.
Quando Totò Grado fu arrestato, assieme ad altri complici, per reati contro la Cassa Edile e quindi contro i lavoratori dell’edilizia, e quindi contro i sindacati, alcuni di voi recitarono la farsa della “opposizione di sua maestà”. Quando l’accordo di malaffare prevedeva di garantire l’impunità a Totò Grado, non presentando la querela, voi avete timidamente balbettato qualche ridicola protesta. Protesta talmente ridicola da essere talmente risibile e funzionale a garantire l’impunità, cosa poi effettivamente registrata.
Ma, caro Pierino Mangione, tu devi sapere che uno come me è in grado, letteralmente, di toglierti le scarpe mentre cammini e di rivendertele, le tue scarpe, per nuove. Non soltanto quella CGIL si prestò a non far punire Grado per i suoi reati, ma si prestò anche e persino – scandalo enorme – a far rimettere in servizio Grado, nel ruolo di vertice di Direttore dell’Ente contro il quale aveva commesso reati, per consentirgli di continuare le sue attività contro i lavoratori. Quelle attività che poi gli hanno consentito di ottenere una buonuscita, totalmente illegale, da 800.000 euro.
Ti sei mai informato, caro Pierino Mangione, ti sei mai informata cara Mariella Lo Bello, quali erano i trattamenti di mobbing che venivano riservati alle signore, dipendenti della Cassa Edile?
Vi siete informati, Mangione e Lo Bello, come si provvedeva, alla Cassa Edile, a pensionamenti e assunzioni?  Perché non fate una bella conferenza stampa e spiegate mediante quali criteri familistici e nepotistici si procedeva a selezionare i parenti dei sindacalisti da assumere alla Cassa Edile e con quali criteri si facevano i licenziamenti?
Tutto ciò non 20 anni fa, ma fino a pochi mesi addietro.  E l’autentica “porcilaia” della gestione di questi Enti, rende comprensibile perché non avete chiesto il sequestro al Tribunale del “bottino” da 800.000 euro portato a casa da Totò Grado, con la sua buonuscita. Anche lì una recita. Non è difficile immaginare che qualcuno abbia detto a Totò: “Totò, tranquillo, noi ti facciamo fare causa, la causa dura anni, e nessuno ti toglie neanche un centesimo. Quando ci sarà la sentenza, forse nel 2020, tu avrai possibilmente comprato un bel po’ di case ai tuoi figli. Alla faccia dei figli dei lavoratori!” Voglio anche ricordarvi, cari amici della CGIL, che la mia opinione nei vostri confronti è cambiata a seguito dei fatti, gravissimi, ricostruiti in Tribunale con il vincolo del giuramento da un uomo delle Istituzioni che stimo enormemente, Attilio Brucato. Il vicequestore Brucato ha raccontato – con toni giustamente scandalizzati – che nel bel mezzo dello scontro che vedeva da un lato l’on. Capodicasa e Gaetano Scifo e dall’altro imprenditori come Burgio e Moncada, la CGIL prendeva la parola per denunziare pubblicamente Burgio e Moncada e chiedere controlli della Polizia su questi ultimi. E lo scandalo, secondo il vicequestore Brucato, stava nella circostanza che la CGIL, fino a quel momento (anno 2005), non aveva mai denunziato pubblicamente alcun imprenditore e adesso si scagliava contro gli unici imprenditori della provincia impegnati a denunziare i mafiosi e costretti a vivere sotto scorta.
Tra Scifo, arrestato e condannato,  e gli imprenditori antimafia sotto scorta, la CGIL assieme a Capodicasa si schierano con Scifo. Non mi pare ci sia molto altro da aggiungere, se non che ho già denunziato, da anni, tramite i miei libri, questo quadro di indecenze e di scandali, prendendomi pure le querele di Giacomino Di Benedetto e Totò Grado. E a Piero Mangione voglio dire che io apprezzavo il Piero Mangione che manifestava grande disistima, tutta meritata, per Giacomino Di Benedetto e Vittorio Gambino e aveva rotto con loro. Apprezzo molto meno il Piero Mangione “scendiletto”, ovvero “big sponsor” di cotante personalità. E che adesso, addirittura, prepara la consegna della CGIL al genero di Ester Vedova e famiglio di Giacomino Di Benedetto. Su questo terreno non vi può essere incontro, ma solo scontro democratico.  E per finire, voglio ricordare alla distrattissima Mariella Lo Bello che ad accorgersi dell’indecente nomina di Riccardo Viviani alla Camera di Commercio, appena condannato per latrocini contro lo stesso Ente, non fu la CGIL, non fu Mariella, non fu Giacomino, non fu Pierino, né tantomeno Vittorio Gambino. Fu come al solito Giuseppe Arnone. La CGIL era impegnata a fare altro, come spesso accade. Altro, comunque, ben distante dalle esigenze dei lavoratori.

Si terrà questo pomeriggio, alle ore 18.30, presso la sala convegni della parrocchia San Gregorio di Agrigento ( nuova sede – via Cavaleri Magazeni) il primo confronto pubblico dei 5 candidati a sindaco della città di Agrigento.
L’incontro, aperto alla cittadinanza, è promosso dal Vicariato Foraneo della Città di Agrigento, dall’Osservatorio del Cittadino, dal settimanale L’Amico del Popolo e da Radio Diocesana Concordia.

Domenica 15 aprile alle ore 18,30 presso l’ex Chiesa di San Nicola a Grotte, sarà presentato il volume di poesie “Dittologie Congelate” edizioni Cerrito di Federico Li Calzi. Grotte segna la seconda tappa in provincia di Agrigento, a suggello del rapporto di stima e amicizia che lega l’autore del libro ad Aristotele Cuffaro, presidente dell’associazione di poesia  “Nino Martoglio” .
“Dittologie Congelate” è la seconda antologia poetica di Federico Li Calzi (dopo Poetica Coazione) scritta tra il 2008 e il 2011. E’ un’opera condotta in prima persona: protagonista è l’io narrante, ed è ambientata, nel senso spazio-temporale, in una dimensione astratta.
La presentazione del volume sarà affidata a Nuccio Mula, docente universitario nonché critico internazionale letterario e d’arte nonchè autore della prefazione di “Poetica Coazione” e “Dittologie Congelate”.  Sull’ imminente iniziativa, interviene l’operatore culturale grottese: “Non capita facilmente nel nostro territorio – sottolinea Aristotele Cuffaro – di imbattersi nella qualità stilistica di autori come Federico Li Calzi, cui vorrei si avvicinassero tanti giovani. ” Dittologie Congelate” dopo “Poetica Coazione” rappresenta una nuova forma di scrittura poetica, originale e mai ripetitiva, capace per tali ragioni di attrarre un pubblico di tutte le età. Sono certo che anche la mia comunità saprà apprezzare le doti indiscusse del poeta Li Calzi.”
La postfazione delle “Dittologie Congelate” reca la prestigiosa firma di Enrico Testa, docente di Storia della lingua italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Genova, mentre la copertina è la riproduzione di  un noto dipinto di Mark Kostabi.
Dopo la tappa a Grotte, la silloge poetica  verrà “raccontata” presso i laboratori culturali di Racalmuto, Canicattì e Licata. Proprio il piccolo borgo del comune marinaro (Licata) ospiterà l’incontro con Federico Li Calzi sabato 21 aprile, presso la Sala Mostre del Marina di Cala del Sole, in occasione della settimana della cultura curata dal responsabile Marketing Giuseppe Patti.
Le presentazioni dell’opera poetica, si concluderanno nel mese di Maggio e saranno appositamente comunicate sul sito www.federicolicalzi.it e alla pagina di Facebook ‘Federico Li Calzi’.

Il Rotary Club di Agrigento, presieduto dall’avv. Giuseppe Taibi, ha organizzato per domani, venerdì 13 aprile 2012 a partire dalle ore 20.15, presso il Grand Hotel dei Templi, il caminetto sul tema: “I benefici ed i limiti dell’Unione Europea – Fondi Europei e Sicilia” A relazionare sarà il dr. Alain Cusimano, assistente a Bruxelles del Direttore Generale della DG Salute e Consumatori, che tratterà i temi della sicurezza alimentare, l’euro, la crisi finanziaria, nonché sui punti salienti della futura strategia “EU 2020”. L’intervento sarà accompagnato altresì dalla relazione del socio, on. Michele Cimino, sul tema “Fondi Europei e Sicilia”.