Trivellazioni nel mediterraneo, Vanadia: scelta assurda e dannosa
In riferimento all’annuncio da parte del gruppo petrolifero britannico British Petroleum circa l’avvio entro alcune settimane di una nuova perforazione nel Mare Mediterraneo, a nord delle coste libiche, interviene l’ambientalista agrigentino, Antonio Vanadia che non manca di criticare tale scelta.
“Hanno distrutto – scrive Vanadia – l’economia della Louisiana fondata sul turismo naturalistico e la pesca,hanno trasformato il golfo del Messico in una nera, fetida e vischiosa cloaca che è divenuta una tomba per decine di migliaia di uccelli,per migliaia di cetacei e tartarughe e per milioni di pesci. Il petrolio nel pianeta si stà esaurendo e allora lo si cerca in maniera spasmodica ovunque; i grandi untori della BP,si proprio loro,gli artefici del disastro nel Golfo del Messico ,prima della fine dell’estate trivelleranno 5 pozzi ad una profondità di 1700 metri nel Golfo della Sirte in acque libiche, a sole 250 miglia dalla nostra costa e a 125 miglia da Lampedusa. Gli inglesi per compiere questa porcata ,che potrebbe significare la fine della nostra splendida natura e l’annientamento perpetuo del turismo e della pesca in quasi tutto il Mediterraneo, hanno dato a Gheddafi 900 milioni di dollari consegnandogli anche il terrorista Abdelbaset Al Megrahi responsabile della strage del jumbo della Panam caduto a Lockerbie in cui perirono quasi 300 persone in maggioranza statunitensi. Il 29 luglio la commissione esteri del Senato Usa ha convocato a Washington per questo fatto l’amministratore delegato della BP Tony Hayward. Occorrerebbe- conclude l’ambientalista – un’azione clamorosa e inattesa della nostra Marina Militare che ci riempirebbe d’orgoglio e che sarebbe un monito per tutti coloro che credono che con il denaro si possa commettere impunemente qualsiasi nefandezza”.

Ha perfettamente ragione Vanadia.Il mediterraneo è un mare chiuso.In caso di incidenti verrebbe paralizzato con conseguenze incalcolabili sull’economia e sull’ambiente.