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Uil Agrigento: Sulla ripubblicizzazione dell’acqua, la sentenza della Corte Costituzionale dà l’ennesimo schiaffo a tutta la politica regionale.

Gero Acquisto Segretario Generale Territoriale della UIL e Giovanni Manganella segretario Generale Territoriale Uiltec Agrigento, intervengono a seguito della sentenza 93/2017 che demolisce sostanzialmente la legge regionale 19/2015 sulla ripubblicizzazione dell’acqua che ha segnato il fine vita di una legge a dir poco pasticciata, confusa e chiaramente alla luce delle motivazioni degli ermellini incostituzionale.
Ecco perché, ribadiscono Acquisto e Manganella, anche sul servizio e la gestione integrata dell’acqua, i nostri legislatori hanno segnato il passo e i tempi. Se la Sicilia nel quinquennio Crocetta e della sua maggioranza variopinta e trasformista doveva rappresentare la rivoluzione per i siciliani, il resoconto è drammatico, fallimentare e purtroppo devastante per l’economia siciliana. In meno di un lustro almeno una decina le leggi regionali impugnate e una dozzina di riforme lasciate nei cassetti, noi ci chiediamo ancora una volta come organizzazione sindacale i danni chi li pagherà ?
Province, codice degli appalti, nomine dei manager nel mondo della sanità, nomine sub-judice nel sottogoverno nelle mani dell’Anac, lasciano a dir poco basiti da una politica che non c’è stata e che ha alimentato solo rabbia e mortificazioni per il popolo siciliano. L’unica notizia che ci conforta è che il 5 novembre i siciliani avranno uno strumento importante per uscire da un pantano politico-istituzionale che ha trasformato la Sicilia in una terra maledetta e senza filtri dove la politica è invisa da tutte le classi sociali isolane. La Uil ribadisce da sempre che l’acqua come principio  universalmente riconosciuta è un bene  pubblico, sulla gestione, noi ribadiamo che a prescindere tra pubblico e privato, il punto nodale è quello di un servizio idrico, trasparente, economico, efficiente e a costi calmierati per i cittadini ”.

Uil Agrigento:Sulla ripubblicizzazione dell’acqua, la sentenza della Corte Costituzionale dà l’ennesimo schiaffo a tutta la politica regionale. Gero Acquisto Segretario Generale Territoriale della UIL e Giovanni Manganella segretario Generale Territoriale Uiltec Agrigento, intervengono a seguito della sentenza 93/2017 che demolisce sostanzialmente la legge regionale 19/2015 sulla ripubblicizzazione dell’acqua che ha segnato il fine vita di una legge a dir poco pasticciata, confusa e chiaramente alla luce delle motivazioni degli ermellini incostituzionale.Ecco perché, ribadiscono Acquisto e Manganella, anche sul servizio e la gestione integrata dell’acqua, i nostri legislatori hanno segnato il passo e i tempi. Se la Sicilia nel quinquennio Crocetta e della sua maggioranza variopinta e trasformista doveva rappresentare la rivoluzione per i siciliani, il resoconto è drammatico, fallimentare e purtroppo devastante per l’economia siciliana. In meno di un lustro almeno una decina le leggi regionali impugnate e una dozzina di riforme lasciate nei cassetti, noi ci chiediamo ancora una volta come organizzazione sindacale i danni chi li pagherà ?Province, codice degli appalti, nomine dei manager nel mondo della sanità, nomine sub-judice nel sottogoverno nelle mani dell’Anac, lasciano a dir poco basiti da una politica che non c’è stata e che ha alimentato solo rabbia e mortificazioni per il popolo siciliano. L’unica notizia che ci conforta è che il 5 novembre i siciliani avranno uno strumento importante per uscire da un pantano politico-istituzionale che ha trasformato la Sicilia in una terra maledetta e senza filtri dove la politica è invisa da tutte le classi sociali isolane. La Uil ribadisce da sempre che l’acqua come principio  universalmente riconosciuta è un bene  pubblico, sulla gestione, noi ribadiamo che a prescindere tra pubblico e privato, il punto nodale è quello di un servizio idrico, trasparente, economico, efficiente e a costi calmierati per i cittadini ”.

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