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“Una poesia per Agrigento”

Una poesia per Agrigento,

città che esprime l’eternità del bello

e lo splendore dell’arte classica

 

Un vecchio libro, dalle pagine ingiallite e dai caratteri fioriti, è stato stampato nel 1939, ad Agrigento, Edizioni Akragas, Tipografia Arti Grafiche – Agrigento. (Lire sei).

Il libro è una raccolta di poesie, il poetare colto, vocativo, enfatico e celebrativo come  sentivano i poeti in  quel tratto temporale del primo quarto del Novecento; poesia carica di rassicurante e compiuta  gloria  e tutta dedicata alla imperitura bellezza delle opere storiche, della valle,  della città.e I poeti nella raccolta che lo sguardo appassionato ad Agrigento  sconfinata di bellezza, verso valle, verso il porto, verso il profilo armonico di Pinta bianca e il mare vasto e rilucente che li unisce.

Il poeta, nella raccolta curata da Emma Morello, è Gerlando Lentini, professore di Liceo a Palermo, ma nato in Agrigento  “ ha cantato in versi dolci, gentili la bellezza, la storia e l’arte…”.

Tempio della Concordia

Alza la vasta fronte il tempio solenne, ne l’ora

de la mattina, come per un antico rito.

Entro la cella passa un subito brivido, sfugge,

col palpito di un’ala, dal peristilio aperto.

Mira: dal colonnato, fulgente come oro, lo sguardo

spazia sul muto piano,  cui  l ’Acragante  irrora.

Salgono arcane voci da mondi lontani, venendo,

ebbre d’angoscia, ne la solitudine.

Prossimamente altri poeti e viaggiatori, (Pindaro,Edrisi, Goethe), che hanno rivolto lo sguardo al colle e alla valle, quel luogo di  armonia classica con i templi dedicati agli dei.Templi bianchi erano, come il marmo,  perché stuccati  per essere partedella classicità di Atene e della Grecia.


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