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Verona: Vinitaly porta di accesso per i vini Europei in Cina. Cooperazione con Hong Kong

Vinitaly 2010

Vinitaly 2010

Hong Kong è il più importante hub verso la Cina e i Paesi asiatici. Il protocollo d’intesa tra Veronafiere e Trade Development Council di Hong Kong (HKTDC) prevede la realizzazione di eventi e attività nel corso di Vinitaly e dell’Hong Kong International Wine & Spirits Fair, dove l’Italia sarà Paese Partner nel 2011.

Vinitaly diventa la porta di accesso per il vino europeo in Cina e Asia grazie al protocollo d’intesa siglato oggi tra Veronafiere e il Trade Development Council di Hong Kong (HKTDC), organizzatore dell’Hong Kong International Wine & Spirits Fair. Un accordo reso possibile anche dall’importante collaborazione con Ministero delle politiche agricole, Ice, Buonitalia, Federvini, Uiv.

Hong Kong rappresenta uno sbocco commerciale particolarmente interessante per i vini italiani, soprattutto dopo la decisione del governo locale di abolire l’imposta sul vino e la birra nel 2008, che ha permesso alla città di diventare importante hub per il vino in Asia.

Nel 2009, l’Italia ha esportato a Hong Kong vino per un valore di 9 milioni di euro (12 milioni di dollari Usa), con una crescita di quasi il 20% rispetto all’anno precedente.

Come parte dell’alleanza strategica, l’HKTDC ha annunciato che l’Italia sarà Paese Partner per l’Hong Kong International Wine & Spirits Fair del 2011 e Veronafiere metterà a disposizione il know-how di Vinitaly. Altre attività includono il coordinamento e la promozione di eventi e attività nel corso delle due manifestazioni, lo scambio di informazioni di mercato e la presenza di delegazioni ufficiali dell’HKDC a Vinitaly.

«Come Paese Partner i nostri produttori di vini avranno l’invidiabile opportunità di accedere ai principali mercati asiatici – ha dichiarato Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere -,  mentre prima solo i grossi produttori e i grandi gruppi avevano la possibilità di essere presenti a Hong Kong e in Cina».

Benjamin Chau, che in qualità di vicedirettore esecutivo dell’HKTDC ha firmato il protocollo,  ha affermato che «non solo vi è sempre un maggiore apprezzamento del vino tra la popolazione di Hong Kong, ma che la città è in grado di fungere da punto di passaggio chiave tra i Paesi produttori come l’Italia e la Cina continentale, che offre un mercato potenzialmente enorme».

Secondo i dati, l’importazione di vino in Cina cresce annualmente del 30% e si prevede che raggiungerà il 58% di tutto il mercato del vino d’importazione in Asia (Giappone escluso). A Hong Kong alla fine del 2009 – meno di due anni dalla rimozione delle tasse sul vino – le importazioni sono cresciute dell’80% e hanno raggiunto un valore di 412,5 milioni di dollari Usa. Nei prossimi due anni si prevede che le vendite del vino rosso italiano a Hong Kong cresceranno del 36%, mentre per il vino bianco del 38% entro la fine del 2012; per il vino rosé è previsto un incremento del 20% nello stesso periodo.

Presenti alla firma del protocollo il consigliere diplomatico del Ministero per le politiche agricole Giorgio Starace, Roberto Lovato dell’Ice, Walter Brunello presidente di Buonitalia, Lamberto Vallarino Gancia presidente di Federvini e Andrea Sartori presidente di Uiv.

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