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VITALIZI SÌ, MA CON SOLIDARIETÀ

Nel bilancio dell’Assemblea regionale siciliana vi è una spesa fissa, piantata da un chiodo martellato 70 anni addietro, e che non ha mai barcollato: si tratta, oggi, di 18 milioni di euro all’anno che servono per pagare i vitalizi agli ex deputati, anche se in carica poche settimane come un agrigentino che nell’aprile 2001 subentrò a fine legislatura ad un altro agrigentino e che adesso gode di 3mila euro al mese. E con i 18 milioni di euro si pagano anche le pensioni di reversibilità ai parenti degli ex deputati morti, tanto che nel 2017 incassano ancora i vitalizi familiari discendenti di 9 deputati che hanno risposto presente alla prima seduta dell’Assemblea regionale nel 1947. Gli assegni di reversibilità per gli ex deputati morti sono 130, e ogni mese costano ai siciliani 590mila euro, quindi 7 milioni all’anno. Invece gli ex deputati vivi sono 180, e incassano complessivamente quasi 882mila euro al mese, quindi oltre 10 milioni di euro l’anno. Tanto denaro, e perché no, allora, un contributo di solidarietà? In Sicilia come nelle altre Regioni d’Italia? Sì, ok : l’Assemblea regionale ha ripristinato il contributo di solidarietà, e ripristinato perché la tassa sui vitalizi, sia diretti che indiretti di reversibilità, vi è già stata ma solo per le pensioni più elevate, più di 90mila euro all’anno. In altre Regioni di Italia invece il contributo è versato da tutti gli ex consiglieri, che a Sala d’Ercole non sono consiglieri ma deputati. Dunque, il consiglio di presidenza dell’Assemblea siciliana entro pochi giorni si adeguerà a una nuova delibera del consiglio di presidenza della Camera. E il contributo sarà del 10% per i vitalizi da 70mila a 80mila euro, del 20% da 80mila a 90mila euro, del 30% da 90mila a 100 mila euro e del 40% per gli assegni superiori ai 100mila euro all’anno. Ancora più nel dettaglio, pagheranno il contributo di solidarietà solo le pensioni superiori ai 5.800 euro lordi al mese. E il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, commenta: “Ci adegueremo alla decisione della Camera, perché è la soluzione più ovvia all’interno di un percorso corretto di rispetto delle regole, e per questo da me più volte auspicata, quando ho chiesto che per un’omogeneizzazione dei sistemi previdenziali in tutta Italia fosse necessario un’interlocuzione tra le Regioni e il Parlamento nazionale.”

fonte teleacras

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