Home / 2012 / Aprile (Pagina 28)


Confronto 2: ecco il resoconto pubblicato sul sito on line del settimanale L’Amico del Popolo” del confronto con i 5 candidati a sindaco che si è tenuto venerdi 13 aprile presso la parrocchia San Gregorio.
Rispetto al Filo di Nota l’articolo a firma di Marilisa Della Monica non parla della convection di sabato scorso tenuta dal segretario nazionale del Pdl Angelino Alfano al cine Astor di Agrigento.
Quelli de “L’Amico del Popolo” saranno di sinistra, di destra, di centro, zambutiani o lobelliani? Nulla di tutto ciò; sono semplicemente quelli dell’Amico del Popolo che hanno registrato quanto detto dai protagonisti candidati..

Il primo e forse unico confronto in cui saranno presenti tutti e cinque i candidati alla carica di sindaco della città di Agrigento si è svolto lo scorso venerdì 13 aprile nel salone della nuova chiesa della parrocchia San Gregorio, nel quartiere di Cannatello.
Con un ritardo di quasi 60 minuti dall’orario stabilito per l’incontro, mettendo a dura prova la pazienza di quanti hanno deciso di assistere a questo confronto i candidati hanno dato prova di avere idee chiare in quelle che sono le priorità da mettere immediatamente in atto se dovessero essere eletti. Il sindaco uscente Marco Zambuto a tratti è risultato in difficoltà essendo stato attaccato dagli altri candidati, ma questo era prevedibile essendo lui a dover rispondere di questi ultimi cinque anni di amministrazione della città. Se volessimo riassumere parafrasando il linguaggio pugilistico è stato un Zambuto-Pennica, Carta-Arnone in cui solo l’unica candidata a sindaco Mariella Lo Bello non ha attaccato né è stata attaccata particolarmente rispetto ai suoi concorrenti. Un afono Giuseppe Arnone, più pacato nei toni rispetto al solito ha molto spesso riconosciuto al sindaco uscente di essere riuscito rispetto a chi lo aveva preceduto nell’amministrazione della città a fare qualcosa per Agrigento. Arnone è stato molto chiaro in merito alle sue priorità se dovesse venire eletto: far partire i cantieri per un totale di 60 milioni di euro per il rifacimento della rete idrica, del sistema fognario e depurativo della città. Zambuto è stato più sulla difensiva che sull’attacco cercando di spiegare il governo della città in questi cinque anni in cui tanto è stato fatto ma tanto ancora deve essere fatto. Mariella Lo Bello a tratti con frasi da “conquista folle” ha tenuto presenti i capisaldi del suo programma che è anche un’eredità del suo essere sindacalista: lavoro, solidarietà sociale, pari opportunità. Salvatore Pennica a tratti “simpatico”, più di una volta si è recato a portare acqua e caramelle ad un Arnone in difficoltà a causa della raucedine, ha spiegato la motivazione che lo ha spinto a scendere in campo e con la dialettica che lo contraddistingue ha espresso nei tempi quello che farà se dovesse venire eletto primo atto fra tutti l’abbattimento delle barriere architettoniche della città per permettere a tutti gli agrigentini anche quelli con difficoltà motorie a porter vivere attivamente in città. Giampiero Carta con alcuni accenti polemici (io sono l’unico  candidato scelto democraticamente) ha sottolineato come suo principale obiettivo se dovesse essere eletto sarà quello di eliminare tutte le emergenze attualmente presenti in città per poter poi amministrare in un clima di normalità.
Chi pensava di farsi un’idea su quale candidato votare forse sarà rimasto deluso, molto spesso è stato più un ripetersi di frasi ad effetto che risposte dirette concrete alle domande poste dai componenti dell’Osservatorio permanente per il cittadino e del consiglio pastorale cittadino oltre che dei cittadini presenti che hanno retto le quasi due ore di confronto. Note stonate: le clack onnipresenti che molto spesso sono entrate in contrasto disturbando il confronto tra i candidati, i soliti “calorosi”che vorrebbero riconosciuti “diritti” quando le priorità in città sono ben altre e urgenti e l’uso un po’ troppo strumentale delle parole dell’arcivescovo pronunciate al termine della processione del venerdì santo. In questo momento “sono solo parole” solo nel momento in cui verranno eletti potremmo capire chi di loro sarà in grado di rendere Agrigento un città “normale”.

Al via gli incontri con i candidati sindaci di Agrigento promossi da Confcommercio Agrigento e Federalberghi. Quanto il turismo è considerato realmente settore economico della città di Agrigento??  Che importanza avrà il settore nelle scelte della futura amministrazione??
Saranno queste ed altre le domande a cui sarà chiamata a rispondere Mariella Lo Bello, candidato Sindaco della città dei Templi nel primo degli incontri organizzato per oggi alle ore 18:00 presso la sede di Confcommercio di Via Imera 223/C.
Gli incontri voluti ed organizzati dai comparti specifici rappresentati da Federalberghi e Confcommercio Agrigento che vivono ed erogano servizi al turista ed al commercio.
Una incontro aperto a tutte quelle professionalità che hanno nell’accoglienza al turista e nello sviluppo commerciale che fino ad oggi sono stati poco considerati; un confronto specifico con chi a breve potrebbe essere chiamato ad amministrare questa città.
Gli altri incontri  previsti:
Mercoledì 18 Aprile ore 18:00 – Incontro con il candidato Avv. Giuseppe Arnone;
Lunedì 23 Aprile ore 18:00 – Incontro con il candidato Avv. Salvatore Pennica;
Giovedì 26 Aprile ore 18:00 – Incontro con il candidato Avv. Marco Zambuto;
Lunedì 30 Aprile ore 18:00 -Incontro con candidato Dott. Giampiero Carta.

Una nuova associazione a difesa dei contribuenti e delle imprese nell’agrigentino, aperta nella città dei templi la sede provinciale della Federcontribuenti. Lo comunica Giuseppe Contino, responsabile nazionale dei servizi al contribuente.
L’associazione nata su iniziativa del presidente Carmelo Finocchiaro è da diversi anni impegnata –  spiega Contino – su tutto il territorio nazionale, a difesa dei diritti dei contribuenti e delle piccole e medie imprese, porta avanti diverse battaglie: dall’anatocismo bancario, alle cartelle Equitalia, riconteggio Interessi, multiproprietà, SOS Contribuente. Su iniziativa promossa dalla sede nazionale, anche nella nuova sede provinciale di Agrigento è attiva la raccolta delle firme contro Equitalia.
“Lo scopo dell’associazione – prosegue Giuseppe Contino – è di mettere a conoscenza il Contribuente, come contrastare il periodo di difficoltà che sta attraversando, soprattutto con le banche e le finanziarie.
Grazie al nostro intervento e in seguito all’analisi degli estratti conti forniti dai clienti – aggiunge il delegato della nuova sede provinciale agrigentina di Federcontribuenti – abbiamo evidenziato che spesso le banche hanno applicato interessi ultralegali ed anatocistici, infatti siamo riusciti ad ottenere lo stralcio del debito e/o la rateizzazione della rimanente parte debitoria, ma questa volta ricalcolat”a.


Guardare indietro fa sempre male. A tutti. Da Arnone ad Angelino Alfano. Eppure sembrerebbe che loro non si rendano conto e vanno avanti imperterriti alla ricerca di un consenso che necessita ben altri discorsi.
Procediamo con ordine.
Due sono gli eventi che si sono caratterizzati nelle ultime 24 ore. Prima il confronto in una sala sacra della nuovissima chiesa di San Gregorio, in viale Cannatello. Tutti sono stati chiamati dalla chiesa per rispondere alle domande del collega Totò Pezzino in vista delle imminenti amministrative del 6 e 7 maggio prossimi. Poi l’incontro di stamattina al cine Astor con tanto di presenza dell’ex ministro Angelino Alfano per proclamare Pennica re di Agrigento.
Purtroppo, ancora una volta, siamo stati costretti ad assistere ad un tipo di campagna elettorale basata quasi sull’insulto e su temi che davvero lasciano il tempo che trovano.
Guai a parlare di programmi e di futuro; anche se tutto attorno crolla continua a prevalere l’hobby del quasi insulto, di infangare  l’avversario con ogni mezzo e modo, anche quello più meschino.
Durante il dibattito di San Gregorio esce fuori per un momentoil candidato sindaco Totò Pennica che non ti aspetti, che inciampa in una caduta di stile non certamente degna della sua fama e della sua onorabilità.
Per parlare di barriere architettoniche ed accusare Zambuto, l’avvocato Pennica  sfrutta (mi perdoni il termine) ed usa il nome di un proprio congiunto per dimostrare ai presenti come il sindaco, insensibile a questo tema, è stato capace di organizzare  la Sagra del mandorlo in fiore e di contro fregarsene altamente di realizzare barriere architettoniche da settemila euro ciascuna.
Pietoso e quasi da tenerezza. Non riconosco più il mio amico di infanzia Totò Pennica, al quale vanno attribuiti senza ombra di dubbio lealtà, onorabilità e schiettezza nel dire le cose. Sarebbe stato più opportuno magari parlare di disabili in generale e di barriere architettoniche quasi assenti in tutto il territorio agrigentino.
Anche perché, Totò Pennica ha la consapevolezza di un fatto drammaticamente veritiero: in caso di sua elezione dovrà essere lui per primo a risolvere le problematiche da lui stesso sollevate durante il confronto, giusto a partire dall’abbattimento delle barriere architettoniche (non solo per i propri congiunti) ma anche per tante altre persone sfortunate che vivono questo dramma. Ma non deve dimenticare che nello stesso tempo dovrà anche realizzare  la Sagra del mandorlo in fiore e dovrà darsi da fare sin dal primo giorno del suo eventuale insediamento ad andare a reperire i fondi per non togliere una festa che per gli agrigentini, bella o brutta che sia, rappresenta un punto di riferimento.
Arnone, invece, continua a parlare del suo programma elettorale citando a mò di tormentone le vicende passate di soggetti politici del passato e del presente che nulla hanno a che vedere con programmi e progetti. Di queste storie la gente ne ha le tasche piene ed oggi più che mai ha bisogno di conoscere e sapere cosa sarà del futuro della più bella città dei comuni mortali.
Il resto è sembrato un vero e proprio agguato nei confronti del sindaco uscente Marco Zambuto il quale, a svantaggio degli altri, ha governato la città in questi ultimi 5 anni.  Lo stesso agguato non ha tenuto conto della pietà cristiana che veniva evocata dalla sala composta in prevalenza da rappresentanti della comunità parrocchiale della città.
Facile per gli avversari attaccarlo soprattutto nei punti dove il Comune stesso non ha potuto far nulla per assoluta mancanza di materia prima (soldini) perché i potenti della politica, a cominciare da Alfano, a tutto hanno pensato tranne che alla propria terra.
Siamo curiosi di vedere all’opera Carta, Arnone, Lo Bello e Pennica, in caso di elezione, quando Alfano invece di far inviare soldi per la propria terra e per il centro storico, non solo si gira dall’altra parte, ma si prende anche il lusso di sfottere una intera città organizzando il  G8 sulla giustizia a Palermo invece che ad Agrigento; così come ha fatto, ad esempio, l’ex ministro Stefania Prestigiacomo che ha organizzato il G8 sull’ambiente nella sua terra natìa anziché altrove, portando fondi, soldoni e investimenti proprio nella zona in cui è stata votata.
Stamattina, per motivi di lavoro, mi sono recato al cine Astor per cercare di capire programmi e iniziative del candidato Pennica, supportato dal segretario nazionale del Popolo delle Libertà Angelino Alfano.
Potrò scrivere poco o nulla in quanto dopo i primi minuti sono andato via offeso da un video introduttivo che recitava le gesta gloriose compiute dall’ex ministro della giustizia ad Agrigento.
Quando nei primi minuti ho sentito dire che dopo cinque anni di totale sfascio era ora di cambiare sindaco ho deciso di allontanarmi e fare una bella passeggiata nel lungomare di San Leone.
Ho provato un grandissimo imbarazzo quando mi è passato per la mente chi ha governato la città di Agrigento prima di Marco Zambuto. E’ stato un sindaco voluto fortemente proprio da Angelino Alfano: tale Aldo Piazza.
Se facciamo un solo pensiero all’operato di Piazza la prima cosa che viene in mente è quella di andare sul ponte Morandi e compiere un gesto cattivissimo.
Pensate che Aldo Piazza è stato talmente bravo, ma talmente bravo, ma talmente bravo che dopo il suo primo mandato è stato cacciato via proprio da Angelino Alfano che lo aveva messo a capo di Palazzo dei Giganti senza dargli la possibilità di ricandidarsi. Un sindaco da dimenticare in fretta ed in furia che proprio sulle barriere architettoniche ha fatto la figura di Pepè quando le jene, un bel giorno, si presentarono a palazzo dei Giganti per difendere il sacrosanto diritto di un condottiero e valoroso amico che non c’è più: Giovanni Moribondo. Lui, l’Aldo di Alfano, pensò bene di nascondersi sotto un tavolo negando le proprie generalità a quei “mascalzoni” vestiti di nero.
Per il grande appuntamento di stamattina è stata scelta l’angusta sala del cinema Astor. Strano!  Viene ad Agrigento il numero due di Berlusconi, il segretario nazionale del partito più votato in Italia, e lo si schiaffa dentro una sala da 200 posti, di cui una cinquantina “agnuniati” in piedi nei bordi della sala?
Non sarebbe stato più opportuno, ad esempio, il palacongressi, o c’era qualche timore di vedere ampi spazi vuoti?
Sembrava, stamattina, di assistere ad una convention per le elezioni provinciali; non più di una quarantina di agrigentini e poi tutto il resto proveniente dai Comuni limitrofi: Favara in primis, Aragona, Grotte, Racalmuto, Canicattì e così via dicendo. Insomma un tracciato di Comuni che coinvolge tutto il territorio dove sta per essere ultimato il raddoppio della ss 640. Qui Angelino Alfano ha avuto davvero il suo peso ed il suo merito grazie anche alla sinergia dell’allora presidente della Provincia  Vincenzo Fontana  con il quale, di concerto, hanno portato a termine questa importante opera. A Cesare quel che è di Cesare.
Nel video di stamattina che osannava le gesta di Alfano non vi era certamente il fallimento dell’aeroporto di Agrigento, che rappresenta per l’ex ministro un vero e proprio buco nero seppur nella sua breve storia politica.
Ricordiamo che ministri dell’era Berlusconi sono stati capaci di realizzare aeroporti per la propria persona in modo da atterrare a pochi chilometri dalla città in cui vivono ed il cui flusso passeggeri prevede un traffico annuo di tre passeggeri. Di contro, purtroppo, un agrigentino per raggiungere la più vicina aerostazione deve fare oltre 150 chilometri e sperare di rimanere in vita. Veramente nauseante.
Nulla è perduto, per carità e sia Alfano che il tosto Totò Pennica troveranno modi e tempi per rimediare a qualche defaillance che si è macroscopicamente vista in queste serate elettorali.
Buona fortuna a tutti.

Rapinata una tabaccheria di viale Aldo Moro, a Favara. I ladri, dopo aver praticato un foro di circa 40 centimetri nella parte retrostante dell’esercizio, si sono introdotti al suo interno ed hanno asportato stecche di sigarette di varie marche e il denaro contenuto all’interno della cassa. I danni sono stati quantificati in circa 21mila euro. Sulla vicenda indagati i carabinieri della Tenenza di Favara.

Il candidato sindaco di Agrigento Totò Pennica, è intervenuto questa mattina al Cinema Astor, nel corso della Convention organizzata e promossa dal Popolo delle Libertà, alla presenza del suo Segretario nazionale Angelino Alfano. Tre i punti affrontati da Pennica nel suo discorso, accolto con entusiasmo da una gremita platea: caratteri ed origine della candidatura; il tema del tempo prossimo futuro di Agrigento: quale idea del suo sviluppo; il rapporto con Alfano (a lealtà risponderò con lealtà. Quel che inizia insieme, insieme finisce). Di seguito riportiamo il suo discorso all’uditorio:
“La vera origine della candidatura sta nell’affievolimento, nel ripiegamento della sindacatura Zambuto, che voluta dalla città nel segno del rinnovamento e dell’impegno politico, è naufragata nella bassa marea di una gestione quotidiana disancorata dai veri problemi della città.
Sta nella ricerca della risposta alla domanda che gli agrigentini si fanno : quale futuro per la nostra città.
Un’ idea della città è quella che mi appassiona. Una città riordinata nel suo sviluppo urbanistico, incentrata sulla valorizzazione e del suo patrimonio archeologico e storico, nella valorizzazione del parco archeologico, proiettata in uno sviluppo che si fonda sul turismo, sulla valorizzazione della cultura, sulla funzione di città integrata nel rapporto con il territorio del quale è punta e vertice.
 
Un’idea che raccolga le forze migliori della città. Il rischio del suo decadimento è connesso all’appassimento della politica. Da qui il negativismo, il qualunquismo dell’antipolitica.  La politica, invece, deve trovare il suo senso autentico.
All’attuale fase dissolutoria deve seguire e presto una fase costruttiva o ricostruttiva. La politica di un Comune è la prima prova da testare. STURZO da prosindaco di Caltagirone fece partire le linee di una proposta di un progetto, di un’idea che sboccò nell’appello ai Liberi e Forti cioè alla costituzione del partito popolare italiano. Amministrando bene Caltagirone Sturzo indicava un metodo della politica: la concretezza della buona,onesta, efficiente amministrazione come servizio al popolo, perchè questi fosse integrato nella viva realtà dello Stato nazionale.
 Quindi una politica riportata al suo ambito naturale: la gente, la società, il popolo.
 

 

Non ho messo all’incanto la mia candidatura. Questa nata nel contesto dell’esperienza di Epolis, che ha rappresentato la reazione alla decadenza di Agrigento,  si offriva ad una possibile inedita versione della politica locale : una sorta di Monti per Agrigento. Il PD – come farà sul piano nazionale, ha scelto la sua collocazione : la ricerca di alleati per vincere. Alfano ed il PDL hanno fatto una scelta che apprezzo, accolgo e riscontro. Unica assicurazione: a lealtà risponderò c on lealtà.  Il lavoro che conto e spero di fare avrà una cifra : insieme, insieme a voi se lo vorrete.”

Se prova di forza doveva essere, la risposta c’è stata. Agrigento risponde presente al richiamo del Segretario nazionale del Popolo della Libertà, Angelino Alfano a tre settimane dal voto per le Amministrative del 6/7 maggio. Cine Astor stracolmo in ogni ordine di posto per presentare ufficialmente ad amici, simpatizzanti ed elettori il candidato sindaco di Agrigento Totò Pennica e i candidati della lista al Consiglio Comunale.
Angelino incassa l’affetto, l’entusiasmo  e il sorriso della sua gente a dispetto di chi lo vuole lontano da Agrigento e dai suoi problemi. Una convention elettorale in grande stile: proiezioni video, slide, bandiere e scroscianti applausi. E poi loro, i deputati agrigentini Iacolino, Fontana e Bosco che nei loro interventi hanno messo il dito nelle ferite di una città definita “allo sbando” e “senza guida”.
Visibilmente emozionato Totò Pennica. Nemmeno lui, forse, immaginava, tanto entusiasmo attorno alla sua persona. A chiudere la lunga giornata dei pidiellini non poteva che essere il Segretario nazionale. Con il suo solito stile incisivo e preciso, Alfano ha rispedito al mittente le accuse di non aver fatto nulla per la sua città e la sua gente.
“Sono stato di recente a Trapani, Porto Empedocle e lo scorso anno in occasione delle amministrative a Ragusa. Sono rimasto felicemente sorpreso per quanto di buono hanno saputo fare gli amministratori di queste città. Fazio, Firetto  e Di Pasquale non hanno prodotto un giorno si e l’altro pure letterine ma hanno saputo programmare e realizzare nuove infrastrutture al contrario di chi in questi anni ha preferito anteporre le ambizioni personali al bene della città. E’ giunta l’ora di cambiare pagina e di affidare la città a chi realmente ha le capacità, l’autorevolezza e la voglia di amministrarla. Siamo fermamente convinti che Totò Pennica sia la persona giusta per guidare il cambiamento e guardare con rinnovato ottimismo al futuro”.
[nggallery id=573].

L’imprenditore agrigentino Andrea Messina, presidente del Gruppo giovanile di Agrigento. è stato eletto vice presidente dei Giovani Imprenditori Siciliani di Confindustria. Insieme ad Andrea Messina, sono stati eletti anche Simona Caratozzolo, con funzioni di vicario, Roberto Bramanti e Calogero Rizzolo. Nominati al Comitato interregionale per il Mezzogiorno Fiorella Alagna e Mario Mole’, presidente dei Giovani, rispettivamente, di Trapani e di Ragusa.

“Mentre a Roma continuano le proposte di modifica al Decreto fiscale inerenti l’IMU, ad Agrigento, il sindaco uscente Marco Zambuto, bramando la rielezione, non trova di meglio che istigare, demagogicamente, gli agrigentini alla “Disobbedienza Civile”: non pagate l’IMU, imposta municipale che entra nelle casse comunali, se prima “a Roma” non tagliano i “rimborsi ai partiti”!
E lo scrive pure senza una parvenza di senso del ridicolo”. Lo afferma in una nota, Giampiero Carta, candidato sindaco di Agrigento, lista Agrigento Bene Comune
“Tra le 580 modifiche proposte già depositate in Commissione Finanze della Camera – prosegue – si rileva: il differimento al 30 settembre del termine per presentare la dichiarazione IMU per i contribuenti tenuti a tale adempimento, l’applicazione dell’aliquota prevista per la prima casa (4 per mille) anche alle case dove abitavano gli anziani che risiedono in case di riposo (le loro case, altrimenti, risulterebbero seconde case e sarebbero gravate dall’aliquota del 7,6 per mille), la rateizzazione dell’acconto di giugno”.

Ci sarà tempo ancora fino a sabato 22 aprile per visitare la mostra “Carta bianca” di Tommaso Chiappa, a cura di Rita Ferlisi e Gabriella Costantino, allestita nelle sale del Palazzo dei Filippini (Via Atenea, n. 272), con il patrocinio del Comune di Agrigento.
La mostra dell’artista palermitano, inaugurata lo scorso 30 marzo, ha riscosso un notevole interesse da parte del pubblico e della critica, al punto che gli organizzatori – l’Associazione culturale Centro del Mediterraneo e il Centro mediazione Italia – hanno deciso di prolungarne l’apertura per un’altra settimana. Il prolungamento della mostra cade in un momento professionalmente importante per l’artista, che giovedì scorso ha inaugurato una personale (“Works”) nell’Exè Restaurant & Bar dell’Hotel Exelcelsior Hilton di Palermo e che da stasera fino al 28 aprile esporrà le sue opere alla Nagalleria di Firenze con la personale “Cambiamento della specie”.
Come ha scritto Gabriella Costantino nel catalogo della mostra, Chiappa nei suoi monocromi «subisce la malìa del paesaggio agrigentino, dei Templi, di Porta di Ponte, ma anche di strade, case e figure anonime. Dopo aver raccontato Palermo, Milano, New York, ci sorprende con una rappresentazione del nostro paesaggio, naturale e antropico, che si ripropone in continuità con la grande tradizione paesaggistica siciliana capovolgendone il tradizionale verismo-realismo fotografico, per fissare l’attenzione dello “spectator” non più sull’immediatezza visiva di un luogo e di un tempo, ma su una realtà simbolica dai contorni incerti e sfumati, che attinge ad una sorta di immobilità che congela lo spazio-tempo».    
Invariati gli orari di apertura della mostra, che potrà essere visitata dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 15,30 alle 19.