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“Dopo cinque anni trascorsi ad attaccare furiosamente il sindaco Zambuto,  De Francisci ha concluso con quest’ultimo un patto scandaloso presumibilmente fondato sul profitto personale: il De Francisci è candidato nella lista di Zambuto”. Così il candidato sindaco di Agrigento, Giuseppe Arnone a proposito delle presunte pratiche illegali e di arricchimento personale da parte del consigliere comunale Giuseppe De Francisci a danno del Comune.
“Mi sono stati segnalati – tuona Arnone – interessi economici del De Francisci e di sue società, quali “la Marineria DE.MA” ed altre ancora afferenti i pontili del porticciolo di San Leone, con particolare riferimento alla cessione di un pontile inizialmente facente capo a detta “La Marineria DE. MA” e all’interesse ad ottenere, tramite vari maneggi, presumibilmente posti in essere anche da funzionari infedeli, il pontile a suo tempo nella disponibilità del Comune di Agrigento”.
A tal proposito Arnone ha presentato un esposto al Dirigente del Settore Patrimonio di Palazzo dei Giganti e per conoscenza al Procuratore della Repubblica nel quale si chiede ai funzionari e ai dirigenti in indirizzo di avere con urgenza le seguenti informazioni:
1) quali sono gli interessi rispetto ai pontili e ad altri immobili siti nella costa Sanleonina facenti capo alla società o ad associazioni che dir si voglia, “La Marineria DE.MA” o comunque ad enti facenti capo al consigliere DE Francisci o a suoi congiunti;
2)      quale sia lo stato di fatto e di diritto del pontile che a suo tempo l’assessorato Regionale aveva dato in concessione al Comune di Agrigento e se risulta al vero che il Comune di Agrigento sia inadempiente rispetto agli obblighi con la Regione, inadempiente al mal celato fine di “ far perdere” al Comune detta concessione per favorire soggetti privati politicamente sponsorizzati che intendono appropriarsi di detto pontile in danno al Comune;
3)      chi sia in atto il responsabile dei procedimenti che riguardano i pontili del porticciolo, con particolare riferimento al pontile comunale, e se risponde al vero che è stato immotivatamente trasferito da detto incarico il Geometra Minaldi, persona da sempre apprezzata dagli utenti del porticciolo.

E’stato aperto oggi al traffico un nuovo tratto della nuova strada statale 640 a quattro corsie. Il tratto di strada inaugurato è  lungo circa 6,5 chilometri e si trova in prossimità del bivio Vecchia Dama per Canicattì. L’apertura di questo tratto consentirà di evitare l’attraversamento dell’abitato della città canicattinese, accorciando notevolmente i tempi di percorrenza.  Sempre questa mattina si svolta la cerimonia di posa della prima pietra del secondo lotto dei lavori che riguarda il tratto nisseno della statale 640 che va da Grottarossa fino all’autostrada Palermo-Catania. 
Presenti, tra gli altri, l’Amministratore unico di Anas, Pietro Ciucci, il segretario nazionale del Pdl, Angelino Alfano e l’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Piercarmelo Russo.

“Zambuto ha scelto il giorno sbagliato per piagnucolare. Proprio oggi il grande evento di apertura al traffico dei primi dieci chilometri della Agrigento – Caltanissetta e l’avvio dei lavori del secondo tratto per un investimento complessivo di 1,5 miliardi di euro per un totale di 60 chilometri.
E’il segno che più distingue chi chiacchiera e chi fa! Si trattava della quinta strada per numero di morti. Oggi Zambuto dovrebbe festeggiare e riflettere sulla differenza che c’è tra piagnucolare e agire. Ci dica  cosa ha fatto lui per Agrigento e non fugga dalle proprie responsabilità. Si vota per il sindaco e il candidato è lui e non l’onorevole Alfano”. 
Lo afferma in una nota il  Vicepresidente della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo, Salvatore Iacolino in replica alle odierne dichiarazioni del sindaco di Agrigento, Marco Zambuto.

L’uscente sindaco di Agrigento Marco Zambuto, all’indomani della Convention organizzata ieri mattina dal Popolo delle Libertà per la presentazione della candidatura del suo candidato avversario Totò Pennica, attacca il Segretario nazionale del Pdl Angelino Alfano, scrivendo tali affermazioni: 
“L’on. Alfano ieri ad Agrigento, nel presentare il suo nuovo pupillo, più che dire ciò che ha fatto per la città – ed avrebbe potuto fare moltissimo – ha pronunciato una serie di inutili ovvietà.
Io non so se sono stato all’altezza o meno.
Sono però assolutamente certo di avere amministrato con onestà ed onore e di avere salvato il Comune dal fallimento.
Come so per certo che l’on. Alfano, per il grande potere che ha esercitato a Roma, avrebbe potuto aiutare la sua città e non lo ha fatto. Ancora oggi il popolo agrigentino si continua a chiedere perché non ha voluto muovere un dito per la sua comunità. È vero, io avrò anche “piagnucolato” dietro la sua porta di ministro, non mai per chiedere qualche cosa per la mia persona, quanto per chiedere aiuto per la comunità agrigentina.
Io ho chiesto tante cose: il finanziamento della rete idrica cittadina, interventi straordinari per la viabilità, la restituzione al Comune dei sei milioni di euro per la vicenda Saiseb, interventi per la palestra di Villaseta che, costruita per le pratiche sportive dei giovani agrigentini, è stata dallo Stato requisita ed utilizzata per ragioni di giustizia, la restituzione del carcere di San Vito ed altri interventi per la città.
Io mi rendo conto che stiamo vivendo una crisi e che reperire risorse è sempre difficile ma sul tema delle spese di giustizia il ministro Alfano in un giorno avrebbe potuto, con una modifica legislativa, eliminare dalle casse del Comune le ingenti somme delle spese di giustizia e non lo ha fatto. Infatti con la legge fascista n. 392 del 24 aprile 1941 il nostro Comune, in quanto sede di Tribunale, deve anticipare tutte le spese di giustizia che sono ogni anno mediamente di tre milioni di euro.
Di queste somme che il Comune sottrae agli interventi più urgenti, una parte viene rimborsata dopo anni ed una parte resta a carico del Comune. Noi in questi anni abbiamo ripetutamente chiesto al ministro Alfano una norma organizzativa per ripartire in modo equo su tutti i comuni che utilizzano il Tribunale le spese di giustizia. Ci è sembrato e ci sembra un’ingiustizia enorme che un servizio al quale attingono circa trecentomila cittadini debba essere sostenuto dal solo comune di Agrigento. Ebbene, su questa richiesta, assolutamente legittima non gravata da nessun costo per lo Stato, il ministro Alfano non ha voluto dare risposta alcuna ed avrebbe potuto aiutare la sua città e non lo ha fatto.
Ora solo i ciechi totali possono non vedere che un uomo potente davanti alla sua comunità, bisognosa di aiuto, se ne lavi completamente le mani.”

Reclutare i migliori talenti su tutto il territorio nazionale, valorizzando l’eccellenza di un modello che, per la qualità della didattica e dell’ambiente studentesco e il forte collegamento con il mondo del lavoro, forma con cultura d’impresa e vocazione internazionale “classe dirigente” per il Paese. Questi sono gli obiettivi che la LUISS – Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli – illustrerà il 17 aprile agli studenti dell’ultimo anno delle scuole medie superiori di Agrigento, ai docenti e ai loro genitori.
L’appuntamento è per le ore 11.30 presso la sede di Confindustria Agrigento, in Via Artemide 3.
Le opportunità di studio e gli sbocchi saranno al centro dell’incontro organizzato dalla LUISS in collaborazione con Confindustria Agrigento.
I lavori saranno aperti da un Rappresentante di Confindustria Agrigento e un rappresentante del Gruppo Giovani
Imprenditori che illustreranno il rapporto tra formazione e mondo del lavoro, le competenze e i profili professionali maggiormente richiesti dalle imprese. A seguire gli interventi di Paola Gozzuti, Relazioni Associative LUISS, che presenterà i servizi e le opportunità offerti agli studenti e di Andrea Palazzolo, Docente di Diritto Commerciale presso il Dipartimento di Giurisprudenza della LUISS, che illustrerà l’offerta formativa dell’Ateneo. E’ inoltre prevista la testimonianza di Gianluca Salemi, laureato LUISS di origini siciliane e consulente Orientamento LUISS per la Regione Sicilia.
Alcuni dati sulla LUISS: 1 a 8 è il rapporto docenti/studenti; 0% il tasso medio di abbandono degli studenti LUISS tra il 1° e il 2° anno, contro una media nazionale del 17%; 3,3 anni il tempo medio di laurea (Corsi di Laurea Triennale); l’80% dei laureati LUISS a 3 anni dalla laurea è occupato (due mesi e mezzo il tempo medio di attesa tra il momento della laurea e il primo lavoro).
L’università intitolata a Guido Carli si conferma ai primi posti tra gli atenei nazionali scelti dagli studenti. I risultati raggiunti lo dimostrano: sono state, infatti, 4046 le domande di ammissione ai corsi di Laurea Triennale e a Ciclo Unico a.a. 2011-2012, con un incremento del 5% negli ultimi 2 anni.
Per quanto riguarda i dati locali, le domande di partecipazione al test di ingresso per i corsi di Laurea Triennale e Magistrale a Ciclo Unico della LUISS a.a. 2011/2012 provenienti dalla Regione Sicilia hanno segnato un incremento del 14,3% rispetto al precedente anno accademico.
Anche quest’anno sarà possibile sostenere la prova di ammissione alla LUISS prima della maturità.
Per agevolare gli studenti fuori sede, la prova, in programma per il 16 maggio 2012, si terrà a Roma e contemporaneamente in numerose altre città.
Gli studenti residenti a Agrigento potranno scegliere di sostenere il test di ammissione presso una delle tre sedi prova siciliane di Catania (Liceo Classico M. Cutelli, via Firenze 202), Siracusa (Liceo Classico T. Gargallo, via S. Orsola 14) e Palermo (Liceo Classico Vittorio Emanuele II, via Simone da Bologna 11).

“I democratici raffadalesi, le donne e gli uomini di sinistra di Raffadali si preparino ad appoggiare la candidatura di Mimmo Catuara a vice sindaco del Dott. La Porta.” Lo dice Giuseppe Arnone candidato sindaco di Agrigento.
Arnone non abbandona Raffadali e anzi cerca a Salita Rosario, a Piazza Progresso o ancora meglio in via Nazionale un piccolo locale da trasformare in comitato per la “liberazione” di Raffadali dai Bagani e dai vari Di Benedetto, Di Mauro e Cimino.
Giuseppe Arnone vuole pure rassicurare tutti i militanti del Partito Democratico, con in testa Mimmo Catuara, che dal prossimo mese di maggio il Partito Democratico verrà restituito ai legittimi titolari, ad Agrigento, a Raffadali come nell’intera Provincia. Concludendo Giuseppe Arnone annuncia che entro breve i cittadini di Raffadali disporranno casa per casa dei documenti relativi agli acquisti dei quadri del cognato Giacomo Di Benedetto, dei contributi ad amici e parenti da parte della Regione, e soprattutto dei documenti relativi al rapporto tra Di Benedetto e i Gueli di Campobello di Licata, suoi elettori.

Oggi alle ore 18 verrà inaugurato il comitato elettorale di Agrigento del Popolo della Libertà. All’inaugurazione, che si terrà in Via Giovanni XXIII n.158, saranno presenti il coordinatore provinciale Nino Bosco, i deputati nazionali Enzo Fontana e Giuseppe Marinello, l’eurodeputato Salvatore Iacolino, il coordinatore cittadino Renato Rametta, i candidati al consiglio comunale, simpatizzanti ed amici.

“Promuoveremo una assemblea, assieme alle altre organizzazioni sindacali di categoria,  per stabilire quali iniziative  intraprendere  a difesa dei diritti dei lavoratori, che non possono e non debbono essere presi in giro. Anche perché qui si parla di sopravvivenza”.  Dura presa di posizione del  segretario provinciale della Cgil Funzione Pubblica di Agrigento, Alfonso Buscemi,  a proposito del mancato rispetto degli impegni assunti dai vertici dell’Ato Gesa A2, dei sindaci. “Impegno – spiega il sindacalista – che sarebbe dovuto essere onorato nella giornata di venerdì scorso. E invece nessuna somma è stata ancora versata alle imprese, che gestiscono il servizio di raccolta e smaltimento  dei rifiuti, con la inevitabile conseguenza  che gli operatori ecologici sono rimasti senza lo stipendio di febbraio. Addirittura – aggiunge Buscemi – c’è una ditta che non ha provveduto a saldare nememno la mensilità di gennaio. Siamo arrivati ormai ad una sitiuazione drammatica e difficile.  A questo punto – sottolinea il segretario provinciale della Cgil Funzione Pubblica – governare l’eventuale, ennesima,  protesta non sarà facile  perchè gli operai sono stanchi, sdegnati e arrabbiati. E, tra l’altro, in tante circostante, non ultimo prima di Pasqua hanno dimostrato grande senso di responsabilità, sospendendo la lunga  protesta sulla base di sole promesse di pagamento degli stipendi. Hanno famiglie da sostenere e non si trovano soldi in tasca: non possono elemosinare quello che è  loro sacrosanto diritto. Diritto periodicamente violato e mortificato da un sistema divenuto insostenibile. E a fronte di tutto ciò,  alcuni sindaci continuano a fare proclami, demagogia  e strumentalizzazioni. Si mettano piuttosto al lavoro seriamente per versare nelle casse dell’Ato le quote di propria competenza. I problemi non si risolvono con le belle parole, con le illusioni,  – conclude Alfonso Buscemi – servono fondi che i Comuni sono chiamati a mettere a disposizione per assicurare il servizio e per garantire ai lavoratori  il pagamento puntuale delle retribuzioni”.


Anche il blog del collega Elio Di Bella www.bellaciaoag.it, pubblica un articolo sulla presenza dell’ex ministro Alfano ad Agrigento per promuovere la candidatura di Totò Pennica.
Al collega Elio Di Bella tutto possiamo dire tranne che essere “zambutiano” visto e considerato che ormai da anni attacca il primo cittadino di Agrigento senza pietà.
Eppure nel suo articolo, c’è una sottile ed impercettibile similitudine con i contenuti scritti nel Filo di Nota.
Angelino maltratta Marco. Oggi lo ha ridicolizzato dandogli del piagnone. “Zambuto è stato cinque anni a piangere e a scrivere letterine”, dice al comizio all´Astor il segretario nazionale del Pdl. Il povero Sindaco infatti era andato a Roma con Angelino sei mesi dopo essere stato eletto per incontrare il cavaliere e credeva davvero di essere a cavallo. Silvio e Angelino avrebbero dato adesso a Marco tutto quello di cui il sindaco più giovane d´Italia avrebbe avuto bisogno per governare la città, gli avrebbero fatto fare bella figura e poi magari l´avrebbero lanciato verso una prestigiosa carriera politica, verso Palermo prima e Roma dopo. Stare al di sopra dei partiti era uno slogans elettorale, ma adesso che bisognava scendere in campo occorrevano gli sponsor giusti, mica Capdicasa e Adragna. La gita a Roma di Marco con Angelino per stringere la mano al Cavaliere invece è finita cinque anni dopo proprio male e non solo per il nostro Marco, ma naturalmente per l´intera città, governata da un Sindaco impotente a cui non era rimasto altro che versare lacrime chiedendo aiuto al potente ministro e scrivere lettere a tutti i parlamentari di Palermo e Roma per una legge speciale per Agrigento, per raccogliere le macerie di palazzo Lojacono, per pagare le pulizie al palazzo di giustizia, per avere un po´ di bitume da versare sulle buche e un po´ di colore per le strisce pedonali. Marco piangeva e adesso sappiamo che a Roma se la ridevano. Angelino crede di avere fatto bingo ridicolizzando il nostro Sindaco, in realtà ha solo dimostrato quanto è stato sordo alle insistenti richieste di Zambuto,che erano le richieste della città. Cosa avrebbe dovuto fare il Sindaco di una città che ha eletto il ministro della giustizia e ha dato al centro-destra un potere praticamente assoluto in consiglio comunale ? una città che ha eletto tanti deputati regionali e nazionali del pdl ? Dinanzi ai tanti problemi che doveva affrontare, chi non gli avrebbe chiesto a Marco di rivolgersi al potente ministro della giustizia, tanto amato dal capo del governo ? Chiunque gli avrebbe detto: perché non vai da Alfano ? Ma Angelino oggi è venuto a dirci che tempo per Agrigento non ne aveva. “Vivevo sotto scorta, facevo il ministro io, che credete ?”. Già che credete voi comuni mortali alle prese con le buche e il sussidio ? pensate che uno che aveva già tanti pensieri a scrivere leggi e leggine per salvare il premier dai tanti processi, che doveva mandare ispezioni ai giudici che indagavano sui quotidiani scandali italiani, che doveva annunciare ogni giorno una nuova riforma della giustizia; pensate davvero che poteva avere tempo per leggere le lettere del piagnone Marco ? Un po´ di comprensione per Angelino, e un po´ di pietà per il povero Totò Pennica che s´illude davvero tanto credendo di potere ottenere da Alfano quello che il povero Marco ha tanto sognato e per cui ha tanto pianto: il bene di Agrigento.

Per il terzo giorno consecutivo la nave per Lampedusa non è partita a causa del maltempo e i pescatori sono preoccupati perchè 1.400 casse di pesce rischiano di andare a male. «A quanto pare – dice Totò Martello, presidente dell’associazione pescatori a Lampedusa – la nave potrebbe arrivare solo mercoledì, se cosi è 300 famiglie subiranno danni enormi». Martello chiede l’intervento della Protezione civile. «Bisogna fare in fretta», avverte. «Altrimenti – afferma – se ne faccia carico lo Stato attivando gli interventi previsti in caso di calamità naturale».