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25 Aprile, Arnone: restituiamo all’Anpi il ruolo di esempio e riferimento morale

 

“Gli Eroi dell’Antifascismo hanno sacrificato la loro vita o messo a rischio libertà personale ed incolumità per offrire a questo Paese un luminoso futuro democratico ed un elevato sistema di valori civili che costituisce esempio per tutti.  L’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani, costituisce nel nostro Paese il punto di riferimento morale per trasmettere anche alle nuove generazioni i valori dell’Antifascismo e della Resistenza, i valori costituzionali, i valori di civiltà, i valori di legalità, i valori della lotta alla mafia. Unico caso in Italia, per quel che consta, l’ANPI ad Agrigento è stato occupato manu militari  da soggetti che rappresentano l’esatto opposto di questi valori. Truppe cammellate al comando della zarina Ester Vedova e del principe consorte Giacomino Di Benedetto, sotto la benedizione di papa Angelo Capodicasa III, hanno insediato ai vertici dell’ANPI, con grave offesa dei suoi valori statutari, il sig. Domenico Pistone, colui che ha spudoratamente mentito in Tribunale dichiarando persino di non essere in condizione di stabilire, sotto giuramento, quale fosse la sua firma, peraltro palesemente falsificata. Un bugiardo e un teste mendace a presiedere l’ANPI”. Lo afferma in una nota il candidato sindaco di Agrigento, Giuseppe Arnone che sfilerà questa mattina alla manifestazione del 25 Aprile tenendo in mano un cartello con questa scritta: “Rendiamo agli eroi e alla storia della resistenza gli onori che meritano. Restituiamo l’associazione partigiani al ruolo di esempio e riferimento morale dei giovani: diciamo no alla occupazione da parte della casta. Questo e’ oggi innanzi alla citta’ il mio impegno antifascista”.
“Ed ancora – afferma Arnone – la zarina e i suoi amici accanto a Pistone hanno insediato uno dei più fulgidi esemplari del massimo squallore della casta politica agrigentina, quel senatore Angelo Lauricella, politico che oggi da degno appartenente alla Casta gode di una ricca pensione di molte migliaia di euro elargite dal Parlamento. Ma ciò che è più grave, Lauricella è uno dei grandi complici politici del clan politico – mafioso dei Gueli di Campobello di Licata e si è pure macchiato agli occhi di chi crede ai valori della Resistenza e del rispetto della Costituzione, dall’essere stato tra i primi ad organizzare il lutto cittadino e a rendere onore al sindaco sciolto per mafia Calogero Gueli, sindaco socio e padre e suocero di due massimi appartenenti all’associazione mafiosa di Campobello di Licata con in testa il superkiller e superboss Giuseppe Falsone. Lauricella era in prima fila ad applaudire, condividere ed a solidarizzare, a nome dell’Associazione Partigiani !!!!, all’iniziativa del commemoratore ufficiale e suo sodale Angelo Capodicasa che ha ritenuto di definire “iene, sciacalli e corvi” gli uomini delle Istituzioni che avevano agito rischiando la vita per debellare il clan politico – mafioso che si era impossessato del Comune di Campobello di Licata e di cui era larga parte la famiglia Gueli”.
“Intendo onorare pienamente la memoria degli antifascisti – conclude – strappando il velo che si vuole mettere a coprire cotante vergogne, cotante speculazioni che disonorano, con i volti di Lauricella, Pistone e dei loro amici, la Storia e i Valori della Resistenza Italiana. E concludendo vale la pena di ricordare, soprattutto ai raffadalesi, che Pistone ha spudoratamente mentito in Tribunale nell’ambito del piano delittuoso finalizzato ad aiutare con reati l’elezione dell’On. Di Benedetto all’Ars”.

1COMMENTO
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    ESSERE 25 Aprile 2012

    ARNONE E’ UNTO DAL SIGNORE E SARA’ VICESINDACO DI ZAMBUTO .

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