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Vicenda carburanti a Lampedusa, replica dei distributori dell’isola

Un comunicato di replica dei distributori lampedusani di carburante ci è pervenuto in riposta ad alcune affermazioni riportate in un articolo di qualche giorno fa dalla ditta Nautilis.

I distributori lampedusani fanno sapere:

“Dire che quanto viene affermato in un comunicato diffuso nei giorni scorsi da un’azienda di prodotti petroliferi che opera nelle Pelagie è pura demagogia è poco.

Ma in questa, non è nostra intenzione scendere a certi livelli di bassezza Ancora una volta qualcuno non ha perso l’occasione per tentare di raggirare e forzare le “regole” sfruttando a suo favore un disagio a cui sono costretti gli isolani tutti, sia essi commercianti che cittadini.

Perché e bene dire al caro”collega” che tra le altre cose, sfrutta le isole esclusivamente per trarne un vantaggio economico, lasciando ben poco al territorio, che chi scrive è costretto a praticare certi prezzi definiti valori sicuramente fuori mercato, in quanto si cerca di dare alla comunità un servizio continuo e professionale, non incentivato o assistito da risorse pubbliche.

Intanto è bene che si definisca meglio il concetto di mercato,  perché se il mercato è lo stesso che si millanta da sempre prezzi uguali alla terraferma ci pare proprio che la ditta accusatrice, non abbia mai mantenuto le promesse fatte, sia in ambito marineria sia in altri ambiti.

Noi compriamo con regolare fattura, rivendiamo con i prezzi pubblicati che indipendentemente per le nostre aziende riteniamo opportuni e soprattutto paghiamo le tasse.

Ribadiamo che i nostri investimenti e le nostre spese le sosteniamo da soli. Il servizio a prezzi “stracciati” che lo stesso signore da a Linosa, fa riferimento ad un distributore che risponde all’utenza a “chiamata”, che si è approvvigionato di prodotto in tempi atavici quando i prezzi di mercato erano bassi, che non acquista prodotto da chissà quanto tempo, che “probabilmente” non ottempera nemmeno ad onorare tutti gli esborsi economici dell’attività.

Se lo stesso metodo lo applicassimo alle nostre attività, riusciremmo indubbiamente a mantenere un prezzo basso, perché è bene dire che chi accusa, millanta questo modo di fare concorrenza utilizzando metodi molto sleali.

Noi abbiamo già risposto del nostro operato all’antitrust.

Quindi caro collega diremo che è il caso di smetterla di utilizzare le solite parole vaghe, pur di cavalcare un onda populista e riuscire ad ottenere un qualche “favore” pubblico, infatti “equa, super quotato, fuori mercato…” sono solo parole indefinite che non hanno mai prodotto nessuna utilità su queste isole, specie se pronunciate da sfruttatori forestieri”.

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