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Terrorismo e resistenza di A. Spataro: l’inconciliabilità fra terrorismo e resistenza.

Ormai, la guerra e il terrorismo (conseguente o precedente?) dominano la scena mediatica, sono entrati di prepotenza nelle nostre case, condizionano pesantemente l’esercizio della democrazia e le libertà degli individui, influenzano le relazioni fra gli Stati e gli affari delle grandi concentrazioni globalizzate che, a loro volta, orientano governi e masse ingenti d’investimenti.Poiché tutto si tiene nel nome della lotta al terrorismo.
Che grandiosa invenzione quella del terrorismo planetario, sempre incombente! Sicuramente, il suo inventore o fomentatore passerà alla storia come un genio della strategia politica al servizio della finanza d’arrembaggio che sta destrutturando il mondo a suo favore.
Inventato o foraggiato o scelto come metodo di lotta politica, il terrorismo è una realtà drammatica con la quale bisogna fare i conti, ogni giorno. Perciò, bisogna condannare, certo, la guerra ma alla stessa stregua il terrorismo di qualsiasi natura e colore, anche quando agita le bandiere della lotta per l’indipendenza dei popoli.
La Resistenza deve ripudiare il ricorso all’assassinio e alla strage per dimostrare la sua superiorità politica ed etica rispetto all’oppressore che, addirittura, si dovrà incaricare di redimere. In ogni caso, deve marcare una netta distinzione fra nemici armati e civili innocenti.

( dal “PETROLIO, IL SANGUE DELLA GUERRA”- anno 2012- http://www.lafeltrinelli.it/libri/spataro-agostino/petrolio-sangue-guerra/978889101444 )

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