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Cassa Edile, Arnone: ricostruirò le gravissime e scandalose vicende in danno dei lavoratori

 

“Sembravano molto, molto, molto abbronzati. In realtà erano solo… incazzati”. Così il candidato sindaco di Agrigento Giuseppe Arnone parlando di Giacomino Di Benedetto e Piero Mangione, costretti – ieri mattina – dal provvedimento del Giudice Ferraro, a recarsi in Tribunale, chiamati quali testi dalla difesa dello stesso Arnone, nell’ambito del processo per diffamazione che contrappone l’ambientalista all’ex sindacalista CGIL, Totò Grado, oggi segretario del PSI, sponsor del sindaco Zambuto.
Come l’opinione pubblica ricorderà, – afferma Arnone – “Totò Grado, nella qualità di sindacalista del settore edile, nominato dalla CGIL a “dirigere” la Cassa Edile, si era costruita, con provvedimenti “al di sotto di ogni sospetto”, una scandalosa buonuscita da 800.000 euro (ottocentomila euro!!!), interamente pagata dai muratori e dagli operai dell’edilizia”.
“Sono stato – tuona Arnone – l’unico politico a gridare allo scandalo, sollevando anche il precedente che aveva già visto la Cassa Edile – con la oggettiva complicità dei sindacati agrigentini – non presentare la querela contro Grado per altri gravi fatti, in quel caso reati penali, per i quali Grado era stato pure tratto in arresto dalla Magistratura. Con un ulteriore tradimento dei diritti dei lavoratori e dei principi di legalità, la Cassa Edile – gestita com’è noto dal sindacato e dagli imprenditori – in quel caso non presentava querela di parte, consentendo a Grado di essere scarcerato e sfuggire al processo. Grado aveva avuto l’impudenza di querelarmi per libri, documenti, giornali, con cui venivano pubblicamente denunziati questi fatti, ottenendo quale principale effetto boomerang la ricostruzione dell’intera vicenda, innanzi al Giudice Ferraro del Tribunale di Agrigento: protagonisti e i comprimari di quegli anni, in quel contesto di assoluta impunità in danno dei lavoratori agrigentini, erano Giacomino Di Benedetto e gli altri esponenti della “indimenticabile” CGIL degli scandali di Riccardo Viviani, Vittorio Gambino e Giacomino. E, in second’ordine, Piero Mangione e Mariella Lo Bello”.
Arnone – si legge nella nota – ha pubblicamente criticato la Lo Bello e Mangione per non aver mai chiesto il sequestro degli 800.000 euro incassati da Grado.
Il processo a carico di Arnone è stato aggiornato al prossimo mese di giugno, su richiesta dell’on. Di Benedetto, che ha manifestato la evidente volontà di “non turbarsi” in periodo elettorale.
Giuseppe Arnone ha dichiarato: “Questo processo a mio carico, per l’assai presunta diffamazione, mi consentirà di ricostruire le gravissime e scandalose vicende in danno dei lavoratori agrigentini. Le buonuscite da 800.000 euro sono un colpo al cuore per migliaia di lavoratori e imprese edili. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i miei avversari alla carica di sindaco di Agrigento, a partire dagli ex segretari CGIL Lo Bello e Mangione, che su questi scandali hanno sempre preferito tacere, ma anche il sindaco Marco Zambuto che oggi annovera tra i suoi big sponsor il milionario Grado, leader provinciale del PSI di craxiana memoria, capeggiato in Sicilia da Giovanni Palillo e che esprime l’assessore Rosalda Passarello, momentaneamente prestata, “senza interessi”, al Patto per il Territorio di Gallo e Macedonio. Su questi temi invito a esprimersi chiunque ne abbia il coraggio civile.”

7 COMMENTI
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    lello 3 Aprile 2012

    Arnone invece è l’espressione della beatitudine. Sprizza contentezza e soddisfazione da tutti i pori. Forse la sua bile ha un canale d’uscita secondario e occulto.

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    agrigentopossibile 3 Aprile 2012

    solamente un appunto alla veritiera ricostruzione-denuncia di Peppe Arnone: perchè non hai sollevato queste denunce con veemenza e fermezza già un paio di anni fa, quando la vicenda è stata pubblicata in tutto il suo scalpore mediatico? Avresti potuto costruire sulla stessa tutta la tua ricandidatura a sindaco di Agrigento…. peccato

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      Lettore 3 Aprile 2012

      L’ha fatto. E tanto l’ha fatto bene che lo stanno processando per diffamazione.

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    gaetano 3 Aprile 2012

    Quando uno non può vantare alcun merito personale, cerca di emergere demolendo l’immagine degli altri. Questa è l’unica cosa che Arnone cerca di fare, ma fa male anche questa

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    SAPITURI 4 Aprile 2012

    Avvocato Arnone quello che lei racconta sulla Cassa Edile di Agrigento, è la pura e santa verità, oltre ad elargire fior di centinaia di milioni delle vecchie lire, ai propri dipendenti, per farli andare in pensione, perché non parliamo delle assunzioni clientelari, e non voglio ripetere i nomi di figli e nipoti, a discapito degli aventi diritto, calpestando le aspettative dei figli di lavoratori che non hanno santi o parenti nel sindacato.
    Avvocato se è vero quello che lei afferma, perché la magistratura tanto attenta non riapre di nuovo il caso, visto che la verità sta emergendo solo adesso?, io non sono un avvocato, ma sento dire che la magistratura riapre vincente vecchie di decenni, ed un vecchio motto dice “”che la verità è figlia del tempo””. Per questa battaglia di verità e giustizia sociale, le sono grati tutti i lavoratori dell’edilizia
    Saluti SAPITURI

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    l'INNOMINATO 4 Aprile 2012

    Mariella Lo Bello e la trasparenza della Cgil, la Lo Bello forse spera che le vicende della Cassa Edile di Agrigento, di parentopoli, dei soldi dei lavoratori in crisi perenne e sperperati illegittimamente con esodi milionari è acqua passata.
    I lavoratori edili ancora oggi aspettano fatti concreti dalla Cgil, le denunzie, la costituzione di parte civile, i buoni propositi del momento, caro sindacato dei lavoratori, che fine hanno fatto ??, altri hanno avuto il coraggio di cambiare, buttando fuori dal sindacato le mele marce, e la Cgil non ha mele marce??, i dirigenti di allora, mi sembra che siano ai propri posti, loro non avevano responsabilità??, loro non facevano parte del Consiglio di Amministrazione??, loro non dovevano controllare gli atti deliberativi??
    Oggi la Cgil, chiede legalità e trasparenza per difendere il diritto al lavoro, ma con quali diritti chiede agli altri trasparenza e legalità, quando loro stessi con Parentopoli negli enti bilaterali, hanno mortificato e calpestato le aspettative di tanti giovani disoccupati, figli degli stessi associati che mantengono, con le proprie quote associative, proprio il sindacato, che invece di tutelare i superiori diritti dei più deboli, tutela e arricchisce i propri dirigenti.
    I lavoratori dell’edilizia non dimenticano, aspettano fatti concreti e spronano l’avvocato Arnone ad andare avanti, avrà il consenso elettorale di tutti gli edili.
    L’Innominato

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      BELFAGOR 5 Aprile 2012

      La Cgil è in silenzio stampa…….argomento troppo scottante da affrontare in campagna elettorale per la fedele amica di Mangionix.
      il venticello della vera legalità, si appresta a spazzare………..

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