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Una vigilanza che funziona migliora l’economia del paese, contrasta l’illegalità e tutela i cittadini onesti.

L’incontro sindacale della vigilanza INPS ha rappresentato un’importante occasione per discutere della delicatissima vicenda che riguarda il ruolo delle attività ispettive esperite dall’Istituto per  contrastare l’illegalità, l’irregolarità, l’evasione contributiva, ed un sistema di dilagante sfruttamento dei lavoratori e di aggiramento delle norme, per conseguire vantaggi personalistici, in danno della collettività e dei contribuenti onesti.

In particolare è stata posta l’attenzione sull’INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro) che, ai sensi del D.Lgs.145/2015, accorpa, sotto l’egida del Ministero del Lavoro, le funzioni ispettive già in capo allo stesso Ministero, all’INPS ed all’INAIL.

Nel corso dell’incontro è stato evidenziato l’importante risultato che la vigilanza consegue annualmente in termini di recupero di risorse utili a finanziare una cospicua parte del bilancio dell’Istituto consentendo l’erogazione di importanti prestazioni capaci di assicurare il pagamento delle pensioni, la tutela delle fragilità economiche e sociali, il sostegno al reddito e, più in generale, alla stessa finanza pubblica, in un paese in decrescita e, nel caso siciliano, in una regione povera, mal governata, con altissima disoccupazione ed altrettanto elevata corruzione ed illegalità.

E’ stato esposto il rischio che l’accorpamento delle tre vigilanze in una logica di isorirorse, senza adeguati investimenti in termini formativi ed organizzativi e senza il riconoscimento delle peculiarità ispettive proprie di ciascun ente, metta a repentaglio le professionalità, omogeneizzandole, con dispersione delle competenze specifiche, oltre che possa determinare un arretramento retributivo, unitamente ad un aggravio di responsabilità connesse, ad esempio, all’attribuzione estemporanea delle funzioni di polizia giudiziaria.

E’ stata ribadita la peculiarità regionale siciliana, in cui l’ispettorato del lavoro è di matrice regionale, con la conseguente esigenza di recepire e regolamentare ad hoc il predetto accorpamento.

Sono stati esternati dubbi circa possibili condizionamenti da parte del potere politico sulle strategie di contrasto alle irregolarità nonché sulla programmazione e sullo svolgimento delle attività ispettive.

Con l’occasione è stato criticato il farraginoso sistema di parametrazione della “performance” che obbliga i dipendenti dell’INPS a rincorrere i prodotti con maggiore peso in termini di produttività piuttosto che quelli che impattano con le reali esigenze dell’utenza. E’ stata fortemente sostenuta l’ipotesi di elaborare nuovi e diversi sistemi di misurazione e valutazione delle attività, in funzione della complessità ambientale e delle peculiarità sociali ed economiche del territorio. E’ stata chiesta, in proposito, l’immediata attivazione di un tavolo per la costruzione di un modello  calibrato su tali elementi.

Il coordinatore nazionale è stato incaricato di portare all’attenzione della direzione generale dell’INPS e degli atri interlocutori istituzionali, con il coinvolgimento della federazione nazionale,  la problematica esposta, per l’individuazione di soluzioni idonee a rendere effettivamente funzionale l’INL, nel rispetto delle specificità territoriali, dei cittadini retti e degli ispettori coinvolti.

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