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Tuzzolino tra Condello, Priolo e Burgio…

A Palma di Montechiaro, in via Nobel, il 27 novembre 2011, un operaio di 39 anni, Calogero Burgio, è stato ferito da una raffica di proiettili ed è morto poi in ospedale a Licata. Calogero Burgio, sposato, padre di due figli, incensurato, imbianchino, emigrato in Germania, poi, da 8 giorni è rientrato nel suo paese di origine, Palma di Montechiaro, per lavori di manutenzione a casa sua, prima delle vacanze di Natale. Invece, lo ha atteso la morte. E poi, a Palma di Montechiaro, in contrada Ciccobriglio, il 26 gennaio 2012, sono stati scoperti due cadaveri in un burrone, uccisi a colpi di pistola. Le vittime, entrambe di Palma di Montechiaro, sono Giuseppe Condello, 41 anni, sorvegliato speciale con precedenti per mafia e presunto affiliato alla Stidda di Palma, e Vincenzo Priolo, 27 anni, incensurato, che si ritiene essere stato l’autista di Condello. Il padre di Giuseppe Condello, Ignazio, è stato ucciso a Naro il 20 gennaio del 1985, una domenica, bersaglio di un agguato poco fuori Palma di Montechiaro, nei pressi di un abbeveratoio. All’ epoca, l’ omicidio di Ignazio Condello inaugurò una delle faide più sanguinose della mafia agrigentina, lo scontro tra Cosa nostra e Stidda, che provocò centinaia di morti ammazzati fino alla prima metà degli anni 90. Ebbene, adesso l’ architetto agrigentino Giuseppe Tuzzolino, aspirante e non ancora del tutto accreditato collaboratore della Giustizia, avrebbe raccontato che ad uccidere Calogero Burgio sarebbe stato, sparando con una mitraglietta, Giuseppe Condello. Ed è lo stesso Condello ucciso poco più di un anno dopo. E, ancora secondo Tuzzolino, il mandante dell’ omicidio di Calogero Burgio sarebbe stato un boss di Palma di Montechiaro residente a Mannheim in Germania, affollata da tanti siciliani emigrati per necessità o per affari più o meno leciti. E il boss palmese dalla terra tedesca avrebbe sentenziato la morte del suo compaesano Burgio perché Burgio sarebbe stato colpevole di uno sgarro contro di lui. Punto : il racconto di Tuzzolino non procederebbe oltre, e tanto basta, almeno per il momento, per incardinare altri filoni di indagine, già attivati dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo.

fonte teleacras

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